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4 Dicembre

Memoria della santa megalomartire Barbara e del nostro santo padre Giovanni Damasceno.

Al Mattutino.

Apolytìkion della santa. Tono 4.

Onoriamo santa Barbara, poiché spezzò i lacci del nemico e come passero da te fu liberata, la venerabilissima, col soccorso e l’arma della croce.

Gloria. Del santo. Tono pl. 4.

Guida d’ortodossia, maestro di pietà e decoro, astro del mondo, ornamento dei monaci divinamente ispirato, sapiente Giovanni, con le tue dottrine tutti illuminasti, o lira dello Spirito: prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, la tua filantropia: accogli, mentre intercede per noi, la Theotòkos che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, un popolo disperato.

Dopo la prima sticologia, kathìsmata della santa.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Con la tua lotta tutti stupisti: sopportasti i colpi inflitti dai tiranni, tremendi tormenti e prigionie, o Barbara celebratissima; per questo il Dio che avevi amato con tutta l’anima e al quale eri accorsa, ti ha donato la corona ed egli stesso concede le guarigioni a tutti quelli che si accostano a te con fede.

Gloria. Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Partecipando con fede alle commemorazioni dei santi, festeggiamo la memoria delle vittoriose e celebriamole con cantici spirituali, perché con la preghiera uccisero colui che con l’inganno aveva privato Eva dell’incorruttela: esse supplicano Cristo perché abbia pietà delle nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Salve, monte santo calcato da Dio; salve, vivente roveto incombusto; salve, unico ponte che dal mondo conduce a Dio e fa passare i mortali alla vita eterna; salve, Vergine intatta, che ignara d’uomo partoristi la salvezza delle nostre anime.

Dopo la seconda sticologia, kathìsmata del santo.

Tono 1. I soldati a guardia della tua tomba.

Flauto dal dolce suono, tromba altisonante, cetra cantante, divina lira sonora, arpa armoniosissima, strumento musicalissimo ispirato dal soffio del Paràclito ti riveli, o Giovanni e affascini le nostre menti.

Gloria. Stessa melodia.

Inneggiamo alle auguste e sante lotte che davvero affrontasti per la Chiesa, celebrando con canti le sacre liriche che lasciasti per la celebrazione del Signore, o illustrissimo e per la gioia dei fedeli, o Giovanni lodatissimo.

E ora. Theotokìon, stessa melodia.

Ti sappiamo Madre di Dio, realmente vergine anche dopo il parto, noi tutti che, pieni di amore, nella tua bontà ci rifugiamo: perché noi peccatori abbiamo te come avvocata; abbiamo te, la sola purissima, come nostra salvezza nelle tentazioni.

I canoni dall’Oktòichos oppure della Theotòkos e quelli dei santi per 8 stichi.

Poema di Teofane di Stefano sabaita.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse un tempo nell’abisso tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato ha annientato il peccato nefando, lui, il Signore glorioso perché si è grandemente glorificato.

Trinità venerabile, Dio supremo che offri ai tuoi fedeli tesori inconcepibili, ispira nella mia anima oscurata lo splendore luminoso per inneggiare alla tua martire Barbara.

La gloria dei tuoi martiri, o Filantropo, supera ogni elogio possibile; ma tu, che gradisci la fede, riccamente ricompensa noi, che inneggiamo come possiamo.

Da un ramo spinoso fiorì la sacra rosa, che profuma la Chiesa di Cristo, imporporata di sangue vermiglio per le lotte di santa Barbara, che giustamente diciamo beata.

Del beato, stesso tono.

Colui che si appresta a lodarti farà una cosa giusta, celebrando la tua voce fluente miele con cui abbellisti di canti la Chiesa, che festeggia la tua santa memoria, o padre.

Come giudice sapiente e acuto indagasti correttamente la natura degli esseri; preferisti alle cose temporanee i beni superni dell’eternità, per questo Cristo ora ti ha glorificato, padre venerabile.

Theotokìon. Il serpente maligno mi insinuò il desiderio di diventare simile al Creatore e mi catturò, ma per te, Vergine, fui richiamato per essere veramente divinizzato dal Nato da te, Madre santa di Dio.

Della santa. Ode 3. Irmòs.

E’ fiorito come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Ferita dal dolce dardo del tuo amore, Barbara disprezzò l’empietà del padre per amare solo te, suo sposo e Signore.

Non ti attirarono né i piaceri, né il fiore della bellezza, né la ricchezza, né le seduzioni della giovinezza ti ingannarono, o Barbara, vergine bella e fidanzata del Signore.

Nulla ti impedì di lottare fino in fondo, né la fragilità femminile, né il fiorire della giovinezza non sostenuta dalla tua forza invincibile, o Signore.

Del beato, stesso tono.

Moltiplicasti la ricchezza imprestando a Dio: perciò ti fu preparato il regno dei cieli, o Giovanni; ma ora ricevi una ricompensa molto maggiore.

Il talento della sapienza che hai ricevuto, orna di opere la Chiesa di Cristo, poiché lo hai moltiplicato prima di lasciare questa vita.

Theotokìon. Le schiere degli angeli sbalordirono e i cuori degli uomini stupirono per il tuo parto, o purissima; perciò con fede, Theotòkos, noi ti veneriamo.

Irmòs. E’ fiorito come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Kontàkion del santo.

Tono 2. Cercando le cose superne.

Domando il tuo corpo con molti ascetici sudori, sei felicemente asceso alle altezze celesti, dove ti sono state date divine melodie, che hai distintamente cantato per gli amici del Signore, o padre santo.

Kàthisma. Tono 4. Tu che volontariamente.

Amando Cristo tuo sposo, tenendo accesa la tua lampada, rifulgesti per lo splendore delle virtù, avviandoti alle nozze con lui: da Cristo ricevesti la corona dei lottatori; libera da ogni pericolo noi che festeggiamo la tua santa memoria, o Barbara.

Gloria. Tono pl. 1. Cantiamo il Verbo.

Evitando le trappole della vita, prendendo su di te la croce del Signore, con l’ascesi sconfiggesti il maligno; ti rivelasti, o padre teoforo, spiritualmente cittadino del deserto e lucerna del mondo: perciò ti chiediamo di pregare Dio d’aver pietà delle nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Il gran mistero del tuo parto divino, l’ineffabile modo del tuo concepimento, Madre sempre vergine, sono davvero sconosciuti; la tua gloria sbalordisce i nostri spiriti e sconvolge i nostri pensieri, stendendosi su noi tutti per la salvezza delle nostre anime, o Theotòkos.

Della santa. Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo; perciò ti acclamo: gloria alla tua potenza, Signore.

Nascendo dalla Vergine donasti a giovani vergini il potere di calpestare l’arroganza del tentatore: perciò Barbara, vincitrice incoronata, sconfisse il nemico sfrontato.

Per la tua croce, o Cristo, spezzasti la forza della morte; la giovane vergine Barbara seguendoti, valorosamente sopportò tormenti con cuore saldo.

La progenitrice, sedotta dalle lusinghe del tentatore, fu privata un tempo delle delizie del paradiso; Barbara invece lo disprezzò, perciò ora abita nel paradiso celeste.

Del beato, stesso tono.

Osservando i precetti di Cristo, abbandonasti fama e gloria, ricchezza, lusso e vanità e prendendo la croce camminasti dietro di lui, o Giovanni.

Ti sei fatto povero con Cristo, apparso per salvare gli uomini, perciò secondo le sue promesse hai partecipato alla sua gloria e ora regni con il Re dei secoli, o Giovanni.

Theotokìon. Noi fedeli riconosciamo in te, Sovrana Theotòkos, il porto della salvezza, la fortezza inespugnabile; con la tua intercessione libera da ogni pericolo le nostre anime.

Della santa.

Ode 5. Irmòs.

Tu sei mediatore fra Dio e gli uomini, o Cristo Dio, perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciando la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo, fonte della luce.

Ordinando che la tua piscina fosse rischiarata da tre finestre, misticamente descrivesti, o Barbara, il battesimo, luminosa purificazione delle anime nella luce della Trinità santa.

Per effetto di un prodigio operato da Cristo, come accadde un tempo per Tecla protomartire, il monte si aprì per accogliere Barbara, che fuggiva il terribile furore di suo padre.

Infiammata di zelo per il vero Dio, l’illustre Barbara sputò sulle mostruose immagini degli idoli, schernendo il principe di questo mondo.

Del beato.

Stesso tono.

Nel timore di Cristo, venerabile padre Giovanni, tendevi alla vita divina sottomettendo allo spirito ogni pensiero carnale, purificando i tuoi sentimenti.

Purificando da ogni impurità corpo, anima e spirito, sapiente padre Giovanni, ricevesti la triplice luce dal vero sole, arricchito dei suoi doni luminosi.

Theotokìon. Pura Vergine, supplica il tuo Figlio e Signore di donare la liberazione ai prigionieri nelle avversità e la pace a chi si affida al tuo soccorso.

Della santa. Ode 6. Irmòs.

Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso insondabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione fammi risalire, o Dio.

Avendo promesso di donare sapienza divina a quanti ti avrebbero confessato davanti ai tribunali, di essa colmasti la tua martire Barbara.

Con la divina sapienza dei suoi discorsi, la gloriosa Barbara respinse i sofismi degli empi e con la sua pazienza stupì i tiranni.

Accettando d’esser fatta a pezzi e violentemente battuta da sferze di crine dal carnefice, la santa martire consegnò per Cristo il suo corpo alle torture.

Del beato, stesso tono.

Rischiarato dalla grazia dello Spirito, ricco di scienza umana e sapienza divina, copiosamente trasmettevi questi beni a chi ne era privo, o Giovanni.

Rivaleggiando con i cori celesti, salmeggiando alla Trinità, ritmavi per le Chiese inni secondo la fede ortodossa.

Theotokìon. Senza conoscere uomo hai partorito e Vergine sei rimasta, rivelando chiaramente la divinità del tuo Figlio e Dio.

Irmòs. Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso insondabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione fammi risalire, o Dio.

Kontàkion della santa.

Tono 4. Tu che volontariamente.

Avendo seguito colui che è piamente celebrato nella Trinità, o venerabile vittoriosa, hai estinto il culto degli idoli; lottando in mezzo all’arena, o Barbara, non hai temuto le minacce dei tiranni, o donna forte, sempre cantando a gran voce: Rendo culto alla Trinità, Divinità una.

Ikos.

Convenuti insieme, degnamente onoriamo Barbara, divenuta col martirio sposa di Cristo, affinché per le sue preghiere siamo riscattati da mali letali per l’anima, da peste, terremoto e calamità e trascorriamo in pace la vita, fatti degni con tutti i santi, che dal principio furono graditi, di vivere nella luce e degnamente cantare: Hai reso mirabili le tue misericordie, o Salvatore, per tutti coloro che con fede confessano: Rendo culto alla Trinità, Divinità una.

Sinassario.

Il 4 di questo mese lotta della santa megalomartire Barbara.

Stichi. Sacrificandoti con la spada, tuo padre, Barbara, fu come l’Abramo del diavolo. Il quattro Barbara venne recisa da colui che l’aveva generata.

Lo stesso giorno memoria del nostro santo padre Giovanni Damasceno, monaco e presbitero.

Stichi. Riempita la terra di canti melodiosi, Giovanni sale al cielo per cantare al Signore.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Giovanni, vescovo di Polìvoto, il taumaturgo.

Stichi. Il vescovo Giovanni, lasciando la terra, tutto sorveglia con la grazia divina.

Lo stesso giorno santa Giuliana periva di spada.

Stichi. Ricevi, o Verbo, Giuliana, vera colomba che per te ha ricevuto il fendente della spada.

Lo stesso giorno i santi Cristòdulo e Cristòdula perirono di spada.

Stichi. Per te, Re divino, la spada trafigge i tuoi servi Cristòdulo e Cristòdula.

Il santo neomartire Serafino, vescovo del Fanario, nel 1601 venne trafitto e divenne martire.

Stichi. Il Serafino disceso dalla Tessaglia, sulle onde del suo sangue sale verso il Signore.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Della santa. Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli Cristo effuse la rugiada dello Spirito, lui che è benedetto e più che glorioso.

Il tiranno che vanamente si vantava di distruggere la terra e cancellare il mare, come un giocattolo si trovò ai piedi di Barbara poiché Cristo l’aveva sconfitto, legandolo come un uccello ferito.

Lacerata da ferite insopportabili su tutto il corpo, imporporata da rivi di sangue, sopportavi la bruciatura delle torce sui fianchi, per tutto ringraziando Cristo, o martire venerabile, Barbara gloriosa.

O crudeltà piena d’empietà dei tiranni insensibili e disumani! Come macellai tagliarono i seni della martire, il cui spirito era sostenuto da Cristo.

Del beato, stesso tono.

Con zelo respingesti la perversità delle eresie nemiche di Dio e con la profondità dei tuoi scritti facesti impallidire quanto scritto dai saggi un tempo.

Con ardore hai fatto avvizzire l’iniquità e le bestemmie degli infami adepti di Mani, che tentavano di corrompere la Chiesa di Cristo: con i tuoi scritti e i tuoi dogmi ortodossi li sconfiggesti, o Giovanni.

Theotokìon. In te riconosciamo il Santo dei Santi, che sola generò Dio immutabile: Vergine pura, Madre senza sposo, tu hai fatto sgorgare per tutti la vita incorruttibile, partorendo il nostro Dio.

Della santa. Ode 8. Irmòs.

Un tempo a Babilonia per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: benedite, opere tutte il Signore.

In prigione, Barbara, ricevesti, nella sua inaccessibile luce, l’apparizione di Cristo, per incoraggiarti, guarire le tue ferite, donarti gioia, trasportandoti verso l’amore per il tuo Sposo.

Fosti spogliata a causa di Cristo, ma uno splendido angelo venne a coprirti con la tunica luminosa o Barbara, guidandoti alla passione come incontro al fidanzato.

Theotokìon. La tua profezia, o Cristo, si è compiuta: veramente il padre uccide la propria prole, rendendosi lui stesso autore dell’immolazione della tua martire Barbara, ma venne poi consumato da un fuoco celeste.

Del beato, stesso tono.

Nei tuoi scritti, o Giovanni, rifiutasti la divisione sostenuta da Nestorio, la confusione predicata da Severo, l’errore monotelìta, la credenza in un’unica energia, irraggiando sul mondo l’ortodossia.

Il nemico seminò la zizzania dell’eresia nella Chiesa di Cristo con il rifiuto del culto delle icone, ma trovò te vigile estirpatore del falso seme.

Theotokìon. Il Dio divenuto uomo dimorò nel tuo grembo senza separarsi dal Padre suo nei cieli; senza seme lo concepisti ineffabilmente partorendolo, Vergine e Madre; tu sei davvero la nostra salvezza.

Irmòs. Nei tuoi scritti, o Giovanni, rifiutasti la divisione sostenuta da Nestorio, la confusione predicata da Severo, l’errore monotelìta, la credenza in un’unica energia, irraggiando sul mondo l’ortodossia.

Della santa. Ode 9. Irmòs.

Il Figlio dell’eterno Genitore, colui che è Dio e Signore, incarnato dalla Vergine si è manifestato a noi per illuminare ogni tenebra, per radunare ciò che è disperso; perciò l’inneggiatissima Theotòkos noi magnifichiamo.

Quando stavi per esser finita gloriosamente dalla spada, o Barbara, meritando la corona del martirio con Giuliana, udisti la voce di Dio che esaudiva i tuoi voti.

Esaudendo le tue richieste, Barbara, Cristo dona guarigioni ai fedeli che festeggiano ogni anno la tua memoria: i tuoi miracoli straordinari superano in numero la sabbia del mare.

Unita sempre a Cristo tuo sposo, Re di tutti, raggiante di gloria luminosa nel paradiso celeste, proteggi tutti i tuoi cantori allontanando le loro passioni e guidandoli al Dio vivente, o Barbara

Del beato, stesso tono.

Insegnasti a tutti i figli della Chiesa a cantare in modo ortodosso la venerabile Monade nella Triade, a teologizzare la divina incarnazione del Verbo Trina, chiarendo le cose difficili in molti scritti sacri, o Giovanni.

Avendo cantato le schiere dei santi, la pura Theotòkos, il Precursore di Cristo e inoltre gli apostoli, i profeti con gli asceti, i dottori, i sapienti maestri, i giusti ei martiri e ora, o santo, abiti nelle loro dimore.

Theotokìon. Ricevendo nel tuo grembo, come un tempo il vello la rugiada celeste, per noi, pura Vergine, generasti colui che dona il cibo divino dell’immortalità a chi ti canta con fede riconoscendoti Theotòkos.

Exapostilarion della santa. Nel sacro Spirito.

Ricevesti da Dio la grazia delle guarigioni, o Barbara celebratissima, per guarire le malattie di quanti con fede a te accorrono; glorificando Dio, Re di tutti, libera tutti dai pericoli, infermità letale e mali dell’anima.

Del santo, stessa melodia.

Sbaragliasti con la tua sapienza le eresie, o beatissimo e sapientissimo Giovanni e donasti alla Chiesa una dottrina ortodossa, perché rettamente definisca e glorifichi la Triade, Monade trisipostàtica, in una sola essenza.

Theotokìon, uguale.

Generasti, o purissima, il Verbo di Dio e Dio, che con somma sapienza compie per il mondo la nobilissima economia salvifica; perciò noi tutti ti celebriamo come conviene, perche tu lo preghi di liberarci da malattie e pericoli di ogni sorta.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà idiòmela della santa.

Tono 1. Di Anatolio.

Disprezzando il godimento delle delizie terrene e detestando l’opulenza e la gloria paterna, amasti il celeste sposo, o Barbara celebratissima: con la testa recisa dalla spada, entrasti con le vergini prudenti con il Cristo sposo e così, scacciando il morbo letale, curi i fedeli con l’energia dello Spirito e senza sosta intercedi per le nostre anime.

Tono 2. Di Byzantios.

E’ stato svergognato il nemico invidioso, vinto da una donna, poiché aveva avuto la progenitrice come strumento per il peccato: incarnato, infatti, senza mutamento, né confusione da una Vergine, come lui solo sa, ha posto fine alla maledizione di Adamo ed Eva Cristo, Verbo del Padre, che giustamente ha incoronato la martire Barbara e concede tramite lei al mondo il perdono e la grande misericordia.

La martire Barbara, chiamata da Dio, patendo nello stadio diceva: Sono tremende queste mie pene presenti, o giudice, ma in nessun modo antepongo le cose terrestri alle celesti; tagliate dunque, raschiate le carni, datemi al fuoco: gioiosa io me ne vado a Cristo, mio sposo. Per le sue suppliche, Salvatore, manda su noi le tue misericordie e salva quanti con fede festeggiano la sua lotta.

Venite, popoli, celebriamo oggi la solennità della vittoriosa Barbara: né spada, né fuoco, né altro tormento, né le insidie del tortuoso Beliar l’hanno fatta volgere indietro; supplica Cristo, o gloriosissima che hai dato bella testimonianza, perché ci sia donata la grande misericordia.

Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.

Prendendo la via della lotta, sfuggisti all’intento del genitore, Barbara venerabilissima: come vergine prudente entrasti recando la lampada negli atri del tuo Signore e, come martire forte, ricevesti la grazia di guarire la putrida piaga della carne; ma anche noi, tuoi cantori, libera da dolori psichici per le con le tue implorazioni a Dio.

E ora. Theotokìon.

Abbiamo conosciuto il Dio da te incarnato, Vergine Theotòkos: imploralo di salvare le nostre anime.

Grande dossologia, a discrezione di chi presiede.

Altrimenti, allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Del santo. Tono pl. 4.

Noi, folle di monaci, ti onoriamo come guida, Giovanni, nostro padre, perché per te imparammo a camminare per la via davvero retta; beato te, che hai servito Cristo e sconfitto la potenza del nemico, o compagno degli angeli, consorte dei santi e dei giusti: prega con loro il Signore, perché abbia pietà delle nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Vergine senza nozze, che ineffabilmente concepisti Dio nella carne, Madre del Dio altissimo, ricevi le invocazioni dei tuoi servi, o purissima: tu che a tutti procuri la purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

Alla Liturgia

Typikà e dal canone le odi 3 e 6.