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30 Novembre

Memoria del santo glorioso apostolo Andrea, il primo chiamato.

Al Mattutino.

Apolytìkion. Tono 4.

Come primo chiamato fra gli apostoli e fratello del corifeo, supplica, o Andrea, il Sovrano dell’universo perché doni al mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu annunziato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi ha volontariamente accettato la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le nostre anime.

Dopo la prima sticologìa, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Come discepolo divino e primo chiamato fra tutti i discepoli di Cristo, ti celebriamo con affetto, Andrea apostolo e con fede a te gridiamo: Libera il tuo gregge, che da Dio ti venne affidato, da ogni tribolazione, angustia e scandalo e da ogni male.

Gloria. Lo stesso tropario. E ora. Theotokìon.

Stendi le tue mani nella tua compassione, o Vergine e dal tuo santuario invia il tuo soccorso, concedi di vivere senza pericolo a noi che glorifichiamo il tuo santissimo parto e in te riponiamo speranza e forza.

Dopo la seconda sticologìa, kàthisma.

Tono 3. La confessione della fede divina.

Cristo trovò come perfetto iniziato per primo te, che venivi a lui, beato Andrea, come chiaro annunciatore dei suoi precetti all’ecumène quasi fornito di ali, per illuminare le masse dei popoli. Imploralo come Dio, o beatissimo, di donarci la grande misericordia.

Gloria. Lo stesso tropario. E ora. Theotokìon.

Del Verbo divenisti divina dimora, unica purissima Genitrice di Dio, che sorpassi in purezza gli angeli; purifica me, più di tutti infangato da passioni carnali, con le tue onde divine, tu che possiedi la grande misericordia, o venerabile.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Celebriamo tutti l’apostolo, come veggente del Verbo, divino araldo e vero pescatore spirituale divino delle genti: poiché ci ha condotti alla conoscenza di Cristo, il divino Andrea ora senza sosta prega per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. Lo stesso tropario. E ora. Theotokìon.

Tu sei rifugio sicuro, pura Vergine, di quanti in te sperano; liberaci dunque da molteplici tentazioni e prove, pericoli e difficoltà supplicando con gli apostoli tuo Figlio di salvare tutti i tuoi cantori.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon. Tono pl. 4.

Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.

Stico. I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.

Ogni spirito, il Vangelo secondo Matteo (4,18-23).

In quel tempo, mentre Gesù camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: Seguitemi, vi farò pescatori di uomini. Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedeo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione dell’apostolo. E ora. Per l’intercessione della Madre di Dio. Poi lo stico. Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono 1.

Il primo discepolo chiamato e imitatore della passione, Andrea apostolo, conformandosi a te, Signore, con l’amo della tua croce trasse dall’abisso dell’ignoranza quanti un tempo in esso erravano e a te li ha offerti; noi fedeli dunque salvati, a te gridiamo: Per la sua intercessione, o più che buono, dà pace alla nostra vita e salva le nostre anime.

Dopo queste cose si recitano i canoni, uno della Madre di Dio e due dell’apostolo.

Canone della Theotòkos.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cantiamo tutti un inno di vittoria per i prodigi del nostro Dio che col suo braccio potente ha salvato Israele e si è glorificato.

Tu sola partoristi il Figlio atemporale quando, prendendo carne, si sottomise al tempo: sana dunque le continue malattie della mia povera anima, pura Vergine santa.

Dissolvi le tenebre dei miei pensieri, le ferite della mia anima, l’opacità del mio cuore e le tortuosità del mio spirito, nella tua compassione, per la tua intercessione, Vergine pura.

Purissima che partoristi la luce, il mio Redentore, liberami dalle tenebre, dal castigo eterno, affinché salvato, io canti i tuoi prodigi.

Con la tua luce scaccia l’oscurità del mio spirito, Madre della luce e concedimi, nella tua bontà, di contemplare la luce da te sorta su di noi.

Primo canone dell’apostolo.

Poema del monaco Giovanni.

Ode 1. Tono 1. La tua destra vittoriosa.

Andrea, predicatore di Cristo, con la grazia divina che abita in te, purifica la mia anima turbata dalle parole e dai pensieri, così che nella purezza possa presentarti un inno degno.

Colui che è sorto da grembo sterile, il Precursore di Cristo, con gioia ti ha condotto, o Andrea, sommo tra i suoi discepoli, a Cristo, sorto anch’egli da una vergine: glorifichiamolo.

Nella costanza del tuo amore, cominciando con i gradi della virtù e sforzandoti sempre di salire, Andrea, ti sei elevato di altezza in altezza, facendo crescere il tuo vigore dal minimo fino al suo vertice.

Theotokìon. Salve, fonte della grazia, scala divina e porta del cielo, salve, candelabro d’oro, vaso che conserva la manna, monte inviolato, che per il mondo partoristi Cristo, fonte di vita.

Secondo canone.

Ode 1. Tono 1. Dalla colonna di fuoco.

Pescandole dalle onde dell’errore con la canna del Vangelo, inneggiatissimo Andrea, hai preso le genti come promise Cristo, che ti aveva insegnato a gettare le reti per pescare gli uomini come pesci.

La colonna della fede, il fondamento dei veri dogmi di Cristo, Andrea ispirato da Dio, convoca oggi tutti i confini della terra per assistere a questa annuale festa: accorriamo tutti, o fedeli.

Sondando il fondo del mare con le tue reti, con la rete dello Spirito, come abile pescatore, hai preso genti, popoli, tribù e chiaramente ci hai rivelato la profondità dei cieli.

Iniziato, testimone, predicatore dell’ineffabile scienza di Cristo, tu che dall’alto ricevesti il santo Spirito quando scese parlando in lingue e distribuendo i carismi col fuoco, pregalo di salvarci.

Con fede venero l’unico e supremo Dio, Trinità eterna, senza dividere la divinità, poiché la sua unità è indivisibile, ma distinguo secondo la fede le ipòstasi consustanziali.

Theotokìon. Da una Vergine nasce Dio e rinnova i figli di Adamo corrotti dal peccato e spezza il muro di separazione, il fossato dell’inimicizia nella sua carne e benedice la maledizione della prima madre, venendo da Madre illibata.

Katavasia. Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Canone della Theotòkos.

Ode 3. Irmòs.

Rafforza il mio cuore nella tua volontà, Cristo nostro Dio, come tu stesso hai consolidato sulle acque il secondo cielo e sulle sue basi l’universo, o Signore onnipotente.

Scaccia la sterilità del mio cuore privo di frutti perché anche la mia anima divenga feconda di virtù, santa Madre di Dio, soccorso dei fedeli.

Salvami dalle tentazioni e delle trappole del serpente, dal fuoco che brucia nell’aldilà e dalle tenebre, o Vergine pura, che partoristi per i mortali la luce senza tramonto.

Temo l’inesorabile tribunale, l’inestinguibile fuoco nell’aldilà e la terribile condanna: nella tua bontà affréttati, pura Vergine, a salvare il tuo servo prima della fine.

Benedetto il frutto del tuo seno, Vergine inneggiatissima: quanti un tempo un frutto rese mortali, per l’albero della sua croce egli ha introdotto nell’immortalità per grazia divina.

Primo canone dell’apostolo.

Tu che solo conosci.

Assetato, accorresti senza essere chiamato, ma di tua volontà, come un cervo alla fonte della vita; avendola trovata, l’annunziasti a tutto il mondo ed essendoti rinfrescato, hai dissetato con i flutti dell’immortalità tutti gli assetati, o Andrea.

Conformandoti alla natura, mirabile Andrea, hai condiviso la tua scoperta con tuo fratello, dicendogli: Abbiamo trovato colui che cercavamo; e introducesti alla conoscenza dello spirito il tuo primogenito secondo la carne.

Con le reti del Verbo hai pescato, o apostolo, i mistici pesci dalle onde dell’errore e come pietanza deliziosa li hai portati alla mensa di Cristo, illuminati dalla grazia di colui che apparve nella somiglianza della carne.

Theotokìon. Nel tuo grembo, Vergine, concepisti dallo Spirito santo il nostro Dio, rimanendo incombusta, nonostante l’irresistibile fuoco: il roveto ardente che non si consumava rivelò chiaramente te a Mosé il legislatore.

Secondo canone. Si rinsaldi il mio cuore.

Avendo detto il Verbo: Seguimi, subito Cefa e Andrea seguirono Cristo, lasciando il padre, la barca e le reti, per diventare le rocce della fede.

Trasformasti in templi del vero Dio i santuari degli idoli, per consacrare in essi quanti divennero figli dal battesimo, rinnovati dalla grazia con l’acqua e lo Spirito.

Trovasti misticamente per il mondo la perla di gran valore e la seppellisti, o apostolo, nel campo del tuo cuore perché essa è, nella fede, il tesoro delle genti che la trovarono.

Prendendo nelle tue mani il Vangelo come un tesoro, arricchisti tutto il mondo con la predicazione divina, perciò la terra glorifica la tua memoria con le tue imprese.

Inneggiamo tutti in modo ortodosso l’unica potenza nella Trinità, cantandola come triplice sole, Dio eterno, increato, in tre persone consustanziali, che condividono lo stesso trono nei cieli.

Theotokìon. Ogni madre non può serbare la verginità partorendo, ma tu, generando Cristo, ti rivelasti insieme Madre e Vergine intatta, allattando la nostra vita, o pura.

Katavasia. Al Figlio che prima dei secoli immutabilmente dal Padre è stato generato e negli ultimi tempi dalla Vergine, senza seme, si è incarnato, a Cristo Dio acclamiamo: Tu che hai innalzato la nostra fronte, santo tu sei, Signore.

Kathisma. Tono pl. 4.

Ineffabilmente concepita.

Come primo chiamato fra tutti i discepoli, veggente del Verbo e suo servo, o apostolo Andrea, degnamente ti veneriamo, perché seguisti con affetto fervente l’Agnello che toglie i peccati del mondo, perciò ti rivelasti anche partecipe della passione di colui che patì volontariamente la morte nella sua carne; perciò ti gridiamo: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria.

Rovesciando la superbia degli idoli e desiderando la passione del Salvatore, ne divenisti l’apostolo, o beato Andrea, facendo sorgere per tutti gli uomini le meraviglie dei cieli e divenendo maestro per tutte le genti; perciò, venerando degnamente la tua memoria, con inni ti glorifichiamo e magnifichiamo con fede, apostolo del Signore; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Salve, trono fiammeggiante del nostro Dio, salve, seggio regale, o Vergine, salve, talamo ricoperto di porpora dorata, clamide scarlatta, tempio riccamente ornato, vaso splendente, candelabro luminoso, salve, Madre del nostro Dio, città dalle dodici mura, porta dorata, stanza illuminata, tavola dagli aurei riflessi, dimora ornata da Dio; salve, gloriosa sposa raggiante sole, salve unico splendore della mia anima.

Canone della Theotòkos.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo in Spirito l’incarnazione del Verbo, o profeta Avvacùm, l’annunziasti dicendo: Quando gli anni si avvicineranno sarai conosciuto e nel tempo fissato ti rivelerai; gloria alla tua potenza, Signore.

Vergine pura, dimora senza difetto, lavami dalla sozzura del peccato nei flutti purissimi del tuo amore e tendimi la tua mano protettrice, affinché ti gridi: Gloria a te, Vergine glorificata dal Signore.

Tu sei il tempio santificato del Dio che ineffabilmente accogliesti, Vergine Madre; pregalo dunque di lavarci dalle sozzure del peccato, perché diventiamo dimora dello Spirito.

Madre di Dio, che sola partoristi la fonte della misericordia, abbi pietà di me, sana la mia anima da ogni male, sciogli la durezza del mio cuore, concedendomi per le tue preghiere, prima della fine, i flutti delle lacrime e la divina compunzione.

Il profeta, per divina ispirazione, ti descrisse in anticipo, Vergine pura, come monte adombrato, che rinfresca per la grazia della tua mediazione quanti sono bruciati dalla fiamma delle passioni.

Primo canone dell’apostolo.

Con occhi preveggenti.

La divina potenza dello Spirito creatore e luminoso, distruttrice di ogni male, fece in te divinamente la sua dimora in forma di lingua di fuoco rendendoti, o Andrea, l’araldo dei segreti ineffabili.

Non prese le armi della carne come difesa e per distruggere le terribili fortezze del nemico il venerabile Andrea, ma, fortificato da Cristo, a lui condusse le docili nazioni che aveva catturato.

Con le tue preghiere, beato Andrea, non smettere di colmare di spirituale gioia, dono inesauribile di Cristo, tuo maestro, quanti con affetto celebrano con inni la tua memoria.

Theotokìon. Celebriamo il grande e tremendo tuo mistero, o Vergine, poiché all’insaputa degli angeli, il Dio vivente discese su te come rugiada sul vello per la nostra salvezza e restaurazione.

Secondo canone. Prevedendo in Spirito.

Lasciando le reti e prendendo la tua croce, seguivi il Cristo che ti aveva chiamato e, dispiegando la rete dello Spirito, pescavi uomini al posto di pesci: gloria allo Spirito che ti fu dato.

Ricevuto sotto forma di lingua il fuoco dello Spirito, o apostolo, sei divenuto un uomo ispirato da Dio, famigliare degli splendori celesti, istruendoti dei beni del cielo, per poi rivelarceli.

Irrigasti il deserto assetato con le tue divine parole, o sapiente Andrea e lo rivelasti fertilissimo di figli della Chiesa, fruttificando il seme della predicazione. Gloria allo Spirito che ti fu dato.

Contemplando, o Gesù, la tua bellezza ineffabile, Andrea chiamò ad alta voce suo fratello: Simone, abbiamo trovato il Messia, colui che hanno annunciato la Legge e i profeti; andiamo con lui, perché egli è veramente la vita.

Cantiamo, o fedeli, nell’unica divinità la Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito consustanziali e della stessa natura senza divisione, né partizione, né separazione: un unico Dio in tre ipòstasi.

Theotokìon. Concependo nel tuo grembo uno della Trinità, lo partoristi ineffabilmente come figlio senza corruzione e la Trinità non subì aggiunta alcuna, o Madre di Dio; la tua verginità rimase senza difetto, come prima del parto.

Katavasìa. Virgulto dalla radice di Iesse e fiore che da essa procede, o Cristo, dalla Vergine sei germogliato, dal boscoso monte adombrato, o degno di lode: sei venuto incarnato da una Vergine ignara d’uomo, tu, immateriale e Dio. Gloria alla tua potenza, Signore.

Canone della Theotòkos.

Ode 5. Irmòs.

Figlio di Dio, concedici la tua pace, non conosciamo altro Dio che te, il tuo nome proclamiamo; tu sei il Dio dei morti e dei viventi.

Vergine pura, apri gli occhi del mio cuore, perché veda chiaramente lo splendore divino e la tua gloria inesprimibile e ottenga anche la misericordia e la gloria eterna.

In due nature e volontà concepisti uno della santa Trinità, unica ipostasi, o Vergine pura: intercedi presso di lui perché siamo tutti salvati.

Madre purissima del divino Salvatore, pregalo di custodire da ogni male, afflizione e malattia me, tuo inutile servo.

Supplica colui che ineffabilmente generasti di salvare i fedeli che ti cantano: Salve, Vergine pura, protettrice del mondo, Madre fra tutte benedetta.

Primo canone dell’apostolo.

Tu che hai illuminato.

Raggiungesti colui che amavi, apostolo Andrea, abitando nelle dimore eterne con lui, quando giustamente mietesti i covoni delle tue fatiche; perciò ti cantiamo e glorifichiamo.

Preferisti il Signore e a lui hai aderito, seguendo i suoi passi che conducono alla vita e senza inganno, o venerabile Andrea, imitando fino alla morte la sua divina passione.

Avendoti teso come dardo potente, il Signore ti inviò in tutto il mondo, o beato: così colpisti i demòni e sanasti gli uomini feriti dall’empietà.

Theotokìon. Vedendoti, gli angeli in cielo e i mortali sulla terra si rallegrano insieme, poiché cielo e terra sono uniti, Vergine Madre, nel tuo parto che degnamente glorifichiamo.

Secondo canone. Illumina noi.

Preferendo, o discepolo, la croce di Cristo, con la tua croce trovasti il regno eterno, che lasci in eredità a noi, che celebriamo come Dio colui che attira a sé con la sua croce tutti i fedeli.

Cercavi Cristo, vera vita e lo trovasti per primo; trovatolo, misticamente l’afferrasti, accogliendolo dal suo donatore, divenendo tesoro di vita immortale.

Risuonarono nel mondo le tue parole come tuono divino: da un confine all’altro corsero e nell’universo apparvero le tue luci, come cantò Davide.

Ricordati di noi, che celebriamo la tua memoria, o discepolo di Cristo e veneriamo le tue sacre reliquie; prega senza sosta per il gregge di cui tu sei salvifico custode dal principio.

Concordi, fedeli, glorifichiamo la Trinità indivisa, Padre, Figlio e Spirito Santo, le tre ipòstasi di cui cantiamo la maestà e di cui senza sosta la divinità celebriamo.

Theotokìon. Candelabro splendido, portatore del sole, partoristi inesplicabilmente la luce e divenisti per il bagliore immateriale la coppa nuova, da cui sgorga per tutta la terra la chiara conoscenza di Dio.

Katavasìa. Dio della pace, Padre delle misericordie, tu ci hai inviato l’angelo del tuo gran consiglio per donarci pace; guidati dunque alla luce della conoscenza di Dio, vegliando sin dai primi albori, noi ti glorifichiamo, amico degli uomini.

Canone della Theotòkos.

Ode 6. Irmòs.

Imitando Giona, o Sovrano, a te grido: strappa alla fossa la mia vita; Salvatore del mondo, salvami quando ti canto: Gloria a te.

Insozzato come sono dai miei numerosi peccati, imploro la tua bontà, o dimora senza macchia: lavami da ogni sozzura per la tua santa mediazione.

Sull’oceano di questa vita agitato dai marosi delle tentazioni, sii il mio timone e salvami guidandomi al porto della pace.

Le ondate dei pensieri, l’assalto delle mie passioni e l’oceano dei miei peccati tormentano la mia povera anima naufraga: santissima Sovrana, soccorrimi.

Cristo fece per te prodigi: supplicalo senza sosta di moltiplicare per me i prodigi del suo amore, Vergine piena di grazia divina.

Primo canone dell’apostolo.

Ci ha avvolti l’abisso.

Per attraversare l’oceano di questa vita con la barca del tuo corpo, trovasti come timoniere il Cristo che dirige l’universo e verso di lui, beato Andrea, gioioso ti slanciasti.

Dalla tua parola sono scacciati gli spiriti cattivi e le malattie allontanate e lo sciame delle passioni è fugato dalle anime dei pazienti per la grazia che Dio ti donò, beato Andrea.

Come onda quieta, sospinta dalla lieve brezza dello Spirito, divinamente prosciugasti, o beato, i flutti amari del politeismo e hai fatto fluire per tutti i fiumi della conoscenza di Dio.

Theotokìon. In te esultano, Vergine pura, i progenitori del genere umano: per te fu riaperto l’Eden perduto per colpa loro, poiché tu sei vergine prima di partorire e dopo il parto.

Secondo canone. Giona profeta.

Colui che veniva da Betsaida ci convoca alla sua celebrazione festiva, poiché ha preparato per noi la delizia delle sue imprese.

Pescatore di mestiere e discepolo per la fede, sondando come il mare il cuore dei credenti, egli getta l’amo del Verbo e ci prende nelle sue reti.

Portando la fiamma dell’amore per Cristo nel tuo cuore, beato discepolo, hai fatto osservare ai pagani: con la venuta di Cristo i vostri bracieri si spensero.

Il vostro spirito ricevette il sale di Cristo, o apostoli, i vostri insegnamenti ci insaporirono le pietanze celesti della festa eterna.

Adoriamo, o fedeli, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, Trinità indivisibile, dicendo: Gloria a Dio nella Trinità.

Theotokìon. Per beneplacito del Padre e opera dello Spirito il Figlio di Dio si incarnò nel tuo seno, pura Genitrice divina, salvando la sua immagine decaduta.

Katavasìa. Il mostro marino, dalle sue viscere, ha espulso come embrione Giona, quale lo aveva ricevuto; il Verbo, dopo aver dimorato nella Vergine e avere assunto la carne, da lei è uscito, custodendola incorrotta: poiché egli ha preservato la madre indenne dalla corruzione cui non era sottostata.

Kontàkion. Tono 2. Tomba e morte.

Celebriamo il portavoce di Dio, che trae il nome dalla fortezza, il primo chiamato fra i discepoli del Salvatore, il fratello di Pietro: poiché, come fece un tempo con lui, così anche ora ha gridato a noi: Venite, abbiamo trovato il desiderato.

Ikos.

Prima Davide nega a un peccatore come me, la possibilità di narrare in modo giusto i decreti di Dio; poi, per indurre alla fede insegna e fra moltissime lacrime dichiara: Oggi, se udrete la sua voce, non indurite i vostri cuori, come un tempo si rivoltò Israele. Aggiunge quindi al salmo seguente: Terra tutta, cantate al Signore, venite, abbiamo trovato il desiderato.

Sinassario.

Il 30 di questo mese memoria del santo glorioso apostolo Andrea, primo chiamato, degno d’ogni lode.

Stichi. Rovesciato soffre, o Sovrano, la sua crocifissione Andrea, tuo antipode, certo, ma senza ombra. Con la testa in basso, l’apostolo giunge senza peso, il trenta, presso il segno di contraddizione.

Lo stesso giorno memoria del beato nostro padre Frumenzio, vescovo dell’India.

Stichi. Custodito dalla grazia della venerabile Trinità, Frumenzio manda in congedo l’errore.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Canone della Theotòkos. Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i fanciulli non furono toccati, né intimoriti dal fuoco; e tutti e tre a una sola voce ti benedicevano, Salvatore, dicendo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Vergine pura, santifica l’anima insozzata del tuo servo; dissolvi l’indurimento del mio cuore, la funesta prigionia del mio spirito e gli assalti dei demoni.

Vivifica il mio spirito agonizzante per le passioni carnali e concedimi di fare ciò che piace a Dio, perché possa magnificare e glorificare senza sosta la tua bontà, o purissima.

Mortifica le passioni della mia carne e, allontanando le sozzure dalla mia povera anima, pura Vergine, liberami e salvami dal dominio dei nemici invisibili.

Senza sosta, giorno e notte, noi tuoi servi, ti veneriamo implorando con cuore contrito la remissione dei peccati, Vergine pura per le tue preghiere.

Primo canone dell’apostolo. Noi fedeli.

La tua infallibile promessa, o Cristo, manifestamente è compiuta, poiché il tuo discepolo divino, rimproverando la tempesta, la mutò in bonaccia quieta cantandoti, Signore: Dio dei nostri padri, a te si deve lode e gloria.

Ricevuto l’ordine di salire alla celeste Sion, elevasti con gioia la coppa della salvezza lasciandoti portare dalla morte alla vita divina, o apostolo, là dov’è Cristo, Dio dell’universo grandemente glorificato.

Benché figlio della terra e mortale, o apostolo, realizzasti prodigi sovrannaturali; rapito d’amore per Cristo che ti amò, lo seguisti cantando: Dio dei nostri padri, a te si deve lode e gloria.

Theotokìon. Salve, Vergine santa: dal tuo grembo fu partorito sotto l’adamitico vello il Pastore che indossò tutta la mia umanità, l’Amore senza limiti, l’Altissimo Dio dei nostri padri a cui si deve lode e grande gloria.

Secondo canone. I tuoi servi nella fornace.

Aspirando il fuoco del santissimo Spirito in lingue nuove, che non avevi mai parlato, ricevesti l’ordine di dire ai confini del mondo le meraviglie di Dio, o apostolo di Cristo.

La predicazione che avete fatto risuonare in terra, o iniziati di Cristo, sbalordisce ogni pensiero e contempla le cose superiori: essendo infatti solo dodici, illuminaste miriadi di terrestri.

La tua grazia fece meraviglie, o Cristo, nei tuoi divini discepoli: malgrado la loro debolezza e semplicità, percorsero tutta la terra da un confine all’altro, di luogo in luogo.

Chi dunque t’insegnò a parlare così, chi dunque illuminò il tuo spirito per vedere così chiaramente lo splendore della gloria inaccessibile, chi fece splendere nei nostri cuori la luce della verità?

Cantiamo un inno trinitario glorificando il Padre eterno, il Figlio e lo Spirito santo nella sostanziale unicità, unica natura degna di questo triplice canto: Santo, santo, santo sei tu per tutti i secoli Amìn.

Theotokìon. Ti glorifichiamo, o Cristo, come uno della Trinità, dalla Vergine incarnato senza mutamento e senza lasciare la natura del tuo Padre, unendoti, o Gesù, al nostro destino umano.

Katavasìa. I fanciulli allevati nella pietà, disprezzando un empio comando, non si lasciarono atterrire dalla minaccia del fuoco, ma stando tra le fiamme cantavano: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Canone della Theotòkos.

Ode 8. Irmòs.

Il Signore e Creatore che gli angeli in cielo servono con timore e tremore, sacerdoti, cantate, fanciulli, glorificate, popolo benedite ed esaltate nei secoli.

Supplica, o purissima, l’Incorporeo in te divinamente incarnato, di mortificare le mie passioni e vivificare la mia anima, un tempo uccisa dal funesto peccato.

Dell’Adamo terrestre sanasti la miseria partorendo, o purissima, il divino Salvatore; supplicalo di sanare anche le incurabili malattie da cui è colpita la mia anima.

Risollevami dal fondo dell’abisso delle disgrazie, combatti i nemici che mi aggrediscono, Vergine pura, non disprezzare la mia anima ferita dallo sviamento delle passioni, ma fammi grazia e salvami.

Sana le passioni del mio cuore, Vergine pura che partoristi il medico di tutti e con le tue preghiere a Cristo ottienimi di aver parte con i giusti.

Primo canone dell’apostolo.

Nella fornace.

Apostolo di Cristo Andrea, la tua luminosa e gioiosa memoria oggi irraggia il suo bagliore guaritore su noi fedeli che cantiamo: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Pur appartenendo alla natura umana, ne superasti le leggi e ti trasferisti alla dimora degli angeli, o apostolo Andrea e acclami: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Lo Spirito di Dio, soffiando dall’alto, infiammò te, santo apostolo, rendendoti ardente predicatore, divino oratore, cantando a Cristo: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Balenando come un lampo, sorgesti come luce per le genti, per cacciare le tenebre dell’ignoranza e illuminare i fedeli che gridano: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Tutti inneggiamo a colei che, nella luce divina, senza semina, né aratura partorì Cristo, perla di gran valore, gridando: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Secondo canone. Sul Sinai il roveto.

Con il tuo mestiere di pescatore, o Andrea, catturavi i pesci nel mare, ma con la fede pescavi uomini per Cristo, strappandoli all’errore del nemico, che come marea inghiottiva un tempo le nazioni nella tempesta dell’ignoranza.

Spiegando la vela dello Spirito con la fede in Cristo, attraversasti, o apostolo, il mare della vita senza annegare nelle onde; perciò raggiungesti con gioia il porto della vita per tutti i secoli.

Sole mistico, tramontato sulla croce, grande luminare della Chiesa, Andrea, cercando volontariamente di dissolversi con lui come fiamma del sole, per raggiungere il Cristo al suo tramonto, fu sospeso al legno di una croce.

O discepolo di Cristo, suo amico e compagno dei suoi apostoli, quando il giudice siederà in trono con voi, i dodici, per il giudizio, secondo la promessa, siate allora per noi muro di filantropia.

Glorifichiamo la Trinità, unica, triplice e coregnante luce, senza dividere, ma unendo realmente nell’unica essenza le tre ipòstasi indissolubilmente unite e non mescolate.

Theotokìon. Concepito uno della Trinità, l’hai partorito quando da s’incarnò, rinnovando per il tuo parto le leggi della natura, casta Vergine. Non smettere, Madre di Dio d’implorarlo per noi come Dio.

Katavasìa. La fornace che effondeva rugiada è stata immagine di una meraviglia che oltrepassa la natura: essa infatti non bruciò i giovani che aveva ricevuto, come neppure il fuoco della divinità bruciò il grembo della Vergine in cui era disceso; noi dunque inneggiando cantiamo: Tutta la creazione benedica il Signore e lo sovresalti per tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Ode 9. Irmòs.

La nube luminosa in cui il Sovrano, Dio infinito di tutti, per farsi uomo come noi, scese dal cielo come pioggia sul vello incarnandosi per noi, la santa Madre di Dio, fedeli, magnifichiamo.

Trascorro la mia vita nell’indifferenza, come amico del peccato, perciò temo il tribunale incorruttibile, ma per le tue preghiere, santa sposa di Dio, risparmiami la condanna, perché ti celebri come protettrice dei cristiani e ti dica beata in ogni tempo.

Temo il tribunale e lo sguardo di tuo Figlio a cui non si può nascondere nulla, poiché ho commesso sulla terra azioni vergognose; perciò imploro il tuo soccorso: Vergine compassionevole, strappami alla miseria, quel giorno e salvami.

Quale terrore, quale terribile condanna e vergogna subirò nel giorno del giudizio? Chi potrà sopportarla? Sovrana pura, Vergine casta, abbi pietà della mia povera anima e procurami, prima della fine, la remissione.

Tu che hai fatto sorgere l’autore della luce, illumina, Vergine pura, la mia povera anima oscurata dagli attacchi del maligno e da ogni sorta di mali; suscito lo sdegno di Dio, ma tu guidami alle opere buone, o causa di ogni bene.

Primo canone dell’apostolo. Il roveto ardente.

Come ottimo discepolo di colui che volontariamente aderì alla croce, seguendo il tuo Sovrano fino alla morte, gioioso ascendesti in cima alla croce, preparandoti il cammino ai cieli, o apostolo beato.

Si aprirono per te le porte dell’Eden, fu accostata la scala celeste, le dimore dei cieli ti accolsero e tu, o apostolo, fosti collocato gioioso presso Cristo datore di vita, come ottimo intercessore per il mondo.

Sei stato glorificato, o sapientissimo beato Andrea, con la stessa passione del Maestro, ottenendo con la croce la divina fine e divenisti dio per partecipazione: perciò ti imploriamo di pregare sempre per noi.

Salve, nobilissimo, che hai ora la tua cittadinanza nei cieli, contemplando la gioia dei santi celebrati, superiore alla loro capacità e splendendo per il fulgore dei doni divini.

Theotokìon. Germogliasti, o Vergine, dalla radice profetica di Davide, progenitore di Dio, ma in verità glorificasti tu Davide, partorendo il Signore della gloria profetizzato, che degnamente magnifichiamo.

Secondo canone. La nube luminosa.

Tu che hai teso le reti della visione mistica di Dio per prendervi come pesci lo splendore dei pensieri celesti, supplica, apostolo beato, la Trinità santa di effondere su noi la fonte del perdono.

Ti ringraziamo, noi, genti da te illuminate e condotte dalla terra ai cieli; liberati dai culti del nemico, diventammo compagni dei santi angeli e comunichiamo alla gloria del Signore.

O apostoli iniziati agli ineffabili segreti, veggenti del Verbo e suoi servi, vedendo ciò che non può essere svelato, pregate perché diventiamo eredi del regno di Cristo e alla sua divinità partecipiamo.

Avendo ricevuto da Cristo il potere di legare e sciogliere, liberateci dai lacci dei nostri numerosi peccati quando verrà Cristo e voi, i dodici, sarete seduti su altrettanti troni per giudicare tutte le tribù di Israele.

In ipòstasi glorifichiamo l’inseparabile Monade, che nell’unica divinità è senza sosta cantata in terra come in cielo, adorando piamente la Trinità indivisibile, Padre, Figlio e santo Spirito.

Theotokìon. Rifugiandoci nella tua misericordia e adorando piamente tuo Figlio come Re e Dio, noi fedeli, Vergine Madre di Dio, ti preghiamo: pregalo di salvarci da ogni pericolo e tentazione.

Katavasìa. Vedo un mistero strano e portentoso: cielo, la grotta, trono di cherubini, la Vergine e la greppia, spazio in cui è stato posto a giacere l’Incontenibile Cristo Dio, che noi celebriamo e magnifichiamo.

Exapostilarion. Nel sacro Spirito.

Il Verbo preeterno, trovando te, beatissimo, ti rese primo chiamato fra tutti gli apostoli, o Andrea celebratissimo e seguendo le orme di lui, divenisti guida degli erranti, che tu guidi nel divino viaggio per il cielo.

Un altro. Udite, donne.

Il fratello di Pietro, il primo tra i discepoli, il veggente e servo del Verbo, l’apostolo Andrea, glorifichiamo, acclamando; illuminando le genti finì in croce come vero discepolo di Gesù, suo Signore.

Theotokìon.

Con l’illustre apostolo, supplica per tutti quelli che piamente ti onorano, o purissima Vergine, il Dio che generasti, perché raggiungano la divina illuminazione di tuo Figlio e la condizione degli eletti e dei santi: poiché tu puoi ciò che vuoi.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Esulta ora, Betsaida, perché in te sono fioriti, da mistica fonte, gigli profumatissimi: Pietro e Andrea, che hanno effuso per tutto il mondo, la fragranza dell’annuncio della fede, con la grazia di Cristo, di cui imitarono anche la passione.

Rallegrati e tripudia, Andrea, perché davvero ottenesti nel fulgore del Verbo Cristo, sole della gloria, datore di vita e possedendolo lo predicasti nella fede: senza sosta imploralo per noi, che con fede ti festeggiamo.

Introdotto ai misteri della divina economia di Cristo, scelto per primo per divenire discepolo del Verbo, il divino veggente Andrea gridava, come sta scritto, vedendo il fratello Pietro: Abbiamo trovato il Messia, che la Scrittura e i profeti hanno annunciato.

La città di Patrasso ti ha come pastore e divino protettore, liberatore da ogni sorta di pericoli e suo custode, Andrea sapiente e ti onora grata. Tu dunque senza sosta preghi per lei, perché sia serbata illesa.

Gloria. Tono pl. 4.

Celebriamo Andrea, araldo della fede e ministro del Verbo: egli infatti pesca dall’abisso gli uomini tenendo fra le mani la croce al posto della canna; e calando come lenza la potenza, trae le anime dall’inganno del nemico e le offre a Dio come dono accetto. Celebriamolo sempre, o fedeli, con il coro dei discepoli di Cristo, affinché presso di lui interceda perché ci sia propizio nel giorno del giudizio.

E ora. Proeòrtion. Stesso tono.

Ricevi, o Betlemme, la città Madre di Dio: viene per generare in te la luce senza tramonto. Angeli, stupite nel cielo; uomini, glorificate sulla terra; magi dalla Persia, portate il dono gloriosissimo; pastori in veglia, intonate l’inno trisagio. Ogni spirito lodi l’Artefice dell’universo.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Alla Liturgia

I typikà e le odi 3 e 6 dei canoni dell’apostolo.

Kinonikòn. Per tutta la terra è uscita la loro voce e fino ai confini dell’ecumène le loro parole. Alliluia.