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13 Novembre

Memoria del nostro santo padre Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli.

Al Mattutino

Apolytíkion. Tono pl. 4. Autòmelo.

La grazia della tua bocca, che come torcia rifulse, illuminò tutta la terra, depose nel mondo tesori di generosità e ci mostrò la sublimità dell’umiltà. Mentre dunque ammaestri con le tue parole, padre Giovanni Crisostomo, prega il Verbo, Cristo Dio, di salvare le nostre anime.

Theotokìon.

Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, il tuo amore per gli uomini: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Appresa dall’alto la sapienza, hai fatto risplendere per tutti, come oro in una fornace, la grazia avuta da Dio, dei tuoi discorsi e annunziasti la santa Triade e Monade, saettando con le tue parole dardi contro l’inganno avido di denaro; avendo dunque per zelo rimproverato l’imperatrice, fosti ingiustamente allontanato dal tuo gregge, o beato Giovanni Crisostomo: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. Lo stesso tropario.

E ora. Theotokìon.

Previeni, o Madre di Dio, con la tua fervida intercessione, la mia povera anima, o Vergine: nella tempesta delle tentazioni della vita sta ora affondando come senza pilota, o purissima, visibilmente sovraccarica per il peso dei peccati e in rischio di cadere nelle profondità dell’ade; salvala, offrendole il porto tranquillo, perché con fede a te gridi: prega Cristo Dio di donarmi la remissione delle colpe, perché per il tuo servo sei tu la speranza.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 3. La confessione della fede divina.

Divino strumento della Chiesa, inviolabile ricchezza della pietà ti rivelasti, gerarca Crisostomo, rischiarando la tua vita con l’impassibilità, riversando la misericordia su chi prega; padre santo, supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.

Gloria. Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Ammaestrati da lui, onoriamo, o fedeli, com’è nostro dovere, il pascolo delle parole delle Scritture divinamente ispirate, colui che ci guida alla conversione, colui che sopportò svariate tentazioni, il Crisostomo: egli infatti prega il Signore d’aver misericordia delle nostre anime.

E ora. Theotokìon, stessa melodia.

Di te ci è noto, o pura sempre Vergine, lo straordinario prodigio del concepimento e il modo ineffabile del parto; sbalordisce il mio intelletto e rende attonito il mio pensiero, Madre di Dio, la tua gloria, che a salvezza delle nostre anime su tutti si dispiega.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono 4. Sei apparso oggi.

Irrigata dalle tue auree parole, la Chiesa abbevera tutti con rivi aurei e cura le malattie di quelli che ti celebrano, o beatissimo Crisostomo.

Gloria. Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Né l’ostilità ingiusta del sinodo, né l’odio dell’insensata Augusta, spensero, o padre, le virtù che erano in te; ma, saggiato come l’oro dal fuoco delle prove, senza sosta supplichi la Trinità santissima, per la quale lottasti, fervente nello spirito.

E ora. Theotokìon.

Mostra al tuo servo la tua sollecita protezione, l’aiuto e la misericordia che offri; placa, o pura, i marosi dei pensieri vani e risolleva la mia anima caduta, o Madre di Dio: perché lo so, o Vergine, lo so che tu puoi tutto quanto vuoi.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon. Tono 4.

La mia bocca parlerà sapienza e la meditazione del mio cuore intelligenza.

Stico. Ascoltate questo, genti tutte, porgete orecchio voi tutti che abitate il mondo.

Ogni spirito e il vangelo secondo Giovanni (10,1-9).

Disse il Signore ai giudei venuti da lui: In verità, in verità vi dico, chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei. Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Salmo 50.

Gloria. Tono 2.

Esultano oggi nello spirito le folle dei gerarchi, festeggiando con noi la tua memoria, santo gerarca Crisostomo, luminare della Chiesa.

E ora. Per l’intercessione della Madre di Dio. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono pl. 2.

È stata effusa la grazia sulle tue labbra, padre santo e sei divenuto pastore della Chiesa di Cristo, per insegnare alle pecore razionali a credere nella Trinità consustanziale in unica natura divina.

Il canone della Madre di Dio con gli irmì su sei tropari per ode e quello del santo, su otto tropari complessivi.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

Attraverso l’umido elemento come terra asciutta, fuggendo all’oppressione egizia, l’israelita acclamava: Cantiamo al nostro Redentore e Dio.

Stretto da molte tentazioni in te mi rifugio cercando salvezza; o Madre del Verbo e Vergine, da ogni sciagura e disgrazia salvami.

Assalti di passioni mi sconvolgono riempiendo di grande scoraggiamento la mia anima; metti in me pace, o Vergine, con la serena quiete del tuo Figlio e Dio.

Supplico te, o Vergine, che partoristi il Salvatore e Dio, di scamparmi dalle sciagure; in te rifugiandomi anima e mente a te protendo.

Concedimi la tua visita divina e prestami le cure che sai dare, o sola Madre di Dio, tu che sei buona e hai generato il Buono, perché io sono malato nell’anima e nel corpo.

Canone del santo. Acrostico: Canto te, bocca aurea dello Spirito. Di Teofane.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

La verga di Mosè che operava prodigi inabissò un tempo il faraone alla testa dei suoi carri, percuotendo il mare in forma di croce e dividendolo, mentre salvò Israele fuggiasco che passava a piedi asciutti, intonando un inno a Dio.

Divenuto, o Crisostomo, ferventissimo predicatore della penitenza, prega Dio che mi converta con tutto il cuore e per la tua compassione supplicalo di guarire le ferite delle mie trasgressioni passate.

Ricevendo tutto lo splendore dello Spirito santo, o padre beato, ti rivelasti guida della Chiesa, colonna di fuoco, nube luminosa che copre con la sua ombra tutte le classi di ortodossi.

Promosso dottore da Cristo, hai fatto zampillare in abbondanza, con la tua lingua d’oro e la sapienza del tuo pensiero, i divini insegnamenti; eri infatti fiume di Dio colmo d’acque dello Spirito, o Crisostomo, rivelatore di Dio.

Theotokìon. Vergine da Dio colmata di quella grazia con cui fu ricamata la veste di broccato, quando nel suo ineffabile amore il Verbo del Padre si fece carne, tu lo partoristi, Madre benedetta, oltre comprensione e serbando la tua verginità intatta.

Katavasìa. Aprirò la mia bocca e si riempirà di spirito e pronuncerò un discorso alla Regina Madre; mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.

Della Madre di Dio. Ode 3. Irmòs.

O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo amico degli uomini.

Prendo te come difesa e protezione della mia vita, Madre di Dio Vergine; guidami tu al tuo porto, o causa di ogni bene, sostegno dei fedeli, sola lodatissima.

Ti prego, Vergine, dissolvi il turbamento della mia anima e il turbine dello scoraggiamento; tu infatti, o sposa di Dio, hai generato il Cristo, l’autore della serena quiete, o sola purissima.

Tu che hai partorito la causa dei beni, il Benefattore, fa scaturire per tutti la ricchezza dei benefici; tutto tu puoi poiché hai portato in seno il Cristo, potente nella sua forza, o Beata in Dio.

Provato da penosissime malattie e malsane passioni, o Vergine, aiutami tu: io ti so infatti perenne e inesauribile tesoro di guarigioni, o purissima.

Del santo. Tu che in principio.

Avendo fatto di Cristo il tesoro del tuo spirito per la purezza della tua vita, Crisostomo, gerarca ispirato, istruisti gli uomini sulla loro salvezza con i salvifici insegnamenti di cui fosti l’artefice.

Acquisito l’inviolabile tesoro dello Spirito e attingendo dalle fonti della salvezza l’inesauribile marea dei tuoi insegnamenti, ne irrigasti tutta la Chiesa, padre santo.

Il terreno incolto delle anime, col sapiente lavoro delle tue parole, o Crisostomo, l’hai dissodato rendendolo fecondo di irrigui frutti celesti.

Theotokìon. Nessuna macchia e nessuna sozzura in te: eri invece dimora di virtù celesti, la cui suprema santità, Vergine purissima, ti rese la loro sede.

Katavasìa. Quale sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno della tua divina memoria rendili degni di corone di gloria.

Kàthisma.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Attinto al tesoro mistico dell’ineffabile sapienza con la tua divina contemplazione, accumulasti per tutti i fedeli i flutti della fede ortodossa che rallegrano divinamente il cuore dei fedeli, ma annegano giustamente le false dottrine; così ti rivelasti doppiamente, con le tue lotte per la fede, invincibile campione della Trinità; Giovanni Crisostomo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ricordandoti, anima mia, la fornace ardente della geenna, i gemiti e i pianti che vi si sentono, l’amara e triste separazione dall’eredità e dalla chiesa dei santi, trema e gemi; affrettati, con le tue lacrime di compunzione a cancellare il conto dei tuoi molti debiti, prendendo come intrepida collaboratrice la sola pura, che procura la remissione dei peccati a quanti la glorificano, secondo la fede ortodossa, come Madre di Dio.

Della Madre di Dio. Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, le tue opere ho considerato e ho dato gloria alla tua divinità.

Tu che hai generato il nocchiero, il Signore, placa il tumulto delle mie passioni e le violente ondate delle mie cadute, o sposa di Dio.

Concedi a me che t’invoco l’abisso della tua amorosa compassione, tu che generasti il compassionevole, il Salvatore di tutti coloro che t’inneggiano.

Godendo dei tuoi doni, o purissima, a te intoniamo un inno di grazie, riconoscendoti Madre di Dio.

Noi che abbiamo te quale sola speranza, sostegno e saldo baluardo di salvezza, o lodatissima, da ogni difficoltà veniamo liberati.

Del santo. Tu sei il mio vigore.

Sei successore degli apostoli, araldo della celeste iniziazione, interprete divino dei misteri più alti, beatissimo Giovanni Crisostomo, che Cristo, provvidenza universale, nella sua bontà ci ha donato.

Veneriamo Giovanni dal verbo d’oro: rischiara tutti i fedeli con i raggi dorati del suo splendido insegnamento, rallegra il mondo col chiarore della sua luminosa lingua, che fa sorgere la grazia di Dio.

Divenuto tutto dimora di Dio, apparisti tutto organo dello Spirito, suonando con ogni virtù, la melodia divinamente ispirata e rivelando la causa della salvezza e la bellezza del regno dei cieli, beatissimo Giovanni Crisostomo.

Predicasti la misericordia di Dio, esponendone le vie del pentimento; insegnasti alla perfezione, beato padre, la fuga dal male e componesti, venerabile Giovanni, un trattato che ci esorta a progredire nelle opere di bene.

Theotokìon. Dopo Dio, sei tu la nostra protettrice; poiché tu sei la Madre del Dio che ci plasmò e formò, che assunse la nostra natura per salvarla dalla corruzione e dalla morte e glorificarla con gloria nei cieli.

Katavasìa. Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero, è venuto su nube leggera con la sua forza immacolata e ha salvato quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Della Madre di Dio. Ode 5. Irmòs.

Illuminaci con i tuoi precetti, Signore e col tuo braccio alzato donaci la tua pace, o amico degli uomini.

Colma di letizia il mio cuore, o Pura, donando la tua limpida gioia, tu che hai dato alla luce la causa della letizia.

Scampa tutti noi dai pericoli, pura Madre di Dio, tu che hai partorito l’eterna redenzione, la pace che supera ogni intelletto.

Dissolvi la nebbia delle colpe, o sposa di Dio, con la gran luce del tuo splendore: tu hai partorito la Luce divina ed eterna.

Sana, o Pura, l’infermità delle mie passioni, degnandomi della tua visita e, con la tua intercessione, concedimi la salute.

Del santo. Perché mi hai respinto.

In te riconosciamo unanimi la fiaccola luminosa della Chiesa, poiché salvi le anime strappandole all’abisso mortale, per condurle verso la vita eterna, beato padre degnissimo dei nostri canti.

Distruggesti l’armata degli eretici, protetto dalle armi della fede, fortificando il tuo coraggio, padre santo; e nella gioia raduni i cuori degli ortodossi, unendoli con il legame dello Spirito.

Le tue guance furono coppe colme d’aromi divini e la tua bocca rallegrò l’universo con la bellezza dei tuoi discorsi e i profumi spirituali che i tuoi pensieri stillarono per i tuoi discepoli.

Theotokìon. Come colei che concepì il Signore e Autore del creato, tutte le generazioni ti dicono beata, Vergine pura e gli angeli incorporei ti glorificano come Madre di Dio.

Katavasìa. Sbigottisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, hai portato in seno il Dio che su tutti domina e hai partorito il Figlio che è oltre il tempo e che concede salvezza a tutti quelli che ti cantano.

Della Madre di Dio. Ode 6. Irmòs.

Effondo la mia supplica al Signore e a lui espongo le mie tribolazioni perché è colma di mali l’anima mia e la mia vita è vicina agli inferi; come Giona prego: O Dio, fammi risalire dalla corruzione.

Supplica, o Vergine, il tuo Figlio e Dio di liberarmi dalla malvagità dei nemici, lui che, dando se stesso alla morte, ha salvato dalla morte e dalla corruzione la mia natura stretta dalla corruzione e dalla morte.

Ti so patrona della mia vita, o Vergine e difesa sicurissima che disperde la turba delle tentazioni e respinge l’assalto dei demoni; e sempre ti prego di strapparmi alla corruzione delle mie passioni.

Ti abbiamo come muraglia di rifugio e sollecita salvezza delle anime, quale nostro sollievo nelle angustie e alla tua luce, o Vergine, sempre esultiamo. O Sovrana, salvaci anche ora dai pericoli e dalle passioni.

Giaccio a letto malato e non v’è sanità nella mia carne; tu dunque che hai generato il Dio e Salvatore del mondo, il liberatore dalle malattie, o buona, risollevami dalle infermità che mi distruggono.

Del santo. Siimi propizio.

Arricchisti il mondo di sapienza spirituale, ricco dispensatore della parola, poiché il tesoro della grazia fu sparso sulle tue labbra, o Giovanni.

Come luce il tuo messaggio si diffuse per tutta la terra; come tromba dal suono gioioso risuonò la potenza delle tue parole sino ai confini del mondo.

Cingendo il mantello delle virtù che il cielo ti aveva tessuto e rivestito dello splendore delle tue parole, sostenesti nobilmente la verità, o beatissimo.

Theotokìon. L’Amico degli uomini, che sostiene con la sua forza onnipotente tutto l’universo, nascendo da te, rivestì la debolezza della carne, Vergine purissima, perché gli uomini godano dei suoi benefici.

Katavasìa. Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi che avete senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.

Kontàkion. Tono pl. 2. Compiuta l’economia.

Dai cieli hai ricevuto la divina grazia e con le tue labbra ammaestri tutti ad adorare l’unico Dio nella Trinità; Giovanni Crisostomo, santo beatissimo, noi, com’è degno, ti celebriamo: tu sei infatti nostro maestro, perché ci manifesti le realtà divine.

Ikos.

Piego il ginocchio al Creatore di tutto, tendo le mani al Verbo anteriore ai secoli, cercando il dono della parola, per celebrare il santo, che egli stesso ha magnificato; dice infatti al profeta colui che vive per i secoli: Glorificherò quanti con fede mi glorificano. Colui dunque che un tempo innalzò Samuele, ha ora glorificato il gerarca: egli infatti presentò al Re il talento affidatogli dopo averlo ben trafficato; perciò lo ha sovresaltato il sovrasostanziale e io, indegno, chiedo mi sia data una parola per poterlo piamente celebrare. Di tutte le regioni della terra egli è infatti maestro, perché ci manifesta le realtà divine.

Sinassario.

Il 13 di questo mese memoria del nostro santo padre Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli.

Stichi. Chiudendo le labbra, Giovanni, bocca d’oro, ci lascia un’altra bocca che parla con i suoi libri. La tua memoria nei nostri cuori, o Crisostomo, non dorme: il tredici cantiamo i tesori che tu consegni.

Per l’intercessione del santo dall’aurea eloquenza, o Cristo Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.

Memoria del santo neomartire Damasceno, martirizzato a Costantinopoli nel 1681.

Della Madre di Dio. Ode 7. Irmòs.

Un tempo a Babilonia i fanciulli, giunti dalla Giudea, per la fede nella Trinità, calpestarono la fiamma nella fornace salmeggiando: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Quando volesti disporre la nostra salvezza, o Salvatore, nel grembo della Vergine stabilisti la tua dimora nel mondo e costituisti lei protettrice. O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

O Madre, implora l’amante della misericordia da te generato di liberare dalle colpe e dalle contaminazioni dell’anima quanti con fede acclamano: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Tu hai reso colei che ti ha generato tesoro di salvezza, fonte d’incorruttela, torre sicura e porta della conversione per quanti acclamano: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Degnati, o Genitrice di Dio, di guarire le infermità del corpo e le malattie dell’anima di quanti con amore vengono alla tua divina protezione, tu che per noi partoristi il Cristo protettore.

Del santo. Il fuoco ebbe paura.

Iniziato all’abisso di bontà, all’insondabile misericordia di Dio, hai dato garanzia di salvezza a quanti con tutta l’anima si convertono e cantano al Signore: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Con i tuoi insegnamenti, Crisostomo, dirigi ogni mente e sani i mali delle anime, nella tua bontà; canti lietamente con i corridori: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Fosti esaltato, essendo ministro eletto, santo, innocente dell’Altissimo, rivestito chiaramente di giustizia, beato e lieto gridi: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Concepisti il Signore Dio, dominatore dell’universo, che volle salvare la stirpe umana dalla corruzione mortale, al quale gridiamo dicendo, o Vergine pura: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Katavasìa. I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura al posto del Creatore, ma calpestata coraggiosamente la minaccia del fuoco cantavano gioiosi: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Della Madre di Dio. Ode 8. Irmòs.

Celebrate e sovraesaltate per tutti i secoli il Re dei cieli, celebrato dalle potenze angeliche.

Non trascurare quanti chiedono il tuo aiuto, celebrandoti ed esaltandoti nei secoli, Vergine fanciulla.

Tu effondi abbondanza di guarigioni su chi t’inneggia con fede, o Vergine, celebrando il tuo parto ineffabile.

Tu guarisci i mali della mia anima e i dolori della carne, affinché io glorifichi te, Vergine piena di grazia.

Tu allontani gli assalti delle tentazioni e l’irrompere delle nostre passioni, o Vergine: per questo ti inneggiamo per tutti i secoli.

Del santo. Follemente il tiranno.

Quanti meditiamo i tuoi discorsi, Crisostomo, scopriamo il sacro della teologia e cogliamo ogni guadagno dei beni e fughiamo il danno della malizia; divenisti infatti comune mediatore di salvezza gridando: Esaltate Cristo nei secoli.

Implora per noi il Signore, Crisostomo, usando il tuo credito presso di lui e il tuo affetto misericordioso e filantropico; te infatti al Salvatore mandiamo con fede, come mediatore, protettore e fervidissimo intercessore, divino gerarca, beatissimo Giovanni.

Mostrasti resistenza giovanile e inflessibile coraggio di pensiero davanti a iniqui imperatori, difendendo con ardore gli oppressi, facendoti padre degli orfani, delle vedove e dei poveri, per amore e gridando: Esaltate Cristo nei secoli.

Theotokìon. Con simboli e figure, immagini e vari enigmi i profeti un tempo rivelarono, o Vergine, il tuo parto, prodigio oltre natura; perciò noi mortali ti cantiamo piamente esaltando Cristo per tutti i secoli.

Katavasìa. Il parto della Madre di Dio, allora prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora che si è attuato convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Della Madre di Dio. Ode 9. Irmòs.

Realmente, Madre di Dio, da te salvati, noi ti celebriamo, o Vergine pura ed insieme con i cori degli incorporei ti magnifichiamo.

Non distogliere lo sguardo dalle mie lacrime che scorrono, tu che generasti, o Vergine, il Cristo che ha asciugato ogni lacrima da ogni volto.

Colma il mio cuore di gioia, o Vergine, tu che hai accolto la pienezza della gioia dissolvendo la tristezza del peccato.

Sii porto e difesa, o Vergine, di quanti in te si rifugiano, salda fortezza, riparo, protezione ed esultanza.

Dissolvendo la densa tenebra dell’ignoranza, illumina, o Vergine, con i raggi della tua luce, quanti piamente ti proclamano Madre di Dio.

Risanami, o Vergine, umiliato come sono in un luogo di sofferenza, quello dell’infermità e fammi passare dalla debolezza al vigore.

Del santo. Per questo sbigottisce.

Gustando, padre, la vita vera per cui lottasti con tutte le forze sulla terra, rendendoti mirabile per la vita angelica, acquisendo la lingua di Cristo e la bocca serena, supplica, o ispirato, per la salvezza di quanti con fede in modo speciale ti dicono beato.

Le tue parole, o beatissimo, parole di vita, che procurano la vita eterna: perché Cristo ti rese fonte zampillante e fiume che riversa flutti di divini insegnamenti, vero torrente di delizie e ruscello di remissione, fulgido araldo della penitenza.

Divenisti, o gerarca, fulgidissimo mediatore tra Dio e gli uomini: apparisti infatti luminare della pietà divinamente risplendente e ci metti innanzi la divina misericordia: perciò, con tutto il cuore, degnamente ora ti magnifichiamo, o tu dall’aurea parola.

Theotokìon. Pura e glorificata Madre di Dio, salva quanti con affetto ti cantano, dissolvendo, compassionevole, la turba delle tentazioni: tu infatti, poiché hai generato Dio, quanto vuoi compiere, lo fai e lo puoi senza impedimento, o Vergine: per questo tutti ti magnifichiamo.

Katavasìa. Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra festa dell’ingresso al tempio della Madre di Dio e acclami: salve, beatissima, Madre di Dio pura, sempre Vergine.

Exapostilarion. Nel sacro Spirito.

Per le tue auree parole splende e rifulge la Chiesa di Cristo, padre Crisostomo; gioiscono le anime dei fedeli celebrando la tua santissima memoria: apparisti infatti a tutti guida di salvezza e araldo della penitenza.

Un altro. Udite, donne.

Il predicatore della penitenza dalla gran voce, il tesoro dei poveri, la bocca aurea e dolce della Chiesa, la chiarezza delle Scritture, il sapientissimo Giovanni celebriamo tutti, perché da lui siamo confermati.

Theotokìon.

Vergine purissima, mia Signora e Sovrana, supplica il Figlio tuo, con il glorioso Crisostomo, di libera da ogni prova quanti a te cantano e di far degni tutti dei beni eterni: perché tu puoi ciò che vuoi.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Effondendosi più chiari dell’oro i tuoi sacri insegnamenti, arricchiscono, sapientissimo Crisostomo, le menti povere; scacciano l’oscurità delle pene e l’amaro inverno dell’avarizia; noi dunque dovutamente ti proclamiamo beato e veneriamo come fonte di santità le ceneri delle tue reliquie.

Si celebri oggi il beato Crisostomo, colonna di fuoco, fiume alimentato dai torrenti dei dogmi, celeste intelletto della teologia, bocca tutta d’oro, garante per i peccatori, divino araldo della penitenza, chiarissimo luminare, uomo celeste.

Divenisti sole dalle molte luci rischiarante tutta la terra con i tuoi discorsi, astro fulgidissimo, luminosissima lampada, fiaccola che invita al placidissimo porto della salvezza per grazia quanti sempre sono sbattuti dalla tempesta nel mare del mondo, o Crisostomo dall’aurea eloquenza, intercessore per le nostre anime.

Ingiustamente allontanato dal tuo gregge, padre santo, sperimentasti tribolazioni amare e ripetuto esilio; così divenisti degno di una fine beata, quale nobile atleta che lottò contro l’astutissimo; e Cristo ti incoronò col diadema della vittoria, o Giovanni Crisostomo, intercessore per le nostre anime.

Gloria. Tono pl. 4. Di Anatolio.

Adornasti la Chiesa di Dio con auree sentenze e divini insegnamenti, accumulando in essa una ricchezza spirituale, le tue parole ricevute da Dio; essa dunque, intrecciando con i canti una corona di fiori intatti, la offre per la tua sacra memoria, o Giovanni sapiente in Dio, che tutta aurea hai l’anima, oltre alla lingua; poiché dunque possiedi franchezza, o santo, intercedi per le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Viene dato l’olio santo ai fratelli.

Alla Liturgia i typikà e le odi 3 e 6 del canone.

Apostolo. Fratelli, a noi occorreva un tale sommo sacerdote.

Vangelo. Disse il Signore: Io sono la porta.

Kinonikòn. Il giusto sarà ricordato in eterno. Alliluia.