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9 Novembre

Memoria dei santi martiri Onesiforo e Porfirio e della nostra beata madre Matrona e della beata Teoctista di Lesbo. Memoria anche del nostro padre tra i santi Nettario di Egina, metropolita della Pentapoli.

Al Mattutino

Dopo la consueta sticologia si recitano un canone dall’Oktòichos e questi due dei santi.

Canone dei martiri. Acròstico: Beato, chi ti loda e in questo trova il suo profitto. Giuseppe

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Ti canto, Signore mio Dio, perché hai liberato il tuo popolo dalla servitù degli Egiziani, hai sommerso i carri del faraone e hai sprofondato le sue potenti armate.

Portatore di divino profitto per i fedeli che ti acclamano, o beato, il giorno della tua memoria é arrivato: noi ti preghiamo, ricordati di noi.

Nella fiducia che colmava, o beato, il tuo nobile cuore, non hai tenuto conto dell’ordine insensato, ma nella gioia hai combattuto.

Fortificato dalla potenza del cielo, Onesiforo, tu hai marciato verso i terribili castighi e hai vinto la guerra contro le forze del nemico.

Theotokìon. Hai messo termine alla tirannia della morte, Vergine non sposata, partorendo per il mondo la vita immortale, Cristo nostro redentore.

Canone della beata. Acròstico: Io canto con tutto il cuore la gloria di Matrona. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo un inno.

Tu che sei unita per sempre alle potenze dei cieli, divinizzata dalla tua comunione con Dio, salva con la tua intercessione i fedeli che ti venerano.

Tutta infiammata dall’amore divino, hai estinto con le piogge della temperanza questa fiamma funesta alle anime, il fuoco delle passioni.

Fosti per il tuo Sovrano vaso d’elezione, Matrona, perché con l’ascesi hai purificato il tuo cuore dalle passioni carnali.

Theotokìon. Vergine pura che hai partorito al mondo la salvezza divina, suo richiamo al paradiso, salva con la tua intercessione i fedeli che a te accorrono.

Dei martiri. Ode 3. Irmòs.

L’arco dei potenti si é fiaccato, i deboli hanno acquistato vigore ecco perché il mio cuore si é consolidato nel Signore.

Confessando nello stadio il Verbo uguale al Padre e allo Spirito, i martiri hanno valentemente resistito al diluvio dei tormenti.

I piedi solidamente stabiliti sulla roccia della confessione della fede, martire Onesiforo, non hai tremato sotto i colpi che ti infliggevano gli empi.

Con tutta la tua anima rapita da Cristo che amavi, beato martire, sotto i colpi fosti insensibile al dolore.

Theotokìon. Concedimi la salvezza, o purissima, che desti corpo in modo inesplicabile al Dio Verbo, che per volere divino fa girare il mondo.

Della beata. Tu sei saldezza.

Separando con la verga della fede il mare delle passioni, apristi alle anime che cercano Dio la retta via.

Possedevi dei santi monaci la vita irreprensibile e la purezza esemplare, o venerabile gemma delle monache.

La mortificazione delle funeste voluttà, gloriosa Matrona, rivestisti e per la tua santa vita spogliasti il nemico.

Theotokìon. Nel tuo grembo il Creatore si unì alla carne, Vergine pura, restando ciò che era, per colmare tutti gli uomini dei suoi beni.

Irmòs. Tu sei saldezza di quanti a te accorrono; tu sei luce degli ottenebrati e a te inneggia il mio spirito.

Kathisma. Tono 1. I soldati a guardia.

Infiammati come foste dal fuoco dell’amore divino, non bruciaste a contatto col fuoco materiale, o beati, ma consumaste l’errore e, quando vi trascinarono senza pietà, vittoriosi atleti, avete trovato la gloria eterna raggiungendo la vetta dei cieli.

Gloria. Della beata.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Con virile coraggio ignorando le trappole del nemico, gioiosamente correvi alla vita vera nello spirito; compiuta senza deviazioni la tua corsa, ricevesti da Cristo la grazia dello Spirito, perciò spandi fiumi di guarigioni sui fedeli che glorificano con affetto la tua memoria, illustrissimo vanto delle monache, venerabile Matrona: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Come un tempo l’obolo della vedova ti offro, o Vergine, la lode dovuta e il ringraziamento per i tuoi benefici, poiché tu sei mio soccorso e protezione, sempre mi liberi da tentazioni e da ogni avversità; come da dentro la fornace di fuoco mi salvi dai miei oppressori e con tutto il cuore a te grido: Madre di Dio, vieni in mio aiuto e prega Cristo Dio di donarmi la remissione delle colpe, poiché sei tu la speranza del tuo indegno servo.

Stavrotheotokìon.

Contemplando sulla croce l’Agnello, il pastore, il Redentore, l’agnella piangendo alzava grida: esulta il mondo perchè riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione che tu subisci per le tue viscere di misericordia, o Dio più che buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: muoviti a compassione di noi, Vergine e dona la remissione delle colpe a quanti venerano con fede i suoi patimenti.

Dei martiri. Ode 4. Irmòs.

Salisti sulla croce per amore della tua immagine, Salvatore; le nazioni pagane scomparvero davanti a te, Amico degli uomini, poiché tu sei la mia forza e il mio canto.

Dalla luce che i tuoi dolori fecero risplendere, il martire Onesiforo con il divino Porfirio, furono trascinati con tutto il cuore a unirsi alle tue sofferenze per la fede.

I soldati di Cristo, con animo gioioso e fervente, furono spinti dai tiranni che sui carboni ardenti li stesero entrambi.

Vittoriosi atleti, in puro sacrificio, in perfetta oblazione, con gioia foste immolati al Re del mondo; per questo vi proclamiamo beati.

Le parole ingannevoli che ti rivolsero non riuscirono a perderti, beato Porfirio, che così sapientemente avevi consacrato il tuo essere al Signore.

Theotokìon. Vergine purissima, partoristi il Verbo Dio, quando, per compassione volle somigliare agli uomini incarnandosi.

Della beata. Ho udito, Signore.

Con la pioggia delle tue lacrime, o beata, irrigasti il tuo cuore e per grazia divina hai fatto rendere al centuplo la spiga delle virtù.

Avendo stabilito su Cristo le fondamenta del tuo spirito, ammirabile madre, sei rimasta irremovibile sotto i colpi dei funesti demoni.

Lasciando per la tua forza d’animo il tuo sposo e le preoccupazioni della vita, preferisti il giogo di Cristo e seguisti le orme del Signore.

Theotokìon. Dio si annientò nel tuo grembo, pura Vergine, senza lasciare i cieli: l’incommensurabile si lasciò misurare per cancellare i miei immensi peccati.

Dei martiri. Ode 5. Irmòs.

Signore, sei venuto come la luce in questo mondo, luce santa che sottrae alla cupa ignoranza quanti con fede a te inneggiano.

Le indistruttibili torri della chiesa di Cristo, nella forza dello Spirito, resistettero alle leve dei tormenti.

Stritolaste i simulacri degli idoli insanguinati e vi rivelaste, o martiri, icone di valore e di fede.

Rivestiste divinamente l’uniforme di veri soldati respingendo i tiranni effimeri e con gioia lottaste per la fede.

Theotokìon. Nei limiti della tua carne, o Vergine, dimorò l’infinito rendendoti più vasta dei cieli; per questo ti diciamo beata.

Della beata. Vegliando a te gridiamo.

Svergognasti il perfido nemico, o Matrona, rivestendo l’abito santo e angelico.

In cambio dei beni effimeri, ricevesti quelli eterni e lasciasti tuo marito per lo Sposo immortale, che illumina le nostre anime.

Offrendo al Signore la preghiera della veglia notturna, addormentasti, Matrona, le voluttà corporali.

Theotokìon. Tu che partoristi il Re dei vivi e dei morti, Vergine purissima, mortifica le mie passioni carnali.

Dei martiri. Ode 6. Irmòs.

Sono sprofondato nel fondo dell’oceano e sono stato inghiottito dalla marea dei miei numerosi peccati, ma tu, o Dio misericordioso, strappa dalla fossa la mia vita.

Onesiforo, santo martire, sopportando le pene dei tormenti, terminasti la corsa del martirio e, divenuto vincitore, ricevesti la ricompensa dei cieli.

Uniti uno all’altro dai legami della fede, come valenti atleti, sopportaste d’esser legati e straziati, entrambi, fino alla distruzione del vostro corpo, per unirvi al Signore.

Legati ai cavalli e violentemente straziati secondo la crudele decisione di colui che li giudicò, i martiri illustri del Signore furono degni di giungere al compimento divino.

Theotokìon. Al di fuori delle leggi di natura concepisti, o Vergine, il Legislatore ricreando la nostra natura corrotta: supplicalo dunque di salvare me che sono schiacciato dai miei peccati.

Della beata. Effondo la mia supplica.

Capinera dal bel piumaggio che fai echeggiare nel bosco dell’ascesi il tuo piacevole cinguettio, trascinasti come uccelletti spirituali sante donne nel tuo volo per sfuggire, Matrona, nello spirito alle reti dell’ostile uccellatore.

Avendo dominato la carne e domato le passioni per amore della sapienza e ornando la tua anima di splendidi ornamenti, rivelasti il fascino della tua bellezza, venerabile Matrona, sapiente in Dio.

Sulla terra desiderasti la vita degli angeli, nell’incessante lode di colui che si incarnò dalla Vergine santa per supremo amore verso di noi e fortificò la natura delle donne contro gli inganni del nemico.

Theotokìon. La natura umana fu asservita al peccato, ma tu, Madre di Dio, la salvasti dalla servitù funesta partorendo il Re dell’universo, che ci rivelò, Vergine purissima, gli ingressi alla vita.

Irmòs. Effondo la mia supplica al Signore e a lui annunzio le mie tribolazioni, poiché la mia anima è colma di mali e la mia vita si è avvicinata agli inferi e come Giona grido: dalla corruzione riconducimi, Signore.

Kontàkion. Tono 2. Cercando le cose dell’alto.

La coppia dei martiri, lottando con grande forza, calpestò al suolo la boria del nemico, perché erano illuminati, i gloriosi, dalla grazia della Trinità increata: ed ora con gli angeli presso di lei senza sosta intercedono per tutti noi.

Della santa, stessa melodia.

Consumato il tuo corpo con i digiuni, presa dimora in mezzo a uomini, o Matrona, tutta dedita alla preghiera, hai divinamente servito il Sovrano, per il quale hai tutto abbandonato, portando santamente a termine la tua vita.

Ikos.

Apri la mia bocca, Cristo mio, affinché celebri e narri bellamente le lotte della tua santa, o filantropo: come essa, abbandonando tutto e presa solo dal desiderio di te, suo sposo, abbia considerato corruttibili tutte le cose della terra; e impressa in se stessa l’immagine della croce salvifica, abbia annientato l’arroganza dei demoni e li abbia sino in fondo distrutti, portando santamente a termine la sua vita.

Sinassario

9 Novembre, memoria dei santi martiri Onesiforo e Porfirio.

Stichi. Onesiforo con il suo scudiero Porfirio, trascinati da cavalli, sconfissero l’avversario e, finalmente, nella loro corsa verso Dio, raggiunsero insieme la vetta dei cieli.

Lo stesso giorno, memoria della nostra venerabile Madre Matrona.

Stichi. Per la sua vita in questo mondo, l’illustre Matrona ha meritato nell’altro la corona immortale.

Lo stesso giorno memori della beata Teoctista di Lesvos.

Stichi. Davanti al suo Creatore la vergine Teoctista viene annoverata fra le spose di Dio.

Lo stesso giorno memoria delle sante donne Eustolia e Sopatra.

Stichi. Esulta davanti a Dio, magnifica e splendida negli ornamenti della tua anima, Eustolia. Presso il trono del Padre esulata Sopatra, nell’estasi divina.

Lo stesso giorno memoria di del santo martire Antonio.

Stichi. Gli adoratori del legno uccidono Antonio che venera il divino legno della croce.

Lo stesso giorno i santi Cristoforo e Maura perirono di spada.

Stichi. Per il tuo coraggio l’errore venne messo a morte, o Maura e la spada ha fatto volare al cielo Cristoforo.

Lo stesso giorno si addormentò in pace il nostro beato padre Giovanni il Nano.

Stichi. Poca terra ricopre Giovanni il Nano, che fu grande non per il corpo, ma per le opere.

Lo stesso giorno si addormentò in pace il beato Elladio.

Stichi. Anche lasciando questa vita,tu rimani modello di virtù in vita, o Elladio.

I nostri beati padri teofori Eutimio e Neofito, fondatori del venerabile monastero di Dochiarìu, si addormentarono in pace.

Lo stesso giorno memoria del nostro padre tra i santi Nettario il taumaturgo, metropolita della Pentapoli e fondatore del monastero della santa Trinità nell’isola di Egina.

Per le loro sante intercessioni, o nostro Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amin.

Dei martiri. Ode 7. Irmòs.

A Babilonia un tempo i figli di Abramo calpestarono la fornace di fuoco, acclamando gioiosamente nei loro inni: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Rivelando i nobili sentimenti della tua anima, in presenza dei tiranni, martire Onesiforo, hai confessato il Dio incarnato.

Preferendo l’eterna e divina libertà, hai combattuto col tuo maestro come docile servo, beato Porfirio e ora esulti con lui nei cieli.

Avendo estinto coi flutti del vostro sangue, beati, l’alta fiamma dell’ateismo, avete acclamato: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Per essere degni, santi martiri, dell’immortale gloria dei beati, vi siete sottomessi alla morte beata, astri risplendenti del Sole senza tramonto.

Theotokìon. Dalle tue viscere, Vergine pura, partoristi il Verbo incarnato che volle divinizzare gli uomini che a lui cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Della beata. I fanciulli degli ebrei.

Colomba bellissima, serbasti la castità per Dio, divenendo sterile di passioni, ma arricchendoti di numerosi figli, da salvati, o beata.

Venerabile Matrona, lasciando, per la tua fede in Dio, il mondo con tutto ciò che contiene, ricevesti l’eredità sovrannaturale, come autentico vanto delle monache.

Theotokìon. Facendo cessare la maledizione di Eva, hai concepito in modo inesprimibile e messo al mondo il Dio dell’universo, o Vergine che hai ineffabilmente partorito la salvezza degli uomini.

Dei martiri. Ode 8. Irmòs.

Cristo nostro Dio, inchiodato sulla croce, ne fece per noi uno strumento di salvezza: fanciulli, esaltatelo nei secoli.

Consegnate le vostre membra alla tortura, avete straziato il cuore insensato del nemico, senza che il vostro spirito venisse distrutto, celebri portatori di corone.

Col vostro sangue, o martiri, fu estinto il fuoco dell’ignoranza, ma il cuore e l’anima dei fedeli, irrigati da esso, hanno germogliato la conoscenza di Dio.

Avete varcato, guidati da Cristo, la marea dei terribili castighi per approdare, nell’immortalità, al divino porto del regno dei cieli.

Come braci accese al fuoco del Paràclito, i martiri hanno consumato l’errore del nemico effondendo per il mondo la loro luce.

Theotokìon. O Vergine, come rosa scelta trovata nella valle di questa vita, il Verbo di Dio si è acceso per la tua bellezza e la sua incarnazione ha colmato la terra di profumo.

Della beata. Divenuti per tua grazia.

Avendo adornato la tua anima con la pietà, venerabile Matrona, conducesti a Cristo un coro di vergini che cantavano: opere tutte benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.

Per grazia divina, le piogge dei tuoi sforzi hanno seccato le acque torbide delle passioni e senza fine abbeverano i cuori dei fedeli che accorrono a te; per questo noi ti veneriamo nei secoli.

Avendo preso come armatura la temperanza, non fosti ferita dal pungiglione del piacere, benché vivessi tra gli uomini; e colui da cui Eva ricevette allora un colpo mortale, beata Matrona, lo hai straziato con lo spiedo della castità.

Theotokìon. Ecco, come in Spirito annunziato da Isaia, la Vergine concepì in grembo colui che libera dalle viscere dell’ade noi che cantiamo: Benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.

Irmòs. Divenuti per tua grazia vincitori del tiranno e della fiamma, i fanciulli attaccati con forza ai tuoi comandamenti acclamarono: opere tutte benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.

Dei martiri. Ode 9. Irmòs.

Per la sua colpa e trasgressione Eva instaurò la maledizione; ma tu, Vergine Madre di Dio, per il mondo hai fatto fiorire con il frutto delle tue viscere la benedizione e noi tutti ti magnifichiamo. 

Fortificati dalla potenza del Cristo, i pilastri della fede, nobili diamanti, furono capaci di rovesciare con i loro corpi i nemici incorporei e si rallegrano ora nel cielo con tutti i martiri.

Per il Verbo, come un sacro carro, foste attaccati ai cavalli, divini martiri e con gioia avete ottenuto la vetta dei cieli e ricevuto la ricompensa dei vincitori; per questo vi diciamo beati.

L’illustre borgo di Pankeànon possiede ora i vostri corpi; siete i suoi divini protettori, le medicine che guariscono le infermità fisiche e spirituali dei fedeli che a voi accorrono.

Generosi e vittoriosi martiri Onesiforo e Porfirio, entrambi pregate la santa Trinità, che vi illumina, di concedere ai vostri cantori pace e la liberazione da ogni male.

Theotokìon. Portando tutta la mia umanità, uscendo dalle tue viscere, avanzò come sposo il Signore e tu hai nutrito con il tuo latte colui che nutre tutto il creato, Vergine purissima e benedetta.

Della beata. Ogni orecchio.

Divina colomba dalle ali dorate, gloriosa Matrona, per il bagliore delle tue virtù, leggera hai preso il volo; adesso riposi tra i giusti e i santi, nell’eterna letizia e nell’inesprimibile gioia.

Preferendo il sole sorto nel suo compassionevole amore da una donna, seguisti agevolmente la via bruciante e impervia dell’ascesi, nel quale consumasti i demòni e annientasti le passioni carnali.

La tua sacra memoria è sorta su noi più splendida del sole per rischiarare, venerabile madre, i nostri cuori e pensieri; per il credito che possiedi presso Cristo, ricordati di noi che oggi la celebriamo.

Theotokìon. Vergine che portasti fra le braccia colui che porta l’universo per effetto della sua volontà, mi salvi la tua mediazione dalla mano del nemico: con la tua luce illumina il mio cuore, allontana da me le passioni che mi assalgono impudentemente.

Irmòs. Ogni orecchio fu preso da stupore davanti all’ineffabile condiscendenza di Dio; l’Altissimo infatti volle scendere in un corpo e diventare uomo nel grembo vergine; pura Madre di Dio, noi fedeli ti magnifichiamo. 

Exapostilarion dei martiri. Udite, donne.

Onoriamo i martiri, il grande Onesiforo e il venerabile Porfirio, che rifulsero nella lotta e rischiararono il mondo con gli splendori del martirio: essi pregano per noi che celebriamo con fede la loro memoria.

Della santa. Tu che il cielo con le stelle.

Innalzato tutto il tuo intelletto oltre la relazione con le cose terrene, senza volgerti indietro, Matrona, percorresti la via dei precetti del Salvatore, o donna di mente divina: prega dunque per noi.

Theotokìon.

Con santissime voci i venerabili profeti annunziarono, o Vergine, che tu saresti stata Madre di Dio: conoscendoti dunque come tale, con fede e amore ti celebriamo, o Madre di Dio.

Allo stico, stichirá dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.