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21 Novembre

Memoria dell’Ingresso della santissima Madre di Dio Maria nel tempio.

Al Mattutino.

Apolytíkion. Tono 4.

Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio la Vergine si mostra pubblicamente e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore (3).

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Il frutto dei giusti Gioacchino e Anna, la nutrice della nostra vita, ancora lattante, è offerta a Dio nel santuario e l’ha benedetta il sacro Zaccaria; come Madre del Signore, tutti, con fede, diciamola beata.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Prima del concepimento, o pura, fosti consacrata a Dio e generata sulla terra, in dono fosti a lui offerta compiendo la promessa paterna; tra lampade luminose affidata al tempio divino dall’infanzia, puramente, come vero tempio divino, apparisti ricettacolo della luce divina e inaccessibile; solenne davvero il tuo incedere, o sola sposa di Dio e sempre Vergine.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono pl. 4. Conosciuto l’ordine.

Esulti Davide, l’innografo e danzino in coro Gioacchino e Anna, perché un frutto santo è nato da loro, Maria, la luminosa lampada divina, che entra gioiosa nel tempio; vedendola, l’ha benedetta il figlio di Barachia, esclamando lieto: Salve, prodigio dell’universo.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon. Tono 4.

Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre perché il re ha bramato la tua bellezza.

Stico. Il mio cuore ha emesso il verbo buono.

Ogni spirito e il vangelo secondo Luca (1,39-49.56).

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Salmo 50. Gloria. Tono 2.

Oggi il tempio vivente del gran Re entra nel tempio per esser preparato come sua divina abitazione. Esultate, o popoli!

E ora. Lo stesso tropario. Quindi lo stico: Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono 4. Di Giorgio di Nicomedia.

Oggi è condotto al tempio del Signore il tempio che accoglie Dio, la Madre di Dio e Zaccaria la riceve. Oggi il Santo dei santi esulta e il coro degli angeli è misticamente in festa; con loro anche noi oggi festeggiamo e con Gabriele acclamiamo: Salve, piena di grazia, il Signore è con te, lui che possiede la grande misericordia.

Il sacerdote: Salva, o Dio, il tuo popolo.

Dopo queste cose si cantano i canoni. Il primo canone ha l’acrostico fino all’ode 7: Tu, o Sovrana, concedi grazia al discorso. Poema del signor Giorgio.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto il suo ingresso nel tempio.

Sapendoti, o purissima, tesoro di sapienza e fonte di grazia che perenne zampilla, noi ti preghiamo di far piovere su di noi, o Sovrana, le stille della conoscenza, affinché senza sosta ti celebriamo.

Tu, divenuta più elevata dei cieli, o purissima, tempio e reggia, sei riposta nel tempio di Dio, per essergli preparata come divina abitazione per il suo avvento.

Facendo sorgere la luce della grazia, la Theotòkos ha illuminato e radunato tutti per ornare con canti la sua solennità fulgidissima: venite, accorriamo.

La porta gloriosa, inaccessibile ai pensieri, varcando le porte del tempio di Dio, ci invita ora a riunirci per godere delle sue divine meraviglie.

Secondo canone poema del signor Basilio.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cantiamo tutti un inno di vittoria per i prodigi del nostro Dio che salvò Israele con il suo braccio potente, poiché si è glorificato.

Accoriamo tutti oggi alla Madre di Dio, onorandola con cantici e celebriamo questa solennità spirituale: nel tempio è presentata come offerta al nostro Dio.

Con inni cantiamo il glorioso ingresso della Theotòkos, poiché oggi, come divino tempio è offerta profeticamente al tempio come preziosissimo dono.

Anna fu colma di gioia quando offrì nel tempio sua figlia come dono preziosissimo; col cuore in festa Gioacchino si unì alla sua gioia.

Davide tuo antenato ti cantò un tempo, sposa vergine di Dio, chiamandoti figlia di Cristo Re e tu, generandolo come un bambino, maternamente lo allattasti.

Al Signore fu presentata la divina Madre all’età di tre anni e il sommo sacerdote Zaccaria l’accolse nel tempio e, pieno di gioia, ve la depose.

Vergini, danzate portando le vostre lampade accese e voi, madri, cantate alla Regina che avanza verso la dimora di Cristo Sovrano.

Consustanziale Trinità, Padre, Verbo e Santo Spirito, noi fedeli ti glorifichiamo come Creatore di tutto e ti acclamiamo: salvaci, o nostro Dio.

Portando, o pura Vergine, la veste purpurea tinta nel tuo sangue, il nostro re e Dio riplasmò, nella sua misericordia, tutta la stirpe umana.

Katavasia. Cristo nasce, glorificate; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno del tuo augusto ingresso, falli degni di corone di gloria.

Oggi il tempio è divenuto amabile paraninfo della Vergine e stanza nuziale che accoglie il vivente talamo di Dio, puro e immacolato, più fulgido di ogni creatura.

Davide, capocoro, tripudia e danza con noi e ti proclama regina variamente adornata, o purissima, che nel tempio, o castissima, sta presso il Re e Dio.

Da colei per cui un tempo venne la trasgressione alla stirpe umana è fiorita oggi, come restaurazione e incorruttela, la Madre di Dio, che viene condotta nella casa di Dio.

Tripudiano le schiere degli angeli e tutte le folle degli uomini e accorrono oggi al tuo cospetto, o purissima, recando fiaccole e proclamando le tue magnificenze nella casa di Dio.

Secondo canone. Si rafforzi il mio cuore.

Festeggiamo, amici della festa e rallegriamoci nello spirito nella santa festa, banchettando oggi per la figlia del Re e Madre del nostro Dio.

Rallegrati oggi, Gioacchino e tu Anna, esulta nello spirito, portando al Signore, come vitella di tre anni, la venerabile purissima, nata da voi.

La dimora del Signore, Maria, Madre di Dio, è offerta nel sacro tempio all’età di tre anni e le vergini la precedono, portando le loro lampade accese.

La pura agnella del nostro Dio, la colomba senza macchia, la dimora che accolse Dio, il santuario della gloria, ha deciso di abitare nel tempio santo.

La sposa di Dio più vasta dei cieli, superiore alle potenze superne, di tre anni, secondo la carne, ma più anziana nello spirito, sia lodata con inni.

Festeggiando l’ingresso nel Santo dei santi della Madre di Dio, con le vergini, anche noi, andiamo oggi al tempio, lieti nello Spirito, portando le nostre lampade accese.

Ministri di Dio, rivestitevi di giustizia e santità per incontrare con gioia la figlia del nostro divino Re e aprirgli l’ingresso al Santo dei santi.

Luce è il Padre, luce è anche il Figlio, luce è lo Spirito Paràclito: triplo fuoco di un unico Sole, la Trinità divinamente fa risplendere la sua luce e custodisce le nostre anime.

I profeti ti annunziarono come arca di santità, incensiere d’oro, candelabro e mensa su cui è posto il pane e noi ti inneggiamo come dimora di Dio.

Katavasia. A Cristo Dio, il Figlio ineffabilmente nato dal Padre prima dei secoli e negli ultimi tempi incarnato senza seme dalla Vergine, gridiamo: Tu che innalzasti il nostro corno, santo sei tu, Signore.

Kathisma. Tono 4. Stupì Giuseppe.

Gridalo, o Davide, che cos’è questa festa? Non è per colei che un tempo celebrasti nel libro dei salmi come divina figlia di Dio e vergine, per la quale dicesti: Saranno misticamente condotte al re le vergini, dietro di lei e le sue compagne? Rendi dunque meravigliosa e universale questa festa per quanti acclamano: È giunta a noi la Madre di Dio, origine della salvezza.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Ode 4. Irmòs.

Contemplando l’imperscrutabile consiglio divino della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm esclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Accogliendo oggi la porta invalicabile, la casa di Dio pone fine al culto e all’ombra della Legge, proclamando che la verità veramente è apparsa agli abitanti della terra.

Il monte adombrato che un tempo Avvacùm vide e preannunziò, entrando nei penetrali del tempio è tutto fiorito di virtù e adombra i confini.

Abbiamo visto cose inaspettate, strane e straordinarie su tutta la terra: come la Vergine, ricevendo il cibo da un angelo, ottenga i segni della divina economia.

Apparendo come tempio, reggia e vivente cielo del Re, sei oggi consacrata, sposa di Dio, nel tempio della Legge per venire custodita per lui, o purissima.

Secondo canone. Prevedendo in ispirito.

Profeta Isaia, profetizzalo a noi: chi è questa vergine che concepisce? E’ quella sorta dalla radice di Giuda, dalla stirpe di re Davide, l’illustre frutto di una santa discendenza.

Coro delle vergini, cominciate a cantare, tenendo le vostre lampade in mano, per acclamare la divina Madre al suo ingresso; ora che avanza nel tempio del Signore, celebrate questa festa con noi.

Esultate ora, Gioacchino e Anna, conducendo al Signore come vitella di tre anni la vostra pura figlia, che diverrà Madre di Cristo Dio, re di tutti.

Vero Santo dei santi, gradivi stare in compagnia degli angeli nel tempio santo, dove ricevesti prodigiosamente il pane del cielo, tu che fosti nutrice della vita.

Generando insperatamente la pura senza macchia, piamente Gioacchino e Anna promisero di presentarla a Dio e oggi compiono la promessa, offrendo in sacrificio nella casa di Dio la nata da loro.

Fiorì un tempo la verga di Aronne prefigurando il purissimo parto divino, poiché senza seme concepisti e dopo il parto apparisti Vergine intatta, allattando come bimbo il Dio di tutti.

Piamente, vergini e voi, madri, affrettate il passo verso la Vergine Madre per celebrare gioiosamente con noi, in colei che nacque, il santuario senza macchia, in colei che concepì, l’offerta fatta a Dio.

Glorifichiamo il Dio di verità nell’unica natura e nella Trinità di ipòstasi, colui che gli angeli e gli arcangeli cantano nei loro cori come Re del creato e noi fedeli senza sosta adoriamolo.

Prega senza indugio il Figlio e Dio che concepisti nella carne, Vergine pura, perché tutti i tuoi servi siano al riparo dalle trame dei demòni e da ogni tentazione.

Katavasìa. Virgulto dalla radice di Iesse e fiore che da essa procede, o Cristo, dalla Vergine germogliasti, dal boscoso monte adombrato, o lodato: sei venuto incarnato da una Vergine ignara d’uomo, tu, immateriale e Dio. Gloria alla tua potenza, Signore.

Ode 5. Irmòs.

Sbigottisce l’universo per il tuo augusto ingresso: poiché tu, Vergine ignara di nozze, penetrasti all’interno del tempio di Dio, come purissimo tempio e concedi la pace a tutti i tuoi cantori.

Santuario glorioso e sacra offerta, la Vergine purissima, riposta oggi nel tempio di Dio, qui è custodita, come egli solo sa, per divenire dimora del Re dell’universo, unico nostro Dio.

Vedendo un tempo la bellezza della tua anima, o purissima, Zaccaria con fede esclamava: Tu sei tu il riscatto, tu sei la gioia di tutti, tu sei il nostro ritorno dall’esilio, tu per cui l’incircoscrivibile si mostrerà a me circoscritto.

Oh, le tue meraviglie sovraintellettuali, o purissima! Straordinaria è la tua nascita, straordinario il modo della tua crescita; straordinario e prodigioso tutto ciò che ti riguarda o sposa di Dio, inesplicabile per i mortali.

Lampada dalle molte luci, sposa di Dio, oggi rifulgi nella casa del Signore e ci rischiari con le tue auguste grazie, le grazie delle tue meraviglie, o Madre di Dio pura e celebratissima.

Secondo canone. Fa’ levare il giorno.

Portiamo le lampade accorrendo insieme, ortodossi tutti e glorificando la Madre di Dio, poiché oggi è presentata al Signore come offerta gradita.

I progenitori oggi gioiscano e si allieti la tua genitrice con tuo padre, poiché il loro frutto è presentato al Signore.

La gloriosa e pura agnella dai molti nomi, che generò nella carne l’Agnello divino, con inni festeggiamo tutti con fede.

I divini simboli delle nozze e del tuo concepimento oltre intelletto, pura Vergine, oggi nel santo Spirito sono trascritti nella santa casa di Dio.

S’aprano i propilei della divina gloria e accolgano la Madre non sposata del nostro Dio come pura vitella di tre anni.

Cantiamo il santo monte ombroso, la Madre sempre vergine di Dio, poiché irraggiò la luce ai confini.

Adoriamo l’unica divinità eterna e suprema delle tre ipòstasi e glorifichiamo la natura indivisibile e la gloria condivisa.

Come rifugio inespugnabile e porto di pace abbiamo la tua intercessione, Madre di Dio, venendo sempre liberati da prove, pericoli e afflizioni.

Katavasìa. Dio della pace, Padre delle misericordie, tu ci hai inviato l’angelo del tuo gran consiglio per donarci pace; guidati dunque alla luce della conoscenza di Dio, vegliando sin dai primi albori, noi ti glorifichiamo, amico degli uomini.

Ode 6. Irmòs.

Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi che avete senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.

Colui che tutto porta con il verbo, esaudì la preghiera dei giusti: liberandoli dal male della sterilità nella sua amorosa compassione, donò loro la causa della gioia.

Volendo far conoscere alle genti la sua salvezza, il Signore ha preso ora di tra gli uomini l’ignara di nozze come segno di riconciliazione e rigenerazione.

Come casa della grazia, in cui sono riposti i tesori dell’ineffabile economia di Dio, o purissima, nel tempio hai avuto parte al puro gaudio.

Ricevendoti come diadema regale, o sposa di Dio, il tempio risplendeva tutto e si ritirava di fronte a ciò che lo superava, vedendo in te il compimento di ciò che era stato predetto.

Secondo canone. Imitando Giona profeta.

Festeggiamo questa solennità spirituale, celebrando piamente, fedeli, la Madre di Dio, che veramente è più santa degli spiriti celesti.

Con inni spirituali cantiamo, fedeli, la Madre della luce, che oggi davanti a noi avanza nel tempio di Dio.

L’agnella senza difetto, la colomba senza macchia fu presentata al tempio del Signore per rimanervi e diventare la purissima Madre di Dio.

Nel tempio della legge, il tempio di Dio fa il suo ingresso, celeste dimora da cui la luce divina rifulse sulle nostre tenebre.

Infante secondo la carne, adulta per lo spirito, l’arca santa è penetrata nel tempio del Signore per godere della divina grazia.

Con le tue preghiere libera da molteplici tentazioni e pericoli spirituali noi, che a te accorriamo, o inneggiatissima Madre di Cristo Dio.

Padre, Figlio, Spirito di verità, unica e indivisa Trinità trisipostatica, abbi pietà di noi che adoriamo il tuo divino potere.

Colui che nulla può contenere, trovando rifugio, o Madre, nel tuo grembo, da te uscì uomo e Dio, nelle sue due nature.

Katavasìa. Accolto nei suoi visceri Giona, il mostro lo rigettò come neonato dal grembo: così il Verbo dimorò nella Vergine prendendo carne e uscendo la custodì incorrotta, preservando la verginità di colei che lo aveva concepito.

Kontàkion.

Tono 4. Tu che volontariamente.

Il purissimo tempio del Salvatore, il talamo preziosissimo e verginale, il tesoro sacro della gloria di Dio, è oggi introdotto nella casa del Signore, portandovi, insieme, la grazia del divino Spirito; e gli angeli di Dio a lei inneggiano: Costei è celeste dimora.

Ikos.

Vedendo manifestata e chiaramente compiuta nella Vergine la grazia dei divini e ineffabili misteri di Dio, io mi rallegro, mentre sono incapace di comprendere il modo straordinario e inesprimibile per cui la Purissima sola è stata eletta al di sopra di tutto il creato visibile e intelligibile. Volendo dunque celebrarla, intelletto e parola sono paralizzati dallo stupore; tuttavia mi faccio ardito per proclamarla e magnificarla: Costei è celeste dimora.

Sinassario.

Il 21 di questo mese memoria dell’Ingresso al tempio della Madre di Dio.

Stichi. All’interno del tempio Gabriele nutre te, Fanciulla. Manca poco al momento in cui ti dirà: Salve. Il 21 Maria viene condotta nel tempio.

Per l’intercessione della Madre di Dio, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli di senno divino non adorarono la creatura in luogo del Creatore, ma calpestando con coraggio la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: Celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ecco, oggi è rifulsa ai confini una gioiosa primavera, che ci allieta con la grazia anima, mente e intelletto: oggi è la solennità della Theotòkos, diamoci dunque a mistica allegrezza.

Cielo e terra, schiere degli angeli e noi, folle dei mortali e tutto l’universo scortiamo oggi la Regina Madre acclamando: È introdotta nel tempio la gioia e la redenzione.

La Legge della lettera è passata, è venuta meno come un’ombra e hanno brillato i raggi della grazia, quando fosti introdotta nel tempio di Dio, Vergine Madre pura, sempre benedetta.

Sono sottomessi a tuo Figlio, o purissima, come al loro Creatore e Dio, il cielo e la terra e le regioni sotterranee; e ogni lingua mortale confessa che si è manifestato Signore, il Salvatore delle nostre anime.

Secondo canone. La fornace, Salvatore.

Cantiamo oggi in coro, o amici della festa, la pura Vergine, celebrando giustamente Anna e Gioacchino.

Profetizza, tu che parli nello Spirito: al tuo seguito, madre del Re, vergini saranno condotte nel tempio.

Trasalirono di gioia gli angeli nel cielo, gli spiriti dei giusti si allietarono quando la Madre di Dio fu condotta nel santuario.

Con il corpo e lo spirito fu rapita Maria purissima, restando nel tempio del Signore come sacro vaso.

Ricevendo il pane dal cielo, cresceva in sapienza e grazia, colei che secondo la carne doveva diventare la Madre del Salvatore.

Sapientemente i tuoi genitori ti condussero al tempio, o Vergine, perché crescessi al suo interno per diventare dimora di Cristo nostro Dio.

Glorifichiamo la Trinità indivisibile, cantiamo la divinità unica, Padre, Figlio e santo Spirito.

Supplica il Sovrano che partoristi, compassionevole per natura, affinchè salvi, o Madre di Dio, le anime dei tuoi cantori.

Katavasìa. I fanciulli allevati nella pietà, disprezzando un empio comando, non si lasciarono atterrire dalla minaccia del fuoco, ma stando tra le fiamme cantavano: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Acrostico alfabetico. Irmòs.

Ascolta, Vergine giovinetta pura: dica Gabriele il disegno antico e veritiero dell’Altissimo; apprèstati ad accogliere Dio, perché grazie a te l’immenso abiterà con i mortali; perciò gioioso grido: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Conducendo un tempo alla casa di Dio il tempio senza macchia, Anna con fede disse al sacerdote a gran voce: Accogli la figlia che anche a me da Dio è stata data, introducila nel tempio del tuo Creatore e a lui canta gioioso: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Disse un tempo Zaccaria in Spirito guardando Anna: Tu conduci la vera madre della vita, colei che i profeti di Dio chiaramente preannunziarono come Madre di Dio; e come potrà il tempio contenerla? Perciò stupito grido: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Io mi ero presentata supplice a Dio, gli rispose Anna, chiedendo a lui con fiduciosa preghiera di ricevere il frutto delle mie doglie, promettendo di offrire dopo il parto l’infante a chi lo aveva dato; perciò tripudiando grido: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Questa è veramente opera secondo la Legge, le disse il sacerdote; e tuttavia io comprendo che qui tutto è straordinario, perché vedo colei che è condotta alla casa di Dio superare prodigiosamente in grazia il Santo dei santi; perciò gioioso grido: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Sono riconfortata da ciò che dici, gli rispose Anna: poiché tu, comprendendo ciò grazie allo Spirito di Dio, chiaramente hai proclamato il mistero della Vergine; accogli dunque nel tempio del tuo Creatore colei che è senza macchia e gioioso a lui canta: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Gridò il sacerdote: Una torcia luminosa si è accesa per noi e fa rifulgere nel tempio gioia immensa; si allietino insieme le anime dei profeti, vedendo i prodigi che si compiono nella casa di Dio e gridino ora: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Secondo canone. Il Signore e Creatore.

Oggi Gioacchino splende di gioia e Anna offre al Signore, come sacrificio al nostro Dio, secondo la sua promessa, la santa fanciulla che Dio le ha donato.

Fieramente il santo Davide e Iesse con Giuda sono glorificati, poichè dalla loro stirpe è sorta questa fanciulla, che deve generare il Dio anteriore ai secoli.

Maria, purissima e vivente dimora è presentata oggi nella casa di Dio e dalle sue mani, come tesoro di santità, Zaccaria la riceve per il Signore.

Come porta di salvezza, monte dello spirito e scala animata, fedeli, veneriamo colei che i sacerdoti hanno benedetto con le loro mani, poiché veramente è Vergine e Madre di Dio.

Con i profeti e gli apostoli di Dio, con i martiri di Cristo, con gli angeli nel cielo, noi tutti uomini, quaggiù veneriamo con inni la Vergine senza macchia, Madre benedetta dell’Altissimo.

I tuoi genitori, secondo Dio, vennero a presentarti al tempio come pura offerta, Vergine senza macchia e lì vivesti in modo prodigioso, preparandoti nel santuario, perché il Verbo trovasse in te la sua sede.

Cantiamo in coro il trisagio, Padre Figlio e santo Spirito, Divinità unica, Trinità indivisibile che tiene in mano tutto il creato per tutti i secoli.

Il Verbo senza principio ebbe inizio nella carne, partorito secondo la sua benevolenza, come uomo e Dio da una Vergine per ricrearci, dopo la caduta di un tempo, per la sua immensa compassione.

Katavasìa. La fornace stillante rugiada prefigurò il prodigio soprannaturale: come non poté infatti bruciare i fanciulli, così il fuoco della divinità dimorò nel grembo della Vergine senza consumarla; perciò inneggiando cantiamo: Tutto il creato benedica il Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Ode 9. Acrostico alfabetico antistrofico.

Megalinario. Gli angeli, vedendo l’ingresso della purissima, stupivano: Come dunque la Vergine è entrata nel Santo dei santi?

Irmòs. Come tempio vivente, arca di Dio, mai accada che mano di profani la tocchi, ma le labbra dei fedeli, cantando senza sosta alla Madre di Dio le parole dell’angelo, gridino esultanti: Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.

Megalinario. Gli angeli, vedendo l’ingresso della purissima, stupivano: Come dunque la Vergine è entrata nel Santo dei santi?

Poiché l’incontaminata bellezza della tua anima è fulgidissima e sei colma della celeste grazia di Dio, tu, pura Theotòkos, sempre illumini d’eterna luce quanti lieti gridano: Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.

Megalinario. Gli angeli, vedendo l’ingresso della purissima, stupivano: Come dunque la Vergine è entrata nel Santo dei santi?

Madre di Dio pura, il tuo prodigio supera la forza delle parole: poiché io vedo in te un corpo superiore ad ogni comprensione, inaccessibile a flusso di peccato; perciò, grato, a te grido: Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.

Megalinario. Angeli e uomini, onoriamo tutti l’ingresso al tempio della Vergine, perché con gloria è entrata nel Santo dei santi.

Meravigliosamente, o pura, la Legge ti prefigurò come tenda e urna divina, come singolare arca, velo e verga, tempio indissolubile e porta di Dio e ci insegna così a gridare: Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.

Megalinario. Gli angeli, vedendo l’ingresso della purissima, stupivano: Come dunque la Vergine è entrata nel Santo dei santi?

Con i suoi canti Davide in anticipo ti celebrava, chiamandoti figlia del re, vedendoti stare alla destra di Dio, avvolta come in veste variegata dalla bellezza delle virtù e profetando gridava: Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.

Megalinario. Angeli tripudiate con i santi; vergini, unitevi in coro, poiché è entrata la divina fanciulla nel Santo dei santi.

Vedendoti profeticamente Salomone come colei che avrebbe accolto Dio, ti chiamò con parole enigmatiche porta del Re, vivente fonte sigillata, o Madre di Dio, da cui è sgorgata l’acqua limpida per noi, che con fede gridiamo: Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.

Megalinario. Angeli e uomini, magnifichiamo la Vergine con inni, perché in modo degno di Dio è entrata nel Santo dei santi.

O Madre di Dio, possa tu concedere alla mia anima il dono della tua serenità, facendo scaturire vita per quelli che, com’è giusto, ti onorano, tu che ci circondi di cure, ci proteggi e ci custodisci, affinché gridiamo: Vergine pura, veramente tu sei elevata al di sopra di ogni creatura.

Secondo canone. La nube luminosa.

Megalinario. Magnifica, anima mia, colei che fu offerta nel tempio del Signore e che i sacerdoti hanno benedetto con le loro mani.

Dai giusti Gioacchino e Anna è sorto il frutto della promessa, Maria, divina fanciulla e come soave incenso, nella sua tenera età, è portata nel santuario di Dio per abitare come santa il Santo dei santi.

Megalinario. Magnifica, anima mia, colei che fu offerta nel tempio del Signore e che i sacerdoti hanno benedetto con le loro mani.

Celebriamo con inni colei che per natura è infante, ma che presto, crescendo, si rivelerà a noi Madre di Dio, poiché oggi al Signore, come profumo dal soave aroma è portata nel tempio della legge dai giusti come offerta spirituale.

Megalinario. Magnifica, anima mia, colei che fu offerta nel tempio del Signore e che i sacerdoti hanno benedetto con le loro mani.

Alla Theotòkos offriamo il saluto angelico, fedeli, gridando: Salve, graziosa Fidanzata, nube splendente di luce, da cui il Signore è rifulso su noi che eravamo seduti nelle tenebre dell’errore; salve, nostra speranza.

Megalinario. Magnifica, anima mia, colei che fu offerta nel tempio del Signore e che i sacerdoti hanno benedetto con le loro mani.

Tutto il creato con l’angelo Gabriele canta alla Madre di Dio l’inno di cui è degna: Salve, Madre pura, per cui fummo liberati dall’antica maledizione per prendere parte all’immortalità.

Megalinario. Magnifica, anima mia, colei che fu offerta nel tempio del Signore e che i sacerdoti hanno benedetto con le loro mani.

Più santa di tutti i santi, Madre di Dio Maria, per le tue preghiere liberaci dai lacci del nemico; dall’errore e dall’afflizione salva noi tuoi servi, che con fede veneriamo la tua sacra icona.

Megalinario. Magnifica, anima mia, colei che fu offerta nel tempio del Signore e che i sacerdoti hanno benedetto con le loro mani.

Ti rivelasti superiore ai cherubini, al di sopra dei Serafini e più vasta di cieli, o Vergine, poiché il tuo grembo contenne l’Incontenibile e generò il nostro Dio: imploralo sempre per noi.

Gloria.

Megalinario. Magnifica, anima mia, la potenza della Divinità trisipostatica e indivisibile.

In tre ipòstasi glorifichiamo la Monade indivisibile, senza sosta cantata nell’unica divinità sulla terra come in cielo e piamente adoriamo la Trinità indivisa, Padre, Figlio e Santo Spirito.

E ora.

Megalinario. Magnifica, anima mia, colei che è più venerabile e gloriosa di tutti gli eserciti superni.

Rifugiandoci nella tua misericordia, noi fedeli e adorando con fede tuo Figlio, Vergine Madre di Dio, come Re e Dio, ti supplichiamo: pregalo di salvarci dai pericoli e da ogni tentazione.

Katavasìa. Vedo un mistero strano e portentoso: cielo, la grotta, trono di cherubini la Vergine e la greppia spazio in cui è venne posto a giacere Cristo, Dio incontenibile, che noi inneggiamo e magnifichiamo.

Exapostilarion. Udite, donne.

Colei che un tempo l’assemblea dei profeti preannunziò come urna, verga, tavola della Legge e monte non tagliato, Maria, divina fanciulla, con fede celebriamo: perché oggi è introdotta nel Santo dei santi per esservi allevata per il Signore (3).

Alle lodi sostiamo allo stico 4 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Vergini recanti lampade, facendo lietamente strada alla sempre Vergine, realmente profetizzano in spirito ciò che avverrà: la Madre di Dio, che è tempio di Dio, con gloria verginale è introdotta nel tempio, ancora bambina.

La Madre di Dio realmente si è rivelata al mondo frutto glorioso di santa promessa, poiché è elevata al di sopra di tutte le cose; piamente condotta nella casa di Dio, dà compimento alla preghiera dei genitori, custodita dal divino Spirito.

Nutrita fedelmente con pane celeste nel tempio del Signore, tu generasti al mondo il Verbo, pane di vita, o Vergine: come suo tempio eletto e purissimo, fosti misticamente fidanzata allo Spirito, sposata a Dio Padre.

Si apra la porta del tempio che ospita Dio, perché oggi Gioacchino, prendendo gloriosamente con sé il tempio e trono del Re dell’universo, qui lo offre, consacrando al Signore colei che da lui è stata scelta come Madre sua.

Gloria. E ora. Tono 2. Del Maestro Leone.

Oggi è condotta al tempio la Vergine purissima per divenire dimora di Dio, Re dell’universo, che nutre tutta la nostra vita. Oggi la purissima dimora consacrata, come vitella di tre anni, è introdotta nel Santo dei santi; a lei acclamiamo come l’angelo: Salve, sola benedetta fra le donne.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Alla Liturgia i Typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.

Antifona 1.

Stico. Grande è il Signore e degno di somma lode, nella città del nostro Dio, sul suo monte santo.

Per le preghiere della Madre di Dio.

Stico. Cose gloriose si dicono te, città di Dio.

Per le preghiere della Madre di Dio.

Stico. Dio si fa conoscere nei suoi palazzi.

Per le preghiere della Madre di Dio

Stico. Come avevamo udito, così abbiamo visto.

Per le preghiere della Madre di Dio.

Antifona 2.

Stico. Il Signore ha santificato la sua dimora.

Salva, Figlio di Dio.

Stico. Santità e magnificenza nel suo santuario.

Salva, Figlio di Dio.

Stico. Questa è la porta del Signore, i giusti entreranno per essa.

Salva, Figlio di Dio.

Stico. Santo il tuo tempio, mirabile nella giustizia.

Salva, Figlio di Dio.

Antifona 3.

Stico. I ricchi del popolo della terra imploreranno il tuo volto.

Tono 4.

Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio pubblicamente la Vergine si mostra e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.

Stico. Tutta la gloria di lei, la figlia del re, è nell’intimo: avvolta in abiti con frange d’oro, variamente adornata.

Stico. Saranno condotte al re le vergini del suo seguito.

Kinonikòn. Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia.