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31 DICEMBRE

Conclusione della festa della Natività nella carne del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

Al Vespro

Al Signore a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà idiòmela.

Tono 2. Di Germano.

Venite, esultiamo nel Signore, esponendo questo mistero: il muro di separazione che era frammezzo è abbattuto, la spada di fuoco retrocede e i cherubini si ritirano dall’albero della vita e anch’io partecipo del paradiso di delizia da cui ero stato scacciato per la disobbedienza; poiché l’Immagine perfetta del Padre, l’impronta della sua eternità, prende forma di servo, procedendo da Madre ignara di nozze, senza subir mutamento: ciò che era è rimasto, Dio vero e ciò che non era ha assunto, divenendo uomo per amore degli uomini. A lui acclamiamo: O Dio, nato dalla Vergine, abbi pietà di noi (2).

Di Anatolio.

Alla nascita del Signore Gesù dalla Vergine santa, tutto s’illumina: i pastori infatti vegliano nei campi, i magi adorano e gli angeli cantano, Erode si agita, perché è apparso nella carne Dio, Salvatore delle nostre anime (2).

Il tuo regno, Cristo Dio, è regno di tutti i secoli e il tuo potere di generazione in generazione. Tu che ti sei incarnato per opera del Santo Spirito e sei divenuto uomo dalla Semprevergine Maria, come luce su di noi sei rifulso, o Cristo Dio, col tuo avvento: luce da luce, riflesso del Padre, hai illuminato ogni creatura. Ogni spirito loda te, carattere della gloria del Padre. Tu che sei e che eri e che come Dio dalla Vergine sei rifulso Dio, abbi pietà di noi!

Che cosa ti offriremo, o Cristo? Tu per noi sei apparso uomo sulla terra. Ciascuna delle creature da te create ti offre la sua riconoscenza: gli angeli l’inno, i cieli la stella, i magi i doni, i pastori lo stupore, la terra la grotta, il deserto la mangiatoia; ma noi una Madre Vergine! O Dio che sei prima dei secoli, abbi pietà di noi!

Gloria. E ora. Stesso Tono. Di Kassia.

Augusto divenne monarca sulla terra e cessò la pluralità dei poteri umani; e con la tua incarnazione dalla Pura, fu annientato il politeismo idolatra. Le città furono poste sotto un unico governo universale e le genti credettero a un unico dominio della Divinità. Furono registrati i popoli per decreto di Cesare e noi fedeli siamo stati segnati con il nome della tua Divinità, di te, nostro Dio fatto uomo. Grande è la tua misericordia, Signore, gloria a te.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon.

Apòstica Idiòmela. Tono 2. Di Germano.

Oggi si è compiuto un prodigio grande e straordinario; la Vergine partorisce e il suo grembo resta incorrotto; il Verbo si fa carne e non si separa dal Padre: gli angeli glorificano con i pastori e noi con loro acclamiamo: Gloria a Dio negli eccelsi e pace sulla terra.

Stico. Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi.

Tono 3. Dello stesso.

Oggi la Vergine partorisce il Creatore di tutto, l’Eden offre una grotta e una stella svela Cristo, sole per quanti sono nella tenebra. I Magi, illuminati dalla fede, hanno adorato con doni e i pastori hanno visto il prodigio, mentre gli angeli inneggiano e dicono: Gloria a Dio negli eccelsi.

Stico. Dal seno prima della stella del mattino ti ho generato. Il Signore ha giurato e non si pentirà.

Stesso Tono. Di Anatolio.

Nato il Signore Gesù in Betlemme di Giudea, i magi, giunti dall’Oriente, adorarono Dio fatto uomo e aperti subito i loro scrigni, offrirono doni preziosi: oro puro per il Re dei secoli; incenso per il Dio dell’universo; mirra per l’Immortale, come morto di tre giorni. Genti tutte, venite, adoriamo Colui ch’è nato per salvare le nostre anime.

Gloria. Tono 4. Di Giovanni, monaco.

Rallegrati Gerusalemme, tripudiate, voi tutti che amate Sion; oggi è sciolto l’antico vincolo della condanna di Adamo, aperto per noi il paradiso, il serpente è disarmato; ora infatti ha visto colei che un tempo ingannò divenire Madre del Creatore. O abisso della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Colei che aveva procurato la morte a ogni carne, come strumento del peccato, divenne primizia di salvezza per tutto il mondo mediante la Madre di Dio, poiché da lei nasce bambino Dio perfettissimo: con la sua nascita egli sigilla la verginità di lei, con le fasce scioglie le catene dei peccati e sana con la sua infanzia le penose doglie di Eva. Danzi dunque tutto il creato ed esulti, perché Cristo è venuto a richiamarlo dall’esilio e a salvare le nostre anime.

E ora. Stesso tono. Di Anatolio.

Dimorasti in una grotta, Cristo Dio, una mangiatoia ti accolse. Pastori e magi ti hanno venerato. Si compiva allora l’annunzio dei profeti e le potenze degli angeli stupivano gridando e dicendo: Gloria alla tua condiscendenza, o solo filantropo.

Apolytìkion. Tono 4.

La tua nascita, Cristo nostro Dio ha fatto sorgere al mondo la luce della conoscenza: con essa, gli adoratori degli astri furono istruiti da una stella ad adorare te, sole di giustizia e a conoscere te, Oriente dall’alto. Signore, gloria a te (3).