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4 Novembre

Memoria del santo padre nostro Ioannichio il grande, dell’Olimpo e dei santi ieromartiri Nicandro vescovo di Mira e Ermeo presbitero.

Al Mattutino

Apolytìkion. Tono pl. 4.

Con le onde delle tue lacrime irrigasti il deserto arido; coi tuoi gemiti profondi centuplicasti i frutti delle tue pene; coi tuoi miracoli divenisti luminosa fiaccola per l’ecumène. Ioannichio, beato padre nostro, prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Dello ieromartire. Tono 4.

Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità, lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Nicandro; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Dopo la solita sticologia si leggono i canoni, uno dall’Oktòichos e questi due dei santi. Il canone del santo padre ha questo acròstico: Loderò te, imitatore del Precursore. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Aprirò la mia bocca e si riempirà di spirito e pronuncerò un discorso alla Regina Madre; mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto il suo ingresso.

Illuminato dalla luce della grazia, o beato, illumina quanti festeggiano con fede la tua memoria e con le tue intercessioni strappali dalla tenebra dei peccati, o Ioannichio.

Camminasti immutabilmente sulla via che porta alla città celeste, o Ioannichio, poiché ti guidava lo Spirito Santo che riposava nel tuo cuore.

Avevi l’umiltà che innalza, o Ioannichio, perciò ti supplichiamo: abbi pietà della nostra umiltà, o beato e allevia tutti i dolori dei nostri cuori.

Theotokìon. O Purissima, richiamo dei caduti e sostegno dei fermi, ti prego, raddrizza il mio animo caduto dal peccato, affinché ti glorifichi, o Sovrana.

Canone degli ieromartiri. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. I cori d’Israele.

Celebrando oggi la solenne festa dei nobili atleti, la memoria degli ieromartiri, la Chiesa di Cristo si abbellisce lodandoli con sacri canti.

Unto con la sacra unzione del sacerdozio, o gerarca Nicandro, fedelmente la rendesti più venerabile col colore del tuo sangue, gridando con esultanza: Cantiamo al nostro Dio, poiché si è glorificato.

Percorrendo la via del martirio e manifestando realmente vera gioia, foste arricchiti con la grazia dei prodigi e doni celesti, o martiri, gridando: Cantiamo al nostro Dio, poiché si è glorificato.

Theotokìon. Cristo, incircoscrivibile dal seno del Padre, è circoscritto dal seno della Madre, custodendola ineffabilmente vera vergine; a lui gridiamo: Cantiamo al nostro Dio, poiché si è glorificato.

Del santo. Ode 3. Irmòs.

Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno del tuo divino ingresso rendili degni di corone di gloria.

Cambiasti le realtà effimere per quelle immutabili prendendo la tua croce, o Ioannichio e ti distaccasti, allontanandoti su montagne non battute come il grande Elia.

La compagnia di due padri ti rivelò la via molto desiderata che trovasti nascosto nelle montagne per molti anni, o beato, illuminato con la grazia della profezia.

Sconvolti da ogni sorta di passione accoriamo con fede alla tua protezione, o Ioannichio, affinché ci visiti tutti con le tue sante intercessioni, supplicando il filantropo.

Theotokìon. Spegni i carboni dei miei peccati con le gocce della tua misericordia, o Vergine piena di grazia e accendi la lampada spenta del mio cuore, o purissima lampada dorata.

Degli ieromartiri. Poiché la sterile.

Stendendo la rete del tuo verbo e compiendo prodigi, hai pescato gli smarriti offrendoli come preziosissimo dono a colui che è sorto dalla Vergine, o Nicandro.

Divenisti fertilissima vite nel campo di Tito, illuminatore dei cretesi, offrendoci grappoli razionali che fanno scaturire per noi dolcezza salvifica, o beato Nicandro.

Con il divino Erma dissodaste cuori ustionati con l’aratro della croce, o sapienti e li rendeste fertili, o Nicandro, perciò siete proclamati beati.

Theotokìon. Nemmeno l’intelletto degli angeli può spiegare il tuo parto ineffabile, o Vergine pura, poiché concepisti nel grembo il Verbo del primo intelletto che stabilì tutto col verbo.

Irmòs. Poiché la sterile Chiesa delle genti ha generato e la sinagoga ricca di figli si è inaridita, al nostro Dio, prodigioso, gridiamo: Santo sei tu, Signore.

Kathisma del santo.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Abbandonasti il mondo con tutto il cuore e seguisti il tuo Sovrano con l’anima colpita dal divino amore, o Ioannichio, perciò spegnesti anche la fornace delle passioni con la rugiada dello Spirito Santo, o beatissimo; perciò ora danzi con gli angeli come imitatore della loro vita.

Gloria. Dello ieromartire.

O martire eponimo della vittoria, vincesti l’opposizione degli uomini atei e spegnesti il loro culto, o Nicandro, avendo come compagno il glorioso Erma e con lui sopportasti tutto il supplizio, o beato e ora ereditate il riposo senza fine pregando per la salvezza delle nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Ho trascorso tutta la mia vita con molta indolenza, o Santissima e ora mi sono avvicinato al momento del mio esodo e temo i miei nemici: non sbranino la mia anima, o Sposa di Dio e non mi inviino nell’abisso della perdizione; abbi pietà del tuo servo, o Vergine e strappami dalla loro condanna.

Oppure stavrotheotokìon.

Soffristi morte volontaria disonorevole attraverso crocifissione, o Compassionevole la tua genitrice era ferita vedendoti, o Cristo e col cuore spezzato gemeva come madre; con le sue suppliche, per il tuo viscere della misericordia abbi compassione e salva il mondo tu, che hai tolto di qui il peccato.

Del santo. Ode 4. Irmòs.

Prevedendo l’ineffabile e divino consiglio della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm, gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Raggiungendo con la tua umiltà i monti altissimi umiliasti le somme vette dei demòni, o sapiente e lottasti con coraggio contro di loro, o vanto e sostegno dei monaci.

Brandendo il timore di Cristo come una spada a doppio taglio, vincesti spiritualmente e sensibilmente il serpente apostata, o beato, glorificandoti con sacra vittoria.

Infervorato del tutto dal divino Spirito, o padre, sopportasti il gelo per molti anni vivendo nel deserto e cercando Dio, che ti riscaldava con la divina grazia.

Sconvolti dalle infermità delle nostre anime, o padre ti invochiamo con fede: custodiscici con le tue suppliche a Dio, affinché piamente ti onoriamo.

Theotokìon. O propiziatrice di tutti i mortali, con fede ti imploro e supplico, o benedetta, rendimi propizio il Giudice, tuo Figlio, affinché degnamente ti glorifichi.

Degli ieromartiri. Colui che siede.

Vi rivelaste carro del Verbo portandolo spiritualmente, perciò legati ai cavalli e terribilmente trascinati, non lo rinnegaste, non foste vinti, affrettandovi manifestamente verso la via celeste.

Chiusi e legati in carcere, liberaste città e popolo dai legami dell’errore e li legaste col legame dell’amore a colui che per bontà fu legato nella carne per noi.

I martiri illustrissimi rinchiusi e nutriti con pane celeste, glorificavano con gli angeli il Sovrano, perciò non si preoccupavano delle pene della carne, perché erano più forti dei supplizi.

Theotokìon. Colui che tremendamente siede su un alto trono, è divenuto bimbo e siede fra le braccia della Madre, rialzando l’immagine caduta e donando divinizzazione ai discendenti di Adamo.

Del santo. Ode 5. Irmòs.

Sbigottisce l’universo per la tua divina gloria: tu infatti, Vergine ignara di nozze, portasti in seno il Dio che tutto domina e partoristi il Figlio oltre il tempo, che concede salvezza a tutti i tuoi cantori.

Percorrevi la via stretta e angusta, o padre, allargandola con divine ascensioni del cuore e contemplazioni e ora, divinizzato per grazia, esultante dimori nella città celeste.

Avendo purificato l’occhio della tua anima, o padre, ti fu donata la grazia della profezia per predire le realtà future come presenti e vedere le cose lontane come vicine con la grazia dello Spirito, o Ioannichio.

Liberami dalle passioni dei peccati e dalle tribolazioni, placa la passione del mio cuore e donami scioglimento dalle colpe, o tu che gioisci in Dio datore dei beni che esaudisce le tue venerabili preghiere.

Theotokìon. Risana lo sviamento del mio intelletto, o Purissima, guarisci la passione della mia anima, dilegua la tenebra dell’indolenza, affinché ti lodi, o sempre beata Genitrice di Dio lodatissima.

Degli ieromartiri. Mandaci la tua luce.

Guidasti alla luce della fede i popoli che lasciarono la tenebra della follia idolatrica e divennero figli della luce per la tua intercessione, o Nicandro.

I gloriosi illuminatori attraversarono incorrotti la tenebra dei supplizi riflettendo le luci splendenti dello Spirito e dileguando la tenebra dell’ateismo.

Riempito dalle acque di Paolo, Tito ti irrigò mostrandoti fiume che sprofonda le onde torbide dell’ateismo, o Nicandro.

Theotokìon. O Vergine, unica ad aver partorito l’Agnello e Dio nella carne, dimora incorrotta, divina arca, venerabile lampada, illumina la mia anima.

Del santo. Ode 6. Irmòs.

Celebrando questa divina e veneratissima festa della Madre di Dio, o voi di senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.

Facendo appassire le passioni del corpo ti mostrasti albero alto che porta i frutti dei prodigi e venerabile condotta, o santissimo Ioannichio.

Quando eri in pericolo per aver bevuto il veleno letale dalla mano dell’iniquo, ti guarì il Signore con l’apparizione del martire Eustazio, o beatissimo.

Sopportasti innumerevoli pene per la debolezza del corpo, o Ioannichio, perciò con fede a te grido: calma i dolori delle mie malattie.

Theotokìon. Soccorso di tutti, aiuta noi, che ci troviamo nei pericoli, stendici una mano e facci alzare guidandoci al porto della salvezza, o Vergine piena di grazia.

Degli ieromartiri.

Prefigurando la tua sepoltura.

Con i corpi inchiodati i martiri si mostrarono imitatori della passione del Salvatore che fu inchiodato sulla croce e salvò il mondo dalla corruzione.

Attraversaste il mare dei supplizi, o martiri con la guida del Santo Spirito, o lodatissimi e raggiungeste il porto divino colmi di gloria.

Vincesti l’opposizione degli uomini crudeli come eponimo della vittoria, o illustre gerarca Nicandro e hai ricevuto le corone della gloria, stando presso Dio.

Theotokìon. Annientasti la vergogna della progenitrice, o Vergine, partorendo colui che ci incorona di benedizioni e trasformasti la tristezza in gioia, o buona.

Irmòs. Prefigurando la tua sepoltura di tre giorni, il profeta Giona gridava supplicando dal ventre del pesce: dalla corruzione strappami, Gesù, Re delle potenze.

Kontàkion.

Tono pl. 4. A te invincibile stratega.

Sei apparso astro fulgidissimo che risplende nel mondo avvolgendo di luce quanti sono nel buio delle passioni, sei apparso medico quanto mai provvido per i malati: tu dunque che hai ricevuto la grazia delle guarigioni, concedi a chi ti prega ogni guarigione, affinché acclamiamo: Salve, padre Ioannichio.

Ikos.

Ha brillato nel mondo il racconto ispirato da Dio delle buone opere della tua vita, o beatissimo e ha fugato tutta la caligine delle passioni dell’anima e fatto risplendere la luce immateriale per quanti con fede e affetto a te così acclamano:

Salve, dolce gloria dei monaci; salve, limpido astro del mondo.

Salve, sollecito conforto dei malati; salve, saldo sostegno dei sani.

Salve, perché hai sdegnato l’esercito terrestre; salve, perché in luogo delle cose corruttibili hai ricevuto le celesti.

Salve, vero tesoriere delle virtù divine; salve, operatore di indicibili prodigi.

Salve, distruzione di passioni di ogni sorta; salve, fervidissimo protettore nostro.

Salve, prontissimo liberatore dalle passioni; salve, rifugio di tutto il mondo.

Salve, padre Ioannichio.

Sinassario.

Il 4 di questo mese memoria del nostro santo padre Ioannichio il grande dell’Olimpo.

Stichi. Ioannichio è preso dalla terra dal Verbo di Dio che stabilì la terra col verbo. Nel quarto giorno Ioannichio si abbandonò nella tomba.

Lo stesso giorno memoria dei santi ieromartiri Nicandro, vescovo di Mira ed Erma il presbitero, consacrati dal santo apostolo Tito.

Stichi. I martiri bramanti Cristo da vivi, sono duramente sepolti vivi nella tomba.

Lo stesso giorno memoria di san Porfirio martire.

Stichi. Armato dalla spada Porfirio vestì la porpora splendente del sangue.

Lo stesso giorno il racconto del pianto di Geremia per Gerusalemme e per la sua condanna e dell’estasi di Abimelech.

Memoria del santo e pio imperatore Giovanni Doukas Vatatzìs il misericordioso.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Del santo. Ode 7. Irmòs.

I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura al posto del Creatore, ma calpestata con coraggio la minaccia del fuoco cantavano gioiosi: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Rendendo la tua anima dimora della Trinità, edificasti tre dimore in cui per grazia divina fai scaturire il myron per illuminare e purificare quanti con fede a te si accostano, o Ioannichio.

Illuminata sempre dai fulgori del divino Spirito, la tua anima conosceva i lacci delle anime che venivano con fede a te, o beato, illuminandole con la preconoscenza della profezia.

Libera presto con le tue suppliche me, tormentato dalla malattia dell’anima e del corpo, o beato e fammi cantare: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. O piena di grazia che partoristi il Signore immutabile, supplicalo, o Pura di mutare con la sua destra il mio intelletto alle cose buone, poiché sono stravolto dalle preoccupazioni della vita.

Degli ieromartiri. I giovani figli di Abramo.

Tingendo la tua sacra tunica col colore del sangue, o beato, la rendesti più luminosa, o Nicandro, gridando sempre: O Cristo, tu sei benedetto.

Uniti dal fuoco per l’affetto indubbio del Creatore, non foste bruciati, o beati, gridando: O Cristo, tu sei benedetto.

Trasformaste la fiamma della fornace preparata per il vostro supplizio in rugiada con lo Spirito che tutto regge, gridando: O Cristo, tu sei benedetto.

Theotokìon. Generi indicibilmente il Verbo incarnato, o pura Vergine, colui che libera quanti acclamano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Del santo. Ode 8. Irmòs.

Il parto della Madre di Dio, un tempo prefigurato, ha salvato nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora, attuatotosi, convoca tutta la terra che canta: Celebrate, opere, il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Stando sopra il monte come lucerna sopra il lucerniere, illuminasti gli intelletti di tutti mostrando chiaramente la via della vita con le parole e le opere, e li elevasti all’altezza dell’impassibilità col verbo divino, o beato Ioannichio.

Parlavi con il Signore onnipotente che purificò il tuo intelletto con l’impassibilità e ammaestrato da lui nei misteri ineffabili, o beato, prevedevi profeticamente la salvezza delle anime come grande profeta, o beatissimo, perciò noi fedeli a una voce ti lodiamo.

Sono circondato da ferite insopportabili e tormentato da mali d’ogni sorta; liberami con le tue suppliche, o padre che da Dio hai preso la grazia di guarire le passioni e lenire i dolori dei fedeli, o Ioannichio.

Trinitario. Con tutti gli eserciti superni lodiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito, Trinità indivisibile, Divinità increata, gridando con esultanza: Santo, santo, santo, una sola potenza, autorità coregnante.

Theotokìon. Superasti gli angeli partorendo ineffabilmente Dio incarnato; supplicalo, o Sovrana purissima affinché superi anch’io le passioni della carne nella sublime umiltà dell’intelletto, lodando la tua grandissima grazia.

Degli ieromartiri. Redentore onnipotente.

Divenisti venerabile gerarca non col sangue altrui, ma col tuo, entrando nella Chiesa superna, o Nicandro e cantando: Benedetto, lodate il Signore.

Lodando il Signore dalla cattedra dei sacerdoti e adorno del sangue del martirio, il glorioso Erma grida: Benedite, lodate tutte le opere il Signore.

Santamente iniziati prima nelle cose sante, vi mostraste augusti sacrifici e, profumati con buona fragranza, vi offriste al Signore gridando: Benedite, lodate il Signore.

Theotokìon. Prosciuga l’oceano dei miei mali o Vergine, che partoristi il Redentore e Signore, oceano di misericordia, al quale gridiamo: Benedite, opere tutte il Signore.

Irmòs. Redentore onnipotente dell’universo, scendendo nel mezzo della fornace, con la rugiada refrigerasti i fanciulli e insegnasti loro a cantare: opere tutte, benedite e lodate il Signore.

Del santo. Ode 9. Irmòs.

Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; sia in festa la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: salve, beatissima, Madre di Dio pura, sempre Vergine.

Con l’intelletto rafforzato dal potere di Dio, dominasti le passioni, perciò sei divenuto un angelo nel corpo e nei cieli dimori con gli angeli, stando sempre presso il trono della gloria, colmo di luce senza tramonto.

Dimoravi nei monti e nelle grotte come nei cieli, o beato, perciò le belve selvagge erano in pace con te, perché avevi sottomesso le passioni indomabili dell’anima ed eri divenuto giusto, o Ioannichio; perciò noi fedeli ti lodiamo.

Giacendo nella tomba, le tue sante reliquie guariscono le malattie e bruciano sempre le falangi dei demòni con la divina grazia, o sapiente Ioannichio e fanno scaturire guarigioni a quanti con fede ti proclamano sempre beato.

Ora che, più luminoso e puro, stai vicino a Cristo, ricorda quanti ti festeggiano con fede, o Ioannichio, chiedendo per noi la remissione delle colpe e la guarigione di tutti i mali e il conseguimento del regno di Dio.

Theotokìon. Illumina gli occhi della mia anima, o Pura, che generasti la luce; che l’oscurità profonda del peccato non mi sommerga e l’abisso della disperazione non mi inghiotta; ma tu stessa salvami e guidami al porto del divino volere.

Degli ieromartiri. Per la sua colpa.

Steso pazientemente sul patibolo, o sapiente e bruciato con torce, ricevesti rugiada celeste per mano di un angelo, o martire Nicandro e desti alla morte chi gli incendiari con le tue vivificanti preghiere.

Eravate uno spettacolo tremendo: nudi, legati ai cavali e dopo esser stati molto trascinati, vi mostraste sani e, dati al fuoco, vi mostraste non bruciati, custoditi dal divino Spirito, o atleti.

Oggi la sacra metropoli di Mira festeggia invitando tutta la città al banchetto, o lodatissimi per questa memoria annua delle sacre lotte, che con longanimità avete sostenuto.

Il cielo si aprì per voi e gli angeli portavano voci esultanti, i cori dei padri e dei giusti si rallegravano; ora che dimorate con loro, ricordate quanti vi festeggiano, o santi.

Theotokìon. Illuminami con la tua luce, o Purissima che generasti la luce senza tramonto, allontana le nubi della mia anima e liberami dalla tenebra, ti prego e fammi degno della divina salvezza, affinché ti lodi, o lodatissima.

Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.

Exapostilarion Del santo.

Tono 2. Udite, donne.

Hai saggiamente sottomesso, o sapiente Ioannichio, gli appetiti della carne al dominio dell’intelletto, o padre: hai perciò raggiunto il culmine di ogni desiderio e sei pervenuto alla gloria divina. Non cessare dunque di intercedere per noi, o beatissimo.

Degli ieromartiri, stessa melodia.

Sei stato mostrato, o Nicandro, come pianta del beatissimo Tito, dal quale fosti consacrato, o santo padre, arcivescovo divinamente ispirato della città di Mira: in essa hai anche portato a compimento con Erma il martirio per Cristo, o sapientissimo e ora regni nei cieli.

Theotokìon.

Per colei che rappresenta, bacio la tua purissima e divina icona, o purissima e con affetto, fede e timore, le presto venerazione: da essa sgorgano, o Sovrana, guarigioni dell’anima e del corpo per quelli che in te rettamente celebrano la Madre di Dio.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.