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Domenica dei Santi Progenitori

(La Prima Domenica Tra 11 e 17 dicembre)

Al Vespro.

Dopo il salmo introduttivo recitiamo Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 10 e cantiamo 3 stichirà anastàsima, 3 anatolikà e 4 prosòmia dei progenitori.

Tono pl. 4. Il paradiso dell’Eden.

Celebrando oggi, o fedeli, la memoria dei progenitori, cantiamo a Cristo Redentore, al Signore che li magnificò fra tutte le genti e fedelmente compì straordinari prodigi, perché è forte e potente; da essi rese per noi scettro di potenza la sola ignara d’uomo e Madre di Dio, la pura Maria, da cui venne Cristo, il fiore che germogliò per tutti la vita, il diletto che non vien meno e l’eterna salvezza.

Tu, o Sovrano, che strappasti al fuoco i santi fanciulli e Daniele dalla bocca dei leoni, benedicesti Abramo e Isacco tuo servo e suo figlio Giacobbe, compiacendoti di divenire come noi dal loro seme per salvare i nostri progenitori un tempo caduti: crocifisso e sepolto, spezzasti le catene della morte e rialzasti con te quanti da secoli sono tra i morti e adorano, o Cristo, il tuo regno eterno.

In mezzo alla fiamma come sotto pioggerella per la rugiada dello Spirito, esultanti i servi di Dio misticamente passeggiavano, in essa prefigurando la Trinità e l’incarnazione di Cristo; e come sapienti, per fede, estinsero la forza del fuoco; anche il giusto Daniele poté chiudere le fauci dei leoni; piegandoti per le loro preghiere, o Salvatore filantropo, libera anche noi dal fuoco eterno e inestinguibile e facci degni di ottenere il tuo regno celeste.

I tuoi fedeli e santi fanciulli, stando nella fornace infuocata come sotto la rugiada, prefiguravano misticamente la tua venuta dalla Vergine, rifulsa per noi senza bruciarci; anche il giusto Daniele, mirabile tra i profeti, chiaramente manifestando il tuo divino secondo avvento, gridava: Io guardavo ed ecco furono posti dei troni e il Giudice si assise e si riversò un fiume di fuoco: per le loro suppliche, o Cristo Sovrano, fa’ che ne siamo liberati.

Gloria. Tono pl. 2. Di Anatolio.

Elogiamo oggi, o fedeli, tutti i padri prima della Legge: Abramo amico di Dio, Isacco, nato per la promessa, Giacobbe e i dodici patriarchi; con loro celebriamo il mitissimo Davide, Daniele, profeta dilettissimo e i tre fanciulli che mutarono la fornace in rugiada e chiediamo il perdono a Cristo Dio, glorificato tra i suoi santi.

E ora. Theotokìon, il primo del tono.

Allo stico, stichirà anastàsima del tono.

Gloria. Dei progenitori. Tono 3. Di Germano.

Venite, amici della festa, salmeggiando celebriamo il consesso dei progenitori: il progenitore Adamo, Enoch, Noè, Melchisedèk, Abramo, Isacco e Giacobbe; dopo la Legge: Mosè e Aronne, Gesù, Samuele e Davide; con loro Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele e i dodici profeti e con essi Elia, Eliseo e tutti gli altri; Zaccaria e il Battista e quanti annunziarono Cristo, vita e risurrezione della nostra stirpe.

E ora. Theotokìon. Stesso tono.

Senza seme, dal divino Spirito, per volere del Padre, concepisti il Figlio di Dio, dal Padre prima dei secoli, senza madre e per noi da te nato senza padre: tu lo generasti nella carne e come bambino lo allattasti; non smettere dunque di intercedere, perché siano liberate dai pericoli le nostre anime.

Apolytìkion anastàsimo.

Gloria. E ora. Dei progenitori. Tono 2.

Hai giustificato per la fede i progenitori attirando a te, tramite loro, la Chiesa delle genti; si vantano nella gloria i santi, perché dal loro seme procede un frutto insigne: colei che senza seme ti ha partorito; per le loro suppliche, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Segue la conclusione.