6 Dicembre
Memoria del nostro padre tra i santi Nicola, arcivescovo di Mira di Licia, il taumaturgo.
Al Piccolo Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono 4. Come generoso.
La divina grazia dello Spirito ti ha unto con divino myron come colui che presiede a Mira e profuma con virtù le i confini del mondo, o sacratissimo, allontanando sempre con le tue soavi preghiere le fetide passioni, perciò con fede ti lodiamo e celebriamo la tua santissima memoria, o Nicola. (2)
Come luminare senza tramonto, come fiaccola universale che risplende nel firmamento della Chiesa e illumina il mondo e scaccia l’oscurità di gravi pericoli e rialza dall’inverno dell’ateismo e produce serenità profonda, giustamente ti diciamo beato.
Sia presente, sia apparendo in sogno salvasti quanti stavano per morire ingiustamente, o Nicola, come compassionevole, come amico del bene, come fervidissimo liberatore, come vero protettore di quanti con fede ti chiedono l’aiuto, o sacratissimo padre, concittadino degli angeli, pari agli apostoli e ai profeti.
Gloria. Tono pl. 2.
O san Nicola, erede di Dio, coerede di Cristo, liturgo del Signore, come il tuo nome, così anche la tua vita: risplendono insieme, infatti, la veneranda sapienza, testimoniata dal tuo splendido volto, la tu anima generosa, la mitezza confermata dal tuo verbo quieto, la tua vita glorificata e la tua dormizione con i santi. Prega per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Theotòkos, tu sei la vera vite che hai germogliato il Frutto della vita; ti imploriamo, o Sovrana, pregalo con gli apostoli e tutti i santi di avere misericordia delle nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
O beato Nicola, sii compassionevole con me, che mi getto ai tuoi piedi supplicandoti e illumina, o sapiente, gli occhi della mia anima, per vedere chiaramente il datore di luce e compassionevole.
Stico. Beato l’uomo che teme il Signore: nei suoi comandamenti porrà tutto il suo diletto.
Liberami dai nemici che mi cercano per farmi del male, o santo, che hai franchezza presso Dio, beatissimo gerarca Nicola e salvami dagli uomini sanguinari.
Stico. I tuoi sacerdoti, Signore, si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno.
O gerarca, noi fedeli ti abbiamo come porto quiete e baluardo invincibile, torre di sicurezza e porta di metania, guida e difensore delle anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Il nemico segue il gregge, o Purissima, così il malvagio cerca sempre di farsene un pasto, ma tu, Theotòkos, liberaci dal suo danno.
Apolytìkion. Tono 4.
Canone di fede, icona di mitezza, maestro di continenza ti ha mostrato al tuo gregge la verità dei fatti; per questo con l’umiltà hai acquisito la gloria, con la povertà la ricchezza, o padre e gerarca Nicola. Prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Theotokìon.
Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli grazie a te, Theotòkos, fu rivelato agli abitanti della terra: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.
Segue la conclusione.
Al Grande Vespro.
La prima stasi del primo kàthisma del salterio (Beato l’uomo). Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 2. Quando dal legno.
Dimorando sensibilmente a Mira, davvero apparisti myron, unto con profumata mirra spirituale, san Nicola, gerarca di Cristo e profumi il volto di chi con fede e affetto sempre festeggia la tua celebratissima memoria, liberando da sventure, pericoli e tribolazioni, o padre, con le tue preghiere al Signore.
Portandone davvero il nome, apparisti forte vittoria nelle tentazioni per il popolo fedele, o san Nicola, vero servo di Cristo: dovunque infatti sei invocato, rapidamente previeni con affetto quanti accorrono alla tua protezione, poiché tu, rendendoti giorno e notte visibile alla fede, salvi da prove e sventure.
Apparisti all’imperatore Costantino e ad Avlavio in sogno e riempiendoli di timore, così parlasti loro: Liberate in fretta dal carcere i prigionieri che ingiustamente trattenete, perché non commisero nulla che meriti tale iniqua condanna a morte; se poi non ubbidirai, o sovrano, ricorrerò contro di te al Signore.
Grande e fervido soccorritore sei per quanti sono nei pericoli, o glorioso san Nicola, sacro araldo di Cristo: per quanti sono sulla terra e in mare, per i vicini e i lontani, come misericordiosissimo e potente intercessore; perciò qui convenuti gridiamo: prega il Signore di liberarci da ogni sventura.
Altri stichirà prosòmia.
Tono 2. Con quali ghirlande di lodi.
Con quali ghirlande di lodi coroneremo il gerarca? Nella carne a Mira e in ispirito previene tutti quelli che sinceramente lo amano: conforto di tutti i tribolati, rifugio di tutti quelli che sono nei pericoli, torre di pietà e difensore dei fedeli, per il quale Cristo, che possiede la grande misericordia, ha abbattuto l’alterigia dei nemici.
Con quali inni melodiosi loderemo il gerarca? L’avversario dell’empietà e difensore della pietà, capo nella Chiesa, grande combattente e maestro, che svergognò tutti gli eterodossi, il distruttore e ardente avversario di Ario, la cui alterigia Cristo, che possiede la grande misericordia, per lui ha abbattuto.
Con quali canti profetici loderemo il gerarca? Lui che prevedeva le cose lontane e chiaramente le preannunciava vaticinando su di esse come presenti; ricco di grande misericordia percorreva tutta la terra e liberava tutti quelli che subivano ingiustizia; apparve in sogno all’imperatore di senno divino e liberò da ingiusta morte i prigionieri.
Gloria. Tono pl. 2.
Convenuti insieme, o amici della festa, celebriamo con lodi canore lo splendore dei gerarchi, la gloria dei padri, la fonte dei prodigi, il grandissimo soccorritore dei fedeli e diciamo: Salve, custode di Mira, venerabile vescovo e sua salda colonna; salve, astro fulgidissimo, che fai risplendere di prodigi i confini del cosmo; salve, divina gioia dei tribolati e fervidissimo protettore di chi subisce ingiustizia; anche ora, Nicola beatissimo, non cessare di pregare Cristo Dio per quanti con fede e affetto sempre onorano la tua lieta e solennissima memoria.
E ora. Proeòrtion. Stesso tono.
Preparati, o grotta: perché viene l’agnella, portando in grembo Cristo; ricevi, o greppia, colui che con il verbo liberò noi abitanti della terra dal nostro agire contro ragione; pastori che pernottate nei campi, testimoniate il tremendo prodigio e voi, magi dalla Persia, offrite al Re oro, incenso e mirra: perché è apparso il Signore dalla Vergine Madre; inchinandosi davanti a lui come serva, la Madre lo ha adorato, dicendo a colui che portava fra le braccia: Come fosti in me seminato, o come in me fosti generato, mio Redentore e Dio?
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dai Proverbi (passim).
Del giusto si fa memoria tra le lodi e la benedizione del Signore è sul suo capo. Beato l’uomo che ha trovato la sapienza e il mortale che conosce la prudenza. Meglio è trafficare per essa che per tesori d’oro e d’argento. Essa è più preziosa di pietre di gran valore: nulla di malvagio può opporsi ad essa; essa è ben nota a tutti coloro che le si accostano: nessun oggetto pregiato può starle a fronte. Dalla sua bocca infatti esce la giustizia e sulla lingua reca la legge e la misericordia. Ascoltatemi dunque, o figli, perche dirò cose sante: e beato l’uomo che custodirà le mie vie. Perché le mie uscite, sono uscite di vita ed è pronta la benevolenza da parte del Signore. Perciò vi esorto e alzo la voce verso i figli degli uomini: Io, la sapienza, ho fondato il consiglio, la conoscenza e la riflessione, io le ho chiamate. Mio è il consiglio, mia la sicurezza, mia la prudenza, mia la forza. Io amo coloro che mi amano: quelli che mi cercano troveranno grazia. O semplici, imparate dunque la finezza e voi indotti, rendete assennato il cuore. Ascoltatemi ancora e dirò cose sante, svelerò con le mie labbra cose rette. La mia gola mediterà la verità: sono abominevoli davanti a me le labbra mendaci. Sono dette con giustizia tutte le parole della mia bocca, nulla vi è in esse di tortuoso o di perverso. Tutto è retto per chi comprende e diritto per quelli che trovano la conoscenza. Poiché io vi insegno cose vere, affinché la vostra speranza sia nel Signore e siate ripieni di Spirito.
Lettura dai Proverbi (10,31-11,12).
La bocca del giusto stilla sapienza, ma la lingua dell’ingiusto perirà. Le labbra degli uomini giusti conoscono grazie, ma la bocca degli empi va in rovina. Le bilance false sono un abominio davanti al Signore, mentre il peso giusto gli è gradito. Dove entra la tracotanza, là entra anche il disonore, mentre la bocca degli umili medita la sapienza. La perfezione degli uomini retti li guiderà, ma l’inganno di quelli che agiscono con perfidia li deprederà. Non gioveranno le ricchezze nel giorno dello sdegno, ma la giustizia libererà da morte. Quando muore un giusto, lascia rammarico, mentre la perdizione degli empi è sempre pronta e causa soddisfazione. La giustizia dell’uomo senza macchia gli apre strade diritte, mentre l’empietà incontra l’ingiustizia. La giustizia degli uomini retti li libererà, mentre gli iniqui sono condannati dalla sconsideratezza. Quando un uomo giusto muore, non perisce la speranza, mentre perisce il vanto degli empi. Il giusto sfugge al laccio e al suo posto è consegnato l’empio. Nella bocca degli empi c’è una trappola per i cittadini, ma l’intelligenza dei giusti spiana il cammino. Coi beni dei giusti prospera la città, mentre ci si rallegra per la perdizione degli empi. Con la benedizione degli uomini retti si innalza la città, ma con la bocca degli empi viene abbattuta. Chi manca di senno beffeggia i cittadini, ma l’uomo prudente si tiene in silenzio.
Lettura dalla Sapienza di Salomone (4, 7-15).
Il giusto, quand’anche giunga a morire, sarà nel riposo: poiché vecchiaia venerabile non è quella di un lungo tempo di vita, né si misura col numero degli anni. Ma la prudenza equivale per gli uomini alla canizie ed età avanzata è una vita senza macchia. Divenuto gradito a Dio, è stato da lui amato e poiché viveva tra peccatori, è stato trasferito. E’ stato rapito perché la malizia non alterasse la sua intelligenza e l’inganno non sviasse la sua anima. Poiché il cattivo fascino del male oscura il bene e l’agitarsi della concupiscenza guasta la mente innocente. Reso in breve perfetto, ha portato a termine un lungo corso: la sua anima era infatti gradita al Signore, per questo si è affrettato a toglierlo di mezzo alla malvagità. I popoli hanno visto, ma non hanno compreso, né hanno posto mente a questo fatto: che grazia e misericordia sono con i suoi santi ed egli visita i suoi eletti.
Alla Litì. Stichirà Idiòmela. Tono 1.
Fissando lo sguardo al vertice della conoscenza e conosciuto l’insondabile abisso della sapienza, arricchisti oltre misura il mondo con i tuoi insegnamenti, o padre: supplica sempre Cristo per noi, o gerarca Nicola.
Uomo di Dio e suo fedele servo, nonché amministratore dei suoi misteri e uomo dei voleri dello Spirito, colonna animata, icona vivente, la Chiesa di Mira compiaciuta ti ha posseduto come divino tesoro e ambasciatore delle nostre anime.
Tono 2.
Canone di fede e icona di mitezza ti ha manifestato al tuo gregge Cristo Dio, o gerarca Nicola: infatti, ungendo di myron i Miresi, risplendi fulgido per le tue divine e rette azioni, o protettore degli orfani e delle vedove; non smettere dunque d’intercedere per la salvezza delle nostre anime.
Padre Nicola, la mirotèca delle tue reliquie protegge Mira: per questo, apparendo in sogno all’imperatore, liberasti da morte, catene e prigione i condannati ingiustamente al carcere; perciò anche ora, come un tempo e sempre, mostrati con la tua apparizione, intercedendo per le nostre anime.
Padre Nicola, anche se Mira tacesse, griderebbero il mondo intero, da te illuminato e il profumo del tuo myron, così come la gran quantità dei tuoi miracoli, sciogliendo inni d’esultanza con i condannati da te salvati; con i Miresi anche noi cantando gridiamo: intercedi per la salvezza delle nostre anime.
Tono 4
Padre Nicola, tu che sei mirotèca aromatica del santissimo Spirito, come lieta primavera profumi con i divini aromi di Cristo; divenuto, infatti, imitatore degli apostoli, percorri l’ecumène con i discorsi dei tuoi prodigi. Perciò, apparendo in sogno ai lontani e ai vicini, riscatti da morte quanti con ingiusta sentenza stavano per morire, salvando in modo straordinario da molti pericoli quanti ti avevano invocato; perciò con le tue intercessioni libera da eventuali maltrattamenti anche noi, che sempre a gran voce a ti celebriamo.
Tono pl. 2.
Bene, servo buono e fedele; bene, operaio della vigna di Cristo: hai portato il peso del giorno, hai moltiplicato il talento che ti era stato dato e non eri invidioso di quanti venivano dopo di te; perciò ti è stata aperta la porta dei cieli: entra nella gioia del tuo Signore e intercedi per noi, san Nicola.
Tono pl. 4.
Corresti verso la lode del Signore, o Nicola, in questa vita passeggera ed egli ti glorificò nella celeste e vera vita: perciò, essendoti acquistata la sua confidenza, intercedi per la salvezza delle nostre anime.
Gloria. Tono pl. 4.
Il frutto delle tue gesta di uomo forte, o beato padre, rallegrò le anime dei fedeli: chi, infatti, sentendo la tua umiltà smisurata, non è rimasto meravigliato della tua perseveranza e della benevolenza per i poveri e compassione per gli afflitti? Tutti divinamente ammaestrasti, o gerarca Nicola e ora, cinto di immarcescibile corona, preghi per le nostre anime.
E ora. Prefestivo. Stesso tono.
Betlemme, preparati, si appresti la mangiatoia, sia accogliente la grotta: è venuta la verità, l’ombra si è dileguata e Dio, nato dalla Vergine, si è manifestato agli uomini, prendendo le nostre sembianze e divinizzando quanto assunto, per cui Adamo è rinnovato con Eva e assieme gridano: sulla terra è apparsa la benevolenza per salvare la nostra stirpe.
Allo stico, stichirà prosòmia.
Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.
Salve, sacro capo, puro ricettacolo delle virtù, divino canone del divinissimo sacerdozio, grande pastore, fulgidissima fiaccola, tu che porti il nome della vittoria, che ti chini compassionevole su chi prega, che ti pieghi alle suppliche dei deboli, liberatore sempre pronto, presidio di salvezza per tutti quelli che onorano con fede la tua augustissima memoria: implora Cristo, perché sia donata alle nostre anime la grande misericordia.
Stico. Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.
Salve, intelletto sacratissimo, pura dimora della Trinità, colonna della Chiesa, sostegno dei fedeli, soccorso degli oppressi, astro che con i fulgori delle tue preghiere accette sempre dissolvi la tenebra delle tentazioni e tribolazioni, gerarca Nicola: porto placidissimo in cui trovano salvezza quanti, circondati dai marosi della vita, in esso si rifugiano; supplica Cristo di donare alle nostre anime la grande misericordia.
Stico. I tuoi sacerdoti, Signore, si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno.
Salve, tu che, pieno di zelo divino, liberasti dalla maligna accusa quanti stavano per morire ingiustamente, presentandoti in modo terribile in sogno; o Nicola, fonte che a Mira zampilla riccamente myron, irrigando le anime e rimuovendo il fetore delle passioni; spada che recidi la zizzania dell’inganno; ventilabro che disperdi il pulviscolo degli insegnamenti di Ario; supplica Cristo di mandare sulle nostre anime la grande misericordia.
Gloria. Tono pl. 2.
Uomo di Dio e fedele suo servo, ministro del Signore, uomo dilettissimo, strumento di elezione, colonna e sostegno della Chiesa, erede del regno, non cessare di gridare per noi verso il Signore.
E ora. Prefestivo. Stesso tono.
Vergine senza nozze, donde vieni? Chi ti ha generata? Chi è tua madre? Come puoi portare il Creatore tra le braccia? Come il tuo grembo è rimasto incorrotto? Vediamo compiersi in te sulla terra, o santissima, grandi, straordinari e tremendi misteri e prepariamo, come cosa a te dovuta, sulla terra la grotta, chiedendo al cielo di apprestare la stella; vengono anche i magi dall’oriente della terra all’occidente per contemplare la salvezza dei mortali, un fanciullino che viene allattato.
Apolytìkion. Tono 4.
Canone di fede, icona di mitezza, maestro di continenza ti ha mostrato al tuo gregge la verità dei fatti; per questo con l’umiltà hai acquisito la gloria, con la povertà la ricchezza, o padre e gerarca Nicola. Prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Theotokìon .
Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli grazie a te, Theotòkos, fu rivelato agli abitanti della terra: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi ha volontariamente accettato la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le nostre anime.
Segue la conclusione.

