19 Dicembre
Memoria del santo martire Bonifacio.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 4. Hai dato come segno.
Hai desiderato la gloria riservata ai martiri, o vittorioso dalle grandi lotte e hai sopportato pene con animo coraggioso, attendendo di essere trasferito all’eredità libera da pena e cercando di ottenere i premi celesti, o beatissimo, la dimora del paradiso, la luce senza tramonto e la vita eterna.
Hai sopportato l’asportazione delle unghie, tremende trasfissioni, bruciature col piombo, la recisione della testa e le più aspre pene e fosti annoverato gioioso nel coro dei vittoriosi, o grande lottatore: perciò celebriamo la tua solennità annuale, o atleta Bonifacio, consorte degli angeli.
Dopo averti inviato come servo, Aglaìa ti ha ricevuto come divino signore, o Bonifacio, che sei divenuto padrone delle passioni, dominatore di atei tiranni, distruttore dei nemici, cinto della corona della vittoria: perciò essa, dopo averti costruito un santo e bellissimo tempio, in esso, celebrandoti, santamente ti depose.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Poiché hai generato il Giudice giustissimo, o Sovrana, ti supplico di implorarlo, io che sono vissuto dissolutamente, che sono condannato e senza via d’uscita, perché non mi condanni, o Vergine, nel futuro tremendo giudizio, ma, per misericordia e grande bontà, mi collochi con gli eletti che staranno alla sua destra.
Oppure stavrotheotokìon.
La Sovrana purissima, vedendo il Cristo messo a morte mettere a morte, come Sovrano, l’ingannatore, celebrava piangendo colui che dalle sue viscere era uscito e ammirando la sua longanimità esclamava: Figlio mio amatissimo, non dimenticare la tua serva, non ritardare, o filantropo, la mia consolazione.
Quindi il resto del vespro e la conclusione.

