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12 Dicembre

Memoria del nostro padre tra i santi Spiridione, arcivescovo di Trimitunte di Cipro, il taumaturgo.

Al Mattutino.

Apolytìkion. Tono 1. Sigillata la pietra.

Divenisti difensore del primo sinodo e taumaturgo, Spiridione, o nostro padre teoforo, perciò ti rivolgesti a una defunta nella tomba, mutasti in oro un serpente e nel cantare le tue sante preghiere, concelebravi con gli angeli, o sacratissimo. Gloria a colui che ti ha glorificato; gloria a colui che ti ha incoronato; gloria a colui che tramite te opera guarigioni in tutti.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine; e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Divenisti più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che dimorò in te, gloria a colui che uscì da te, gloria a colui che ci liberò per il tuo parto.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Tasformasti in oro un serpente e con il nerbo delle tue parole soffocasti l’empio e malvagio Ario, o santo teoforo. Divenisti medico per l’imperatore, o celebratissimo, risuscitasti morti e scacciasti demòni, perciò, riuniti, celebriamo, o gerarca, la tua venerabilissima memoria.

Gloria. Lo stesso tropario.

E ora. Proeòrtion.

Sono colmi di gioia tutti i confini perché la Madre di Dio sta ormai per generare il Re dell’universo: oh, ineffabile prodigio! Inizia colui che non ha inizio, si incarna il senza carne e la grotta accoglie colui che tutto contiene. Esulta, Betlemme e tu, creato, festeggia con danze questo giorno vigilare.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Presto intervieni.

Ornasti con le parole la Chiesa di Cristo e con le opere onorasti in te l’immagine di Dio, o beato Spiridione: rifulgesti nel mondo per la tua prudenza, facendo brillare per tutti le grazie delle guarigioni, perciò con fede festeggiamo la tua memoria.

Gloria. Lo stesso tropario.

E ora. Proeòrtion.

Vergini, date inizio per prime alla lieta festa della Vergine; madri, accompagnate con lodi il corteo della Madre di Cristo nostro Dio; i magi con gli angeli e con noi i pastori: essa viene infatti a partorire nella città di Betlemme. Per le sue suppliche, salvaci, o Dio.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

A governanti e iniziati, nel venerabilissimo consesso dei filosofi, chiaramente illustrasti la potenza della Trinità: proclamasti infatti la monade della Divinità e definisti con precisione la dottrina della sua essenza unica; così, trascendendo la ragione, per divina ispirazione, abbattesti il chiacchierone con la potenza dello Spirito, o mirabile gerarca. Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, trono igniforme di Dio; Salve, fanciulla, seggio regale, letto coperto di purpurei teli, talamo di porpora aurea, clamide dal purpureo colore, santuario preziosissimo, carro che porta la folgore, lampada dalle molte luci. Salve, Madre di Dio, città dalle dodici mura, porta lavorata in oro, stanza dalle belle forme, mensa d’oro fulgido, dimora adornata da Dio. Salve, sposa gloriosa stillante sole. Salve, unico decoro della mia anima.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon. Tono 4.

La mia bocca parlerà sapienza e la meditazione del mio cuore intelligenza.

Stico. Ascoltate questo, genti tutte, porgete orecchio voi tutti che abitate la terra.

Ogni spirito e il vangelo (Gv 10,1-9).

Disse il Signore ai giudei venuti da lui: In verità, in verità vi dico, chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei. Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Salmo 50. Gloria. Per le intercessioni del gerarca. E ora. Per le intercessioni della Theotòkos. Stico. Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono pl. 2.

Ornamento e primizia dei padri, sapiente Spiridione, illuminando i confini dell’ecumène con lo splendore dei tuoi prodigi ti sei mostrato distruttore del furore di Ario: supplica il Salvatore di salvare le nostre anime.

Canone della Theotòkos, poi quello del santo. Poema di Teofane.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse un tempo tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato ha annientato il peccato nefando, lui, il Signore glorioso, perché si è grandemente glorificato.

Divenuto compassionevole, puro e mitissimo, o padre, raggiungesti la terra dei miti; rasserena dunque il mio cuore in tempesta perché ti festeggi ora nella divina quiete.

Purificando l’anima con divina sarchiatura, gerarca Spiridione, divenisti simile a Dio, colmato abbondantemente delle fulgide irradiazioni dello Spirito santo; perciò puoi rischiarare i cuori di quanti ti proclamano beato.

Come Davide da mezzo il gregge ti prese il Creatore per collocarti come ottimo pastore alla guida delle sue pecore razionali, ornato di semplicità, mitezza, splendore e bontà, o beato.

Theotokìon. Vergine pura e senza macchia alcuna, illumina e santifica i pensieri della mia mente, allontanando da me la nebbia dell’errore e le tenebre del peccato, per poter degnamente proclamarti beata.

Katavasìa. Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Sulla pietra della fede mi hai stabilito, mi hai fatto trionfare sui miei nemici e il mio spirito esulta di gioia cantando: Non c’è santo all’infuori di te, Dio nostro, non c’è giusto all’infuori di te, Signore.

Con il cuore illuminato, libero da passioni, colmo di santa umiltà, ricevesti i carismi dello Spirito per allontanare i demòni e guarire i mali dei fedeli che ti venerano, o padre santo.

Annientando il serpente autore del male, o gerarca e disprezzando l’amore per il denaro, per la tua compassione verso i poveri, trasformasti un serpente in oro con le tue sante preghiere, o Spiridione.

Scalando il monte della divina contemplazione, penetrando nella nube privo di passioni, ricevesti santamente sulle tavole del tuo cuore, la legge salvifica, come servo intimo di Cristo, tuo Sovrano.

Theotokìon. Illumina il mio cuore oscurato dall’accidia, divina Sposa, sana la mia anima ferita perché canti: Non c’è santo all’infuori di te, nostro Dio, non c’è giusto all’infuori di te, Signore.

Katavasìa. Al Figlio prima dei secoli immutabilmente dal Padre generato e negli ultimi tempi dalla Vergine, senza seme, incarnato, a Cristo Dio acclamiamo: Tu che hai innalzato la nostra fronte, santo tu sei, Signore.

Kàthisma.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Dal mezzo delle pecore fosti splendidamente scelto per pascolare la Chiesa di Cristo, pastore eletto da Dio, Spiridione e con le tue preghiere allontanavi lupi eretici, nutrendo la tua Chiesa con l’erba fresca della fede; illustrasti la fede con la sapienza dello Spirito, beatissimo gerarca, nostro padre fra i santi: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Proeòrtion.

Stesso Tono. Dell’incarico segretamente.

Celebrando la vigilia del Natale di Cristo, fedeli, concordi e festanti andiamogli incontro degnamente come i Magi, recando le virtù in dono, cantando con gli angeli un canto nuovo a colui che l’universo glorifica, il nostro Dio, che senza seme la Vergine partorisce a Betlemme.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo. Per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Infiammato dall’ardore del santo Spirito, consumasti i rami secchi delle passioni, o beatissimo e con lo splendore delle tue virtù illumini il mondo, o Spiridione.

Interrogata da te, la morta rispose e per tuo comando il corso del fiume si fermò: davanti a tutti compivi prodigi, avendo ereditato la grazia divina.

Mortificando l’assalto delle passioni carnali, per ispirazione divina, con le tue vivificanti parole risuscitavi i morti; perciò ti supplico, padre santo, vivifica la mia anima senza vita.

Theotokìon. L’insondabile profondità del tuo mistero, Vergine pura, i profeti annunziarono: tu sola infatti generasti nei limiti della tua carne l’Infinito, nella sua ineffabile compassione.

Katavasìa. Virgulto dalla radice di Iesse e fiore che da essa procede, o Cristo, dalla Vergine sei germogliato, dal boscoso monte adombrato, o degno di lode: sei venuto incarnato da una Vergine ignara d’uomo, tu, immateriale e Dio. Gloria alla tua potenza, Signore.

Ode 5. Irmòs.

Luce per quanti sono nelle tenebre, Cristo Salvatore, salvezza dei disperati, davanti a te veglio, principe della pace: illuminami con i tuoi raggi, altro Dio all’infuori di te non conosco.

Il fiume dei tuoi carismi, o beatissimo, disseta tutti i cuori e li colma di vigore risvegliandoli alla gloria di colui che ti ha glorificato, onorandoti con multiformi prodigi.

Il Sovrano terrestre, o beatissimo, riconobbe in te il servo del Sovrano celeste, colmo dei suoi carismi divini, quando apparisti al suo capezzale per guarirlo, o ispirato da Dio.

Di Abramo imitasti l’ospitalità, aprendo le porte di casa tua, lasciandola a disposizione di tutti per assistere i bisognosi, o beatissimo padre Spiridione.

Theotokìon. Neonato partoristi, pura Vergine, colui che il Padre genera senza principio prima dei secoli; pregalo come tuo Figlio e Dio di fare grazia ai fedeli, che concordi ti proclamano Theotòkos.

Katavasìa. Dio della pace, Padre delle misericordie, tu ci hai inviato l’angelo del tuo gran consiglio per donarci pace; guidati dunque alla luce della conoscenza di Dio, vegliando sin dai primi albori, noi ti glorifichiamo, filantropo.

Ode 6. Irmòs.

Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso della tua amorosa compassione: dalla corruzione fammi risalire, o Dio.

Consideravi fango il favoloso metallo, tu che brillavi più dell’oro, liberato dalle tue passioni e colmo dei ricchi doni dello Spirito, o padre santo.

Celebravi la liturgia al Signore con cuore puro, assistito dagli innumerevoli cori invisibili degli angeli, o padre santo.

La tua vita illustre, sapiente padre, ti rese famoso in tutto il mondo: festeggiando la tua memoria gioiosi t’inneggiamo.

Theotokìon. Più casto dei cieli divenne il tuo grembo ospitante il Dio incontenibile, Vergine non sposata, santissima e lodatissima.

Katavasìa. Il mostro marino, dalle sue viscere, ha espulso come embrione Giona, quale lo aveva ricevuto; il Verbo, dopo aver dimorato nella Vergine e avere assunto la carne, da lei è uscito, custodendola incorrotta: poiché egli preservò la madre indenne dalla corruzione cui non era sottostata.

Kontàkion. Tono 2. Cercando le cose superne.

Ferito dall’amore di Cristo, o uomo santissimo, con l’intelletto reso alato per il fulgore dello Spirito, con la contemplazione pratica raggiungesti la prassi, o uomo ispirato, divenendo così altare, mentre chiedi per tutti la divina illuminazione.

Ikos.

Celebriamo dunque Spiridione, gerarca del Signore santificato sin dal seno materno, colui che ha ricevuto le tavole della grazia della divina gloria, noto a tutti per i prodigi e anche come ardente testimone oculare della luce divina, difensore dei poveri e capace di richiamare dalla terra le anime di quanti peccarono: egli infatti, per divino volere è divenuto fedele gerarca e chiede per tutti la divina illuminazione.

Sinassario.

Il 12 di questo mese memoria del nostro santo padre e taumaturgo Spiridione.

Stichi. Il taumaturgo Spiridione, anche se defunto, non ha perso il carisma taumaturgico. Il 12 l’anima di Spiridione abbandona questa vita effimera.

Lo stesso giorno memoria di san Synetò, martire.

Stichi. Stolti uccidono di spada Synetò, colui che con rispetto venerava sapientemente la fede.

Lo stesso giorno memoria del nostro santo padre Alessandro, arcivescovo di Gerusalemme, ieromartire.

Stichi. Alessandro, uno dei tuoi sacerdoti, senza sangue divenne anche uno dei tuoi martiri.

Lo stesso giorno memoria dei nostri beati padri Ammonathàs e Anthos.

Stichi. Detesto le realtà della terra, o angeli, accoglietemi, diceva il divino Ammonathàs andandosene. Come disse un tempo Davide profeta, come fiore del campo sfiorì il divino Anthos.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli Cristo effuse la rugiada dello Spirito, lui che è benedetto e gloriosissimo.

Di Mosè avevi la libera eloquenza, di Davide la mitezza e di Giobbe l’integrità, divenendo tempio del santo Spirito cantando, o sacratissimo, a colui che è benedetto e gloriosissimo.

Gocce di rugiada sulla testa, nel sole estivo, prefigurarono il tuo futuro, poiché Dio ha glorificato la tua memoria, padre venerabile, santificando i fedeli per la tua santa mediazione.

Nel concilio Dio ti glorificò, o beatissimo, che conservavi per la conclusione il discorso da pronunziare, per annientare Ario e demolire le sue obiezioni.

Theotokìon. Per l’ineffabile Verbo, o Vergine, come vigna portasti l’unico grappolo che senza affanni stillò il vino per la gioia dei nostri cuori e santifica tutti i mortali, terminando l’ebbrezza delle passioni.

Katavasìa. I fanciulli allevati nella pietà, disprezzando un empio comando, non si lasciarono atterrire dalla minaccia del fuoco, ma stando tra le fiamme cantavano: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i fedeli che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Estinguesti la fornace delle passioni con la pioggia del santo Spirito, facendo sgorgare la rugiada che lenisce l’infiammazione dei mali per i fedeli che a te accorrono, beatissimo padre Spiridione,

Coltivando innocenza, mitezza, rettitudine, compassione, sopportazione e ospitalità, divenisti un gerarca santo e luminoso, ornamento dell’ortodossia; perciò lodiamo le tue virtù, noi fedeli.

Come viva la morta rispose un tempo alle tue domande, venerabile padre, prodigio sublime, mistero straordinario! Vivendo come gli angeli, o gerarca mirabilissimo, avevi ricevuto quella grazia.

Theotokìon. Vieni a sanare le passioni del mio cuore, per la tua misericordia, o lodatissima; illumina la mia anima, rasserena il mio spirito, guidami sulla via della salvezza affinchè senza sosta ti magnifichi.

Katavasìa. La fornace che effondeva rugiada è stata immagine di una meraviglia oltre natura: essa infatti non bruciò i giovani che aveva ricevuto, come neppure il fuoco della divinità bruciò il grembo della Vergine in cui era disceso; perciò inneggiando cantiamo: Tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il Figlio dell’eterno Genitore, Dio e Signore, incarnato dalla Vergine si è manifestato a noi per illuminare ogni tenebra, per radunare ciò che è disperso. Perciò magnifichiamo la Theotòkos inneggiatissima.

Chiaramente, padre, proclamasti il Figlio consustanziale al Genitore senza principio e a lui coeterno: fosti così magnificato tra i padri teofori e chiudesti la bocca degli empi, o gerarca beatissimo.

O sole dalle molte luci, decoro dei padri, vanto dei sacerdoti, compagno degli angeli, con la tua intercessione rendi degni della luce senza tramonto quanti cantano con gioia la tua luminosa memoria.

Le dimore divine, la porta celeste e l’amabile assemblea dei festanti accolsero con voce d’esultanza, o beatissimo, la tua anima santificata e dalle virtù abbellita.

Theotokìon. Il gran mistero del tuo parto trascendente l’intelletto sbalordisce gli angeli, o favorita dalla divina grazia, affascina la folla dei santi e allieta i sacri padri, che divinamente ti cantano, speranza delle nostre anime.

Katavasìa. Vedo un mistero strano e portentoso: cielo la grotta, trono di cherubini la Vergine e la greppia spazio in cui fu messo a giacere l’incontenibile Cristo Dio, che noi celebriamo e magnifichiamo.

Exapostilarion. Tu che il cielo.

Lo Spirito ti trasferì, o uomo animato dallo Spirito, dal gregge irrazionale a quello razionale, come Mosè e Davide, di cui imitasti la mitezza, o Spiridione, luce di tutta la terra.

Un altro. Nel sacro Spirito.

Il Signore ti glorificò, o beatissimo padre, rendendoti capace di numerosi prodigi e miracoli: con il santissimo concilio proclamasti la Trinità santa; risuscitasti defunti, trasformasti un serpente in oro e per la tua sublime intercessione fermasti il corso di un fiume per guadarlo.

Theotokìon.

Generasti, o purissima, il Verbo di Dio e Dio, che con somma sapienza compie per il mondo la nobilissima economia salvifica; perciò tutti ti celebriamo degnamente, perché tu lo preghi di liberarci da mali e pericoli di ogni sorta.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 1. Esultanza delle schiere.

Risplendendo per il fulgore dello Spirito, il sapiente gerarca annichilì l’oscuro vaniloquio di Ario: esponendo con semplice fede la dottrina trinitaria, ottenne gloria dai sapienti e intelligenti e ratificò il sinodo (2).

Tu che splendi per i raggi celesti e offri guarigioni ad anime e corpi per la potenza di Cristo, non smettere di pregare per quanti anche ora festeggiano con fede la tua memoria, o padre taumaturgo, in Dio beato.

Divenisti per la fede operaio della vigna dei precetti di Cristo, o teoforo: perciò, ricevuto misticamente il denaro del regno celeste, prega senza sosta per noi che ti onoriamo, o sapiente Spiridione.

Gloria. Tono 4.

Padre santo, gerarca illustrissimo, divenuto colmo di dottrina apostolica e ricettacolo del divino Spirito per la tua vita virtuosa, con i dogmi scacciasti dalla Chiesa i lupi e chiaramente illustrando la fede ortodossa, ti riveli colonna e difensore della pietà. Operando così prodigi dovunque, mutasti in oro un serpente e risuscitasti una defunta per interrogarla. Tu dunque, illustrissimo tra i padri e compagno dei maestri, prega il Salvatore di salvare le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Custodisci da ogni sorta di pericoli i tuoi servi, o benedetta Theotòkos, affinché ti glorifichiamo come speranza delle nostre anime.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Alla Liturgia

Typikà e le odi 3 e 6 del canone.

Kinonikòn. Il giusto avrà memoria eterna. Alliluia.