24 NOVEMBRE
Memoria dei nostri santi padri e ieromartiri Clemente di Roma e Pietro di Alessandria.
Al Mattutino Apolytìkion dei santi. Tono 4.
O Dio dei nostri padri, che sempre agisci con noi secondo la tua clemenza, non distogliere da noi la tua misericordia, ma per le loro preghiere dirigi la nostra vita nella pace.
Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.
Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio pubblicamente la Vergine si mostra e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono 4. Sei apparso oggi.
Oggi tutta la terra è stata colmata di letizia, nella felice festa della Madre di Dio e acclama: Costei è celeste dimora.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
L’agnella pura, il talamo incontaminato, Maria, Madre di Dio, con gioia è straordinariamente introdotta nella casa di Dio; la scortano splendidamente gli angeli di Dio, tutti i fedeli sempre la dicono beata e grati cantano senza sosta a lei a gran voce: Tu sei nostra gloria e salvezza, o purissima.
Dopo queste cose cantiamo un canone della festa e questi due dei santi.
Il canone di san Clemente. Acrostico: Venero te, tralcio della divina vite, o martire. Giuseppe.
Ode 1. Tono 4. Irmòs.
Aprirò la mia bocca e si riempirà di spirito e pronuncerò un discorso alla Regina Madre; mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto il suo ingresso.
Stando presso il trono della Divinità trisolare e splendendo divinamente, o padre, rischiara il mio cuore oscurato, affinché inneggi la tua luminosa dormizione.
Nelle profondità dello Spirito, con lo spirito, o santo, santamente contemplasti e comprendesti, per quanto eri capace, il Signore incomprensibile, o beatissimo.
Alato con la vela della croce, attraversasti il mare della vita, o nobilissimo martire e raggiungesti il porto sereno dello splendore, o illustrissimo Clemente.
Theotokìon. Santifica la mia umile mente, o Sovrana che concepisti il Verbo sovrasostanziale e sei più santa di tutte le potenze superne, o piena di divina grazia.
Il canone di san Pietro. Acrostico senza Theotokìa: Elogio il beatissimo Pietro. Teofane.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
Tu che vivi nelle dimore luminosissime, donami illuminazione per le tue preghiere, o beatissimo Pietro.
Iniziato alla conoscenza e insignito del sacerdozio, o beatissimo Pietro, ti offristi a Cristo attraverso il sangue.
Ti donasti alla venerabile Chiesa di Dio come ornamento adornato e offerta preziosa, o beato.
Theotokìon. Ti inneggiamo, o Madre di Dio pura che partoristi nella carne oltre natura il Verbo eterno e sovradivino.
Di san Clemente. Ode 3. Irmòs.
Non nella sapienza, né nella forza, né nella ricchezza ci vantiamo, ma in te, Cristo, sapienza enipostatica del Padre, poiché non c’è santo all’infuori di te, o Filantropo.
Fosti guidato alla luce della conoscenza divina dal mirabile Pietro, il sole purissimo e risplendente del mondo.
Col cuore irrigato dalle stille dei divini insegnamenti di Pietro, divenisti fiume colmo delle acque dello Spirito, o martire beato in Dio.
Sulle tue labbra affiorava la grazia dello Spirito, perciò facesti scaturire i fiumi della conoscenza di Dio, o illustre e irrigavi tutta la Chiesa di Cristo.
Theotokìon. O Genitrice del Signore, che concepisti indicibilmente Dio Salvatore di tutti, supplicalo di salvarmi da tutte le passioni che mi invadono.
Di san Pietro. Non c’è santo.
Portato dal tuo sangue come carro, o padre, salisti ai cieli dove entrò come nostro precursore Cristo, l’unico senza peccato.
Lasciasti la vita corruttibile e trovasti la vita senza corruzione, o beato, nella quale danzi incoronato; supplica per la salvezza delle nostre anime.
Sorgesti come palma fertilissima, o ispirato da Dio, ti mostrasti come ulivo fruttuoso nei giardini di Dio, come mirra e incenso, come myron profumatissimo.
Theotokìon. Generasti come vergine senza nozze e rimanesti Vergine Madre senza uomo, o Genitrice di Dio Maria; implora Cristo nostro Salvatore per la nostra salvezza.
Irmòs. Non c’è santo come il Signore, non c’è giusto come il nostro Dio, al quale inneggia tutto il creato; non c’è chi ti sia uguale, glorioso Signore.
Kontàkion di san Pietro.
Tono 3. La Vergine oggi.
Con dottrine ortodosse hai reso splendente la Chiesa per cui lottasti, o Pietro beato in Dio, scacciando l’apostata Ario; celebrando dunque la tua memoria santissima, acclamiamo con fede ortodossa: Salve, Pietro, pietra della fede.
Ikos.
Affrettiamoci col pensiero verso la mirabile Alessandria e consideriamo i fatti grandi e straordinari là compiutisi: come dia se stesso in sacrificio, pecora innocente, il gerarca e grande difensore Pietro, che ora ci ha qui convocati e ha presentato il suo santo capo, come sacro alimento; e noi, di esso deliziati, con fede ortodossa a lui acclamiamo: Salve, Pietro, pietra della fede.
Kathisma di san Clemente.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Come fruttuoso tralcio sulla terra, per il taglio dei tormenti producesti splendidi grappoli, o mirabile Clemente, stillasti senza sosta il vino della salvezza che allieta il cuore dei fedeli; perciò con gioia riuniti festeggiamo la tua santa memoria magnificando Cristo, o gerarca dalle molte lotte; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. Di san Pietro. Stessa melodia.
Per suffragio superno divenisti guida del gregge di Cristo e lo guidasti ai pascoli vivifici dei tuoi sapienti insegnamenti allontanando Ario, lupo feroce che lo tormentava con un’empia dottrina; perciò donasti la tua vita e meritasti il nome del buon pastore di cui parla il Signore, o beato Pietro; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
E ora. Della festa. Tono 4. Stupì Giuseppe.
Prima del concepimento, o pura, fosti consacrata a Dio e una volta generata sulla terra, come dono fosti a lui offerta per compiere la promessa paterna; tra lampade luminose affidata al tempio divino dall’infanzia, in tutta purezza, come vero tempio divino, apparisti ricettacolo della luce divina e inaccessibile; solenne davvero il tuo incedere, o sola sposa di Dio e sempre Vergine.
Di san Clemente. Ode 4. Irmòs.
Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero, venne su nube leggera con la sua forza immacolata e salvò quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.
Col cuore splendente dei raggi dello Spirito illuminasti le anime di tutti con parole di pietà e allontanasti la cupa tenebra dell’ignoranza idolatrica, o sacratissimo.
Cristo, tralcio fertile, germogliò te, beatissimo, come vite recante grappoli che stillano nei tini del martirio il vino che allieta i cuori di tutti i fedeli.
Beato te, sapientissimo, che sei stato sincero discepolo dell’araldo discepolo del Verbo, reso degnamente beato per aver ricevuto chiaramente con grande fervore la rivelazione del Padre celeste.
Theotokìon. Restaurasti la natura umana spezzata e sottoposta alla corruzione, o Purissima, oltre natura senza nozze incarnando e generando il Dio al quale gridiamo: Gloria alla tua potenza, o Cristo.
Di san Pietro. Dal monte ombroso.
Camminando sulla via delle virtù, o padre, raggiungesti le dimore superne, o teoforo, adorno dell’unzione del sacerdozio e splendente per il sangue del martirio.
Con le piogge e i torrenti del tuo sangue spegnesti la fiamma dell’errore, o beato e disperdesti la caligine dei persecutori, o ieromartire ammirabile.
Realmente apparisti a noi come un nuovo Pietro, splendente di carismi apostolici, o liturgo e testimone della passione del tuo Sovrano, o beatissimo.
Theotokìon. Ti diciamo salve, Genitrice di Dio santa; salve, tu che concepisti la gioia del mondo; salve, unico soccorso degli uomini; salve, baluardo di tutti.
Di san Clemente. Ode 5. Irmòs.
Gli empi non vedranno la tua gloria, Cristo, ma noi, vegliando dalla notte, inneggiamo a te, filantropo unigenito, splendore della gloria divina.
Imporporando mirabilmente la tua sacra veste col sangue del martirio, o glorioso, la rendesti più splendente e fosti accolto con essa nel Santo dei Santi.
Immolavi un sacrificio incruento a Cristo, sacrificatosi per noi e sacrificandoti, ti offristi a lui come vittima pura e senza macchia, o atleta beato in Dio.
O sacratissimo, sei stato accolto come cittadino della superna Sion come gerarca del trono di Roma, come discepolo di Pietro e come pastore che pascolasti divinamente il sacro gregge.
Theotokìon. Veneriamo con purezza la Pura, la bellezza di Giacobbe; lodiamola piamente adorni delle opere divine come Madre del nostro Dio.
Di san Pietro. Vegliando a te gridiamo.
Fondato sulla pietra della fede, o atleta restasti fermo nelle sventure che ti circondavano.
Con la spada infuocata dello Spirito, o gerarca trucidasti per divina sentenza il calunniatore Ario.
Rinvigorito dalla forza del Salvatore, o glorioso, calpestasti il potere e la forza del nemico.
Theotokìon. Calma il maroso instabile delle mie passioni, tu che concepisti Dio, Signore e nocchiero.
Di san Clemente. Ode 6. Irmòs.
Prefigurando la tua sepoltura di tre giorni, il profeta Giona gridava supplicando dal ventre del pesce: Dalla corruzione strappami, Gesù, Re delle potenze.
Avendo come sostegno e fondamento le parole di Pietro, ti consacrasti come dimora animata della Trinità e abbattesti i templi degli idoli.
Trascinato per terra, fosti rotolato come pietra e distruggesti tutta la fortezza dell’errore, o nobilissimo atleta Clemente.
Ricevesti esultante la corona di vittoria, poiché vincesti nella lotta contro le astuzie del nemico, o sacra e venerabile primizia degli ieromartiri.
Theotokìon. Isaia fu iniziato all’abisso del tuo parto e ti predicò Vergine che porti in grembo l’incarnato da te per magnanimità, o senza nozze.
Di san Pietro. Una tunica luminosa.
Vivendo sobriamente e rettamente per Dio, o beatissimo, ricevesti da lui beata fine.
Offristi te stesso come sacrificio perfetto e gradito a Dio che si sacrificò per te, o divino Pietro.
Colmo delle parole dello Spirito divenisti strumento mosso dallo Spirito, cantando cose ineffabili, o ispirato da Dio.
Theotokìon. Noi fedeli, Theotòkos, ti proclamiamo tempio di Dio, talamo animato e porta celeste.
Irmòs. Una tunica luminosa concedimi, tu che ti rivesti di luce come d’un manto, misericordiosissimo Cristo, nostro Dio.
Kontàkion dei santi. Tono 4. Sei apparso oggi.
O divine e inespugnabili torri della Chiesa, divine e realmente stabili colonne della pietà, celebratissimo Clemente e Pietro, con le vostre preghiere proteggete tutti.
Ikos.
Per la loro venerabile confessione, immutabile e salda, si rallegrano oggi altamente quanti rifulsero nel mondo e risplendono di indicibile luce: Clemente, vero stupendo tralcio di Cristo, che nutre il mondo con i grappoli della conoscenza di Dio e Pietro, la salda e infrangibile pietra dei dogmi del Salvatore. Entrambi cultori della divina grazia e iniziati all’ineffabile sapienza, ardenti difensori della sacra Chiesa, aiuto di chi soffre per ogni specie di male e salvezza di quanti gridano: con le vostre preghiere proteggete tutti.
Sinassario.
Il 24 di questo mese memoria del nostro santo padre Clemente, vescovo di Roma.
Stichi. Gettato nell’abisso legato a un’ancora, avevi Cristo come ultima ancora, o Clemente.
Lo stesso giorno, memoria del santo ieromartire Pietro, vescovo di Alessandria.
Stichi. Pietro squartato conserva integra la fede; lo vide Cristo, la cui tunica fu lacerata.
Lo stesso giorno san Malco si addormenta in pace.
Stichi. Gli angeli scortano la tua anima presso il Signore.
Lo stesso giorno il beato Carione si addormenta in pace.
Stichi. Carione aveva bandito ogni piacere succulento e lottò fino alla fine con spirito vigile.
Lo stesso giorno sant’Ermogene, vescovo di Agrigento si addormenta in pace.
Stichi. Superando, o Ermogene, la nostra natura, provocasti lo sconcerto del diavolo.
Lo stesso giorno i santi Filomeno e Cristoforo periscono di spada.
Stichi. Uccidono Filomeno e Cristoforo, rivelandoli con questo fatto, amici di Cristo.
Lo stesso giorno sant’Eugenio, morto in un buco di un muro, il cui orifizio fu ostruito con malta.
Stichi. Con l’argilla ti ostruirono l’uscita, o Eugenio, ma invano, giacché sei volato verso Dio.
Lo stesso giorno i santi Procopio e Cristoforo periscono di spada.
Stichi. Procopio, chiamando Cristoforo, grida: Anche tu stendi il tuo collo sotto la tagliente lama.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Alessandro di Corinto e del beato nostro padre Gregorio, che fu asceta presso Crysipetra, il quale proveniva dalle parti di Antiochia e giungendo si stabilì a Petra.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Teodoro di Antiochia.
Stichi. Come dono di Dio trafiggono di spada te, beato, che porti come dono a Dio il sangue del collo.
Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Di san Clemente. Ode 7. Irmòs.
I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura al posto del Creatore, ma calpestando con coraggio la minaccia del fuoco cantavano gioiosi: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Infervorato dallo zelo della fede, hai incenerito il fuoco dell’ateismo, o sapiente e illuminato i fedeli che gridano con timore: O lodatissimo Signore, Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Cinto di catene come collane dorate, lottando sul mare, da Roma raggiungesti Cherson, dove compisti il martirio e i tuoi duri agoni, o sacro iniziato di Cristo.
Ti rivelasti lira, o beatissimo, suonando per noi il canto di salvezza, o martire e ammaliando con brama ardente divina i cuori di quanti cantano con fede: Celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Colui che per volontà dona esistenza a tutti, o Purissima, assume da te principio nel tempo e nasce, sciogliendo le cadute antiche della caduca essenza decaduta dei mortali, o Pura.
Di san Pietro. I pii fanciulli.
Adorno di vita divina e splendente di luce divina, entrasti, o sapiente, nei santuari celesti esultando e gridando: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Per essere gradito a Cristo, o beato in Dio, consegnasti te stesso volontariamente nelle mani degli iniqui, cantando, o beatissimo: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Tutto illuminato, divenisti degno di vedere il Cristo, che ti mostrava la sua veste tessuta dall’alto violentemente lacerata, o beatissimo; benedetto il Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Entrò nel tuo grembo, o Madre di Dio, colui che dimora nel cielo e regge tutto ed è nutrito col latte dei tuoi seni colui che con un cenno nutre ora ogni spirito che canta: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Di san Clemente. Ode 8. Irmòs.
Redentore onnipotente dell’universo, scendendo nel mezzo della fornace, con la rugiada refrigerasti i fanciulli e insegnasti loro a cantare: opere tutte, benedite e lodate il Signore.
Deponendo il corpo di argilla, o glorioso, indossasti la veste dell’incorruttela, tessuta dalla grazia dell’alto e dimori nei regni superni, o gerarca.
Furono seppellite con te, o martire lottatore, le catene con cui fosti legato e sciogliesti l’inganno del maligno, o gerarca, gridando: Opere tutte, benedite, lodate il Signore.
Il mare indivisibile fu diviso e per straordinario miracolo, nell’impercorribile apparve la via che porta dove giace il tuo divino corpo, o gerarca.
O martire, che dopo la morte e la sepoltura hai dimorato nell’abisso umido, con le tue vivificanti e venerabili preghiere solleva la mia anima affondata nelle passioni.
Theotokìon. O tremenda e ineffabile meraviglia! L’incircoscrivibile dimora nel grembo e appare immutabilmente nella carne e mi divinizza per compassione e custodisce pura la Madre.
Di san Pietro. Colui che sul monte santo.
Sciogliesti il danno devastante della calunnia malvagia di Ario, la scacciasti dall’assemblea dei fedeli e la respingesti dalla cinta della Chiesa, o sapiente in Dio.
Pietro divino corifèo si mostrò il primo nel coro degli apostoli e tu, sapientissimo teoforo Pietro, divenisti colonna dei martiri e sacerdote dei sacri misteri.
Iniziato alla conoscenza del futuro per divina ispirazione, o predicatore divino, preconoscesti il tuo passaggio dalla terra al Dio altissimo attraverso il martirio, o Pietro di senno divino.
Theotokìon. Dopo il parto rimanesti vergine come prima del parto, o Vergine Theotòkos, partorendo il plasmatore del creato, perciò ti lodiamo e glorifichiamo per tutti i secoli.
Irmòs. Colui che sul monte santo si è glorificato e nel roveto mediante il fuoco rivelò a Mosè il mistero della Vergine, il Signore lodate ed esaltate per tutti i secoli.
Di san Clemente. Ode 9. Irmòs.
Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.
Ecco, i cori dei patriarchi ti hanno accolto come compagno, o glorioso Clemente, esultando senza sosta con affetto; con loro si rallegrano anche i martiri, gli apostoli, i profeti e i giusti tra i secoli, o ammirabile.
Pietro ti offrì come grappolo della vita maturato nel campo dello Spirito, come tralcio della vigna di Gesù nostro Signore, perché stillasti il vino della pietà, che fa cessare l’ebbrezza dell’ateismo.
Colmo di sapienza e grazia, o padre, hai fatto scaturire un abisso di insegnamenti e fiumi divini di guarigioni, prosciugando i torrenti delle nostre passioni con le piogge dello Spirito, o Clemente, ornamento dei martiri.
Sacra, preziosa, santa, ammirabile, illustre e luminosa è giunta a noi, o glorioso, la tua memoria illuminata da Dio, che rallegra i cuori e le anime di quanti debitamente ti lodano.
Theotokìon. Porti fra le braccia come trono puro di fuoco, o Santissima, il Dio che ha assunto la natura umana unendosi ineffabilmente a lei per incommensurabile compassione, perciò tutti ti magnifichiamo.
Di san Pietro. Colui che al legislatore.
Il prescelto per celebrare santamente, colui che ricevette gloriosamente il compimento del sacerdozio, imitando la passione di Cristo, il divino Pietro celebriamo.
Colui che, sostenuto dal bastone del divino potere, compì sacrifici e si sacrificò e si offrì a Cristo come vittima, il divino Pietro celebriamo.
Colui che, tutto illuminato dal raggio della Trinità, si delizia del suo splendore fulgidissimo e chiede la nostra salvezza, l’ispirato da Dio Pietro celebriamo.
Come gerarca con autorità di sciogliere e legare, concedimi generosamente la salvezza della mia anima, correggendo i miei errori con le tue suppliche, o sacratissimo.
Theotokìon. Tu, Madre di Dio sei nostro scudo e baluardo, tu sei il soccorso di quanti accorrono a te e ora ti mandiamo a intercedere affinché siamo liberati dai nostri nemici.
Irmòs. Colui che al legislatore sulla montagna rivelò nel roveto ardente il misterioso parto della sempre Vergine in vista della nostra salvezza con i nostri inni senza sosta magnifichiamo.
Exapostilarion dei santi. Udite, donne.
E’ sorto ora propizio per noi il giorno memoriale dei gloriosi successori dei sacri apostoli, Pietro e Clemente, araldi della fede e martiri invitti: celebriamo dunque tutti con fede la loro annuale memoria.
Della festa, stessa melodia.
Colei che un tempo l’assemblea dei profeti preannunziò come urna, verga, tavola della Legge e monte non tagliato, Maria, divina fanciulla, con fede celebriamo: perché oggi è introdotta nel santo dei santi per esservi allevata per il Signore.
Alle lodi cantiamo 4 stichirà prosòmia dei santi.
Tono pl. 1. Salve, vanto degli asceti.
Salve, luminosa e gradevole dimora del santo Spirito, beato Clemente, le cui mistiche onde resero tralcio vigoroso, recante il frutto che stilla come nettare la dottrina della salvezza, il vino dissetante e allietante i cuori dei fedeli ogni giorno; martire invitto nelle lotte, colonna che regge la Chiesa, uomo celeste, forza dei fedeli, supplica Cristo di far inviare alle nostre anime la grande misericordia.
Salve, fonte dei dogmi, interprete e conoscitore dei segreti indicibili e sorgente di insegnamenti, base e solida colonna della Chiesa, a cui essa si appoggia senza crollare, canone precisissimo, sapientissimo espositore dei misteri, lingua eloquente, affilata per recidere le eresie come spada a doppio taglio, spirito celeste, strumento melodioso, salda gloria degli ieromartiri; supplica Cristo, o Clemente, di inviare alle nostre anime la grande misericordia.
Avendo il pensiero pio, dominasti le passioni e subisti incrollabile l’amara fine morendo di spada; per essa trovasti la beatitudine presso Dio e fosti degno di gustare la dolce partecipazione col Salvatore; o pietra della fede, vanto dei gerarchi e gloria dei martiri, supplica Cristo di inviare alle nostre anime la grande misericordia.
Adorno degli splendori sacerdotali, insignito della corona del martirio, ti rivelasti presso Cristo Dio di tutti e sommo sacerdote, primo fra i martiri e dalla sua mano ricevesti doppia ricompensa, o beato, riconoscendolo consustanziale e coeterno al Padre e con lui partecipe dello stesso trono e di fatto allontanasti l’empio Ario dall’assemblea dei fedeli; supplica Cristo, o padre, di donare al mondo la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon. Tono 4.
Oggi è condotto al tempio del Signore il tempio che accoglie Dio, la Madre di Dio e Zaccaria la riceve; oggi il santo dei santi esulta e il coro degli angeli è misticamente in festa; con loro anche noi oggi festeggiamo e con Gabriele acclamiamo: Salve, piena di grazia, il Signore è con te, lui che possiede la grande misericordia.
Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
La luce trisolare che ti illuminò nel tempio della gloria, o Theotòkos, ti invia un cibo celeste magnificandoti.
Stico. Saranno condotte al re le vergini dietro a lei, a te saranno condotte le sue compagne.
Germogliasti dalla radice di Davide, o Vergine e Gabriele, recandoti il saluto: Salve, a te acclamava: Tu partorirai Dio, o purissima.
Stico. Saranno condotte con gioia ed esultanza, al tempio del re saranno condotte.
Viva la sacra e divina coppia, Gioacchino e Anna: da loro generata, o pura, vieni ora offerta al tuo Creatore.
Gloria. E ora. Theotokìon. Stessa melodia.
Porte dei cieli, accogliete la Vergine Maria, la Madre di Dio pura, ignara d’uomo, da cui viene la redenzione dei mortali.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

