16 Novembre
Memoria del santo glorioso apostolo ed evangelista Matteo.
Al Mattutino
Apolytìkion. Tono 3.
Santo apostolo ed evangelista Matteo, prega il Dio misericordioso perché conceda alle nostre anime la remissione delle colpe.
Dopo la sticologia recitiamo i canoni dall’Oktòichos e questo dell’apostolo. Poema di Teofane.
Ode 1. Tono 4. Irmòs.
Aprirò la mia bocca e si riempirà di spirito e pronuncerò un discorso alla Regina Madre; mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.
Concedimi in abbondanza la grazia che sta in te, illustre Matteo, servo di Cristo, affinché canti lietamente con splendore i tuoi prodigi.
Trascurasti del tutto la confusione delle cose terrene, quando ascoltasti la voce del Verbo incarnato e divenisti, o beato, dispensatore di grazie e predicatore ispirato.
Avendo visto con i tuoi stessi occhi, o apostolo, il Verbo del Padre eterno, ne divenisti eccellente servitore e percorresti il mondo per annunziare a tutti i popoli il vangelo della sua venuta.
Theotokìon. Annunziasti l’abolizione della morte, la fine della corruzione e la rivelazione della vita, poiché, ospitato in grembo vergine, l’Infinito riplasmò il mondo.
Ode 3. Irmòs.
Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno della tua divina memoria rendili degni di corone di gloria.
O Verbo di Dio, hai reso i tuoi apostoli luminari della vita che cacciano le tenebre degli atei e illuminano con la tua gloria divina, o Signore, tutto il mondo.
Proteggendo con la tua armatura, o Salvatore, l’eccellente apostolo Matteo, lo rendesti più forte dei tiranni, Signore filantropo, permettendogli di mettere fine alla menzogna degli idoli.
Il suono della tua ignea lingua bruciò le steli dei demoni, o Matteo, strumento divino del Paràclito con cui Cristo Verbo enipostàtico è predicato.
Theotokìon. Matteo, tromba dai divini pensieri, facendo echeggiare l’insegnamento divino, effuse sui popoli il vivo bagliore della Trinità, rivelando anche a loro, Vergine pura, l’incarnazione in te del Verbo.
Kathisma. Tono 1. I soldati a guardia.
Scrisse il primo vangelo di Cristo rischiarando tutto il creato, il sapientissimo Matteo ed è venerato ora con sacre melodie come eccelso iniziato di Cristo, ottenendo remissione delle colpe a tutti quelli che con affetto lo onorano.
Gloria. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Rinunziando alla tua ricchezza di pubblicano per amare Cristo, come amico della pietà, rifulgesti nel mondo come luminare, santo apostolo Matteo, divenendo discepolo di Cristo e araldo della fede; oggi riuniti, onoriamo dovutamente e festeggiamo con fede la tua memoria cantando: Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
E ora. Theotokìon.
Cantiamo la nuova arca e porta del cielo, il santo monte, la nube luminosa, la scala celeste, la liberazione di Eva, il paradiso mistico e immenso tesoro dell’universo; poiché in lei si compì la salvezza, il mondo fu liberato dal debito antico; perciò a lei gridiamo: prega Cristo nostro Dio di donare remissione delle colpe a quanti venerano con fede il nato da te.
Ode 4 . Irmòs.
L’ineffabile progetto divino della tua incarnazione verginale, o Dio altissimo, il profeta Avvacùm comprese e gridò: Gloria alla tua potenza, Signore.
Imparando dal tuo Verbo enipostàtico, il tuo discepolo, divino veggente, o Dio, pose fine alla sapienza del mondo gridando a te a gran voce: Gloria alla tua potenza, Signore.
Avendoti detto beato il Cristo stesso, quale elogio potremmo aggiungere noi? Nessun mortale riesce a esprimere con le sue parole la grazia che in te fiorì, o ammirabile teologo.
Avendo osservato la tua purezza, l’integrità del tuo spirito, l’Altissimo ti pose in alto sul candeliere come lampada per illuminare le tenebre.
Theotokìon. Rialzasti, o benedetta, la natura umiliata dei mortali, concependo in modo soprannaturale la forza dell’Altissimo, come insegnò Matteo, o Madre castissima.
Ode 5. Irmòs.
Sbigottisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, portasti in seno il Dio che tutto domina e partoristi il Figlio oltre il tempo che concede salvezza a tutti i suoi cantori.
O discepolo che ricevesti la grazia del santissimo Spirito, fosti dimora di Dio, insegnando divinamente la luce della sua conoscenza e fosti incaricato di scrivere l’insegnamento di Cristo, come testimone oculare scelto da lui.
La tua lingua divenne stilo del Paràclito che procura la divina redenzione a chi ne riconosce la signoria e innesta nelle anime dei sapienti la scienza celeste, o illustrissimo Matteo.
Risplendente del potere delle guarigioni e dei prodigi, Cristo ti inviò nel mondo per calpestare la forza dei demòni ed effondere la luce sulle anime dei fedeli, che ti cantano come araldo della pace.
Theotokìon. Vergine rimase colei che partorì verginalmente il Figlio intemporale, che rivestì la natura umana per salvarla dalla corruzione con la sua passione corporea, come insegna l’apostolo divino.
Ode 6. Irmòs.
Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso l’inondazione di molti peccati, ma tu, che sei Dio, riconduci dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Come ti seguì, il pubblicano di un tempo, l’eccellente discepolo Matteo, fu trasformato in evangelista dal tuo sovrano potere, o Dio onnipotente.
Grazie alle parole del tuo Vangelo da cui le anime sono nutrite, la moltitudine delle genti viene guidata alla vetta delle virtù, beato apostolo Matteo.
Nelle sue reti divinamente intrecciate il santo discepolo Matteo pesca l’insieme dei credenti, guidati senza sosta alla tua conoscenza, o Benefattore
Theotokìon. Il tuo parto verginale del Creatore dell’universo senza seme, né corruzione, o Purissima, è descritto dall’evangelista Matteo.
Kontàkion. Tono 4. Tu che volontariamente.
Gettato via il giogo del banco di pubblicano ti sei sottoposto al giogo della giustizia e sei divenuto ottimo mercante, che si è acquistato come ricchezza la sapienza dall’alto: perciò predicasti il Verbo della verità e svegliasti le anime degli indolenti descrivendo l’ora del giudizio.
Ikos.
La tirannide del nemico non si sazia di farmi violenza e rapisce dalla mia anima tutto il seme, o Matteo, amico di Cristo; ma tu che desti il seme delle tue preghiere, fallo fruttare a tuo servizio e rendimi tuo piccolissimo cantore e narratore delle tue molte e grandi opere belle e del tuo rapporto con Cristo: di come tu, lasciando subito tutto, abbia seguito con ardore colui che ti chiamò e sia divenuto il primo evangelista nel mondo, descrivendo l’ora del giudizio.
Sinassario
Il 16 di questo mese memoria del santo apostolo ed evangelista Matteo.
Stichi. Tu salvi anche i pubblicani, mio Dio; Gesù, ti rendo grazie, gridava Matteo, sopportando il martirio nella fornace ardente. L’infaticabile apostolo fu bruciato il sedici.
Per le sue preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura al posto del Creatore, ma calpestata con coraggio la minaccia del fuoco cantavano gioiosi: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Eri l’impronta del riflesso primordiale come discepolo raggiante dei raggi divini di colui al quale, o Matteo, tu cantavi: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Come ministro del Verbo, o beato, nelle dimore divine in cui risiede ti collocò, secondo la sua promessa, il Cristo Signore dei nostri padri, unico Dio e re dell’universo.
I mali sono respinti e la moltitudine dei demòni è allontanata dai carismi del divino Spirito, di cui sei provvisto, o Matteo e che ti permettono di cantare: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
Theotokìon. Nel tuo racconto divino, o apostolo, descrivesti la celebratissima Vergine, che partorì il Creatore dell’universo, al quale tutti cantiamo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Irmòs.
Il parto della Madre di Dio, allora prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora che si è attuato convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Divinizzato per la sua costante attrazione verso di te, Matteo divenne per adozione ciò che tu sei per natura, o Sovrano, trascinando tutta la terra a cantarti: Opere tutte, benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.
Come fulmine nell’ecumène il Verbo inviò il teologo che scaccia le tenebra e illumina le genti coi dogmi della teologia, cantando: Opere tutte, benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.
Con parola e mente pura ti fu concesso di conversare con Dio; trionfando sulla materia, ti avvicinasti a lui per unirti a lui e cantare: Opere tutte, benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.
Theotokìon. Per il bene della stirpe umana il Verbo si degnò di prender corpo e il Signore varcò la porta della verginità rivelandoti Madre di Dio; perciò gridiamo: Opere tutte, benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.
Ode 9. Irmòs.
Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: salve, beatissima Madre di Dio pura, sempre Vergine.
Ricevesti il diadema divino dal mistico splendore; insignito dalla mano dell’Onnipotente della corona del regno, rifulgesti nel suo regno con gli angeli presso il trono di Cristo, o beato apostolo Matteo.
Trovasti l’albero della vita, o araldo del Dio vivente, predicando con gioia la venuta in questo mondo della vita; l’albero della scienza non turbò il tuo spirito e rimanesti incrollabile e solido fondamento della Chiesa, o beato.
Ornasti col tuo Vangelo come di un diadema, o beato, la Chiesa, sposa di Cristo, che oggi con gioia festeggia la tua santa memoria; prega il Signore di salvarla da ogni disgrazia e da pericoli funesti.
Theotokìon. Senza lasciare il seno del Padre eterno, il Verbo senza principio, nostro Dio, come scrisse Matteo nel suo Vangelo, s’incarnò da te, Vergine lodatissima, rivestendo tutta la natura degli umani, assumendone i caratteri.
Exapostilarion. Nel sacro Spirito.
Respinto sapientemente il giogo del banco della gabella, seguisti Cristo, o Matteo di senno divino; ricalcando mirabilmente le sue orme, hai ora parte al suo regno, sei associato a lui nella gloria e iniziato alle realtà ineffabili.
Theotokìon.
Solleva nell’intercessione, Vergine Madre di Dio, le santissime mani con cui portasti il Creatore, supplicando per noi, affinché ci liberi da ogni tentazione dei demòni e ci conceda, o castissima, di ottenere i beni futuri.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia 4 stichi, ripetendo il primo.
Tono 4. Hai dato come segno.
Rifulgesti, o apostolo, luminoso come sole per i raggi dello Spirito e rischiarasti tutta l’ecumène, o beato, con la conoscenza di Dio e fugasti la tenebra del politeismo, o Matteo sapientissimo, perciò oggi celebriamo la tua luminosissima e solennissima festa come fonte di santificazione (2).
Assiso sulle vette della conoscenza di Dio, o apostolo, ricevesti il raggio dello Spirito, che ti apparve in forma di fuoco e con lingua di fuoco perfettamente bruciasti tutta la selva politeista dell’empietà; perciò ti onoriamo come apostolo e portavoce di Dio, celebrando oggi la tua santa festa.
Tuonasti, o sapientissimo, sacri e salvifici insegnamenti nell’ecumène e purificasti tutto il creato dalla mania degli idoli, o Matteo e illuminasti le genti con gli splendori del vangelo e, abbattendo con la grazia i templi degli idoli, edificasti chiese a lode di Dio.
Gloria. Tono pl. 4.
Applaudiamo oggi con canti, o fedeli, nella memoria del venerabile apostolo ed evangelista Matteo; egli infatti, gettato il giogo e l’oro del banco della gabella, seguì Cristo e divenne divino araldo del vangelo: perciò, come dice il profeta, per tutta la terra uscì la sua voce ed egli prega per la salvezza delle nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia i Typikà e le odi 3 e 6 del canone.
Apostolo ai Romani. Fratelli, dice la scrittura: Chiunque crede nel Signore non sarà confuso. Vedi martedi della quarta settimana.
Vangelo secondo Matteo. In quel tempo passando Gesù vide un uomo seduto. Vedi sabato della quinta settimana.
Kinonikòn. Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole. Alliluia.

