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6 Dicembre

Memoria del nostro padre tra i santi Nicola, arcivescovo di Mira di Licia, il taumaturgo.

Al Mattutino.

Apolytìkion. Tono 4.

Canone di fede, icona di mitezza, maestro di continenza ti ha mostrato al tuo gregge la verità dei fatti; per questo con l’umiltà hai acquisito la gloria, con la povertà la ricchezza, o padre e gerarca Nicola. Prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Theotokìon .

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli grazie a te, Theotòkos, fu rivelato agli abitanti della terra: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi ha volontariamente accettato la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le nostre anime.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Rifulgi sulla terra con i raggi dei prodigi, Nicola sapiente e muovi ogni lingua a glorificare e lodare colui che ti ha glorificato sulla terra: supplicalo di liberare da ogni angustia quanti con fede e affetto onorano la tua memoria, oracolo dei padri.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Maria, augusta dimora del Sovrano, facci risorgere dalla voragine di tremenda disperazione, colpe e tribolazioni in cui siamo caduti: perché tu sei salvezza, aiuto, potente difesa dei peccatori e salvi i tuoi servi.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Sei apparso oggi.

Difendi i fedeli, proteggendoli e custodendoli, o beato e manifestamente liberandoli da ogni tribolazione, o splendido vanto e gloria dei gerarchi, o Nicola santo.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Invincibile difesa di quanti sono nelle angustie, pronta intercessione per quanti in te sperano, liberami dai pericoli e non trascurarmi, soccorso di tutti.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono 4. Presto intervieni.

Divenisti fervidissimo difensore della Chiesa di Cristo, distruggendo con franchezza le empie dottrine delle eresie, o Nicola e ti rivelasti a tutti come canone d’ortodossia, pregando per tutti quelli che si fanno guidare dai tuoi divini insegnamenti.

Gloria. E ora.

Theotokìon, uguale.

Presto accogli, Sovrana, le nostre suppliche e presentale al tuo Figlio e Dio, Signora purissima; sciogli le difficoltà di quanti a te accorrono, sventa le insidie e gli attacchi sfrontati, o Vergine, di quanti ora si armano contro i tuoi servi.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon. Tono 4.

Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.

Stico. Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato?

Ogni spirito e il vangelo secondo Giovanni (10,1-9).

Disse il Signore ai giudei venuti da lui: In verità, in verità vi dico, chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei. Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Salmo 50. Gloria. Per le intercessioni del gerarca.

E ora. Per le intercessioni della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono pl. 2.

Bene, servo buono e fedele; bene, operaio della vigna di Cristo: hai portato il peso del giorno, hai moltiplicato il talento che ti era stato dato e non sei stato invidioso di quanti venivano dopo di te; perciò ti è stata aperta la porta dei cieli; entra nella gioia del tuo Signore e intercedi per noi, san Nicola.

Il canone della Theotòkos con gli Irmì per sei stichi e del santo per 8 stichi.

Canone della Theotòkos.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Un inno di vittoria cantiamo tutti a Dio, che ha operato meravigliosi prodigi con braccio potente e ha salvato Israele, perché si è glorificato.

Tu che generasti l’infinita Sapienza, mandami una goccia di sapienza, o maestosa fonte sgorgante grazie, per poter inneggiare al mare dei tuoi favori.

Sciolgo inni a te, da tutti magnificata, cui inneggiano le schiere degli angeli come Genitrice del Dio, da tutti grandemente magnificato e a cui inneggia tutto il creato, perché si è glorificato.

Canone del santo il cui Acròstico è: A te, Nicola, canto una divina melodia. Poema di Teofane.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse nell’abisso un tempo tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato ha annientato il peccato nefando, lui, il Signore glorioso, perché grandemente si è glorificato.

Tu che, incoronato dinanzi al tribunale di Cristo, o sapientissimo Nicola, sei presente con le schiere degli angeli, fammi dono della luce che rischiari l’oscurità dell’anima mia, per poter celebrare nella gioia la tua festa, o beatissimo.

Il Signore che glorifica tutti quelli che lo glorificano, ha dato te ai fedeli come rifugio, per liberare dalle tentazioni quanti ricorrono al tuo aiuto e t’invocano con fede e devozione, gloriosissimo Nicola.

Theotokìon. Suscitandomi il desiderio di essere simile al Creatore, il maligno serpente mi rapì schiavo; per tuo mezzo ora, o purissima, sono stato chiamato ad essere realmente divinizzato: tu, infatti, Madre di Dio, generasti colui che mi ha divinizzato.

Altro canone del santo il cui Acròstico segue l’alfabeto eccetto negli inni triadikà e nei theotokìa.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Alla tua sublimità ispirata a Dio, o Nicola, con lingua e labbra imbarazzate vengo a presentare un breve elogio e una supplica; e tu, munifico qual sei, donami il Salvatore e clemente Dio.

Benché mortale, sulla terra apparisti celeste come un angelo: grandissimo difensore delle vedove, vindice degli affranti, di tutti gli afflitti aiuto nei pericoli, o padre Nicola.

Sono note a tutti quelli che stanno sotto il sole, o beatissimo Nicola, le tue meraviglie, l’oceano dei tuoi meriti: difensore dei poveri, nutritore di orfani e vedove, guida dei ciechi e protettore di tutti.

Triadikòn. Adoro la Trinità increata: Padre e Figlio e Spirito, semplice sostanza divina, natura indivisa essenzialmente, tre ipòstasi distinte, ma indivise.

Theotokìon. Concepisti misteriosamente il Verbo, uno della Trinità o purissima e lo generasti nella carne, rimanendo dopo il parto come prima: supplica sempre per noi il tuo Figlio e Dio.

Katavasìa. Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Della Theotòkos. Ode 3. Irmòs.

Si rinsaldi il mio cuore nella tua volontà, o Cristo Dio, che sulle acque consolidasti il secondo cielo e sulle acque stabilisti la terra, o Onnipotente.

Venga da me lodata la Madre di Dio, cielo purissimo, reggia del Re, paradiso colmo di vere attrattive ed olezzante, speranza dei cristiani.

Con il verbo generasti il Verbo, che con il verbo chiamò all’essere ogni natura ragionevole e irragionevole, liberando dall’irragionevolezza i mortali, o Benedetta.

Del santo. È fiorito come giglio.

O beato Nicola, tu che divenisti autentico discepolo del Signore, salvi dai gravi pericoli e da morte crudele quanti a te ricorrono.

Sii propizio ai tuoi servi concedendo, o Buono, il perdono delle colpe, per intercessione del tuo servo Nicola, o misericordiosissimo.

Theotokìon. Calma il tumulto delle mie passioni e governa la mia vita, o Signora santissima, che generasti Cristo, in cui si è confermato il mio cuore.

Un altro del santo. Al Figlio che prima.

Dotato il tuo cuore, o divinamente sapiente, dell’attestato di molte virtù, segnato dal dito immortale e immacolato di Cristo Dio, o Nicola, stilli nelle tue parole scelto favo e dolce miele.

La grazia evidenziò su di te straordinarie meraviglie: la tua luminosa condotta, o Nicola, rifulge e illumina le anime più di qualunque oggetto aureo, per il fulgore del divino Spirito.

Tu zelante, vivi anche dopo la morte; apparso in sogno veridico, salvasti da morte in modo inatteso i giovani, gridando energicamente all’imperatore: Non essere ingiusto con gli uomini accusati per invidia.

Triadikòn. Trinità santissima, nostro Dio, Padre e Figlio e Spirito vivificante, siimi propizio: con colpe senza numero ho macchiato la mia vita; custodiscimi in ogni luogo e sempre immune da afflizione.

Theotokìon. Concedi, o Theotòkos, una speranza di salvezza ai tuoi servi e apprèstati a custodirli e ad aiutarli con la tua premurosa intercessione nelle necessità e nei pericoli; tu, infatti, sei il vanto di noi fedeli, o sposa divina.

Katavasìa. Al Figlio prima dei secoli immutabilmente dal Padre generato e negli ultimi tempi dalla Vergine, senza seme, incarnato, a Cristo Dio acclamiamo: Tu che hai innalzato la nostra fronte, santo sei tu, Signore.

Kàthisma.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Fiume colmo di rimedi e fonte inesauribile di meraviglie ti rivelò, o Nicola, l’abisso della misericordia; quanti, infatti, sono oppressi duramente da gravi malattie e provati crudelmente dalle disgrazie della vita, trovano nella tua fervida protezione un farmaco che lenisce ogni afflizione; perciò ti gridiamo; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e tenesti tra le braccia colui che sostiene l’universo, nutrendo tutti, l’Artefice del creato; perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o lodatissima.

Della Theotòkos. Ode 4. Irmòs.

Prevedendo in ispirito, o profeta Avvacùm, l’incarnazione del Verbo, hai annunziato gridando: quando si avvicineranno gli anni sarà reso noto, quando giungerà il tempo verrà fatto rivelare. Gloria alla tua potenza, Signore.

Per suggerimento del serpente, o castissima, Eva diviene causa di morte per gli uomini; tu, invece, o Vergine, che con il verbo generasti il Verbo, ti rivelasti difesa ospitale di immortalità e vita; perciò giustamente ti inneggiamo.

In ispirito i profeti ti previdero, o casta: monte, porta, altare, arca santa, candelabro, trono di vita, vaso e scanno per commensali, Madre di Dio, manifestandoti nei simboli, di cui vediamo il compimento.

Del santo. Sei venuto dalla Vergine.

Avendo conversato castamente con i raggi dello Spirito, divenisti portatore di luce, illuminando i confini del mondo, presente a tutti e salvando quanti a te ricorrono con fede.

Come apparisti una prima volta, liberando da morte i giovani, così anche ora, o beato, salvami da ogni difficoltà, da tentazioni e pericoli, o felicissimo.

Hai fatto rifulgere lo splendore delle virtù, o beatissimo, divenendo insuperabile imitatore del tuo Sovrano; invocato, quindi, salva quanti ti glorificano con pietà e fervore.

Theotokìon. Su di te è sceso il Sovrano e Signore, prendendo corpo in te e ha salvato tutta l’umanità nella sua infinita misericordia: perciò a te acclamo: Salve, purissima Theotòkos.

Un altro del santo. Virgulto dalla radice.

La mia sola invocazione scampa veramente subito da tutte le brame dei nemici, quanti a te gridano con fervore, o sacro Nicola: come prima liberasti gli statilàti, salva anche noi da ogni crudele circostanza.

Stando presso il trono di Dio, non smettere di intercedere con insistenza, o sapiente, per tutti noi, tuoi fedeli servi, o ammirabile Nicola, affinchè siamo liberati dal fuoco eterno e dal giudizio maligno e dal maltrattamento dei nemici.

Ovunque fai sgorgare guarigioni per quanti con fede a te accorrono e liberi tutti dai legami; cambia dunque la nostra tristezza in gaudio, o luminoso Nicola, annientando l’orgoglio dei nostri nemici con le tue accette implorazioni.

Triadikòn. Onoro il principio della Divinità senza principio, Padre, Figlio e Spirito santissimo; venero l’artefice di tutte le cose, uno indiviso, sempre distinto in tre fattezze e ipòstasi, unico regno indivisibile.

Theotokìon. Apparisti realmente superiore ai mortali e più onorabile degli angeli, o fanciulla genitrice di Dio; poiché concepisti in grembo il Creatore di tutto, rivestito di carne materiale, generandolo senza seme. Oh straordinaria nuova visione!

Katavasìa. Virgulto dalla radice di Iesse e fiore che da essa procede, o Cristo, dalla Vergine sei germogliato, dal boscoso monte adombrato, o degno di lode: sei venuto incarnato da una Vergine ignara d’uomo, tu, immateriale e Dio. Gloria alla tua potenza, Signore.

Della Theotòkos.

Ode 5. Irmòs.

Fai sorgere la tua splendida luce inaccessibile su noi, che vegliamo all’alba sui giudizi dei tuoi comandamenti, Sovrano filantropo, Cristo nostro Dio.

Come maestosa arca di santificazione, fiammeggiante santo trono e reggia santificata, o Sovrana, hai portato in te Dio onnipotente.

Apparisti ineffabilmente, o sola purissima, Madre ignara di uomo tra le vergini e poi nuovamente Vergine tra le madri: generasti, infatti, Dio che può mutare le nature.

Del santo. Tu sei mediatore.

Brillando con una condotta degna di Dio, o beatissimo, apparendo loro liberasti i condannati a morte con ingiusta sentenza, che gridavano a Cristo Signore: all’infuori di te non conosciamo altro Dio.

Contemplando ora nei cieli la gloria eterna e deliziandoti della luce brillantissima dell’indicibile e divino splendore, proteggimi con il tuo aiuto, o augusto santo, servo di Cristo.

Theotokìon. Per richiamare la tua immagine imbrattata, o Salvatore, presa carne, all’insaputa delle potenze celesti, dalla Vergine, con la passione sei apparso a quanti a te gridano: altro Dio all’infuori di te non conosciamo.

Un altro del santo. Dio della pace.

Proclamano ora le tue meraviglie, o padre, la grande metropoli di Mira e la regione della Licia e tutti i popoli i tuoi prodigi, per i quali liberasti tutti da afflizioni e dolori, o ammirabile Nicola.

Libera anche noi da ogni pericolo per la tua intercessione, o Nicola, rifugio delle vedove, padre degli orfani, ottimo aiuto degli afflitti, consolatore di quanti sono in lutto, pastore e guida di tutti gli erranti.

Dalla terra sei stato trasferito in dimore immateriali, dove, divenuto emulo delle angeliche schiere, contempli l’indicibile bellezza di Cristo; perciò esultando con gli apostoli e i martiri, o padre Nicola, supplica con insistenza per noi il Salvatore.

Triadikòn. Desidero esaltare in modo manifesto le tre ipòstasi coeterne, dello stesso trono dell’unica Divinità indivisibile, dalla quale sono stato tratto all’esistenza dal nulla, esclamando con gli angeli: santo, santo, santo sei, Signore.

Theotokìon. Salvezza dei mortali e speranza di tutti, che prontamente prevede e scampa, anche ora muoviti a pietà di noi che a te gridiamo, o purissima e che t’invochiamo in ogni circostanza: altra protezione, infatti, dopo Dio, noi non abbiamo.

Katavasìa. Dio della pace, Padre delle misericordie, tu ci hai inviato l’angelo del tuo gran consiglio per donarci pace; guidati dunque alla luce della conoscenza di Dio, vegliando sin dai primi albori, noi ti glorifichiamo, filantropo.

Della Theotòkos.

Ode 6. Irmòs.

Imitando il grande profeta Giona esclamo: libera la mia vita dalla corruzione, o Buono e salva, o Salvatore del mondo, me che grido: Gloria a te.

Protezione dei fedeli, gioia degli afflitti, riempi di gaudio e letizia spirituale i tuoi servi, che confidano nella tua protezione.

Io canterò il cielo spirituale, il tempio puro, l’arca santa, il delizioso paradiso di Dio, in cui si trova l’albero della vita.

Del santo. Avvolto dall’abisso.

È stata posta degnamente su di te la corona della vittoria, per cui, come ottimo vincitore, salva quanti t’invocano.

Apparendo, o beato, salva me morto per le colpe e sommerso dalle onde delle passioni, guidandomi verso il porto del divino volere.

Theotokìon. In te ho posto le speranze della salvezza, Madre sempre vergine e pongo te come sicura e inconcussa protezione della mia vita.

Un altro del santo. Il mostro marino.

Novello Abramo ti rivelasti, presentando al tuo Signore, come figlio unigenito, l’intelletto e offrendo sempre sacrifici incruenti e pertanto sei stato benedetto come ospitale e sei divenuto dimora divina e irreprensibile della Trinità, o padre Nicola.

Operi insoliti e mirabili prodigi su tutta la terra e nei mari lontani per i viandanti in pericolo, accogliendo le suppliche: ti sei, infatti, mostrato medico dei malati, sostenitore dei miseri, tu che porti come nome “Vittoria del popolo” fedele contro i nemici.

Prevedendo il futuro con l’occhio dell’intelletto, colmasti tutti di retti dogmi, annunziandoci il Figlio consustanziale al Padre; annientasti così la frenesia di Ario e proponesti i tuoi venerati insegnamenti come colonna dell’ortodossia.

Triadikòn. Venero e onoro la Trinità indivisibile, distinta in tre ipòstasi, ma sempre unita nell’essenza e nella natura, come unico principio: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, che domina tutto con onnipotenza e che ogni realtà governa come vuole.

Theotokìon. O Purissima, chinando i cieli, Cristo di sua volontà interamente dimorò nel tuo grembo: non sopportò veder tiranneggiata dall’errore l’opera delle proprie mani, per cui sotto forma di servo venne a liberare la stirpe umana.

Katavasìa. Il mostro marino, dalle sue viscere, ha espulso come embrione Giona, quale lo aveva ricevuto; il Verbo, dopo aver dimorato nella Vergine e avere assunto la carne, da lei è uscito, custodendola incorrotta: poiché egli ha preservato la Madre indenne dalla corruzione cui non era sottostata.

Kontàkion.

Tono 3. La Vergine oggi.

A Mira, o santo, ti sei mostrato sacerdote: oggi infatti, compiendo il vangelo di Cristo, hai dato la vita per il tuo popolo, hai salvato gli innocenti dalla morte. Per questo sei stato santificato, come grande iniziato della divina grazia.

Ikos.

Inneggiamo ora con cantici al gerarca, che in Mira, o popoli, fu pastore e maestro, affinché risplendiamo per le sue intercessioni: poiché ecco, si è rivelato interamente illibato, puro di spirito, presentando a Cristo un sacrificio puro, sincero e accetto a Dio, come sacerdote purificato nello spirito e nel corpo. Perciò egli è veramente patrono della Chiesa e difensore di essa, come grande iniziato ai misteri della divina grazia.

Sinassario.

Il sei di questo mese memoria del santo nostro padre Nicola, arcivescovo di Mira di Licia, il taumaturgo.

Stichi. O Nicola, in terra hai goduto grande stima e separandoti dalla terra vivi per intercedere. Nel sesto giorno avviene il termine della vita di Nicola.

Memoria del neomartire Nicola Karàmanos, che subì il martirio a Smirne nel 1657.

Lo stesso giorno memoria della liberazione dal terremoto avvenuta per filantropia.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Della Theotòkos. Ode 7. Irmòs.

La fornace, o Salvatore, è colma di rugiada e i fanciulli esultano cantando: benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

L’Altissimo ti rivelò paradiso vivente, o casta, talamo ricolmo di grazie, aurea veste purpurea e cielo.

Rendi salda la mia mente instabile e la mia ragione turbata e con la tua protezione collocami sulla salda roccia, Madre sempre vergine.

Del santo. L’empio decreto.

Sono caduto gravemente colpito dal taglio delle tentazioni e, cedendo allo scoraggiamento, sono giunto alle porte degl’inferi; con le tue preghiere, o beato, salvami e rialza colui che canta; benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Splendido per i bagliori immateriali della luce intramontabile, libera quanti soffrono nelle tenebre delle afflizioni e guida alla luce della letizia quanti cantano: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. O Genitrice di Dio, supplica Cristo, tuo Figlio e Dio, di riscattare per il suo sangue prezioso quanti si macchiarono di gravi colpe per gli inganni del serpente, ma che ora cantano: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Un altro del santo. I fanciulli allevati.

Padre Nicola, guarendo le infermità della mia anima ti rivelasti il miglior medico di tutte le malattie più difficili; concedimi di gridare con vigore: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Scampando da morte un tempo gli stratilàti, o santo, li stimolasti a inneggiare e glorificare Cristo Salvatore e, con fede ardente, a gridare a te: o sapiente, ti esaltiamo come benefattore.

Sfiorando misticamente con le tue labbra il vaso della sapienza, padre Nicola, vi hai succhiato zampilli d’ambrosia, più che miele e favo, gridando ai popoli: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Triadikòn. A te inneggiamo, Trinità tre volte santa, Monade consustanziale trifulgente, Padre, Figlio e Spirito Santo, a cui tutti noi battezzati cantiamo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Accogliendo le preghiere di tutti, o Theotòkos, supplica tuo Figlio e Dio di liberare dalla condanna quanti giustamente ti onorano ed esclamano; Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Katavasìa. I fanciulli allevati nella pietà, disprezzando un empio comando, non si lasciarono atterrire dalla minaccia del fuoco, ma stando tra le fiamme cantavano: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Della Theotòkos. Ode 8. Irmòs.

Colui che gli angeli e tutte le schiere temono, come Creatore e Signore, inneggiate, o sacerdoti, glorificate, o fanciulli, benedite, popoli ed esaltatelo per tutti i secoli.

Come vivente talamo, soffice veste purpurea, clamide intessuta di porpora e d’oro, apparisti, o Vergine, al Re dell’universo, come porpora da cui venne intessuta la carne del Verbo Dio e uomo.

Concepisti, o purissima, l’immutabile, che come Creatore e Dio, ineffabilmente con la sua mano regge tutto il creato e in modo incomprensibile diviene mortale per noi e come noi.

Del santo. Un tempo a Babilonia.

Tu che sei benevolo e compassionevole, o beato, libera quanti sono immersi nel profondo delle tentazioni dei mali che li opprimono, ottenendone la liberazione in forza delle tue intercessioni a Cristo Salvatore, o depositario dei sacri misteri.

Mistagogo di ciò che supera l’intelletto, ministro delle realtà sante e celesti, divinamente sapiente e fedele gerarca, domanda al Salvatore la remissione delle nostre colpe, o gerarca santo.

Theotokìon. Caduto nel profondo dell’ignominia e da qui travagliato da diversi mali, la mia mente ora è indebolita, ma tu, Vergine circonfusa dalla luce dell’impassibilità, risanami.

Un altro del santo. La fornace che effondeva.

Tutta la folla degli asceti, gli ordini dei patriarchi e degli apostoli, la moltitudine dei sacerdoti e dei martiri, l’assemblea dei profeti, esaltano la tua divina condotta; con loro anche noi ti preghiamo: non mancare di supplicare sempre il Signore perché ci preservi da ogni danno.

Eccelso Verbo, Sovrano onnipotente, per le preghiere del santo pastore, rendi serena la vita di tutti i cristiani, concedendo al pio imperatore, ti preghiamo, vittoria e forza contro i barbari, perché tutti inneggiamo ed esaltiamo la tua potenza nei secoli.

Splendente luce inaccessibile, o padre, illumini le anime degli afflitti, dileguando ogni oscurità e tenebra delle tentazioni, facendo sempre rifulgere i raggi della gioia, nei quali splendidamente raggianti gridiamo; il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Triadikòn. Celebriamo con fede la vita e l’esistenza e l’una e trina luce, la Trinità, secondo gli insegnamenti sommamente divini dei padri: il Padre e il Figlio e il santo Spirito; con loro piamente cantiamo: tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Theotokìon. Il roveto prefigurò, o fanciulla pura, il tipo di un fatto insolito, ardendo un tempo senza consumarsi sul monte Sinai, prefigurando il mistero del tuo parto: il fuoco della Divinità che abitò in te, infatti, ti serbò incorrotta; perciò ti inneggiamo per tutti i secoli.

Katavasìa. La fornace che effondeva rugiada è stata immagine di una meraviglia oltre natura: essa infatti non bruciò i giovani che aveva ricevuto, come neppure il fuoco della divinità bruciò il grembo della Vergine in cui era disceso; perciò inneggiando cantiamo: Tutto il creato benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Della Theotòkos.

Ode 9. Irmòs.

Magnifichiamo, o fedeli, la fonte perenne scrigno di vita, la luminosa lucerna d’oro massiccio, il tempio animato, la dimora pura, la più ampia del cielo e della terra, la Theotòkos.

Con il flusso della tua grazia irriga me, arso dalle fiamme delle sventure e orribilmente ustionato, o fonte zampillante grazie, che generasti il fiume delle grazie, da cui chi beve mai più avrà sete.

Come splendido talamo dello Sposo, reggia spirituale del Sovrano, porpora tessuta d’oro, dimora soave di Cristo, Signore di tutti, salva me, tuo supplice.

Del santo. Il Figlio dell’eterno.

Illuminato dalle luci della grazia e divenuto chiaramente luminare di pietà, salvi i tribolati dalle tentazioni, liberi gli immersi nel profondo del mare e nutri inaspettatamente i colpiti dalla carestia, o beatissimo sapiente in Dio.

Tu che ora dimori nel paradiso della delizia e puoi assaporare chiaramente l’indicibile gloria, dalle volte celesti guardi i tuoi cantori, liberandoli dalle passioni, o beatissimo ispirato da Dio.

Theotokìon. O pura Madre di Dio, generasti il Verbo enipostàtico, sapienza e forza del Padre, che dal tuo casto grembo si preparò il proprio tempio, unendosi a questo con indissolubile vincolo.

Un altro del santo.

Vedo un mistero.

Rallegratevi in ispirito, voi tutti che celebrate questa festa, esultate raggianti, cieli e anche voi, monti e colli, Chiese e cori delle vergini e degli asceti nel commemorare il beatissimo, per il quale tutti qui convenuti magnifichiamo il Salvatore.

Sciolgano inni i confini tutti della terra e voi, che con serti di lode ornate manifestamente il capo di Nicola, servo di Cristo Dio, per il quale siamo liberati dalle passioni e dai pericoli.

Dégnati di accettare, o Nicola, l’inno di questo breve lavoro così come Cristo gradì i due centesimi della vedova: non disdegnare questa iniziativa, che abbiamo osato affrontare, o beatissimo, non per vanagloria, ma per zelo.

Triadikòn. Unita da consustanziale volontà, la Trinità viene distinta di nuovo indivisibilmente nelle ipòstasi, mantenendo sempre la potenza: il Padre e il Figlio e lo Spirito vivificante, l’unico Dio in tre ipòstasi, che noi magnifichiamo.

Theotokìon. Fu salvato tutto il creato nel tuo parto e in te il Signore ha tolto pianto e gemito e ogni lacrima da ogni volto, o pura e castissima Theotòkos e noi debitamente ricambiamo.

Katavasìa. Vedo un mistero strano e portentoso: cielo, la grotta, trono di cherubini, la Vergine e la greppia, spazio in cui è stato posto a giacere l’Incontenibile Cristo Dio, che noi celebriamo e magnifichiamo.

Exapostilarion. Udite, donne.

Celebriamo tutti il grande pastore e gerarca Nicola, Vescovo di Mira: ha salvato molti uomini che ingiustamente dovevano morire ed è apparso in sogno all’imperatore e ad Avlavio per annullare l’iniqua sentenza.

Uguale.

Con i prodigi grandemente ti ha esaltato il Signore, o gerarca Nicola e in questa vita e dopo; chi, infatti, avendo solo invocato il tuo santo nome con tutta fede, non è stato esaudito, trovando in te un fervido protettore?

Theotokìon.

Tu che partoristi Cristo, sapienza enipostàtica, Verbo sovrasostanziale e medico di tutti, sana, o Vergine, le dolorose piaghe e ferite croniche della mia anima e fa’ cessare gli sconvenienti pensieri del mio cuore.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 1. Esultanza delle schiere.

Volando intorno ai fiori della Chiesa come un’ape del celeste alveare degli angeli, o beatissimo Nicola, gridi sempre a Dio per tutti noi, che siamo tra le angustie, i pericoli e le prove e ci riscatti con la tua intercessione.

Hai reso più luminoso lo splendore della veste sacra con le virtù della vita attiva, o padre teoforo: perciò tu compi per noi il divino ufficio dei portenti, o sacro ministro di celebrati miracoli, liberandoci dalle sventure.

Aggirandoti tra le bellezze delle realtà invisibili, hai contemplato quella tremenda gloria, o santo dei santi: perciò annunzi a noi, o sacratissimo, le celesti rivelazioni di quelle visioni perenni.

Come ti presentasti in sogno al pio imperatore e liberasti i prigionieri dalla morte, o padre, così intercedi senza sosta affinché, per le tue preghiere, anche ora siamo liberati da tentazioni, pericoli e dolori, noi che come conviene ti celebriamo.

Gloria. Tono pl. 1.

Diamo il segno con la tromba dei canti, tripudiamo festosamente e danziamo esultanti per l’annuale solennità del padre teoforo; re e principi accorrano insieme e celebrino colui che, presentandosi tremendamente in sogno, persuase l’imperatore a liberare i tre condottieri tenuti in prigione innocenti; pastori e maestri, conveniamo insieme per lodare il pastore emulo del buon pastore; i malati facendo l’elogio del medico, quanti sono nei pericoli, del liberatore, i peccatori, dell’avvocato, i poveri, del tesoro, gli afflitti, del conforto, i viaggiatori, del compagno di viaggio, quanti sono in mare, del nocchiero: tutti, facendo l’elogio del grandissimo gerarca, che ovunque a noi fervido accorre, così diciamo: santissimo Nicola, affrettati a liberarci dall’angustia presente e con le tue suppliche salva il tuo gregge.

E ora. Theotokìon.

Diamo il segno con la tromba dei canti: perché, affacciandosi dall’alto, la Vergine Madre regina dell’universo corona di benedizioni quanti i suoi cantori; re e principi accorrano insieme e acclamino con inni la Regina che partorì il Re che, per filantropia, si compiacque di liberare i prigionieri della morte; pastori e maestri conveniamo insieme per celebrare la purissima Madre del buon pastore; facendo l’elogio, con canti ispirati, del candeliere d’oro della nube luminosa, di colei che è più ampia dei cieli, dell’arca vivente, del trono di fuoco del Sovrano, dell’urna d’oro della manna, della porta chiusa del Verbo, del rifugio di tutti i cristiani, così diciamo: Reggia del Verbo, rendi degni noi miseri del regno dei cieli: nulla è impossibile con la tua mediazione.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Viene poi distribuito il santo olio ai fratelli dalla lampada del santo, mentre vengono cantati questi idiòmela.

Tono pl. 2. Di Sergio.

Bene, servo buono e fedele; bene, operaio della vigna di Cristo: hai portato il peso del giorno, hai moltiplicato il talento che ti era stato dato e non sei stato invidioso di quanti venivano dopo di te per questo ti è stata aperta la porta dei cieli; entra nella gioia del tuo Signore e intercedi per noi, san Nicola.

Tono pl. 4.

Corresti verso la lode del Signore, o Nicola, in questa vita passeggera ed egli ti glorificò nella celeste e vera vita: perciò, essendoti acquistata la sua confidenza, intercedi per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. Tono pl. 4.

Il frutto delle tue gesta di uomo forte, o beato padre, ha allietato le anime dei fedeli: chi, infatti, sentendo la tua smisurata umiltà, non ha ammirato la tua perseveranza e la tua benevolenza per i poveri e compassione per gli afflitti? Tutti hai divinamente ammaestrato, o gerarca Nicola e ora, cinto di immarcescibile corona, intercedi per le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Sovrana, accetta le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni necessità e afflizione.

Alla Liturgia i Typikà dal canoni, odi 3 e 6.