29 Dicembre
Memoria dei santi bambini uccisi da Erode in numero di quattordicimila e del nostro padre san Marcello, igumeno del monastero degli Akìmites.
Al Mattutino
Apolytìkion dei santi martiri. Tono 1.
Lasciati commuovere, Signore, per le sofferenze patite per te dai santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o filantropo.
Del santo. Tono pl. 4.
In te, padre, si è perfettamente salvato ciò che è a immagine, perché tu, prendendo la croce, hai seguito Cristo e coi fatti hai insegnato a trascurare la carne, perché passa e a darsi cura dell’anima, realtà immortale: per questo con gli angeli esulta il tuo spirito, o san Marcello.
Della festa. Tono 4.
La tua nascita, Cristo nostro Dio, ha fatto sorgere per il mondo la luce della conoscenza: con essa, gli adoratori degli astri sono stati ammaestrati da una stella ad adorare te, sole di giustizia e a conoscere te, Oriente dall’alto. Signore, gloria a te.
Dopo la prima sticologia, Kàthisma. Tono pl. 4. Dell’incarico.
Il cielo si rallegra e la terra esulta di gioia, poiché è nato sulla terra l’Agnello di Dio, donando al mondo la redenzione: il Verbo, che è nel seno del Padre, infatti, è sorto senza seme dalla Vergine; i Magi stupirono, vedendolo nascere a Betlemme come un bambino: l’universo lo glorifica.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
O terra, oggi mi appari come cielo, poiché in te nasce il Creatore ed è adagiato in mangiatoia nella Betlemme di Giudea; con gli angeli lo inneggiano senza sosta anche i pastori: Gloria negli eccelsi e pace al mondo, poiché camminando i magi hanno visto la stella e correvano velocemente avanti per offrire i loro doni: oro, mirra e incenso per il Dio di tutti, Re eterno e Creatore di tutto, che per la sua compassione si è mostrato agli uomini nella grotta.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Salmo 50. Poi si dicono i canoni, uno della festa, quello dei santi bimbi e quello del santo. Acròstico: Incorono con parole i teneri sacrifici. Firmato da Giorgio ai Theotokìa.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.
Il creato si rinnova, la natura dei mortali è ricreata quando Cristo, il Creatore dell’universo si incarna prodigiosamente dalla Madre pura e incontaminata.
Raccogliendo oggi come rose ben fiorite il sangue dei rami germogliati da poco, la Chiesa di Cristo si adorna e ne gode esultando.
I santi innocenti inghiottirono nei fiumi del loro sangue la furia e la follia di Erode, sprofondando il suo editto.
Del santo. Avendo ricevuto da Dio conoscenza vera e infallibile, o padre, lo cercavi con vita santa e lo servivi con buone opere divine, o Marcello.
Theotokìon. La terra fu riscattata dalla precedente maledizione nell’Eden quando da te, Purissima, nacque in essa il Redentore per rinnovarla e santificarla.
Ode 3. Irmòs.
Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Effondete la dolcezza e la gioia sulla terra, o nubi, poiché dalla nube luminosa è sorto realmente Cristo nato nella grotta, ineffabilmente incarnato.
La natura umana svestì la confusione di un tempo e rivestì la grazia, la bellezza di colui che ha portato l’armonia e il cui splendore è sorto dalla Vergine nella nostra carne.
Il coro divinamente eletto dei bimbi è offerto al Creatore, che viene per incarnarsi come sacrificio mistico, testimonianza di sangue e martirio divino.
Del santo. Armato con la forza dell’anima contro i nemici invisibili, o Marcello teòforo, abbattesti con vigore le loro falangi e ricevesti corona di vincitore.
Theotokìon. Il Verbo di Dio si incarnò dal tuo grembo santo e incontaminato, o Vergine, rendendoti Sovrana di tutto il creato.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma dei santi bambini.
Tono 4. Sei apparso oggi.
L’esercito dei bimbi sacrificati per fede davanti a Cristo, viene offerto ora come immolazione gradita al Re e Creatore, che nasce oggi dalla Vergine.
Gloria. Del santo.
Tono 4. Presto intervieni.
Avendo prima purificato la tua anima col carbone della castità, o nostro padre Marcello, rafforzasti il tuo corpo in vista dell’impassibilità, perciò divenisti dimora divina, allontanando le malattie e illuminando quanti a te piamente si accostano e ti lodano.
E ora. Della festa. Uguale.
Oggi il creato gioisce divinamente, poiché Cristo nostro Signore, il Figlio di Dio, nasce da una Vergine incorrotta per rendere immortale la stirpe umana e sciogliere la maledizione della progenitrice; glorifichiamolo con inni come unico filantropo.
Ode 4. Irmòs.
Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.
Vedendo la tua discesa in una grotta, le schiere angeliche, Signore, con timore sbalordirono e inneggiavano la incommensurabile misericordia.
Signore, tu che con la tua sapienza hai creato tutto l’universo, hai voluto essere annoverato col corpo tra le tue creature e dimorare tra loro.
Il folle, iniquo, empio e pazzo Erode tirò contro se stesso la spada, provando a uccidere il Benefattore dell’universo e indistruttibile nella divinità.
Del santo. Mescolasti le tue pene e il sudore, o beato, alle onde di sangue dei lattanti, o Marcello, per offrirli come doni preziosi a colui che nasce nella carne.
Theotokìon. Vedendoti sfavillante di bellezza grazie ai raggi di tuo Figlio, o pura, coloro che portavano i doni delle genti inneggiarono la visione nuova e paradossale.
Ode 5. Irmòs.
Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con affetto vegliano per te dall’alba, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e che ci richiami dal buio delle colpe.
O Signore, colmo è il calice della tua misericordia per l’opera delle tue mani, che riempi di amore alla tua nascita, o Cristo, mostrandoti nella carne.
I bimbi uccisi dalla spada sono offerti oggi con Cristo come vittime senza macchia e olocausto in attesa della ricompensa divina.
Del santo. Purificando con le fatiche ascetiche la tua anima da ogni legame carnale, da tutti i piaceri terreni e temporanei, ti rivelasti, o venerabile, già in questo mondo simile agli angeli, o Marcello.
Theotokìon. Colui che nacque nella carne da te nella grotta, o Vergine pura, fece scaturire per amore fiumi spirituali di immortalità per irrigare copiosamente la natura umana.
Ode 6. Irmòs.
Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Fu effuso sulla terra il profumo più soave quando dalla Vergine sorse ineffabilmente nella carne la mirra inesauribile che profuma i mortali.
Il crudele Erode arrossò la terra di Betlemme col sangue dei bimbi che gridando al Signore, gli portarono giusta condanna e la perdizione.
Del santo. Comprendendo chiaramente la mutabilità e la temporaneità della vita, elevasti la tua anima, o Marcello, bramando le realtà immutabili, che ottenesti con le fatiche della tua ascesi.
Theotokìon. Il Verbo senza tempo e divino viene nel mondo e nel tempo dal tuo seno, Vergine pura, per donare ai mortali l’atemporalità della vita, l’eterna gioia e la gloria senza fine.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Una stella mandò i magi a colui che era nato ed Erode inviò un esercito iniquo contro i bimbi, pensando di uccidere colui che come bimbo era adagiato nella mangiatoia.
Ikos.
Mentre per l’apparizione del Sovrano di tutti la gioia regna quaggiù e lassù, solo Erode partecipa al dolore di quanti uccisero un tempo i profeti e solo loro sono degni di pianto, poiché da ora in poi non regneranno più, mentre il regno del Signore si fortifica, allontanando l’audacia dei nemici, chiamando la folla dei fedeli a contemplare con i santi innocenti il neonato adagiato nella mangiatoia.
Sinassario.
Il 29 di questo mese memoria dei santi 14.000 bimbi uccisi da Erode.
Stichi. Il nemico del Bimbo Creatore dei bimbi uccise con la spada i bimbi delle madri. Il giorno ventinove furono trafitti i bimbi piangenti.
Lo stesso giorno memoria di tutti i nostri fratelli cristiani periti di fame, sete, spada e freddo. La loro sinassi si celebra a Calcopràtia nella chiesa della Santissima Theotòkos, dove si trova la sacra urna.
Lo stesso giorno memoria del nostro santo padre Marcello, igumeno del monastero degli Akìmites (insonni).
Stichi. Insonne tutto il tempo della tua vita, o Macello, ora riposi un po’ nella tomba.
Lo stesso giorno memoria del nostro santo padre Taddeo il confessore.
Stichi. Anche Taddeo si oppose fortemente all’inganno, mostrandosi grande confessore.
Lo stesso giorno il rinnovamento della chiesa dei 40 martiri vicino a Chalkou tetrapylou.
Il santo padre Giorgio, vescovo di Nicomedia, compositore di alcuni canti, canoni e tropari si addormentò in pace.
I santi nostri padri Beniamino e Atinodòro si addormentarono in pace.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Nato nella carne dalla Vergine, il Sole ridusse la notte e raddoppiò la durata del giorno per i credenti, che con cuore puro gridano a lui: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Colui che nasce nella grotta riconsòlida con la sua conoscenza tutto il creato, sconvolto un tempo dall’empietà, affinché gridi senza sosta a lui: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Erode falciò i bimbi innocenti con la sua mano criminale, ma il suo vano progetto fallì del tutto e firmò la propria condanna, meditando sulla morte di Dio.
Del santo. Col fuoco dell’ascesi bruciasti tutti i piaceri della carne e come rugiada irrigasti le anime con l’impassibilità, gridando con cuore puro a Cristo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Sposa divina, tutto il creato vide i prodigi compiuti da Dio per te quando il Sovrano di tutti si incarnò da te nella città di Betlemme, che con i magi e i pastori ti inneggia.
Ode 8. Irmòs.
Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Il creato si coprì di una veste luminosa e lasciò ogni tristezza oscura quando nacque sulla terra il Sovrano che rinnova il mondo e che noi esaltiamo per tutti i secoli.
Cristo filantropo, accetta le nostre suppliche come incenso, mirra e oro e accoglile come il sangue dei santi bimbi, o compassionevole, donandoci la misericordia.
Svezzati da questa vita con la vostra divina morte, o bimbi innocenti, raggiungeste l’Arbitro delle lotte, il Dio che dona la vita eterna.
Del santo. Con le armi dell’ascesi combattesti l’esercito dei nemici, o venerabile Marcello, trionfando come vincitore e ricevendo da Dio la grazia di innumerevoli prodigi.
Theotokìon. Colui che nacque da te nella grotta, o Purissima, ha preparato le dimore eterne per quanti ti inneggiano con cuore puro come Theotòkos e ti esaltano per tutti i secoli.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Hai reso nota, o Cristo, l’inconcepibile misericordia della tua filantropia per le genti: ti sei impoverito infatti nella carne, Signore, per farci partecipi della ricchezza migliore, come buono e misericordiosissimo.
O Vergine, il tuo ineffabile parto che ha concesso prodigiosamente ai mortali di rinascere in Dio, ha rinnovato tutto il creato e riunito i cori degli angeli ai tuoi cantori quaggiù, che sempre ti glorificando e magnificano.
La forza del pugnace e furioso Erode, si indebolì per la strage dei bimbi, poiché essi, cinti di invincibile potenza da Dio, si sono innalzati per la grazia della fede, accorrendo con gioia all’Arbitro delle lotte.
Del santo. Prendendo la croce di Cristo sulle tue spalle, o beato e imitando la sua passione, fosti crocifisso al mondo, o venerabile, per partecipare alla sua ineffabile gloria; ricordati sempre anche di noi, tuoi cantori.
Theotokìon. Nascendo nella carne da te, Vergine purissima, Dio ci rese suoi figli, restituendo l’antica dignità a quanti l’hanno accolto e con un solo cuore ti glorificano come Theotòkos e sempre ti magnificano.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilarion dei bambini.
Tono 2. Vedendoti i discepoli.
O Betlemme, non rattristarti per l’uccisione dei santi bimbi, esulta invece, poiché furono offerti come sacrificio perfetto a Cristo Sovrano e, immolati per lui, con lui regnano.
Del santo. Autòmelo.
Hai addormentato i moti della carne col digiuno, o teòforo e stabilito che nel tuo monastero sia celebrata dossologia con veglia incessante tutta la notte, per inneggiare a Cristo, o padre Marcello.
Della festa. Autòmelo.
E’ arrivata la pace sulla terra e benevolenza per gli uomini, o Genitrice di Dio! Gli angeli gridano danzando negli eccelsi: Gloria a te, ineffabilmente nato a Betlemme dalla Vergine!
Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia dei bambini.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
Cupa la cecità di Erode, poiché ribellandosi contro il Dio incarnato come bimbo, il terribile distruttore dei frutti della natura, sfoga la sua furia contro i bimbi di Betlemme e li consegna tutti alla spada dei carnefici, pensando di togliere la vita al principio della loro vita col sangue del macello (2).
Arrivati a Gerusalemme, i magi della Persia tormentarono Erode e uscendo di senno, il miserabile uccise i bimbi, offerti a Cristo come grappoli, anche se voi, teneri martiri, spaventando Erode, foste strappati dal seno delle madri; supplicate dunque piamente Cristo di salvarci.
Rachele rimpiange i bimbi e a Rama si sente grande grido, l’ateo Erode esce di senno e si tormenta, Giovanni fugge in montagna, la pietra accoglie la madre col figlio e Zaccaria è ucciso nel tempio, mentre Cristo fugge, lasciando deserte le dimore degli ebrei.
Gloria. Tono pl. 4.
Vedendo la stella che splendeva in tutto il mondo, l’empio Erode si tormentò e strappò i bimbi lattanti dalle braccia delle loro madri; Elisabetta, prendendo Giovanni, supplicava la pietra dicendo: Accogli la madre con bimbo! Il monte accolse il Precursore; la mangiatoia custodiva il tesoro annunziato dalla stella; i magi si prostravano. Signore, gloria a te!
E ora. Theotokìon. Autòmelo.
I pastori accorsero insieme a Betlemme annunziando il vero Pastore che siede su cherubini ed è adagiato nella mangiatoia, diventando bimbo per noi. Signore, gloria a te!
Allo stico, stichirà idiòmela dei bambini.
Tono 1. Di Cipriano.
Alla tua purissima nascita, Cristo Dio, furono sacrificati prima i bimbi e volendo Erode cacciare te, l’intangibile, non comprendeva che ti offriva un coro di martiri, perciò supplichiamo te, divenuto uomo, di salvare le nostre anime.
Stico. Mirabile Dio tra i suoi santi, il Dio di Israele.
Tono 2. Dello stesso.
La vostra immolazione, bimbi venerabili, è entrata nelle orecchie del Dio Sabaoth, poiché per lui avete versato il vostro sangue e ora dimorate nel seno di Abramo, rigettando nei secoli la malvagità di Erode col potere del Cristo che è nato.
Stico. Signore ha reso mirabili tutti suoi voleri ai santi della sua terra.
Tono 3.
Odioso l’infanticidio di Erode per lo scorrimento del sangue e venerabile è l’immolazione dei bimbi coetanei di Cristo, che si sacrificarono e patirono prima della nuova immolazione; non rimpiangere i bimbi, o Rachele, ricordati il seno di Abramo dove è la dimora di quanti esultano.
Gloria. Del santo. Tono pl. 2.
O venerabile padre, in tutta la terra si diffuse l’annuncio delle tue opere, perciò trovasti nel cielo la ricompensa delle tue fatiche, annientasti le falangi dei demòni e raggiungesti le schiere degli angeli la cui vita senza corruzione imitasti; come confidente di Dio, chiedi pace per le nostre anime.
E ora. Della festa. Autòmelo.
Tutti gli angeli danzano nei cieli e gli uomini si rallegrano e tutto il creato esulta per il Signore Salvatore nato a Betlemme, poiché è finito l’inganno degli idoli e Cristo regna nei secoli.
Il resto del mattutino come di solito e la conclusione.

