16 Dicembre
Memoria del santo profeta Aggeo.
Al Mattutino
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e questo del profeta. Acròstico: Lodiamo le parole di Aggeo ispirate da Dio. Teofane.
Ode 1. Tono grave. Irmòs.
Al Dio che nel Mar Rosso annegò il faraone cantiamo un’ode di vittoria perché si è glorificato.
Tu che, somigliando molto a Dio, stai presso Dio come vero profeta, ricordati, o felice, di quanti celebrano la tua venerabile memoria.
Edificando te stesso sul fondamento stabile delle virtù, edificasti un tempio animato, o beato in Dio.
Guardando sempre Dio, per quanto possibile, il tuo purissimo intelletto rifletteva chiaramente le bellezze di lassù, o beato.
Theotokìon. Accogliendo in grembo te, Verbo di Dio prima senza madre, la Vergine ti generò come Figlio incarnato senza padre.
Ode 3. Irmòs.
Si consolidò per la fede la Chiesa di Cristo e infatti senza sosta con inni grida cantando: santo sei tu, Signore e il mio spirito t’inneggia.
Sciogliendoci con potere divino dalla prigionia terribile dei demòni, hai reso tuoi sacri templi quanti acclamano: Santo sei tu, che salvi le nostre anime.
Colui che dimora negli eccelsi e riempie l’ecumène, rivela tempio di santità te, o profeta che gridi: Santo sei tu, che salvi le nostre anime.
Dimorando nel tuo cuore, il divino Spirito, che effonde la grazia su tutti, ti insegnava a gridare: Santo sei tu, Signore che salvi le nostre anime.
Theotokìon. Il filantropo, che plasmò con sapienza col verbo tutto l’universo, viene plasmato in te, Madre di Dio e divenne uomo per compassione.
Irmòs. Si consolidò per la fede la Chiesa di Cristo e infatti senza sosta con inni grida cantando: santo sei tu, Signore e il mio spirito t’inneggia.
Kàthisma.
Tono 1. I soldati a guardia.
Colui che come Dio tutto provvede e conosce, illuminò l’occhio della tua pura anima, o lodatissimo profeta, rendendoti guida del mondo, perciò celebrando la tua sacra memoria, o Aggeo, ci accostiamo alla tua nobilissima intercessione e mediazione presso Dio.
Gloria. Tono 3.
La confessione della fede.
Con l’animo illuminato dal divino Spirito, o profeta, profetizzasti i misteri di Dio, svelando la manifestazione del futuro e mostrando il compimento degli avvenimenti, o beatissimo Aggeo; implora Cristo di donarci grande misericordia.
E ora. Theotokìon.
Divenisti tenda divina del Verbo, o unica purissima divina Genitrice, che per la purezza superi gli angeli; con i rivi divini delle tue preghiere purifica me, macchiato più di tutti da peccati carnali, donandomi la grande misericordia.
Oppure stavrotheotokìon.
L’incontaminata agnella del Verbo, la pura Madre Vergine, vedendo sospeso in croce colui che era germogliato da lei senza doglie, maternamente piangendo gridava: Ahimè, figlio mio, come soffri, volendo liberare l’uomo dalla vergogna delle passioni!
Ode 4. Irmòs.
Ho udito il tuo annunzio, poiché sei apparso sulla terra per salvarci; perciò a te grido: Gloria alla tua potenza, Signore.
Hai mostrato, o Cristo, il tempio animato preso per te dalla Vergine al tuo profeta e con lui noi gridiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Hai riunito gli esiliati, liberandoci dalla schiavitù del nemico, o Signore, come diceva il profeta ispirato da Dio.
Hai rivelato, o Cristo, al tuo profeta la salvezza delle genti che sarebbe avvenuta in seguito, perciò gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. Cambiasti la maledizione di Adamo in benedizione, o Sovrana generando per noi il Cristo, al quale gridiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.
Ode 5. Irmòs.
A te dall’alba veglio e grido, magnanimo Signore: illumina la mia anima oscurata dal peccato e guidala nei tuoi precetti.
Rendi degni quanti celebrano la tua festa, o beato, di divenire dimore del Dio vivente, stabilendoli con le tue preghiere sulla pietra dei tuoi dogmi.
Donaci, Signore come benefattore la tua pace che salva l’anima e che il divino Aggeo predisse nel divino Spirito.
Con l’incarnazione del Verbo e l’unione con gli uomini, la gloria della Chiesa sarà realmente grande, superiore a quella della precedente sinagoga di Israele.
Theotokìon. O benedetta e gloriosa Madre ignara d’uomo, vivifica la mia anima uccisa dai peccati e sepolta dalla dissolutezza delle passioni.
Ode 6. Irmòs.
Giona dal ventre dell’ade gridò: fa’ risalire dalla corruzione la mia vita; e noi a te gridiamo: onnipotente Salvatore, abbi misericordia di noi.
Insegnando con vigore la pietà, o beato, innalzasti un tempio consacrato al Sovrano di tutti, promettendo abbondanza di beni.
Hai sollevato l’uomo dalla lunga prigionia e dal profondissimo abisso, o Salvatore e lo hai condotto nella città superna come filantropo.
Deliziandoti del fulgore dello Spirito, o profeta, predicevi i precetti da compiere e ci insegnasti i decreti della pietà.
Theotokìon. Cadendo nella mente, Adamo fu allontanato dal paradiso e il Verbo incarnato dalla Vergine lo richiamò e lo trasferì alla letizia superna.
Irmòs. Giona dal ventre dell’ade gridò: fa’ risalire dalla corruzione la mia vita e noi a te gridiamo: onnipotente Salvatore, abbi misericordia di noi.
Sinassario.
Il 16 di questo mese memoria del santo e glorioso profeta Aggeo.
Stichi. Aggeo si mostrò scrigno pieno di grazie e come materiale si spezzò nel tempo. Il sedicesimo giorno la terra abbracciò Aggeo.
Lo stesso giorno memoria di san Marino, martire.
Stichi. Marino prepara per la spada il capo distinto dal Signore con corona.
Lo stesso giorno i santi Probo (o Promo) e Ilarione perirono nel fuoco.
Stichi. Poiché Probo diceva che la fiamma è erba, Ilarione sosteneva: certo, o dilettissimo Probo.
Lo stesso giorno memoria del santo nostro padre Modesto, arcivescovo di Gerusalemme.
Stichi. La terra in cui si fu sepolto Cristo, si affretta a ricevere anche i tuoi resti mortali, o beatissimo Modesto.
Inaugurazione della Chiesa del santo martire Cristoforo vicino a san Polieuto.
Lo stesso giorno memoria dell’imperatrice taumaturga santa Teofanò, la moglie del sapientissimo imperatore Leonzio.
Stichi. L’imperatrice Teofanò sta presso il Signore splendida di virtù.
Memoria dei santi nostri padri Nicola, patriarca di Costantinopoli e Mèmnone, arcivescovo di Efeso.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
I pii fanciulli gettàti nella fornace infuocata, mutarono il fuoco in rugiada con i loro inni, così acclamando: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.
Con l’intelletto purificato ricevesti chiaramente gli splendori dello Spirito, o profeta, profetizzando apertamente e gridando: Benedetto il Signore, Dio dei nostri padri.
Vedendo la tua sacratissima vita, Dio costituisce profeta della sua parusia te, che gridi: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Colui che salvò i tre fanciulli dal fuoco nella fornace, dimorando nel tuo grembo, o Vergine, salva quanti confidano in lui gridando: Benedetto il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Irmòs.
Il Re della gloria, unico senza principio che le potenze celesti benedicono e per cui tremano le schiere degli angeli, sacerdoti, inneggiate, popoli, sovresaltate per tutti i secoli.
Ti celebriamo con inni, o Sovrano di tutti; il divino profeta veggente Aggeo ci ha insegnato ad adorarti e a cantare: sacerdoti, inneggiate, popoli, sovresaltate Cristo nei secoli.
Preannunziando chiaramente, o divino profeta veggente, che il Verbo senza principio si mostrerà negli ultimi tempi, gridasti, o profeta: sacerdoti, inneggiate, popoli, sovresaltate Cristo nei secoli.
Theotokìon. Colui che prima era invisibile e incircoscrivibile per natura fu visto contenuto dal tuo grembo, o Purissima; a lui gridiamo con fede: sacerdoti, inneggiate, popoli, sovresaltate Cristo nei secoli.
Irmòs. Il Re della gloria, unico senza principio che le potenze celesti benedicono e per cui tremano le schiere degli angeli, sacerdoti, inneggiate, popoli, sovresaltate per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
O inneggiatissima, più alta dei cieli, tu che senza seme concepisti il Verbo senza principio e partoristi per gli uomini Dio incarnato, tutti noi fedeli con cantici ti magnifichiamo.
Gustando l’ineffabile visione divina, o profeta, ti allontanasti dalle preoccupazioni terrene e ti avvicinasti degnamente al gloriosissimo Dio, perciò noi, fedeli tutti, ti diciamo beato.
La tua vita divina e mirabile ti ha rivelato compagno di Dio, o beato sapiente in Dio ed esulti con i cori incorporei nei secoli, perciò noi, fedeli tutti, ti diciamo beato.
Come maestro della pietà fosti reso degno di convivere con Dio e di unirti alla sua purissima luce; supplicalo ora, o beato, di liberare le nostre anime dalle sventure.
Theotokìon. Tu sei divenuta realmente e soprannaturalmente dimora del Re di tutti e arca aurea, dando corpo a Cristo, autore della Legge, o Genitrice di Dio.
Irmòs. O inneggiatissima, più alta dei cieli, tu che senza seme concepisti il Verbo senza principio e partoristi per gli uomini Dio incarnato, tutti noi fedeli con cantici ti magnifichiamo.
Il resto del mattutino come di consueto e il congedo.

