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Domenica dei Santi Progenitori

(La Prima Domenica Tra 11 e 17 dicembre)

Al Mattutino

Apolytìkion anastàsimo.

Gloria. E ora. Dei progenitori. Tono 2.

Hai giustificato per la fede i progenitori attirando a te, tramite loro, la Chiesa delle genti; si vantano nella gloria i santi, perché dal loro seme procede un frutto insigne: colei che senza seme ti ha partorito; per le loro suppliche, Cristo Dio, salva le nostre anime.

A Il Signore e Dio, tropario anastàsimo. Gloria. Lo stesso tropario. E ora, dei progenitori.

La consueta sticologia. Gli anavathmì del tono.

Ogni spirito. Vangelo eothinòn. Contemplando la risurrezione di Cristo. Salmo 50.

I canoni: l’anastàsimo dall’Oktòichos, dei tre santi fanciulli e dei progenitori.

Canone dei tre santi fanciulli. Acròstico: Inneggio ai tre fanciulli e a Daniele il grande. Di Teofane.

Ode 1. Irmòs. Tono pl. 4.

Attraverso l’umido elemento come terra asciutta, fuggendo all’oppressione egizia, l’israelita acclamava: Cantiamo al nostro Redentore e Dio.

Glorifichiamo l’eterno Verbo, generato divinamente prima dei secoli dal Padre, apparso simbolicamente nella fornace ai fanciulli.

I pii fanciulli coraggiosamente disprezzarono le empie parole del tiranno e non si lasciarono contaminare dalle pietanze illegali come i caldei.

Eravate nutriti spiritualmente dal Verbo e utilizzavate cibi semplici, perciò apparivate al re più floridi degli altri cortigiani.

Theotokìon. La fanciulla germogliata da Davide, concependo il Redentore, cura l’amaro veleno che il serpente iniettò nelle orecchie di Eva.

Canone dei santi progenitori. Acròstico: La lode dovuta offro ai padri. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Offriamo la lode ai padri, rifulsi prima e durante la Legge, che servirono con animo retto il Signore e Sovrano rifulso dalla Vergine e godono ora della luce senza tramonto.

Onoriamo Adamo, il primo padre onorato dalla mano del Creatore, divenne progenitore di noi tutti e riposa con tutti gli eletti nelle dimore celesti.

Il Dio e Signore dell’universo accolse Abele, che offriva doni con anima nobilissima e quando fu ucciso da mano assassina, lo portò alla luce come martire divino.

Theotokìon. Ascoltiamo gli oracoli da Dio ispirati, che gridano la manifestazione di Cristo: poiché ecco, è partorito in una grotta da fanciulla ignara d’uomo e la stella, apparendo agli astrologi, svela il tremendo parto.

Katavasìa. Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Dei santi Fanciulli.

Ode 3. Irmòs.

Tu sei saldezza di quanti a te accorrono, Signore, tu sei la luce degli ottenebrati e il mio spirito a te inneggia.

Ricevuta dal Sovrano coscienza divina, i figli di Davide serbarono divinamente le leggi dei padri.

La fiamma non poté consumare i corpi dei purissimi fanciulli: il digiuno, cibo dell’anima, li copriva di rugiada.

Lode universale e inni cantano i tre fanciulli dentro la fornace, prodigiosamente rinfrescati.

Theotokìon. Per mostrarci la tua nascita da una Vergine, Signore, tu salvi nella fornace i corpi vergini dei fanciulli.

Dei progenitori.

Al Figlio che prima dei secoli.

Si canta nel mondo l’ardore di Set per il Creatore: egli infatti realmente lo servì con condotta irreprensibile e dall’intimo dell’anima e ora grida nella regione dei viventi: Santo sei tu, Signore.

Con bocca, lingua e cuore, il mirabile Enos sperò in spirito di invocare con senno divino il Dio Sovrano dell’universo: e vivendo in terra in modo a lui gradito, ne riportò gloria.

Proclamiamo beato Enoch con sacre parole: egli infatti, resosi gradito al Signore fu trasferito nella gloria, rivelandosi superiore alla morte, come sta scritto, come sincerissimo servo di Dio.

Theotokìon. Ecco che l’attesa delle genti procede dalla Vergine e Betlemme felicemente apre l’Eden che era stato chiuso, accogliendo il Verbo incarnato e deposto secondo la carne in una greppia.

Katavasìa. Al Figlio prima dei secoli immutabilmente dal Padre generato e negli ultimi tempi dalla Vergine, senza seme, incarnato, a Cristo Dio acclamiamo: Tu che hai innalzato la nostra fronte, santo sei tu, Signore.

Ypacoì. Tono 2.

Il fuoco si mutò per i fanciulli in rugiada, il lamento in gioia per le donne: in entrambi i casi un angelo infatti fu ministro di prodigi, mutando per gli uni la fornace in sollievo e manifestando alle altre la risurrezione il terzo giorno; o Signore, autore della nostra vita, gloria a te.

A discrezione di chi presiede, diciamo:

Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Celebriamo, fedeli, tutti i progenitori di Cristo, per noi apparso sulla terra, glorificando con canti colui che li rese ammirabili: prefigurarono la sua venuta e la sua nascita ineffabile dalla Vergine, annunziandola al mondo.

Dei santi Fanciulli.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, l’annunzio della tua economia e ti ho glorificato, o unico Filantropo.

Accolta nel suo spirito l’ispirazione, il sapientissimo Daniele fu in grado di spiegare i sogni del re per grazia.

Splendida di prodigi fu la lotta sostenuta nella fiamma dai tre fanciulli: ne fu attratto il tiranno e per essa fu guidato alla conoscenza del Signore onnipotente.

Gli strumenti dell’orchestra e la musica armoniosa non sedussero i pii fanciulli, che non si inchinarono alla statua d’oro.

Theotokìon. A Babilonia i tre pii fanciulli celebravano con inni il tuo Figlio sovradivino, riconoscendolo nella fornace di fuoco, o lodatissima.

Dei progenitori.

Virgulto dalla radice.

Offriamo una lode a Dio, onorando con inni Noè, vero giusto: adorno di tutti i divini precetti, mostrò di essersi reso gradito a Cristo, al quale con fede cantiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Vedendo la nobiltà del tuo animo, la tua integrità, la tua perfezione in tutto, o Noè, Dio ti rese davvero principe del secondo mondo, colui che gli salvò il seme di ogni stirpe, dopo l’esperienza del diluvio, come egli stesso aveva ordinato.

Con inni, piamente diciamo beato Noè, che serbò inviolata la legge di Dio e fu trovato giusto nella sua generazione e, per ordine del Creatore, salvò in un’arca di legno le specie degli animali irrazionali.

La tua memoria, o beato Noè, fa scaturire il vino della compunzione per noi che ti onoriamo, sempre allietando le anime e i cuori di quanti sinceramente proclamano beati i tuoi venerabili costumi e la tua condotta divinamente ispirata.

Theotokìon. Ora la nostra redenzione è deposta in una greppia e avvolta in fasce come un bimbo dall’oriente giungono magi per vederlo e adorarlo con doni, nella fede, come Dio e Re, nato sulla terra.

Katavasìa. Virgulto dalla radice di Iesse e fiore che da essa procede, o Cristo, dalla Vergine germogliasti, dal boscoso monte adombrato, o degno di lode: sei venuto incarnato da una Vergine ignara d’uomo, tu, immateriale e Dio. Gloria alla tua potenza, Signore.

Dei santi Fanciulli.

Ode 5. Irmòs.

Perché mi hai respinto dal tuo volto, luce senza tramonto e mi ha ricoperto, me infelice, la tenebra ostile? Convertimi, dunque, ti prego e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi comandamenti.

Iniziati alla legge, Salvatore, non la rinnegarono i tuoi servi, il grande Daniele con i tre divini fanciulli, ma prendendo forza da te, benefattore, valorosamente sconfissero i tiranni.

Il tuo profeta Daniele, o filantropo, fu iniziato spiritualmente ai tuoi misteri, potendo contemplare con cuore puro il Figlio dell’uomo assiso su una nube, re e giudice di tutte le nazioni.

Più dello zaffiro si sono abbelliti i vostri corpi, o fanciulli e per l’ardore della vostra fede, brillavate più dell’oro, entrando con gioia nella fornace ardente e ritmando una danza con tutto l’universo.

Theotokìon. Daniele profeta ti descrisse un tempo, o Vergine, come monte: e vedendo la fornace effondere rugiada, i fanciulli celebravano con inni il frutto divino del tuo grembo come Salvatore, Creatore e Signore.

Dei progenitori. Dio della pace.

Sia onorato con lodi divine Sem, che ottenne la benedizione paterna, si mostrò gradito al cospetto di Dio e fu annoverato nei cori dei progenitori e riposa pieno di gioia nella regione dei viventi.

Abramo fu degno, come amico di Dio, di vedere il giorno del suo Creatore e fu ricolmo di gioia spirituale: onorandolo dunque con rettitudine di mente, proclamiamolo tutti beato, come fedele servo di Dio.

Contemplasti la Trinità, per quanto è permesso all’uomo e le offristi ospitalità, come sincerissimo amico, o Abramo beatissimo: ottenesti così la ricompensa della singolare ospitalità col divenire, in forza della fede, padre di genti senza numero.

Theotokìon. Colui che è pieno si svuota per noi nella carne e accetta un inizio colui che precede l’inizio; si impoverisce il ricco e il Verbo di Dio è posto a giacere come infante nella greppia di animali irrazionali, riplasmando tutti dall’inizio dei tempi.

Katavasìa. Dio della pace, Padre delle misericordie, tu ci hai inviato l’angelo del tuo gran consiglio per donarci pace; guidati dunque alla luce della conoscenza di Dio, vegliando sin dai primi albori, noi ti glorifichiamo, filantropo.

Dei santi Fanciulli. Ode 6. Irmòs.

L’abisso dei peccati e il burrone delle colpe mi scuotono e con violenza mi spingono verso il baratro dell’ignoranza, ma tu, stendi la tua forte mano come a Pietro e salvami dalla corruzione.

Dominando le passioni dell’anima con la potenza del Verbo divino, diveniste capi nei paesi dei caldei, perché la virtù rende onore a chi la possiede, o sapienti discendenti di Davide.

Rivestito di vivificante mortificazione, Daniele un tempo mediante il cibo distrusse il terribile drago, che per i caldei era un dio, sapientemente uccidendo gli empi sacerdoti che lo servivano.

Theotokìon. Supplica tuo Figlio, mio giudice, Vergine Madre di Dio, affinché nell’ora del giudizio abbia pietà di me e mi salvi dal terribile castigo, poiché in te sola spero.

Dei progenitori. Il mostro marino.

Divenisti chiara figura della passione di Cristo, o Isacco beatissimo, condotto ad essere immolato, per ubbidienza al padre: perciò sei detto beato e realmente ti sei mostrato sincerissimo amico di Dio, abitando così con tutti i giusti.

Giacobbe si rivelò fedelissimo servo del Dio di tutti; per questo lottò con l’angelo e ottenne un altro nome: intelletto che vede Dio; dormendo contemplò anche una scala divina, alla quale stava appoggiato Dio, che per sua bontà ha aderito alla carne.

Poiché Giuseppe amava l’ubbidienza al padre, fu gettato in una fossa e venduto, prefigurando Cristo immolato e gettato in una fossa; fu poi proclamato in Egitto distributore di frumento, divenuto sobrio e giusto, vero signore delle passioni.

Theotokìon. Si fa conoscere sulla terra come bimbo neonato colui che sempre è con il Padre e lo Spirito; viene avvolto in fasce, proprio lui che avvolse la terra in fasce di bruma e viene deposto nella mangiatoia di animali senza ragione: perciò festeggiamo lieti la vigilia della sua nascita senza seme.

Katavasìa. Il mostro marino, dalle sue viscere, espulse come embrione Giona quale lo aveva ricevuto; il Verbo, dopo aver dimorato nella Vergine e avere assunto la carne, da lei è uscito, custodendola incorrotta: poiché egli ha preservato la Madre indenne dalla corruzione cui non era sottostata.

Kontàkion. Tono 2. Autòmelo.

Rifiutando di venerare un’immagine dipinta da mano d’uomo, indossando come corazza l’Essenza non dipinta, o beatissimi, vi glorificaste nell’arena del fuoco; stando in mezzo alla fiamma insostenibile invocavate Dio: Affrettati, o misericordioso, vieni presto in nostro aiuto, nelle tua misericordia poiché se vuoi, puoi.

Ikos.

Stendi la tua mano, di cui fecero un giorno esperienza tanto gli egiziani che combattevano gli ebrei, quanto questi che ne subivano l’attacco; non abbandonarci, non ci inghiottisca la morte assetata di noi e Satana che ci odia; avvicinati dunque a noi e risparmia le nostre anime, come risparmiasti un tempo a Babilonia i tuoi fanciulli che, inneggiandoti senza sosta, per te erano stati gettati nella fornace, dalla quale a te gridavano: Affrettati, misericordioso, vieni presto in nostro aiuto, nella tua misericordia, poiché se vuoi, puoi.

Sinassario del giorno e dei progenitori.

Lo stesso giorno, Domenica dei santi progenitori.

Stichi. Gioiscono i progenitori antichi vedendo avvicinarsi Cristo messia. Esulta Abramo, rivelandosi antenato di Cristo.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Dei santi Fanciulli.

Ode 7. Irmòs.

I pii fanciulli non venerarono l’immagine d’oro a Babilonia, ma in mezzo alla fornace refrigerati dal fuoco, cantavano l’ode dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

In mezzo alle fiamme intonavano un inno al Dio onnipotente Azaria e i suoi compagni; formando un coro divino cantavano insieme: Benedetto il Dio dei nostri padri.

La lira dei fanciulli teologava l’onnipotente Dio di tutti, apparso loro nella fornace ed essi cantavano dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Il re, sapendo che erano tre i pii fanciulli gettati nel fuoco, ne vide apparire un quarto e in lui riconoscendo il Figlio di Dio, gridò a tutti: benedetto il Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Con l’intelletto illuminato dal chiarore divino, o Daniele beato in Dio, sapientemente con immagini mistiche raffiguravi il parto della Vergine, dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Dei progenitori. I fanciulli allevati.

Si celebrino Anania, Azaria e Misaele, con Daniele, perché estinsero il fuoco della fornace, tennero a freno gli assalti dei leoni e salmeggiarono concordi a Cristo: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Per aver lottato secondo le regole, con tentazioni e dure sofferenze, Giobbe fu chiamato sincerissimo servo di Dio, mite, senza malizia, retto, perfetto, irreprensibile, lui che gridava: Dio, tu sei benedetto.

Onoriamo con fede Mosè, Aronne e Cur, Gesù, il sacratissimo Levi, Gedeone e Sansone, celebrandoli e acclamando: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Ecco, come aveva predetto il profeta, l’ignara di nozze ha concepito in grembo e sta per partorire nella grotta di Betlemme il Dio al quale tutti cantiamo: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Katavasìa. I fanciulli allevati nella pietà, disprezzando un empio comando, non si lasciarono atterrire dalla minaccia del fuoco, ma stando tra le fiamme cantavano: Dio dei padri, tu sei benedetto.

Dei santi Fanciulli.

Ode 8. Irmòs.

Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Volendo conoscere la preziosa eredità di Abramo, secondo il suo esempio acquisiste la speranza e la sicurezza della fede, la pazienza e la costanza nelle prove e senza esitare cantavate: Sacerdoti, benedite, popolo esalta Cristo nei secoli.

Rifulgendo come luminari resero cielo la terra e raggianti di splendore per la loro fede, nella fornace cantavano la lode di tutto l’universo al loro Sovrano e benefattore: Fanciulli, benedite, sacerdoti, inneggiate, popolo esalta Cristo nei secoli.

I discendenti di Davide, che estinsero vigorosamente la fiamma altissima e respinsero le unghie dei leoni, lieti inneggiavano al Signore, loro Salvatore: Fanciulli, benedite, sacerdoti, inneggiate, popolo esalta Cristo nei secoli.

Theotokìon. Viene iniziato ai misteri il sapientissimo Daniele, o purissima e i tre fanciulli di senno divino prefigurano il tuo parto, vedendo attraverso simboli venire mirabilmente il frutto del tuo grembo, che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano per tutti i secoli.

Dei progenitori. La fornace che effondeva.

Oggi celebriamo la divina memoria dei padri divini, vissuti dai secoli: Adamo e Abele, Set, Noè ed Enos, Enoch, Abramo, Melchisedèk e Giobbe, Isacco con il fedele Giacobbe e gridiamo: Benedica il creato il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Celebriamo la schiera a Dio gradita dei padri divini: Barak e Natan, Eleazaro, Giosia e Davide, Iefte e Samuele, che nella sua santità vedeva in anticipo ciò che accadeva e gridava: Benedica tutto il creato il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Offriamo melodicamente una lode ai profeti di Dio inneggiando Osea, Michea, Sofonia e Avvacùm, Zaccaria, Giona Aggeo e Amos, Abdia, Malachia e Naum, Isaia, Geremia, Ezechiele con Daniele, Elia ed Eliseo.

Con triadiche parole celebriamo, o fedeli, la Trinità santissima: il Padre senza principio, il Figlio e il santo Spirito retto, Trinità consustanziale; ogni spirito la glorifica acclamando: Benedica tutto il creato il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Theotokìon. Apparisti, o Cristo, da sangue verginale, prendendo corpo ineffabilmente e fosti partorito in una grotta, come perfetto bambino, nell’eccesso del tuo compassionevole amore, o Gesù; da lontano una stella ti indicò agli astrologi che acclamavano con fede: Celebrate e sovresaltate Cristo nei secoli.

Katavasìa. La fornace che effondeva rugiada è stata immagine di una meraviglia oltre natura: essa infatti non bruciò i giovani che aveva ricevuto, come neppure il fuoco della divinità bruciò il grembo della Vergine in cui era disceso; perciò inneggiando cantiamo: Tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Dei santi Fanciulli. Ode 9. Irmòs.

Realmente, Theotòkos, da te salvati, noi ti celebriamo, o Vergine pura e con i cori degli incorporei ti magnifichiamo.

Raggiungeste il fine stando all’apice dei vostri desideri nei talami celesti, o beatissimi fanciulli.

Cogliendo con lacrime il covone da voi ben preparato con la vostra coltivazione, germogliate la spiga dell’incorruttela.

E’ sorta per voi ora degnamente la luce ed è fiorita la letizia del cuore, là dove dimorate senza dolore.

Theotokìon. Abolisti la legge della morte, o Vergine, generando il Signore datore di vita, che vivifica quanti con fede ti magnificano.

Dei progenitori. Vedo un mistero strano.

Con la tua forza hanno compiuto prodezze un tempo queste nobili figlie, Signore: Anna e Giuditta, Debora, Culda e Giaele, Ester, Sara, Mariam sorella di Mosè, Rachele, Rebecca e Rut.

Onoriamo divinamente i santi fanciulli, perché spensero la fornace, onoriamoli con il profeta Daniele e tutti i giusti rifulsi prima della Legge o che, sotto la Legge, ben servirono il Sovrano.

Sono sorti sapientissimi profeti divini, progenie di Abramo, per annunciare fervidamente in Spirito il Verbo che da Abramo e Giuda sarebbe nato: per le loro suppliche, o Gesù, abbi pietà di tutti.

E’ santificato tutto il creato dalla vostra memoria e festeggiando grida supplice: Offrite sempre una preghiera al Signore, o beati, perché i vostri cantori possano giungere ai beni eterni.

Theotokìon. Di me rivestito, procede dalla Vergine ed è partorito in una grotta il Verbo del Padre, senza confusione; danza, o creato, magnificando con parole grate la condiscendenza santissima della sua pietà.

Katavasìa. Vedo un mistero strano e portentoso: cielo, la grotta, trono di cherubini, la Vergine e la greppia spazio in cui è stato posto a giacere colui che nulla può contenere, il Cristo Dio, che noi celebriamo e magnifichiamo.

Exapostilarion. Udite, donne.

Amici dei padri, riuniamoci oggi per celebrare esultanti la memoria di Abramo, Isacco e Giacobbe, come dobbiamo: da essi apparve secondo la carne Cristo Signore, nella sua grande compassione.

Un altro. Uguale.

Cantiamo Adamo, Abele, Seth ed Enos, Enoch e Noè, Abramo, Isacco e Giacobbe, Mosè, Giobbe e Aronne, Eleazaro, Gesù, Barak, Sansone, Iefte, Davide e Salomone.

Theotokìon, uguale.

Vergine casta e pura, Maria, sposa divina, assistimi nell’ora tremenda, sii mediatrice per me meschino presso tuo Figlio e liberami dalla condanna e da tutti i castighi.

Alle lodi sostiamo allo stico 8 e cantiamo 4 stichirà anastàsima e 4 dei santi progenitori.

Tono 2. Casa di Efrata.

Tutti ora facciamo la memoria dei venerabili progenitori, celebrando la condotta di vita per cui furono magnificati (2).

Stico. Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Estinsero la potenza del fuoco i fanciulli, danzando in mezzo alla fornace e inneggiando al Dio onnipotente.

Stico. E sulla città santa dei nostri padri, Gerusalemme.

Rinchiuso in una fossa, messo a convivere con le belve, il profeta Daniele non mostrava di riportarne alcun danno.

Gloria. Tono grave. Di Germano.

Venite tutti, festeggiamo con fede l’annuale memoria dei padri vissuti prima della Legge, di Abramo e degli altri con lui; onoriamo degnamente la tribù di Giuda; celebriamo con Daniele, come immagine della Trinità, i fanciulli di Babilonia, che spensero le fiamme della fornace; attenendoci saldamente agli oracoli dei profeti, a gran voce acclamiamo con Isaia: Ecco la Vergine concepirà in grembo e partorirà un Figlio, l’Emmanuele, che vuol dire: Dio con noi.

E ora. Sei più che benedetta.

Grande dossologia e congedo.

Alla liturgia typikà. Le beatitudini del tono e la sesta ode dal canone dei progenitori.

Kinonikòn. Lodate il Signore.