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23 NOVEMBRE

Memoria dei nostri santi padri Anfilochio, vescovo di Iconio e Gregorio di Agrigento.

Al Mattutino

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

O Dio dei nostri padri, che sempre agisci con noi secondo la tua clemenza, non distogliere da noi la tua misericordia, ma per le loro preghiere dirigi la nostra vita nella pace.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio pubblicamente la Vergine si mostra e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Il frutto dei giusti Gioacchino e Anna, la nutrice della nostra vita, ancora lattante, è offerta a Dio nel santuario e l’ha benedetta il sacro Zaccaria; come Madre del Signore, tutti, con fede, diciamola beata.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Prima del concepimento, o pura, fosti consacrata a Dio e generata sulla terra, in dono fosti a lui offerta compiendo la promessa paterna; tra lampade luminose affidata al tempio divino dall’infanzia, puramente, come vero tempio divino, apparisti ricettacolo della luce divina e inaccessibile; solenne davvero il tuo incedere, o sola sposa di Dio e sempre Vergine.

Quindi si dicono il canone della festa e due dei santi.

Il canone di san Anfilochio ha questo acrostico: Canto il pastore che sfilaccia l’errore. Poema di Teofane.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

I discorsi e l’arroganza delle empie eresie hai dileguato facilmente tu che splendevi per il fulgore dell’ortodossia, custodisci in essa quanti ti celebrano, o sacerdote.

Vedendoti brillare per la parola e la vita, il Signore che vuole la salvezza di tutti, ti ha promosso guida del sacro gregge, o gerarca.

Scelto come leale lottatore della Chiesa di Cristo, hai indossato, o padre, l’armatura della croce e sei stato incoronato vincitore per la grazia.

Theotokìon. Il Verbo coeterno e senza principio, che è anche della stessa essenza e forma del genitore, generasti inspiegabilmente incarnato, tu che sei senza nozze.

Il canone di san Gregorio ha questo acrostico: Il taumaturgo Gregorio ammirerò. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Colui che frantuma le guerre.

Tu che sei illuminato dai raggi dello Spirito come un astro, sacro Gregorio, per le tue preghiere rischiarami tutto affinché possa inneggiarti.

Colui che ha la prescienza universale ha fatto grazia al tuo intelletto degli splendori divini: dalle fasce santificò te, che stavi per rifulgere di virtù divine e prodigi, o padre.

Rigettando il sonno dell’indolenza dalle palpebre, ti rivelasti lucerna di vigilanza, confermando con i fatti il tuo nome, o Gregorio.

Theotokìon. Veramente ti dichiaro soprattutto Theotòkos: generasti infatti il Signore, conosciuto inspiegabilmente in due essenze e volontà, o pura Vergine.

Di sant’Anfilochio. Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Il divino e luminoso splendore dei tuoi fulgidi dogmi ha spento la falange empia degli eretici, o Anfilochio.

Sei divenuto davvero un fiume pieno di onde vivificanti della piena divina, con le quali noi veniamo irrigati, o sommo sacerdote.

Rischiarando l’intelletto con ricchi bagliori, irraggiasti lo splendore mistico dei tuoi dogmi, o beato.

Theotokìon. Noi fedeli tutti ti proclamiamo, o purissima, lucerna luminosa, arca e mensa che nutre le anime.

Di san Gregorio. Si è rafforzato nel Signore.

Il Creatore, avendo gradito la fatica che per lui avevi sopportato, ti affidò, o padre Gregorio, a un anziano nel deserto perché ti spiegasse chiaramente le Scritture.

Trascorrendo a digiuno l’intera settimana, assaporavi il cibo celeste, bevendo i flutti delle tue lacrime, godendo divinamente.

Da Dio ti fu donata la quiete del cuore: hai fatto scaturire infatti purissime onde di insegnamenti, che irrigano i cuori dei fedeli.

Theotokìon. Si sono compiuti gli oracoli dei divini araldi: ecco, infatti, la Vergine ha generato un nuovo fanciullo più antico di Adamo e sullo stesso trono del Genitore.

Irmòs. Si è rafforzato nel Signore il mio cuore, la mia fronte si è innalzata nel mio Dio, si è spalancata contro i miei nemici la mia bocca, ho esultato per il tuo salvatore.

Kontàkion di sant’Anfilochio.

Tono 2. Cercando le cose di lassù.

Tuono divino, tromba dello Spirito, padre di credenti, scure contro le eresie, gerarca Anfilochio, sommo ministro della Trinità, ora che sei sempre con gli angeli, non cessare di pregare per tutti noi.

Kathisma dello stesso. Tono 4. Presto intervieni.

Nella tua mmeoria illumini i confini, o sapiente, il tuo corpo effonde fonti di prodigi, o glorioso Anfilochio, perciò preservi anche da tutte le malattie quanti entrano nel tuo venerabile tempio e ora chiedi per tutti noi scioglimento dai peccati.

Gloria. Di san Gregorio.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Dalle fasce consacrato al Signore, come un tempo il gloriosissimo Samuele, ascoltasti il Signore che ti chiamava e purificando con le virtù la tua anima, degnamente ricevesti la grazia del sacerdozio, perciò pascolavi il gregge sui prati della divina conoscenza, splendendo per l’energia delle guarigioni, o Gregorio; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Della festa. Dell’incarico segretamente.

Esulti Davide innografo e danzi Gioacchino con Anna, poiché una figlia santa venne da loro, Maria, divina lampada luminosa e vedendola entrare nel tempio, gioisce benedicendola il figlio di Barachia e gioendo gridava: Salve, prodigio universale.

Ode 4. Vedendo te, sole.

Venite, divinamente assennati, applaudiamo celebrando con fede la sacra festa del divino predicatore Anfilochio, rinvigoriti dai suoi insegnamenti teologici.

Divenuto paraninfo della Chiesa in Cristo, l’adornasti con la bellezza dei tuoi discorsi e con la rischiarasti con lo splendore dell’ortodossia, o teoforo.

La tua lingua teologa e divina ha chiarito a tutti l’unico adorabile potere della Trinità e a venerare un’unica divinità in tre ipòstasi.

Theotokìon. In te, pura Vergine, riconosciamo la nuova tenda, il santuario senza macchia del Sovrano di tutti, poiché tu lo hai generato secondo ipòstasi nella carne, o purissima.

Di san Gregorio. Ho udito, Signore.

Come terra buona fioristi la spiga centuplicata; con la falce dei tuoi insegnamenti hai tagliato i dogmi empi degli eretici, dimostrandoti difensore del concilio, o beato Gregorio.

L’elezione celeste ti mostra sommo sacerdote e ministro di Dio per guidare bene il gregge che si è acquistato Cristo, che aveva notato in anticipo lo splendore della tua anima.

Divenisti tempio di Dio purificato dalla sozzura delle passioni e stando con saggiamente nel sacro tempio hai accolto la venuta dello Spirito in forma di pura colomba, che glorificava Cristo.

Theotokìon. La stirpe dei mortali si salva per il tuo inconcepibile concepimento e quanti sono nell’oscurità della corruzione hanno visto la luce rifulsa dal tuo grembo, causa della nostra riplasmazione, o Fanciulla.

Di sant’Anfilochio. Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Sedevi sul trono del sommo sacerdozio, o divino Anfilochio, rischiarato dallo splendore della divinità trisolare.

Ti consacrasti tutto a Dio e divenisti divino araldo dalla gran voce, beatissimo padre Anfilochio.

È sorta per noi una gaudiosa e sacratissima festa, quella del divino e sapiente maestro, santificando il mondo.

Theotokìon. O magnifico ornamento di tutti i fedeli, purissima Madre di Dio, lava con le tue preghiere la sozzura della mia anima.

Di san Gregorio. Dilegua la tenebra.

Con la tua parola mondasti un tempo dalla malattia terribile un lebbroso che si avvicinò a te con fede, poiché, come il divino Eliseo, avevi ricevuto da Dio la grazia dei miracoli, o sapiente Gregorio di senno divino.

Arricchito dall’energia delle guarigioni, o beatissimo Gregorio, con la tua preghiera hai aperto bocca e orecchie di un sordomuto ed effuso un abisso di teologia, inaridendo i mari degli atei.

Purificato dagli affanni terreni, con la tua ombra, padre, compi guarigioni, sanando divinamente quanti erano presi dalle furiose tempeste delle malattie, come Pietro, il prescelto fra gli apostoli.

Theotokìon. Colui che non ha svuotato il seno paterno incarnandosi da te, purissima, si mostra come bimbo portato fra le tue braccia, procurando grazia a quanti ti onorano, o sposa Vergine di Dio.

Di sant’Anfilochio. Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Mortificando il pensiero terreno della carne, ti sei rivestito della grazia dell’impassibilità e predicasti la Trinità con santissime dottrine, o santo padre mistico.

Istruito dal timore divino e mantenendo l’anima pura da macchie, ti rivelasti sacratissimo strumento della teologia, o santo da Dio chiamato.

Theotokìon. Sapendoti casta e pura tenda del Re della gloria e tempio e trono dell’Altissimo, ti imploriamo di salvare le nostre anime, o illustrissima.

Di san Gregorio. Come strappasti.

Per la tua intercessione, padre santo, ritrovò forza la fanciulla che, paralizzato nel corpo da molti anni, si avvicinò a te con fede, magnificando Cristo, causa di tutto.

Imitando la pura condotta del Signore, o glorioso, ingiustamente perseguitato e calunniato, non sei rimasto umiliato, o Gregorio.

Quanti erano riuniti nella cattiveria, sbranando come belve selvagge te, innocente agnello, consegnarono alla guardia te, padre, che eri custodito dalla grazia divina.

Theotokìon. Non riesce il nostro intelletto a comprendere il grande mistero del tuo parto, poiché concepisti l’inconcepibile Dio divenuto uomo, o sempre Vergine.

Irmòs. Come strappasti il profeta dalle profondità dell’abisso, Cristo Dio, strappa anche me dai peccati, come amico degli uomini e dirigi la mia vita, ti prego.

Kontàkion di san Gregorio.

Tono 3. La Vergine oggi.

Come grande sole illumini tutta la Chiesa di Dio con le aurore dei prodigi; con la tua preghiera hai salvato molti uomini; hai allontanato dal tuo gregge chi diffondeva dottrine eterodosse; perciò ti onoriamo, padre di senno divino, sapiente Gregorio.

Sinassario.

Il 23 di questo mese memoria del nostro santo padre Anfilochio, vescovo di Iconio.

Stichi. Anche coperto di bende funebri, Anfilochio, dissolvi le trame. Il 23 la morte prese Anfilochio.

Lo stesso giorno, memoria del nostro santo padre Gregorio, vescovo della Chiesa di Agrigento.

Stichi. Da Agrigento viaggi incontro al Dio Verbo, che giudica il termine della vita, beatissimo padre.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Sissinnio, martire.

Stichi. Subendo molte violenze nella sua esistenza, da questa vita Sissinnio passò all’altra.

Lo stesso giorno il santo vescovo Ischirione si addormenta in pace.

Stichi. In vita fu la forza della Chiesa Ischirione; anche da morto la rafforza.

Lo stesso giorno sant’Eleno, vescovo di Tarso, si addormenta in pace.

Stichi. Guida di Tarso, il sacerdote Eleno, guidò al cielo le anime.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Di sant’Anfilochio. Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Facendo attenzione con affetto e alle tue misticissime predicazioni, scacciamo la divisione della divinità di Ario, glorificando con la Trinità increata e consustanziale.

Vedendo Macedonio confutato dai tuoi insegnamenti, glorifichiamo con fede, o padre, lo Spirito buono, adorato e coesistente con il Padre e il generato.

Chiarendo con il verbo l’incarnazione oltre il verbo del Verbo, insegnasti a venerare con senno divino Dio in due essenze e a scacciare la divisione e la confusione, o divino.

Theotokìon. Tutti prontamente celebriamo la Theotòkos: venite, quanti con fede siete salvati dal nato da lei acclamando: Benedetta sei tu fra le donne.

Di san Gregorio. Tu che salvasti.

Il Creatore fa meraviglie a tuo giudizio, o beato: la donna prostituta, infatti, posseduta dai demòni, a tutti ti rivelò puro, o Gregorio.

I divini e luminosi discepoli del Salvatore, apparendoti, o beato, mentre eri legato all’albero, ti sciolsero, abbracciandoti con gioia.

Notando la tua pazienza, o padre, il Signore ti illumina santamente con maggiori prodigi per allontanare la bruma delle malattie.

Theotokìon. Hai generato maternamente il Creatore del tutto e, come trono cherubico, hai tenuto fra le braccia colui che regge il tutto, tu che sei senza nozze.

Di sant’Anfilochio. Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

La tua bocca splendeva mentre teologavi la Trinità increata senza principio, consustanziale e senza confusione in tre ipòstasi, o padre divinamente sapiente, alla quale gridiamo: Opere tutte, benedite il Signore.

La sapienza enipostàtica ha donato ricchezza e pura gloria a te, che hai teologato piamente e abbattuto, o sapientissimo, l’orgoglio delle eresie e con affetto canti: Opere tutte, benedite il Signore.

Colui che a tutti concede la vita ti ha fatto abitare nella Chiesa dei primogeniti come gerarca fedele e divino araldo, o beato, che celebri misticamente e con fede canti: Opere tutte, benedite il Signore.

Theotokìon. Ecco, la tribù di Giuda sapientemente ora viene meno, poiché hai generato il capo dei principi, al quale un tempo era stata fatta la promessa di governare le genti, il Cristo al quale cantiamo: Opere tutte, benedite il Signore.

Di san Gregorio. Tu stabilisci sulle acque.

Per la tua intercessione, o beato, è sciolto dal tremendo flagello demoniaco la fanciulla che per la cattiveria di iniqui uomini calunniava te, giusto e Cristo arbitro ti glorifica in mezzo al sinodo nei secoli.

Quanti per te desideravano il male, sono riempiti di tetra tenebra, o padre Gregorio e la tua luminosa vita rifulge di fronte ai padri, alla cui presenza compi meraviglie tenendo carboni nelle mani.

Rivelandoti come fulgidissimo astro nel firmamento della Chiesa, sempre, o padre, rischiari con le tue virtù e con i raggi dei tuoi prodigi noi che celebriamo la tua luminosa memoria, o gerarca Gregorio di senno divino.

Theotokìon. Il tuo prodigioso parto, Madre di Dio, unica Vergine benedetta, ci colma di stupore, poiché da te prende carne, rimanendo come prima immutabile per natura, il Dio che noi esaltiamo per tutti i secoli.

Irmòs. Tu stabilisci sulle acque la tua dimora, poni un confine al mare e reggi tutto: a te inneggia il sole, la luna ti glorifica, ogni creatura a te, plasmatore e Creatore offre l’inno nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Avendo piissimamente teologato natura trisipostàtica, la Trinità sovrana universale, incomprensibile tearchia, vieni ora da essa onorato, o sacerdote Anfilochio.

Avendo familiarità con Dio, stando presso il Signore come gerarca, ricordati per sempre, o teoforo, di quanti celebrano la tua sacra e luminosa memoria, o beatissimo.

Accorda copiosa grazia a me, che con zelo intreccio col cuore lodi a te, divinamente assennato, chiedendo scioglimento dalle colpe, come fedelissimo sacerdote, santo padre Anfilochio.

Theotokìon. Apparendo discendente di Adamo, ti rivelasti Madre di Dio, poiché ti sei dimostrata nei secoli più santa di ogni creatura, benedetta e purissima, perciò tutti ti magnifichiamo.

Di san Gregorio. Benedetto il Signore.

Ecco, la splendida festa, ecco, la sacra memoria, ecco, la grazia vengono per tutti i fedeli, facendo scaturire liberamente guarigioni; accorriamo, poiché l’urna di Gregorio zampilla per noi immortalità e perenne illuminazione.

Come fiume sei pieno delle onde di Cristo, come olivo fai scorrere olio di vita, come palma sei esaltato, come vite rechi per noi i grappoli delle tue virtù e noi, Gregorio, beviamo il vino d’incorruttela stillante da essi.

Oggi nella tua memoria gioiscono insieme le folle dei sacerdoti, le moltitudini dei santi e le schiere di tutti gli angeli; stando illuminato con loro presso il Creatore, ricordati di quanti con affetto t’inneggiano, o padre.

Divenisti dimora santificata di Cristo, colonna della Chiesa, porto dei fedeli e lama che recide l’errore, fonte di guarigioni e abisso di intellezioni divine, vigilante igneo e pastore di pastori, o padre.

Theotokìon. Tu che generasti la luce senza tempo, rifulsa dal Padre, illumina, o fanciulla, la mia anima e il mio intelletto, scacciando lontano da me la tenebra delle passioni, affinché proclami beata te, speranza beatissima.

Irmòs. Benedetto il Signore, Dio d’Israele, che innalzò il corno della nostra salvezza nella casa di Davide, suo servo e ci ha visitato, oriente dall’alto e guidato nella via della pace.

Exapostilarion dei gerarchi. Nel sacro Spirito.

Come venerabili gerarchi, o sant’Anfilochio e beato Gregorio, vi rivelaste veracissimi pastori teòfori dell’agnello e pastore: pregate per tutti noi che celebriamo la vostra memoria, perché siamo liberati dai pericoli dell’anima e del corpo.

Della festa, stessa melodia.

I penetrali del tempio ti accolgono oggi, Vergine Madre di Dio, per mano del sommo sacerdote; in essi dimorasti dai tre ai dodici anni, nutrita per mano di un angelo divino, come arca santa di colui che creò tutto.

Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

È stato tolto il muro di separazione che era frammezzo per il divinissimo ingresso al tempio della vera Madre di Dio e noi di quaggiù ora agli abitanti di lassù siamo congiunti.

Stico. Saranno condotte al re le vergini dietro a lei, saranno condotte a te le sue compagne.

I cori verginali cantavano un inno divino, accompagnando con la lampada in mano nella casa di Dio la sola purissima.

Stico. Saranno condotte con gioia ed esultanza, al tempio del re saranno condotte.

Ricevi, o Zaccaria, all’interno del tempio, nel Santo dei santi, la Madre di Dio, la santa dei santi.

Gloria. E ora.

Tono pl. 2. Di Sergio aghiopolita.

Oggi noi, moltitudini di fedeli qui convenuti, festeggiamo spiritualmente una solennità e piamente acclamiamo la Vergine, figlia di Dio e Madre di Dio, condotta al tempio del Signore, la prescelta da tutte le generazioni, per essere dimora di Cristo, Re universale e Dio di tutte le cose. O vergini, fate strada recando lampade, per onorare l’augusto incedere della sempre Vergine. O madri, deposta ogni tristezza, seguitela piene di gaudio, per celebrare colei che è divenuta Madre di Dio, causa della gioia del mondo. Tutti dunque, con l’angelo, con gioia gridiamo: Salve alla piena di grazia, che sempre intercede per le nostre anime.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.