Appendice – 9 Novembre
Memoria dei santi martiri Onesiforo e Porfirio e della nostra beata madre Matrona e della beata Teoctista di Lesbo. Memoria anche del nostro padre tra i santi Nettario di Egina, metropolita della Pentapoli.
Al Mattutino
Apolytìkion. Tono 1. Cittadino del deserto.
Il figlio di Silivrìa e protettore di Egina, Nettario, il puro amico della virtù ultimamente apparso, veneriamo, o fedeli, come divino terapeuta di Cristo; egli fa scaturire molteplici guarigioni per quanti cantano con fede: Gloria a Cristo che ti ha glorificato; gloria a colui che per te ha compiuto prodigi; gloria a colui che per te guarisce tutti.
Un altro apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.
Sei vissuto con santità, come gerarca sapiente, glorificando il Signore, con la tua vita virtuosa, o beato Nettario. Perciò glorificato dalla potenza del Paràclito, scacci i demoni e guarisci gli infermi che si accostano piamente alle tue divine reliquie.
E ora. Theotokìon.
Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato in unione senza confusione, Dio che per noi ha volontariamente accettato la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le nostre anime.
Dopo la prima sticologia. Kathisma.
Tono 1. I soldati a guardia.
Splendente come il sole, sei sorto su noi negli ultimi tempi con la tua vita santa, beato Nettario e sollevasti tutti per glorificare e lodare Cristo Sovrano di tutti, che ti glorificò, padre glorioso, con la forza dei prodigi.
Gloria. Uguale.
Abbondanti guarigioni, ogni giorno, come divino dono, prodigiosamente zampillano dalla tua testa preziosa e con il profumo di mirra dello Spirito, misticamente rallegrano quanti piamente con ardente desiderio, accorrono al tuo monastero, o santo.
E ora. Theotokìon.
Il tuo puro corpo partorì il Sovrano di tutti e rimanesti dopo il parto vergine senza nessun mutamento, come eri. Perciò ti magnifichiamo e con la tua fervida intercessione speriamo di salvarci, o Fanciulla.
Dopo la seconda sticologia. Kathisma.
Tono 3. Attonito di fronte.
La purezza della tua vita e la rettitudine dei tuoi modi, o padre, è gradita offerta spirituale al Sovrano, che ti ha reso fonte di guarigioni per i fedeli che accorrono in Egina alle tue sante reliquie, che effondono a tutti i divini celesti profumi.
Gloria. Tono 4. Stupì Giuseppe.
La grazia dei prodigi donata da Dio, sgorgando dalle tue reliquie, o sapientissimo, sorprende veramente la mente dei fedeli. Perciò le folle dei devoti e dei malati accorrono al tuo monastero lodando Cristo, che ti glorificò, o beato e ricevono sotto la tua protezione, o santo, le guarigioni.
E ora. Theotokìon.
Il Creatore di tutti secoli, entrato sovraspiritualmente tutto nel tuo grembo divino, non lasciando mai la dimora del Padre, uscì dal tuo grembo con la doppia natura, o pura: uomo perfetto e Dio perfetto e divinizzò la natura di Adamo e salvò tutto il mondo. Supplicalo, o Genitrice di Dio, di salvare le nostre anime.
Dopo il polyèleos. Kathisma.
Tono pl 4. Ineffabilmente concepita.
Profondo espositore dei dogmi ortodossi, dottore di divini insegnamenti, o beato, illumini divinamente la vita dei fedeli verso l’amore divino e una vita di salvezza. Perciò in Egina, con divina sapienza, edificasti, o beato, il tuo monastero per coltivare, teoforo Nettario, le anime di molte monache che venerano le tue sante reliquie, festeggiando la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Come ricettacolo della manna e divina lampada luminosa, degnamente venne illuminato nella sua anima e nel suo intelletto come operatore di virtù, il divino Nettario. Perciò ti predicò, da vero ortodosso, Vergine e Madre di Cristo, o fanciulla lodatissima. E ora, ricevendo da tuo Figlio la luce, o purissima, con gli angeli glorifica la tua indescrivibile gloria.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
La mia bocca parlerà sapienza e la meditazione del mio cuore intelligenza.
Stico. I tuoi sacerdoti, Signore, si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno.
Ogni spirito e il vangelo secondo Matteo (24, 42-47):
Disse il Signore ai suoi discepoli: Vegliate dunque, perché non conoscete in quale giorno il vostro Signore viene. Questo invece sappiate: se il padrone di casa conoscesse in quale vigilia della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Per questo anche voi tenetevi pronti poiché nell’ora che non credete il Figlio dell’uomo viene. Chi è dunque quel servo fedele e prudente che il Signore ha posto a capo dei suoi domestici, per dar loro nel tempo il cibo? Beato quel servo se il Signore che viene lo troverà a fare così: in verità vi dico che lo costituirà sopra tutti i suoi beni.
Salmo 50. Gloria. Tono 2. Per le intercessioni del gerarca. E ora. Per l’intercessione della Madre di Dio. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono pl. 2.
Oggi il teoforo Nettario, nuovo vanto della Chiesa, terminata la via delle virtù, ha compiuto l’ascesa al cielo e dimorando nella luce con i santi, si delizia apertamente dell’albero della vita, ricevendo le illuminazioni della magnifica gloria e per noi chiede l’esonero dai pericoli, la stabile pace e la grande misericordia.
Di seguito i canoni. Della Madre di Dio per 6 stichi e del santo per 8 stichi.
Canone della Madre di Dio. Acrostico: Di gioia spirituale rendimi degno, o Figlia. Di Gerasimo.
Ode 1. Tono 1. Irmòs.
Un inno di vittoria canteremo tutti glorificando Dio, che ha fatto magnifici prodigi con il suo braccio e ha salvato Israele, poiché si è glorificato.
Tu che partoristi con la tua carne, l’abisso delle grazie, Cristo nostro Dio, dona alle mie labbra la grazia, o purissima, per poter cantare con devozione il tuo splendore.
Suolo non seminato, Vergine rimanesti partorendo senza seme il datore di vita, che ci vivificò dall’antica corruzione e si è glorificato.
Parole mistiche e oracoli dei profeti in te si compirono, purissima Vergine, che partorendo Cristo, compisti la Legge e le cose mai rivelate.
Divinamente inspirato, Isaia profeta parlò di te come una verga fiorita; perché tu, come fiore mistico, incomprensibilmente fioristi Cristo Dio.
Canone del santo. Acrostico: Lode al divino Nettario. Di Gerasimo.
Tono e Irmòs uguali.
Dissolvi con la luce e le intercessioni la tenebre del mio intelletto e dammi parole, o prodigioso Nettario, per lodare con gioia la tua divina memoria.
Negli ultimi tempi sorgesti come sole intramontabile con la luce delle tue opere e diffondesti la luce del Vangelo, o padre, in tutto il mondo.
Seguendo, o Nettario, i passi dei sommi sacerdoti di Cristo di un tempo, con la tua vita pura, ti sei rivestito, o santo, della stessa gloria.
Theotokìon. La natura incontenibile, Cristo creatore di tutti, che nel tuo grembo hai fatto dimorare senza seme, partoristi nella carne, senza mutamento e corruzione, purissima Vergine.
Secondo canone. Acrostico: Dacci il nettare della vita, padre. Di Gerasimo.
Tono 4. Aprirò la mia bocca.
I flutti della grazia dello Spirito ti inondarono per la tua vita pia, o beato Nettario; scaturisti il nettare della grazia e deliziasti le nostre menti con i tuoi doni divini.
Con lode di festa esultando la santa Chiesa ortodossa ti dedica una nuova festa, per la tua santità, svergognando i tuoi nemici.
Abbellendo con l’umiltà la tua vita dalla giovinezza, o beato amante della virtù, apparisti come sincero e mistico sapiente con la tua condotta divina, padre Nettario.
Theotokìon. Dalla Regina di tutti e dalla sempre Vergine, che hai lodato con le tue parole divine, ricevesti resistenza docile e sopportasti coraggiosamente, o santo, gli attacchi delle tentazioni.
Katavasìa. Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.
Ode 3. Irmòs.
Si rafforzi il mio cuore nella tua volontà, o Cristo Dio, tu che sulle acque del cielo hai fondato la terra agendo sulle acque, o Onnipotente (2).
Dimora incontaminata del Verbo, santificazione della divina gloria, cielo spirituale, da cui sorse il sole che non tramonta, Madre di Dio, a te inneggio.
Le leggi della natura abolisti e partoristi, Madre di Dio, senza corruzione e senza dolore, il legislatore e Signore, che diede inizio, nello Spirito, alle nuove leggi di una nuova vita.
Ti rivelasti, Sovrana, pietra tagliata dal monte senza opera d’uomo, eccelso monte spirituale dalle alte cime, da dove si manifestò colui che tocca i monti e fumano, come dice il divino Davide.
Arca della santificazione, sacra propiziazione del compiacimento di Dio, profumato paradiso, a te inneggio con lodi divine, o Vergine e Sovrana.
Del santo. Stesso Irmòs.
Fosti istruito divinamente con l’amore divino dalla tua giovinezza, o padre, per seguire Cristo e da tutte le vanità sapientemente ti allontanasti.
Le parole della tua bocca, o padre, stillano la celeste dolcezza nei cuori ai fedeli che le accolgono e istruiscono le loro menti alle cose buone.
Ornamento nuovo dei gerarchi ti rivelasti, gerarca Nettario, rivestito di vera santità, o beato: per la purezza della tua vita ti celebriamo.
Theotokìon. Adornata dal fulgore della tua verginità, partoristi incomprensibilmente dalla tua carne Dio, o purissima e sciogliesti con il tuo parto il peccato di Eva.
Secondo canone. Come sorgente viva.
Sapientemente imitasti lo stile dei santi e le opere pure, santificando il tuo spirito, in tutta santità, beato Nettario e purificasti il cuore.
Col flusso dell’acqua divina allontanasti la malattia degli alberi e delle piante, Nettario e procurasti la ricchezza della grazia divina agli eginesi, reso prodigioso dal divino Spirito.
Desiderando la vita quieta, edificasti un venerabile monastero in Egina, rivelandoti in esso modello di virtù pratiche per le monache, beato Nettario.
Theotokìon. Come Madre del Dio amico degli uomini, abbi pietà di me, o Fanciulla: ti supplico di guarirmi dal fuoco ardente della mia anima con la rugiada della tua grazia affinché, da te salvato, ti esalti.
Katavasìa. Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno della tua divina memoria falli degni di corone di gloria.
Kathisma. Tono pl. 1. Cantiamo al Verbo.
Apristi la via della virtù divinamente volgendoti alla vita celeste e rivelandoti compagno dei santi, beato Nettario: con loro prega sempre Cristo onnipotente di donare scioglimento delle colpe e salvezza spirituale a chi festeggia la tua memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
La pregiatissima arca e ricettacolo di Dio, la sempre Vergine fanciulla e pura Madre di Dio che ci salvò dall’antica maledizione, cantiamo ed esaltiamo, fedeli, perché partorendo senza nozze il divino Verbo, salvò le nostre anime.
Ode 4. Irmòs.
Prevedendo in Spirito, il profeta Avvacùm, predicò l’incarnazione del Verbo: Quando si avvicineranno i tempi sarai riconosciuto, quando sarà il tempo ti mostrerai, Gloria alla tua potenza, Signore (2).
Cristo Verbo di Dio, che sempre dimora nel seno del Padre, scelse spiritualmente il tuo puro grembo come trono e nel tuo seno si unì tutto intero a me, perciò degnamente di inneggiamo.
Vergine purissima, tu sei la porta rilucente nelle aurore verginali, che vide Ezechiele e da cui passò il Creatore di tutto lasciandola chiusa, o pura, dopo il tuo parto
Come il monte di Dio Sion ti contemplarono giardino sempre verde, letto coperto di porpora; ti chiamarono, secondo la legge, scala alta e realizzasti l’immagine dei simboli, dando corpo al Creatore.
Partoristi senza seme la luce del Padre, che sul monte Sinai parlò nel fuoco e nella nube; nelle tue braccia tieni come bambino, senza bruciarti come il roveto, il Salvatore di tutto il creato.
Del santo. Stesso Irmòs.
Trascorsa la tua vita sulla terra con santità, apparisti in cielo sotto la stessa tenda coi santi, mentre l’urna delle tue reliquie zampilla santità e salvezza per i malati e gli afflitti, o gerarca.
Il tuo beato e puro sacerdozio, o sapientissimo, fu gradito presso Cristo, Creatore di tutti e portasti a lui come sacrificio puro, la tua vita senza macchia. Perciò degnamente ti ha glorificato.
Malattie varie e passioni demoniache la tua santissima testa guarisce prodigiosamente, perché in essa dimora la grazia divina, agendo in molti modi e secondo la fede di ciascuno.
Theotokìon. Dal tuo grembo nacque l’Immateriale che ha preso la nostra immagine; Dio rimase ciò che era e riplasmando Adamo dall’antica maledizione, rese figli di Dio quanti con fede glorificano te come Theotòkos.
Secondo canone. Colui che siede.
L’urna delle tue reliquie effonde l’aroma dello Spirito e il profumo della vita eterna, beato padre Nettario, allietando quanti presso di essa si rifugiano.
Mortificando i desideri del tuo corpo con forte preghiera e continenza, beato Nettario, desti ali alle potenze dell’anima con il divino eros verso gli splendori dello Spirito.
Seguisti con zelo, con la tua severa condotta, il divino pastore di Egina Dionigi, col quale partecipando alla gloria superna, o santo, prega di salvare sempre quest’isola.
Theotokìon. Generando con un corpo l’incorporeo Signore, apparisti piena di grazia; perciò tutti inneggiamo alla tua gloria, Vergine più santa delle potenze incorporee.
Katavasìa. Contemplando l’imperscrutabile divina volontà della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm, acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.
Ode 5. Irmòs.
Dacci la tua pace, Figlio di Dio, perché altro Dio all’infuori di te non conosciamo, il tuo nome proclamiamo, tu sei infatti Dio dei vivi e dei morti (2).
Stupisci con la tua nascita il coro degli angeli e con il tuo parto salvi la natura umana perché senza corruzione partoristi Cristo, che unì quello che era disgiunto, Vergine Santissima.
Guarisci, purissima, l’anima mia, avvelenata dal grande peccato e con la tua grazia guidami alla luce della vita virtuosa, o Fanciulla.
Trovandoti tra i rovi come giglio dal soave odore, il Verbo in te dimorò; dal tuo grembo ricevette la carne colui che prima dei secoli ti prescelse, o pura.
Una veste tremenda fu tessuta dal tuo sangue da colui che dal nulla creò tutto: colui che prima dei secoli ti prescelse, da te s’incarnò, fanciulla purissima.
Del santo. Stesso Irmòs.
Con la sapienza dello Spirito e il Verbo della vita, guidi i cuori dei fedeli alla vita virtuosa come sapiente gerarca del Vangelo, o Nettario.
Indossasti la veste sacerdotale, o sapiente e come divinissimo gerarca e amministratore di divini misteri, la ornasti con le tue opere virtuose.
Saggiamente distinguendoti per intelligenza e quiete, riunisti in Dio vergini beate, guidandole a Cristo con le tue parole e opere, verso una vita santa.
Theotokìon. Con lo splendore della tua luce, Vergine purissima, illumina la mia anima insozzata per le brutture delle passioni e confermami nel timore di Dio.
Secondo canone. Stupisce l’universo.
L’urna delle tue reliquie per la potenza del Paràclito sempre zampilla generose guarigioni, padre Nettario e allontana di continuo spiriti impuri da quanti chiedono la tua grazia.
Concedendo guarigione e liberazione a malati e sofferenti che a te accorrono, fai cessare malattie croniche e spegni le infiammazioni con la rugiada della tua grazia, o padre.
Degno dei padri di un tempo ti rivelasti imitandone la condotta, il divino zelo e le altre virtù, con vera umiltà e distinguendoti per modi sinceri.
Theotokìon. Ornamento di purezza, Vergine castissima, divino vasetto animato di profumi, scrigno della mirra della vita in te versato, aroma di virtù, trasforma la mia anima con una vita di purezza.
Katavasìa. Stupisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, portasti in seno il Dio che tutto domina e partoristi il Figlio oltre il tempo, che concede salvezza a tutti i tuoi cantori.
Ode 6. Irmòs.
Imitando il profeta Giona acclamo; libera la mia vita dalla corruzione, beato e salva me che grido, Salvatore del mondo, Gloria a te (2).
Colui che prima dei secoli come Figlio dal Padre rifulse e, negli ultimi tempi, arrivò dal tuo grembo, divinizzò, Madre di Dio purissima, la natura umana.
Santissima sposa del Padre, Madre incorrotta del Figlio, ti rivelasti veramente, beata tra le donne, purificata dallo Spirito, Vergine purissima.
Tesoro ineffabile di misteri divini e doni celesti, arca dorata ti rivelasti manifestamente, partorendo Cristo, o purissima.
Ti rivelasti laboratorio terribile e luminoso, incontaminato talamo dell’incarnazione di Dio, che prese la nostra carne dal tuo casto grembo, o pura.
Del santo. Stesso Irmòs.
Come nuova stella, negli ultimi tempi, misticamente illuminasti i cuori dei fedeli e accendesti in loro, padre Nettario, il divino desiderio.
Sapientemente vivevi sulla terra persino in giorni infausti, come il sapiente Paolo, con ispirazione divina, Nettario e dal Signore fosti splendidamente glorificato.
Avendo sorretto con sicurezza, nel timore di Dio, il tuo santo monastero, l’hai fatto diventare un porto aperto per la salvezza delle anime, o Nettario.
Theotokìon. Tu che partoristi nel corpo il Creatore di tutti e dissolvesti la maledizione antica, Vergine purissima, salvami dalle tenebre delle mie passioni.
Secondo canone. Celebrando questa divina.
Accogliendo nel tuo cuore il divino nettare della grazia, beato Nettario, portasti alla Chiesa la dolcezza celeste.
Divinamente chiamato fra i gerarchi e fra i maestri, padre Nettario, divinamente sapiente, davvero ti rivelasti adorno di pensieri virtuosi.
Come rosa profumata di divino aroma dello Spirito, la tua testa ci allieta, padre Nettario e interrompe il fetore di passioni e afflizioni.
Theotokìon. Rafforzami contro l’antico nemico che sempre architetta agguati e inganni, affinché scopra le sue minacce, o purissima.
Katavasìa. Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi, che avete senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.
Kontàkion. Tono pl. 4.
A te invincibile. Di Gerasimo.
La stella dell’ortodossia recentemente rifulsa, il nuovo protettore della Chiesa, cantiamo di cuore con gioia; glorificato, infatti per l’energia dello Spirito, fa scaturire illimitata la grazia delle guarigioni per quanti gridano: Salve, padre Nettario.
Ikos.
Un uomo dalla mente celeste eri tu quando ancora vivevi sulla terra, o Nettario, gerarca di Cristo: sei vissuto devotamente e santamente e in tutto fosti impeccabile, giusto e ispirato da Dio: perciò da noi ascolti queste cose:
Salve, tu per cui esultano i fedeli; salve, tu per cui sbalordiscono i nemici.
Salve, tu che sei simile ai santi padri; salve, divino maestro degli ortodossi.
Salve, santissima dimora dell’energia divina; salve, libro della nuova vita scritto da Dio.
Salve, tu che perfettamente imitasti i santi; salve, tu che sapientemente fuggisti le cose materiali.
Salve, trofeo fulgido della fede; salve, strumento dignitoso della grazia.
Salve, tu per cui esulta la Chiesa; salve, tu per cui gioisce l’isola di Egina.
Salve, padre Nettario.
Sinassario.
Il 9 di questo mese memoria del nostro padre tra i santi Nettario, metropolita della Pentàpoli d’Egitto, taumaturgo e fondatore del sacro monastero femminile della Santa Trinità in Egina, addormentato piamente nel 1920.
Stichi. Bevendo il nettare della vita, Nettario, fai sgorgare un torrente di guarigioni.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Onesiforo e Porfirio.
Stichi. Onesiforo con il suo scudiero Porfirio, trascinati da cavalli, sconfissero l’avversario e, finalmente, nella loro corsa verso Dio, raggiunsero insieme la vetta dei cieli.
Lo stesso giorno, memoria della nostra venerabile madre Matrona.
Stichi. Per la sua vita in questo mondo, l’illustre Matrona fu degna nell’altro la corona immortale.
Lo stesso giorno memoria della beata Teoctista di Lesvos.
Stichi. Presso il suo Creatore la vergine Teoctista viene annoverata fra le spose di Dio.
Lo stesso giorno memoria delle sante donne Eustolia e Sopatra.
Stichi. Esulta davanti a Dio, magnifica e splendida negli ornamenti della tua anima, Eustolia. Presso il trono del Padre esulta Sopatra, nell’estasi divina.
Lo stesso giorno memoria di sant’Antonio martire.
Stichi. Gli adoratori del legno uccisero Antonio, che venera il divino legno della croce.
Lo stesso giorno i santi Cristoforo e Maura perirono di spada.
Stichi. Per il tuo coraggio l’errore venne ucciso, o Maura e la spada fece volare al cielo Cristoforo.
Lo stesso giorno si addormentò in pace il nostro beato padre Giovanni il Nano.
Stichi. Poca terra ricopre Giovanni il Nano, che fu grande non per il corpo, ma per le opere.
Lo stesso giorno si addormentò in pace il beato Elladio.
Stichi. Anche lasciando questa vita, tu rimani modello di virtù in vita, o Elladio.
I nostri beati padri teofori Eutimio e Neofito, fondatori del venerabile monastero di Dochiarìu, si addormentarono in pace.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
I tuoi servi nella fornace, Salvatore, non furono toccati, né disturbati dalle fiamme e tutti i tre a una sola voce inneggiavano e benedicevano: Benedetto tu sei, Dio dei nostri padri (2).
Ornata di divini vesti intessute d’oro, come regina di tutte le virtù soprannaturali, riposi alla destra di tuo Figlio e Creatore, rifulgendo ineffabilmente con la tua bellezza verginale, Vergine Madre di Dio.
Dio e Creatore di tutto, volendo per la sua misericordia divinizzare l’uomo decaduto, da te veste la carne di Adamo e ti proclama, purissima, protettrice di tutto il mondo.
Ho sporcato tutta la bellezza della mia anima, ma tu, Vergine, che sei vissuta irreprensibilmente, dammi la conversione e l’assoluzione dei peccati per poter servire con sincerità Cristo Dio.
Tu che sei davvero superiore a tutti come Madre incorrotta del Creatore di tutto, rendi il mio intelletto estraneo a ogni corruzione e illuminami con la luce del tuo splendore, purissima Madre di Dio.
Del santo. Stesso Irmòs.
Rettamente, o padre, hai servito Cristo, Re di tutti e con cuore puro hai ricevuto l’illuminazione del Paràclito, acclamando con la tua anima santa: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Sorgendo nel nostro spirito sfolgorante come sole, negli ultimi tempi illumini la nostra mente con la luce delle tue opere, o san Nettario, vanto dei gerarchi.
Come un altro ospedale miracoloso, padre Nettario, le tue reliquie rafforzano sempre l’anima e il corpo dei fedeli, che accorrono con molta devozione al tuo puro monastero.
Theotokìon. Come Madre di Dio Salvatore, Vergine purissima, guarda con occhi compassionevoli le ferite della mia misera anima e salvami dalla violenta e malvagia abitudine alle devastanti passioni.
Secondo canone. I fanciulli di senno divino.
Cristo, che tu glorificasti, padre, glorificandoti, ti rivelò fonte di guarigioni; perciò quanti soffrono per svariate passioni, si rifugiano presso l’urna delle tue reliquie e trovano salute.
I sacri sistemi dei tuoi insegnamenti sempre allietano le anime dei pii: mosso infatti dal Santo Spirito, sapientemente scrivesti il verbo della carità e i consigli della vita, o padre.
Mitissimo, umile ed equilibrato fosti colmato della luce sovraspirituale, o padre: perciò hai aspirato ai carismi superiori con una condotta a Dio gradita, o beato chiamato da Dio.
Theotokìon. Dando corpo a Dio sovraessenziale, incarnato dal tuo sangue senza mutamento, né confusione, ti rivelasti ponte salvifico che conduce ai beni celesti quanti con fede gridano: Salve, piena di grazia.
Katavasìa. I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura in luogo del Creatore in luogo del Creatore, ma calpestata coraggiosamente la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo, o Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Irmòs.
Colui che gli angeli e tutte gli eserciti celesti temono, come Creatore e Signore, inneggiate sacerdoti, glorificate fanciulli, benedite popoli e sovresaltatelo per tutti i secoli (2).
Colui che non ha principio nasce nel tempo da te nella carne, sempre Vergine e dopo il parto ti serbò pura Vergine come prima del parto; ineffabile la tua grandezza!
Sul trono con il Padre e nelle tue mani come bambino, simile alla natura umana, nacque il Verbo, che tutto contiene e rinnova i corrotti, o Vergine.
Fonte inesauribile di cibo spirituale, giardino sempre fiorito delle grazie dello Spirito ti rivelasti, o Vergine, partorendo Cristo, che vivifica quanti ti sovresaltano.
Cristo, Santo dei santi, ti mostrò santa fra i santi divenendo tuo Figlio: santifica e salva, dunque, l’anima mia, divenuta incline alla corruzione, o Fanciulla.
Del santo. Stesso Irmòs.
Volendo far sapere sulla terra la gloria che ti ha dato nei cieli, il sapientissimo Signore rivelò le tue reliquie fonte di guarigioni e di molti prodigi, o beatissimo.
Come fiori del campo apparsi dalla terra sono le tue sante ossa, che hanno effuso su tutti il profumo dell’immortalità, appena fu aperta la tua santa tomba, o padre Nettario.
Prega per la salvezza da ogni difficoltà, danno e ira del tuo santo monastero, che in te si gloria, o gerarca di Cristo e si appoggia al tuo affetto paterno.
Theotokìon. Concepisti senza seme il Creatore di tutto, partorendolo senza corruzione con la carne, o Vergine: salva con la tua grazia dalla corruzione dei pensieri carnali me miserabile che ti supplico.
Secondo canone. Il parto della Madre di Dio.
Splendendo per scienza e sapienza, ti rivelasti preciso maestro dei dogmi di verità della fede ortodossa, beato padre e coltivatore eccelso di comportamenti venerabili, tagliando le radici delle passioni con i tuoi discorsi, o gerarca beatissimo.
L’isola di Egina ti ha come protettore, soccorso e liberatore con il divino Dionigi; con lui senza sosta proteggila da ogni disgrazia e necessità, poiché essa venera le tue divine reliquie, o padre Nettario.
Per le parole delle tue divine labbra, come figlie spirituali le monache che radunasti in questo monastero dalla confusione e vanità del mondo, saggiamente ti obbediscono e sono guidate alla gloria divina celebrando la tua memoria.
Theotokìon. Purissima Vergine Madre di Dio, esultanza di angeli e arcangeli, salvezza e grande riparo dei mortali, liberami dalla schiavitù delle passioni e concedimi ritorno dal pessimo maltrattamento del nemico, o Fanciulla.
Katavasìa. Il parto della Madre di Dio, allora prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora che si è attuato, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
La perpetua sorgente di vita, la lampada dorata portatrice di luce, il tempio vivo, la dimora pura più vasta del cielo e della terra, la Madre di Dio con inni veneriamo (2).
Fonte di salvezza dai molti getti ti riconosciamo, Vergine Madre di Dio, sorgente dell’acqua immortale della vita che irriga abbondantemente i cuori degli ortodossi a te inneggianti, o Sovrana.
Mosè ti descrisse piamente come vaso, lampada, roveto e altare, arca dorata e tabernacolo che partorì Dio: tutte queste figure compiute noi ora vedendo, te come vera Madre di Dio glorifichiamo.
Partoristi incarnato l’incorporeo, che il Padre generò prima dei secoli, il Verbo supremo di Dio, purissima Madre di Dio: apparisti causa di salvezza per noi, che magnifichiamo il tuo parto, o Fanciulla.
Ti rivelasti palazzo luminosissimo e mensa aurea recante la luce del Verbo del Padre, che ineffabilmente si trovò nel tuo grembo, purissima e s’incarnò per la nostra salvezza e rigenerazione.
Al di sopra di ogni creatura, visibile e invisibile, purissima, apparisti come colei che incarnò il Sovrano di tutti; rendi, perciò, il mio intelletto degno del Supremo e salvami, o Fanciulla.
Del santo. Stesso Irmòs.
Corona di gloria ricevesti, o Nettario, da Cristo che brillantemente ti glorificò; terminasti santamente la tua vita e ti rivelasti, o padre, uguale ai santi; con loro implora per noi che ti onoriamo.
Fosti rivestito con l’abito sacerdotale e lo rendesti più sacro con le tue sante lotte e con le tue sante fatiche e raccogliesti con la tua pura vita lo splendore dei padri antichi.
Ricordando la tua memoria con lodi, la Chiesa di Cristo, san Nettario, in te gioisce, perché negli ultimi tempi, o gerarca, la rallegrasti mostrandoti santificato dallo Spirito Divino.
Una fragranza di vita celeste, effusa dalla tua preziosissima testa, dona spiritualmente alla mia anima, o santo e accetta come fragranza di mirra, o padre, questo inno che con affetto ho intrecciato.
Theotokìon. Mostrandoti incomparabilmente superiore alle potenze celesti e più luminosa del sole, o Sovrana, partoristi nella carne il sole della gloria, il datore luce, illuminando quanti ti magnificano.
Secondo canone del santo. Ogni abitante.
Colonna di virtù per la tua purezza Cristo ti rivelò per grande provvidenza negli ultimi tempi ed esempio vivente di vita divina, o santo, allietando le anime dei fedeli e svergognando invece le trame degli infedeli.
Per vivere il resto della tua vita tranquillo, quietamente perseverando nell’unione divina, beato padre Nettario, ti allontanasti del tutto dal mondo e dimorasti nel tuo venerabile monastero in Egina, tutto proteso a Cristo.
Divenuto partecipe della vita superna e concittadino degli angeli, padre Nettario, essendo vissuto divinamente, senza sosta supplica per il tuo gregge e per tutta la Grecia, o santo, arricchita da te, nuovo splendore.
Folle di fedeli da tutta la Grecia accorrono al tuo santo monastero, o santo, e ricevono fedelmente grazia divina e ogni richiesta dalle tue venerabili reliquie: tu, però, padre, esaudisci come sai anche la richiesta di me, tuo supplice.
Theotokìon. Innalzasti al cielo la nostra natura che ne era stata cacciata per il tuo eccelso parto, santissima Fanciulla purissima: per questo innalza anche l’aspirazione della mia anima verso il bene ineffabile della vita sicura e della luce, o Sovrana.
Katavasìa. Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; festeggi la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Madre di Dio pura, sempre Vergine.
Exapostilarion. Tu che il cielo con le stelle.
La Chiesa si rallegra e canta nuovi inni lodando suo figlio, il santo educatore delle vergini, Nettario, santificatosi negli ultimi tempi.
Un altro simile.
Vivendo in modo degno di Dio, fosti meravigliosamente magnificato, o gerarca Nettario, dal Creatore di tutti; la teca delle tue reliquie si rivelò fonte di prodigi.
Theotokìon.
O Fanciulla piena di divina grazia, prega, il Sovrano tuo Figlio e misericordiosissimo Dio, per ogni necessità dei pii, o Madre di Dio.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 1. Esultanza delle schiere celesti
Riunendoci per cantare festeggiamo la santa memoria del divino Nettario, recentemente glorificato da Cristo per la sua vita radiosa, curando i devoti con la grazia delle prodigiose guarigioni.
La teca delle tue reliquie, padre Nettario, si rivelò come un’altra piscina di Siloe: risana con l’energia dello Spirito le inguaribili malattie e dona sempre la salute e la redenzione a quanti si accostano.
Come inneggeremo le tue potenze, Salvatore datore di vita? Tu infatti hai già dato alla tua santa Chiesa come colonna e fondamento incrollabile il divino Nettario che davvero ti venerò beatamente.
Come profumo di campo pieno, secondo la voce divina, la fragranza delle tue sante reliquie si spande esaltando i sensi dei fedeli, o beatissimo Nettario; perciò Egina, vedendo da te la grazia divina, ti beatifica.
Gloria. Tono pl. 1.
Rendesti la tua vita, padre beato, studio della legge divina vivendo come gli antichi santi; soggiogando infatti il corpo allo spirito, divenisti virtuoso e indossasti la santità, come gerarca di divina sapienza e vero lavoratore delle virtù; fosti poi glorificato da Dio e la tua reliquia si rivelò fonte di guarigioni per l’adombramento del Paràclito; o beato Nettario, irriga le nostre anime col nettare della tua grazia e prega il Signore di donarci la grande misericordia.
E ora. Theotokìon.
Ti magnifichiamo, Vergine Madre di Dio e, come debitori, noi fedeli ti glorifichiamo, città inconcussa, invalicabile muraglia, solida protezione e rifugio delle nostre anime.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.
Apostolo. Prokìmenon tono grave.
Preziosa davanti al Signore la morte dei suoi santi.
Stico. Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?
Epistola di Paolo agli Efesini (Ef 5, 8-19). Fratelli, come figli della luce.
Alliluia. Tono 1.
I tuoi sacerdoti, Signore, si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno.
Stico. Poiché il Signore si è scelto Sion.
Vangelo secondo Matteo (4, 25-5, 12). In quel tempo seguivano Gesù.
Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.
Megalinari.
Ti rivelasti nuova stella della Chiesa negli ultimi anni per la tua santa vita perciò rischiari le menti dei fedeli coi tuoi raggi spirituali, padre Nettario.
Con la grazia dei prodigi chiaramente fosti glorificato da Cristo dopo la tua venerabile fine: perciò la teca delle tue reliquie zampilla copia di guarigioni per i sofferenti, o padre.
Proteggi e custodisci il tuo monastero, padre Nettario, che ti venera piamente e sempre benedici l’isola di Egina e tutta la Grecia con il tuo patrocinio.
Conclusione.

