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15 Novembre

Memoria dei santi martiri e confessori Guria, Samonà e Abibo.

Al Mattutino

Apolytíkion. Tono pl. 1.

Tu che ci hai donato, o Cristo Dio, i prodigi dei tuoi santi martiri come muro inespugnabile, per le loro suppliche disperdi i disegni delle genti e rafforza gli scettri del regno, perché tu solo sei buono e amico degli uomini.

Dopo la solita sticologia del salterio si leggono i canoni dell’Oktòichos e questo dei santi. Acrostico: Io voglio lodare i tre confessori unanimi.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek. 

Confessando come unico Dio la Trinità, o santi martiri, vi fu facile disperdere l’instabile nebbia del politeismo, o astri luminosi sorti dall’oriente.

I tre confessori fulgidamente illuminati dalla grazia della Trinità sovrana dileguarono l’errore del politeismo con la salda resistenza che opposero.

Rendendovi figli adottivi, l’unico Figlio per natura vi comunicò per misericordia l’eredità che il Padre gli ha concesso, illustri martiri coregnanti con lui.

Theotokìon. Tu, Santissima, sei la dimora della Sapienza superiore a ogni sapere; nelle tue caste viscere egli poté costruire la propria casa per la salvezza delle nostre anime.

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa, e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

I confessori e servi di Cristo consegnarono volontariamente i loro corpi al supplizio dei flagelli.

Pregate, o santi, perché siano liberati dai pensieri impuri i fedeli che cantano le vostre sacre lotte.

I santi martiri, sopportando con pazienza di essere appesi, serbarono irreprensibilmente la confessione della fede.

Theotokìon. Colui che discese nel tuo grembo, lo rese fonte di guarigioni: guarisci dunque la mia anima, pura Madre di Dio.

Kathisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Annunciando la fede nella Trinità santa, o sapienti, rovesciaste con coraggio, come campioni della fede, l’inganno politeista degli idoli e salvaste dal pericolo mortale la fanciulla rinchiusa viva in una tomba, che vi proclamava beati.

Gloria. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Protetti come da armatura dalla croce di Cristo, abbatteste la forza dei tiranni, denunciando l’empietà degli idoli, coraggiosi campioni della fede, predicando con tutto il cuore la Trinità divina; perciò avendo lottato secondo le regole e avendo trionfato, riceveste la meritata corona. Vittoriosi martiri, pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti con affetto festeggiano la vostra santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e tutti nutre, l’Artefice del creato. Perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe nel giorno in cui dovrò presentarmi al mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o lodatissima.

Oppure stavrotheotokìon.

Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore, il redentore, l’agnella piangendo gridava e amaramente esclamava: esulta il mondo, perché riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione che subisci per la tua compassione, o Dio più che buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: Muoviti a compassione di noi, Vergine e dona remissione delle colpe a quanti con fede venerano la sua passione.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, Sole di giustizia, elevato sulla Croce, la Chiesa dal suo posto sinceramente acclamava: gloria alla tua potenza, Signore.

Torturati senza pietà in mezzo a molti supplizi, gli atleti mostrarono a tutti la loro fermezza e gridarono ad una sola voce: Gloria alla tua potenza, Signore.

Con il loro triplice splendore gli incoronati, di numero pari alla Trinità, illuminano quanti ora festeggiano la loro santa memoria e procurano a tutti le guarigioni.

Accorriamo piamente alla luminosa urna dei martiri, poiché fa sgorgare le guarigioni sui fedeli che acclamano: Gloria alla tua potenza, Signore.

Confessando ad alta voce l’opera divina della salvezza, mistero superiore al nostro spirito, i sapienti confessori rovesciarono ogni ateismo.

Theotokìon. Ineffabilmente concepisti, o Vergine e anche dopo il parto serbasti la verginità: grande il mistero del tuo concepimento, incontaminata Madre sempre vergine.

Ode 5. Irmòs.

Signore, sei venuto come luce in questo mondo, luce santa che trae dalla cupa ignoranza quanti con fede t’inneggiano.

I difensori della fede, raggianti per lo splendore delle loro lotte, disprezzarono l’audacia impotente dei tiranni.

I prodigi dei martiri si sono diffusi ai confini dell’ecumène, consolidando la fede di tutti.

Avendo ricevuto in terra buona i buoni semi della grazia, i martiri, con l’amore per la fatica, li coltivarono in abbondanza.

Theotokìon. Il solo Buono che tiene nella mano l’universo, Genitrice di Dio, nell’oceano della sua bontà si degnò di essere tenuto fra le tue braccia.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Secondo le regole vi rivelaste buoni soldati, temperanti in ogni cosa e per aver custodito la fede otteneste la corona della giustizia divina.

Avvacùm fu portato in alto un tempo per ordine del Signore; e grazie a voi, divini confessori, la fanciulla tiranneggiata fu resa a sua madre.

Risplende di prodigi l’urna dei martiri: fa sgorgare guarigioni sui fedeli che l’avvicinano ammirando le loro imprese.

Theotokìon. Avendo trovato tra le spine te sola come giglio purissimo, come fiore nella valle, Genitrice di Dio, il Verbo tuo Sposo, dimorò nel tuo grembo.

Kontàkion.

Tono 2. Cercando le cose dell’alto.

Ricevuta la grazia dall’alto, o sapienti, voi difendete chi è nella prova, o degni di ogni lode; per questo avete liberato una fanciulla da amara morte, o santi: realmente voi siete la gloria di Edessa e la gioia del mondo.

Ikos.

Liberami dalla schiavitù del nemico, Gesù vivificante, lasciandoti commuovere dalle suppliche dei tuoi atleti, affinché, con anima e corpo liberi dalla servitù delle passioni, celebri il loro sollecito aiuto: essi infatti, togliendola tempestivamente dalla tomba, strapparono alla morte la fanciulla che gridava e che la madre affidò ai martiri, acclamando: Realmente voi siete la gloria di Edessa e la gioia del mondo.

Sinassario.

Il 15 di questo mese memoria dei santi martiri e confessori Guria, Samonà e Abibo.

Stichi. Samonà e Guria si piegano sotto la spada, Abibo si offre in olocausto al Signore. Sopportando con gioia tanto il ferro quanto il fuoco, il quindici, tre amici confessano il Dio trino.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Kyntrianòs, vescovo di Seleucia e memoria dei pii imperatori Giustino e Teodora e di san Tommaso patriarca di Costantinopoli.

Stichi. Lasciando la vita limitata Tommaso trovò giustamente la vita senza fine.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Elpidio, Marcello, Eustochio e dei loro compagni.

Stichi. La speranza delle ricompense, Elpidio, ti permise di sopportare il fuoco con due amici.

Lo stesso giorno memoria del santo martire Demetrio.

Stichi. Sottoposto al taglio delle mani, Demetrio esulta con le folle degli atleti del Signore.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i figli di Abramo, accesi dalla loro pietà più che dall’ardore delle fiamme, acclamarono: Sei benedetto, Signore, nel tempio della tua gloria.

Colui che nella fornace liberò i figli di Abramo, come misericordioso, salvò la fanciulla straniera da una morte orribile per l’intercessione dei suoi servi.

Fu punito per la sua crudele barbarie il maledetto scellerato, che dovette render conto di tutti i suoi misfatti secondo il tuo giusto giudizio, o Verbo, Sapienza e Potenza di Dio.

Fortificata dalla sua speranza in voi, illustri santi, la fanciulla rinchiusa nel sepolcro con i morti non fu delusa nella sua attesa, acclamando: Signore mio Dio, tu sei benedetto.

Theotokìon. Come specchio nuovo riverberante la luce, accogliesti il fulgore dell’irradiamento divino, o Vergine: Benedetta sei tu fra le donne, Sovrana purissima.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

La splendente e universale festa dei martiri di Cristo su noi oggi è sorta cingendo di grazia e gioia spirituali i fedeli che accorrono acclamando: Opere tutte, benedite il Signore.

I confessori della tua divinità, Signore, agevolmente annientarono ogni ateismo senza temere le minacce dei tiranni, ma gridando con forza: Opere tutte, benedite il Signore.

I sapientissimi confessori, difensori del dogma divino, respinsero le falangi nemiche quando, morti di spada, riportarono sapientemente una vittoria paradossale: cadendo, infatti, vinsero gli avversari.

Theotokìon. O Maria, sposa divina, partoristi Cristo, la cui unica ipòstasi lega l’umanità alla divinità, in due nature realmente unite in modo inconcepibile; perciò ti benediciamo.

Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Seguendo le divine parole del Salvatore, mirabili confessori, raggianti di gioia, avete preso la sua croce sulle vostre spalle, seguendo le tracce dei suoi passi vivificanti.

Con gioia i valenti confessori, giunti alla luce totale della Trinità santa, ricevettero il premio delle loro lotte, degni di stare con le schiere incorporee.

Non più in uno specchio ora contemplate la speranza dei beati, ma riflettete la luce della realtà, o celebratissimi incoronati, che confessaste il Salvatore.

Apparendo saggiamente in numero pari alla Trinità divinissima, divini confessori, foste illuminati dal suo splendore, come suoi lottatori degni della vita incorrotta.

Theotokìon. Volendo scendere nella nostra carne, il Verbo che ordinò l’universo, elesse in te la sua dimora, avendoti trovata sola più santa di tutti i santi, o Vergine e davvero ti rese sua divina Madre.

Exapostilarion. Udite, donne.

Come un tempo, o santi, salvaste da amara morte una fanciulla gettata in una tomba e consegnaste alla morte l’iniquo goto, liberate ora anche me dalle mie indomabili passioni, affinché festeggi con gioia la vostra luminosa memoria.

Theotokìon.

Dio incircoscrivibile, che con la divinità tutto colma, da te ineffabilmente s’incarnò, o Vergine, riparando, per compassione, la trasgressione di Adamo divenendo nuovo Adamo: supplicalo per noi come Figlio tuo, o Madre di Dio.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.