17 Dicembre
Memoria del santo profeta Daniele e dei tre santi fanciulli, Anania, Azaria e Misaele e del nostro nuovo padre tra i santi Dionigi, arcivescovo di Egina, il taumaturgo dell’isola di Zacinto.
Al Mattutino.
Apolytìkion dei padri. Tono 2.
Grandi le opere della fede! Nella sorgente del fuoco come presso acqua di sollievo esultavano i tre santi fanciulli; e il profeta Daniele si mostrava pastore di leoni come di pecore. Per le loro suppliche, Cristo Dio, salva le nostre anime.
Gloria. Del santo. Tono 1. Sigillata la pietra.
Il figlio di Zacinto e pastore di Egina, il protettore del monastero di Strofade, Dionigi, celebriamo, fedeli tutti a una sola voce a lui gridando con forza: per le tue preghiere salva quelli che celebrano la tua memoria e ti acclamano: Gloria a Cristo che ti ha glorificato; gloria a colui che ti ha reso un prodigio; gloria a colui che ti ha donato a noi come insonne intercessore.
E ora. Theotokìon (uno dei seguenti). Tono 2.
Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.
Oppure tono 1.
Gabriele ti recò il saluto Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Sei divenuta più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che ha dimorato in te, gloria a colui che è uscito da te, gloria a colui che per il tuo parto ci ha liberati.
Dopo la prima sticologia, Kàthisma.
Tono 1. I soldati a guardia.
Plasmato con il vincolo d’amore, divinamente ispirato, annientasti chiaramente la cattiveria del nemico: l’assassino di tuo fratello, infatti, ignaro della vostra parentela, si rifugiò presso di te e tu salvasti da sicura condanna a morte e lo congedasti salvo.
Gloria. Uguale.
Non conosce Dio, il quale è amore, colui che non ama il suo nemico come suo prossimo e per questo osservasti il comandamento divino, o beato, perdonando il delitto dell’assassino di tuo fratello, compassionevole secondo Dio, risultando gradito a Dio.
E ora. Theotokìon.
Avendo infinitamente amato il mondo, Dio, per mostrare il suo amore, inviò nel mondo l’Angelo del gran consiglio, suo Figlio, che si incarnò nella grotta di Betlemme, partorito dalla pura, che noi con zelo glorifichiamo.
Dopo la seconda sticologia. Kàthisma.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Offerto al Signore da bambino, per mezzo delle virtù, veneratissimo padre, divenisti sacrificio accetto per il Signore. Sei divenuto la gloria dei santi, o beatissimo, divino ornamento dei sacerdoti e ora intercedi per i devoti, che festeggiano con fede la tua memoria.
Gloria. Uguale.
I teofori padri di Strofade ti riconoscono sempre, o eccelso, come aiuto nelle necessità, liberatore e medico delle malattie di tutti: guarisci prontamente, allontanando la nuvola delle cavallette dal campo agricolo e con la tua intercessione, o beato, mandi dal cielo la benefica pioggia sulla terra.
E ora. Uguale.
Colui che negli ultimi tempi per misericordia paterna inviò a noi suo Figlio, che si rivestì dalla purissima senza seme la carne umana, per salvare dall’inganno l’essere umano, sempre supplichiamo affinché ci renda degni tutti di venerare degnamente con fede la nascita del Figlio.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
La mia bocca parlerà sapienza e la meditazione del mio cuore intelligenza.
Stico. Ascoltate questo, genti tutte, porgete orecchio voi tutti che abitate la terra.
Ogni spirito e il vangelo (Gv 10,1-9).
Disse il Signore ai giudei venuti da lui: In verità, in verità vi dico, chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei. Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Salmo 50. Gloria. Per le intercessioni del gerarca. E ora. Per le intercessioni della Theotòkos. Stico. Pietà di me, o Dio.
Quindi l’idiòmelon.Tono pl. 2.
Esulta oggi la Chiesa di Cristo e festeggia con gioia vedendo entrare maestosamente in lei il nuovo gerarca, il venerabile Dionigi, che senza sosta intercede per quanti con fede onorano la sua santa dormizione.
Salva, o Dio, il tuo popolo e quindi i canoni.
Canone del profeta Daniele. Acròstico: Circondo di cantici il sapiente Daniele. Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.
Al nostro prodigioso Dio, che ha liberato dalla schiavitù Israele, rivolgiamo un canto cantando un’ode di vittoria e gridando, popoli: Cantiamo a te, unico Sovrano.
Salvatore e benefattore dell’universo, Filantropo e causa di ogni bene, illumina il mio spirito con le tue luci, perché io canti la gloriosa memoria del tuo profeta.
Sorgesti come aurora di castità e salvasti la casta Susanna in pericolo; Dio, infatti, che conosce ogni segreto, ti suscitò per giudicare gli anziani perversi.
Istruiti nel timor di Dio, i figli di Abramo rifiutarono nobilmente il cibo illegale; nutriti dal divino desiderio per la pietà, giunsero a gloria immensa.
Theotokìon. Contemplasti come monte, o sacratissimo Daniele, la sola sempre Vergine e senza peccato da cui fu tagliata la pietra d’angolo, che ha spezzato ogni errore.
Un altro canone per i tre santi fanciulli. Acròstico: Canto i tre fanciulli e il grande Daniele. Di Teofane.
Ode 1. Stesso tono.
Attraverso l’umido elemento come terra asciutta, fuggendo all’oppressione egizia, l’israelita acclamava: Cantiamo al nostro Redentore e Dio.
Glorifichiamo il Verbo eterno, che prima dei secoli il Padre genera divinamente e che ai fanciulli nella fornace apparve in simbolo.
Disprezzando coraggiosamente le parole del tiranno empio, i nobili fanciulli non si degnarono, come i caldei, di lasciarsi contaminare da cibi empi.
Vi cibaste spiritualmente del Verbo e per il vostro corpo utilizzaste semplici alimenti, dimostrandovi al re più floridi.
Theotokìon. L’amaro veleno che iniettò il serpente nelle orecchie della madre dei viventi è cancellato dal fiore verginale sorto da Davide per partorire il Redentore.
Canone del santo.
Ode 1. Tono 1. Un inno di vittoria.
Illuminando con la luce divina la mia mente oscurata, rendila capace di elogiare la tua memoria, per le tue preghiere Dionigi, protettore di Egina.
Ecco si rallegrano gli abitanti di Zacinto, tutti i venerabili padri di Strofade e il popolo di Egina, nella memoria del loro comune affettuoso intercessore.
Figlio di genitori illustri, illuminati e gloriosi, lasciasti prudentemente, o sapiente, ogni attaccamento passionale a legami terreni.
Theotokìon. I re Magi osservando la stella dalla Persia e inseguendola, speditamente galoppano, per trovare il Re, che nella grotta la Vergine sta per partorire carnalmente.
Del profeta.
Ode 3. Irmòs.
Sei la saldezza di chi a te accorre, Signore, la luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.
Ricevendo da Dio intelletto e senso, sciogliesti luminosamente i sogni oscuri dei potenti.
Uccidesti il serpente sensibile gettandogli cibo, o glorioso; scacciasti infatti prima i demòni invisibili.
Theotokìon. Illustre Daniele, raggiante di luce, contempli lo splendido monte di Dio, la Vergine benedetta, vanto dei mortali.
Dei santi fanciulli. Uguale.
Possedendo una coscienza formata da Dio, i figli di Davide serbarono sapientemente le leggi paterne.
La fiamma non poté consumare i corpi purissimi dei fanciulli: il digiuno, cibo dell’anima, li aveva coperti di rugiada.
I tre fanciulli, prodigiosamente refrigerati nella fornace, cantano la lode universale e numerosi inni.
Theotokìon. Per mostrarci la generazione da una Vergine, o Sovrano, salvi nella fornace i corpi vergini.
Irmòs. Sei la saldezza di chi a te accorre, Signore, la luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.
Del santo. Si rinsaldi il mio cuore.
Illuminando gli occhi della tua anima l’hai resa, o padre, vaso delle divine virtù, ricettacolo dello Spirito e in te si è riposato Cristo nostro Dio.
Hai imboccato la via stretta e faticosissima senza ritorno e percorrendola sei giunto, o beato, al traguardo bramato e sei entrato per abitare nella vastità del paradiso.
Il Signore che conosce ogni cosa nascosta ed esamina le reni, come sta scritto, preconosceva la tua retta e integra disposizione e ti scelse come perfettissimo pastore di Egina.
Theotokìon. Supera non solo la mente umana, ma anche quella degli angeli la profondità infinita della tua condiscendenza: colui che è Dio viene ora a indossare la carne del servo.
Kontakion del profeta.
Tono 3. La Vergine oggi.
Purificato dallo Spirito, il tuo cuore puro divenne ricettacolo di fulgidissima profezia: tu vedi infatti come presenti le cose lontane e, gettato in una fossa, chiudi le fauci dei leoni: perciò ti onoriamo, o beato profeta, glorioso Daniele.
Kàthisma dello stesso.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Arricchito del carisma profetico, hai delineato la generazione della Vergine e sciogli sapientissimamente i sogni dei potenti; gettato nella fossa, come martire, insegnasti prodigiosamente ai leoni a digiunare; perciò annientasti il culto degli atei, uccidesti il serpente, prevalendo chiaramente, Daniele illustrissimo. Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Kàthisma del santo.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Desiderando con ardore la vera vita eterna e odiando la vita terrestre, bramavi la vita divina dei santi e la scegliesti fin dall’infanzia e con la mente vincesti le passioni; perciò avendo rigettato la felicità dei genitori, venerabilissimo beato Dionigi, seguisti Cristo; accorri dunque per salvare dal fuoco eterno, con le tue intercessioni presso Dio, quanti con affetto festeggiano la tua santa memoria.
Gloria. Dei tre fanciulli.
L’icona della Trinità con colori immateriali, nella fiamma, i fanciulli scrissero profeticamente con il calamo della fede e contemplarono misticamente l’estremo abbassamento del Verbo divino, predicandolo a tutti; perciò ricevendo dal cielo la rugiada dello Spirito, zampillano i carismi sui fedeli; per questo gridiamo: Dona, Cristo Dio, remissione dei peccati ai tuoi servi, che con affetto festeggiano la loro santa memoria.
E ora. Theotokìon.
Salve, trono igniforme di Dio, salve, fanciulla, cattedra regale, letto purpureo, talamo aureo, clamide scarlatta, tempio ornatissimo, carro scintillante, candelabro dalle molte luci; salve, Theotòkos, città dalle dodici mura e porta dorata, palazzo luciforme, mensa dai riflessi aurei, tenda ornata da Dio; salve, gloriosa Sposa raggiante di sole, salve, unico splendore della mia anima.
Del profeta. Ode 4. Irmòs.
Il profeta comprese in divina visione l’imminente incarnazione dal monte ombroso dalla sola Theotòkos e con timore, o Verbo, glorificava la tua potenza.
Osservando piamente la legge, illustre profeta, hai davvero conosciuto l’autore della sapienza, che ti insegnò i misteri profondi e illuminò le oscure visioni.
Vissuto santamente, profeta divino, fosti nominato uomo dei desideri spirituali; calpestando con coraggio le passioni, raggiungesti la vita eterna.
La grazia del Paràclito in te dimorante, Daniele, ti rivela tutto luminoso, vincitore di tiranni e re e dimora della sapienza.
Theotokìon. Daniele profeta, inneggiando e acclamando la tua divinità, o Verbo, ti prevede nella pietra tagliata senza mano dal monte della Vergine Theotòkos.
Dei santi fanciulli. Ho udito, Signore.
Il sapientissimo Daniele, con l’intelletto divinamente illuminato, scioglieva per grazia divina i sogni dei sovrani.
Rifulge di prodigi la lotta dei fanciulli nella fornace; essa infatti indusse il tiranno alla tua conoscenza, o Onnipotente.
La sinfonia degli strumenti e le armoniose melodie della musica non hanno sedotto i valorosi, che non si inchinarono alla statua d’oro.
Theotokìon. A Babilonia i fanciulli cantano con inni, o celebratissima, il tuo divinissimo Figlio, riconoscendolo nella fornace.
Del santo.
Prevedendo in spirito.
Hai servito Dio come sacerdote irreprensibile, o beatissimo, sacrificando l’incruento sacrificio puro, purificando la tua anima con il continuo approfondimento della legge e rendendo schiavi i sensi della carne, ti mostrasti dimora dello spirito.
Il Signore accolse la tua intercessione e, con la tua benedizione, sciolse all’istante il corpo della donna morta scomunicata e lo trasformò in ossa e polvere, prodigiosa visione!
Le voci degli eloquenti oratori non sanno lodare la nobiltà della tua anima, che ha perdonato e non ha cacciato colui che iniquamente aveva assassinato tuo fratello, anzi lo accogliesti amichevolmente.
Theotokìon. Stupì l’esercito degli angeli vedendo diventare uomo il Creatore di tutto, che di lì a poco sarebbe nato nella grotta da una Madre sempre vergine, apparendo come bambino nella mangiatoia.
Del profeta.
Ode 5. Irmòs.
Tu che illuminasti dalla notte dell’ignoranza i confini, illuminami con l’aurora della tua filantropia, Signore.
Illuminando gli agoni atletici con la predicazione della profezia, splendi per entrambe colmo di ispirazione divina.
Sapiente ti sei rivelato per i raggi della sapienza superiore all’intelletto, o beato e sublime profeta Daniele e hai illuminato tutti.
Theotokìon. Daniele, profeta glorioso, ci rivela le figure dell’ineffabile incarnazione dell’Altissimo da te, purissima.
Dei santi fanciulli.
Perché mi hai respinto.
Daniele e i tre giovani di mente divina, tuoi servi, Salvatore, iniziati alla Legge, non la rinnegarono, ma ricevendo la forza da te, benefattore, virilmente sbaragliarono i tiranni.
Il tuo profeta Daniele fu iniziato spiritualmente ai tuoi misteri, o filantropo: con intelletto puro, infatti, contemplò te, Figlio dell’uomo, venire come giudice e re di tutti i popoli.
La vostra concordia, o fanciulli, apparve superiore alla pietra di zaffiro: come aurora dorata ardevate di zelo religioso, camminando con letizia nella fornace e ritmando una danza triplice.
Theotokìon. Il divino Daniele, o Vergine, ti descrisse sapientemente come montagna e i fanciulli, vedendo la fiamma refrigerante, lodavano melodiosamente il tuo divino parto come Salvatore, Creatore e Signore.
Del santo.
Lo splendore.
Come fece una volta Israele col mar rosso anche tu attraversasti il letto del fiume senza bagnarti: la natura insensibile, infatti, ti riconosceva.
La pioggia, o beatissimo, non osò affatto bloccarti durante l’inverno rigido e tutti i presenti vedendo ciò si meravigliarono.
Zacinto non smetterà mai di onorarti come vigile protettore dei suoi fedeli abitanti, o beatissimo Dionigi, vigile intercessore.
Theotokìon. La stella informa i magi che nella grotta viene il Signore che sarà partorito da Madre Vergine ignara di nozze; la sua nascita senza seme prefesteggiamo.
Del profeta. Ode 6. Irmòs.
Come traesti il profeta dalle profondità dell’abisso, Cristo Dio, trai anche me dai miei peccati, come filantropo e guida la mia vita, ti supplico.
Contemplando nella luce fulgidissima i cori degli angeli, divenisti loro eccelso imitatore, godendo delle luci dell’Onnipotente.
Rivelando la salvifica parusia del Verbo, allo stesso modo predicesti la distruzione del tempio, come il compimento della Legge e i doni della grazia superiori all’intelletto.
Theotokìon. Ecco, la Vergine concepisce in grembo Cristo, la cui prefigurazione il glorioso profeta Daniele previde, illuminato dallo Spirito.
Dei santi fanciulli.
L’abisso dei peccati.
Dominando le passioni dell’anima con la potenza del Verbo, diveniste capi delle genti caldee, poiché la virtù procura a chi la possiede onori, o sapienti discendenti di Davide.
Indossando la mortificazione vivificante, Daniele con un cibo annientò colui che un tempo empiamente i caldei ritenevano Dio, il pessimo serpente e uccise sapientemente gli empi sacerdoti.
Theotokìon. Vergine Theotòkos, supplica tuo Figlio, mio giudice, affinché nell’ora del giudizio abbia pietà di me e mi salvi dal tremendo castigo, poiché io pongo la mia speranza in te sola.
Irmòs. L’abisso delle mie colpe, la marea dei miei peccati mi tormentano e mi spingono violentemente verso l’onda della disperazione; tendi verso di me la tua mano possente e come Pietro sui flutti salvami, divino Nocchiero.
Del santo. Giona profeta.
Il sacerdote Pancrazio, o sapientissimo, conferma che tu sei mistico di Dio: gli dicesti, infatti, che il pane divino non deve mai cadere dalle mani del celebrante.
Avendo battuto con forza la potenza del dominatore della terra, ora vivi soavemente nei cieli, raccogliendo i premi delle tue lotte, o beato.
Non mancare di pregare con fervore Cristo Signore per i tuoi benedetti concittadini, o Dionigi: sei tu infatti il nostro protettore.
Theotokìon. La Vergine viene nella grotta di Betlemme a partorire con il suo corpo colui che riempie tutto e gli angeli e i pastori glorificano.
Kondakion dei santi fanciulli.
Tono pl. 2. Autòmelo.
Rifiutando di venerare un’immagine dipinta da mano d’uomo, indossando come corazza l’Essenza non dipinta, o beatissimi, vi glorificaste nell’arena del fuoco; stando in mezzo alla fiamma insostenibile, invocavate Dio: Affréttati, o pietoso, vieni presto in nostro aiuto, nella tua misericordia, poiché se tu lo vuoi, puoi.
Ikos.
Stendi la tua mano, di cui fecero un giorno esperienza tanto gli egiziani che combattevano gli ebrei, quanto questi che ne subivano l’attacco; non abbandonarci, non ci inghiottisca la morte assetata di noi e Satana che ci odia; avvicinati dunque a noi e risparmia le nostre anime, come risparmiasti un tempo a Babilonia i tuoi fanciulli, che senza sosta ti inneggiavano e per te erano stati gettati nella fornace, dalla quale a te gridavano: Affrettati, o pietoso, vieni presto in nostro aiuto, nella tua misericordia, poiché se tu lo vuoi, puoi.
Kontàkion del gerarca.
Tono 3 La Vergine oggi.
Con canti di gratitudine, l’isola di Zacinto, radunando tutti i fedeli, degnamente dedica inni al grandissimo e solerte protettore dei bisognosi e liberatore di quanti sono in pericolo e festeggiando acclama: Salve, Dionigi, gloria dei fedeli.
Ikos.
Tacciano, tacciano proprio quanti finora sbagliavano dicendo che Zacinto, salvata da Dio, non ha un suo protettore e ardente intercessore presso Dio, tra le molte città e paesi ortodossi. C’è infatti e lo fa molto bene il rispettabilissimo gerarca Dionigi, mirabilissimo protettore di Egina e figlio illustre e sua creatura insigne. Mai dunque la beata Zacinto invidierà Cefalonia e Kèrkyra, le vicine amiche, per la loro grande venerazione delle divine e sante reliquie di Gerasimo e Spiridione, che erano forestieri, ma le invita a celebrare la festa del protettore nato proprio lì, con Egina, situata nelle Cìcladi e il monastero di Strofade, che ha conservato con successo il tuo divino e sacro corpo dell’illustre Dionigi per acclamare e festeggiare ora con gioia la loro comune gloria.
Sinassario.
Il 17 di questo mese memoria dei tre santi fanciulli e del profeta Daniele.
Stichi. Su un trono ti vede Daniele decapitato: o Dio, non è più sogno, ma realtà. Se i tre fanciulli non avessero creduto i tempi maturi per rendere sotto la spada la loro anima, l’avrebbero dominata come già la fiamma. Il diciassette muore Daniele, colui che vede il futuro.
Lo stesso giorno memoria del nostro nuovo padre tra i santi Dionigi, arcivescovo di Egina, originario dell’isola di Zacinto.
Stichi. La terra ha il corpo del nuovo Dionigi, ma il cielo porta la sua anima. Il 17 morì il glorioso Dionigi.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Patermuzio, Kopri e Alessandro, martirizzati sotto Giuliano l’apostata e memoria del beato e indimenticabile confessore Duanalé, soprannominato Stefano.
Stichi. Ornato di vesti di virtù, Stefano, luminoso sali verso le corone superne.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Iacco.
Stichi. Iacco non teme anche se viene decapitato: la testa decapitata è insignita di corona
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.
Del profeta. Ode 7. Irmòs.
Nella fornace i fanciulli calpestarono con coraggio la fiamma e mutarono il fuoco in rugiada gridando: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
Protetto dalla Legge non subisti la sozzura dell’empietà, ma illuminato divinamente, o profeta, gridasti: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
Il tuo prodigio stupisce tutti: come a un profeta, infatti, un profeta ti apparve sollevato in aria portando cibo e cantando: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
Rinchiuso nella fossa e dato in pasto ai leoni, o beato, fosti salvato da tuo Dio protettore, perché cantavi: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
Theotokìon. Fai sgorgare gratuitamente onde di guarigioni, o Vergine Theotòkos: Daniele infatti chiaramente vide te, monte da cui sarebbe sorto Dio Salvatore nei secoli.
Dei santi fanciulli.
Dal mezzo della fiamma risuonò un cantico all’Onnipotente; infatti Azaria e i suoi compagni, formando un coro divino, cantavano insieme: Benedetto il Dio dei nostri padri.
La lira dei giovani teologava l’onnipotente Dio di tutti, da loro chiaramente visto nella fornace ed essi cantavano un’ode dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Il principe, sapendo che erano tre i fanciulli gettati nel fuoco, quando gli apparve il quarto, riconoscendolo Figlio di Dio, a tutti lo chiarificò gridando: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Con l’intelletto illuminato da divino raggio, formato da immagini mistiche, sapientemente Daniele, in Dio beato, previde la generazione dalla Vergine, gridando: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Del santo.
La fornace, Salvatore, refrigerava.
Dissolve la siccità e dal cielo manda pioggia fertile per le tue preghiere il Signore in modo paradossale per il monastero di Strofade.
Non solo da vivo, ma anche dopo la tua fine, o beato, il Signore ti ha arricchito con molti miracoli, come suo servo fedele.
Le numerose cavallette che rovinavano i frutti della terra del monastero di Strofade, per la tua preghiera scappano e precipitano nelle profondità del mare.
Theotokìon. I magi seguendo la stella, portano con loro i doni persiani, per adorare il Re, partorito da una Madre Vergine.
Del profeta. Ode 8. Irmòs.
Nella fornace i fanciulli, lodando Dio, calpestando con la fiamma anche l’errore, cantavano: Benedite, opere del Signore il Signore.
Ti rivelasti sacro iniziatore, o profeta e per la contemplazione pratica cantavi con gli angeli: Benedite, opere del Signore il Signore.
Tutti, beatissimo, ti celebriamo e nella tua venerata festa lieti acclamiamo: Benedite, opere del Signore il Signore.
Theotokìon. Percependo in simboli e figure la mirabilissima Vergine, o divino, acclamavi: Benedite, opere del Signore il Signore.
Dei santi fanciulli. Follemente il tiranno.
Per salvare la nobile eredità di Abramo, avete acquisito, secondo il suo esempio, la speranza, la sicurezza della fede, la pazienza, la fermezza senza debolezza nelle prove gridando, o beati: Sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Rifulgenti come luminari, rendendo cielo anche la terra e accendendo con l’illuminazione della pietà tutto il mondo, stando davanti a te, benefattore e Sovrano di tutti, cantano in coro: Fanciulli, benedite, sacerdoti, celebrate, popolo esalta Cristo nei secoli.
I discendenti di Davide, giovanilmente spensero la fornace ardente e trattennero i denti dei leoni, salmeggiando al Sovrano che salva dalle tentazioni: fanciulli benedite, sacerdoti, inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.
Theotokìon. Il sapientissimo Daniele, o purissima, rivela e i tre fanciulli di senno divino prefigurano il tuo parto, vedendo in simboli colui che ineffabilmente viene dal tuo grembo, che i fanciulli benedicono, i sacerdoti inneggiano, i popoli esaltano in tutti i secoli.
Irmòs. Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Del santo.
Colui che gli angeli temono.
Libera da tutti i pericoli, con le tue preghiere, o santo, quanti ti inneggiano con anima fervente, esaudendo nella vita presente le richieste di salvezza di tutti, o beatissimo.
Carnefici in bianco, credeva di vedere Daniele, nella sua veglia visibile; perciò con voce sicura dichiarava che tu sei santo, o beato Dionigi.
Una donna che ebbe una visione in cui le dicevi, o padre, che avrebbe partorito il figlio che piamente chiedeva, concepisce presto e partorisce un maschio, come annunciato.
Theotokìon. Una madre ignara di uomo è prossima a partorire un Figlio e i Magi sono in cammino dalla terra dei persiani per adorarlo come Dio di tutto, vedendolo incarnato in una grotta.
Del profeta. Ode 9. Irmòs.
Realmente, Theotòkos, da te salvati, noi ti celebriamo, o pura Vergine e con i cori degli incorporei ti magnifichiamo.
Cogli il frutto delle tue fatiche danzando sempre nei cieli con i profeti intorno al trono dell’Altissimo onnipotente.
Incoronato ora di luce trisolare, raggiungi l’apice dei tuoi desideri, allietandoti con i cori incorporei.
Theotokìon. Bello il tuo aspetto, di cui ora gioisci: fosti degno, infatti, o sapiente profeta, di rivelare a tutti mediante simboli l’inneggiatissima fanciulla.
Dei santi fanciulli. Lo stesso.
Avete raggiunto, o fanciulli beati, l’apice delle aspirazioni: al colmo dei vostri desideri state negli atri celesti.
Dopo le lacrime con gioia raccogliete i covoni del vostro lavoro, producendo la spiga della vita immortale.
Degnamente per voi ora è sorto e fiorito in letizia di cuore lo splendore: dimorate infatti là dove non c’è tristezza.
Theotokìon. Terminasti la morte, o Vergine, partorendo il Signore, fonte di vita che vivifica i fedeli che ti magnificano.
Irmòs. Realmente Madre di Dio, da te salvati, noi ti celebriamo, o Vergine pura e con i cori degli incorporei ti magnifichiamo.
Del santo. La fonte di vita.
Gloria di Zacinto, sapiente Dionigi, con le tue sacre suppliche presso il Signore, non smettere di custodirci illesi da ogni malattia, ferita e danno; la tua fervida protezione, infatti, è la nostra ricchezza.
Obbedendo alle tue parole, i pescatori subito pescarono molti pesci e si meravigliarono vedendo come la natura irrazionale obbediva ai tuoi ordini; perciò ti riconobbero autentico servo di Dio.
So che sono il peggiore di tutti gli uomini perché ho vergognosamente sprecato la vita; perciò osando offrirti inni, perdona, o padre e per le tue preghiere fa’ che viva rettamente per il resto della mia vita.
Theotokìon. Colui che è nato da padre senza madre, la Vergine sta per partorirlo senza padre come bambino e tutti preghiamo di essere degni di vedere il suo giorno natale con occhi puri.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Si onori ora Daniele, sommo tra i profeti: egli vide infatti Cristo nostro Dio come pietra tagliata, non per mano d’uomo, dal monte, la pura Theotòkos. Si lodino con lui anche i tre fanciulli serbati illesi dal fuoco della fornace, figura divina e ineffabile della Vergine, per cui il mondo è stato salvato.
Del santo. Udite, donne.
Zacinto ed Egina e l’assemblea dei monaci del monastero di Strofade, degnamente acclamano il divino Dionigi, il glorioso comune difensore, stella rifulsa, con opere miracolose, a tutti quelli che con ardore lo invocano.
Proeòrtion. Uguale.
Ecumène tutta, danza udendo, con gli angeli e i pastori che vivono all’aperto, glorifica il Dio che nasce come bimbo in Betlemme per compassione verso l’uomo che plasmò a sua immagine e che rialza il caduto.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo questi prosòmia.
Tono 4. Come generoso.
Raduniamoci come si deve, abitanti di Zacinto, celebrando una sacratissima festa, allietandoci spiritualmente avendo nella terra patria un preziosissimo tesoro di devozione e rifugio incorrotto; perciò rivolgiamo inni al Signore, che ci ha donato dall’alto questa augusta ricchezza.
Il tesoro che abbiamo lo portò Dionigi, il santissimo germoglio di Zacinto; perciò a una voce, a abitanti tutti di Zacinto acclamiamo: Salve, gloriosissimo Dionigi, gloria e onore della patria, salve sostegno della corona, nato da un padre nobile, salve protezione degli ortodossi, che compiono la tua memoria.
Ti venne affidato il gregge di Egina, o ispirato da Dio e lo governasti bene con lo spirito Santo; perciò tutti i fedeli di Egina ti riconoscono come pastore gradito a Dio e ora celebrano con gioia la tua memoria e anche noi, a nostra volta, festeggiamo con quanti onorano con affetto la tua venerata dormizione.
Con le tue opere illustrasti l’amore, il principiale dei comandamenti del tuo Signore e per questo considerasti, tu che sei buono, un fratello l’assassino di tuo fratello, ignorando il suo iniquissimo delitto, anzi, lo trattasti con benevolenza: insegnando filantropicamente la via della salvezza, gli hai dato tutto quello di qui aveva bisogno, o beatissimo.
Gloria. Tono pl. 4.
Una festa gioiosa celebra oggi Zacinto, o amici delle feste, la memoria del gerarca comune, Dionigi nato lì e invita le città e le isole vicine amiche, Cefalonia e Kèrkyra, avendo come vanto la prima il mirabilissimo Spiridione, la seconda arricchita dal nuovo taumaturgo Gerasimo, per gioire spiritualmente insieme e festeggiare divinamente; e con loro inneggiamo al Signore mirabile nei suoi santi affinché per le loro preghiere salvi da tutti i pericoli le schiere terrene degli ortodossi e li renda degni del regno dei cieli come filantropo.
E ora. Proeòrtion. Tono pl. 4.
Prepàrati, Betlemme, si disponga la mangiatoia, la grotta accolga: è giunta la verità e l’ombra è svanita; Dio dalla Vergine è apparso agli uomini: rivestito della nostra forma, ha divinizzato ciò che ha assunto. Perciò Adamo è rinnovato con Eva e acclamano entrambi: è apparsa sulla terra la bene-volenza per salvare la nostra stirpe.
Grande dossologia.
Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.
Tono 2. Casa di Efrata.
Venite, celebriamo la memoria di Daniele e dei tre fanciulli, inneggiando alla loro condotta di vita, per cui furono esaltati.
Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.
Rinchiuso in una fossa, messo a convivere con le belve, il profeta Daniele non mostrava di riportarne alcun danno.
Stico. Per i santi che sono nella sua terra, il Signore ha reso mirabili, in loro, tutti i suoi voleri.
Spensero la forza del fuoco i fanciulli, danzando nella fornace e inneggiando a Dio onnipotente.
Anche due del santo. Tono 4. Come generoso.
Stico. Per i santi che sono sulla terra, il Signore ha reso mirabili, in loro, tutti i suoi voleri.
Giustamente raduniamoci, figli di Zacinto, celebrando una sacratissima festa, spiritualmente lieti, noi che nella terra patria abbiamo un preziosissimo tesoro di devozione e rifugio incorrotto; perciò rivolgiamo inni al Signore, che ci ha donato dall’alto questa augusta ricchezza.
Stico. I tuoi sacerdoti si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno.
Il tesoro che abbiamo lo portò Dionigi, il santissimo germoglio di Zacinto; perciò a una voce, abitanti tutti di Zacinto gridiamo: Salve, gloriosissimo Dionigi, gloria e onore della patria, salve sostegno della corona, nato da un padre nobile, salve protezione degli ortodossi, che compiono la tua memoria.
Gloria. Tono 2.
Ci ha oggi spiritualmente riuniti, o fedeli, il profeta Daniele e appresta una mensa di virtù copiose per ricchi e poveri, stranieri e abitanti del paese e un calice spirituale che riversa rivi di pietà, rallegra il cuore dei fedeli e trasmette la grazia del santo Spirito: questo profeta, infatti, lampada luminosissima rifulsa nel mondo, abbatté tutti gli idoli degli assiri e chiuse le fauci di belve selvagge. Con lui si celebrino anche i tre fanciulli, che, non d’oro per natura, si rivelarono più provati dell’oro: il fuoco della fornace, infatti, non li fuse, ma li serbò illesi, benché circondati da nafta, pece e sarmenti e il Signore che ci ha condotti a questa periodica ricorrenza, ci faccia degni di giungere anche al solenne e venerando giorno del Natale di Cristo, che ci dona per le loro preghiere il perdono dei peccati e la grande misericordia.
Volendo si canta il doxastikòn del santo. Tono pl. 4.
Una festa gioiosa celebra oggi Zacinto, o amici delle feste, la memoria del gerarca comune, Dionigi nato lì e invita le città e le isole vicine amiche, Cefalonia e Kèrkyra, avendo come vanto la prima il mirabilissimo Spiridione, la seconda arricchita dal nuovo taumaturgo Gerasimo, per gioire spiritualmente insieme e festeggiare divinamente; e con loro inneggiamo al Signore mirabile nei suoi santi affinché per le loro preghiere salvi da tutti i pericoli le schiere terrene degli ortodossi e li renda degni del regno dei cieli come filantropo.
E ora. Stesso tono. Proeòrtion
Preparati, Betlemme, si disponga la mangiatoia, la grotta accolga: è giunta la verità e l’ombra se n’è andata; Dio è apparso agli uomini dalla Vergine: rivestito della nostra forma, ha divinizzato ciò che ha assunto. Perciò Adamo è rinnovato con Eva e acclamano entrambi: è apparsa sulla terra la benevolenza per salvare la nostra stirpe.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

