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3 Novembre

Memoria dei santi martiri Akepsima, Giuseppe e Aitala; anniversario della dedicazione del tempi di san Giorgio megalomartire a Lidda e deposizione del suo santo corpo.

Al Mattutino

Apolytìkion dei martiri.

Tono 4. Presto intervieni.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Di san Giorgio. Tono 4.

Come liberatore dei prigionieri, protettore dei poveri, medico degl’infermi, difensore dei re, o megalomartire Giorgio trionfatore, intercedi presso Cristo Dio per la salvezza delle nostre anime.

Dopo la consueta sticologia si recitano un canone dall’Oktòichos e questi due dei santi.

Canone dei martiri. Acrostico. Celebrerò i martiri, fiori gradevoli. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

La tua destra vittoriosa, magnifica nella sua forza, si é glorificata, poiché per la tua potenza, Signore immortale, ha schiacciato i nemici aprendo per Israele una nuova via nelle profondità del mare. 

Fulgidamente illuminati dal bagliore del triplice sole, liberate dalle tenebre delle passioni e dal peccato i fedeli che glorificano la vostra sacra memoria, o martiri.

Le leggi del Sovrano e Dio plasmarono, o sacratissimi, il vostro spirito, tanto che con coraggio rifiutaste le leggi che vi ingiungevano di trasgredirle e, lottando secondo le regole, trovaste la gloria.

Come vittime pure, beati martiri, vi offriste a Cristo in volontaria immolazione; così foste insieme sacerdozio e oblazione di colui che vivificò il mondo con la sua immolazione.

Theotokìon. O Vergine che concepisti nei limiti della carne il Dio incircoscrivibile quando prese corpo nella sua bontà estrema, pregalo di salvare dai pericoli i tuoi servi.

Canone di san Giorgio. Acrostico. Il venerabile fra i martiri inneggio a gran voce.

Ode 1. Tono 4. A colui che guidò un tempo.

Alle mancanze del mio spirito, alle sue difficoltà, sostituisci per il fervore della tua preghiera, o santo, la forza che mi permetta di celebrarti e celebrare la tua santissima festa.

Nessuno, per quanto eminente e superiore in eloquenza e condotta di vita, può celebrare i tuoi prodigi, Giorgio, poiché tu sei potente guerriero, campione invincibile.

In nessun modo alle comuni regole dell’elogio è soggetta la tua venerabile lotta, o atleta: provo infatti vertigine e imbarazzo, per il rischio di sminuire, anche di poco, le tue virtù, o campione.

Theotokìon. Tu che generasti il Salvatore di tutti, raddrizza, nella tua bontà, la mia esistenza decaduta, perché tu concepisti la vita che, per la tua intercessione, a tutti offre la remissione dei peccati.

Dei martiri. Ode 3. Irmòs.

Tu solo conosci la debolezza della natura umana, essendo divenuto simile nella tua compassione: rivestimi dunque con la forza dall’alto, perché a te canti: Santo è il tempio spirituale della tua gloria immacolata, Signore amico degli uomini.

Col fuoco dell’ascesi, o Akepsima, inceneristi le passioni, come ariete marchiato dalle prove della lotta fosti immolato dagli empi e con i flutti del tuo sangue santificasti il pleroma dei credenti.

Ingiustamente torturato, schiacciato a bastonate, straziato da crudeli tormenti, non rinnegasti il nome divino e non sacrificasti al fuoco, eccellente martire Giuseppe, infiammato dallo zelo della fede.

Colpito senza pietà sul petto e sulla schiena, o illustre Aitala, resistevi come fosse altri a patire poiché contemplavi spiritualmente il Dio che può salvare quanti affidano a lui tutta l’anima.

Theotokìon. Per noi sorse da te il sole senza tramonto, illuminando con i suoi chiari raggi il mondo che l’errore del maligno oscurava e conduceva alla perdizione, Vergine purissima, santissima sposa di Dio.

Di san Giorgio.

Non sopportando, o santo, di veder crepitare il fuoco dell’errore, per confondere gli empi nel tuo zelo e ardore dichiarasti: non c’é altro Dio che il Signore.

Il fuoco che il Verbo venne a portare al mondo non permise, o beato, che fosse oscurato colui da cui la tua anima fu accesa; così tu cantasti: Cristo é la mia forza.

Mostrandoti i numerosi castighi che ti spettavano, sapiente, il tiranno si illudeva di impaurire la tua anima impassibile, ma tu con coraggio cantavi: Cristo è la mia forza.

Theotokìon. Il profeta, vedendo te, monte eccelso, portare la cima di tutti i monti, predisse che la Vergine avrebbe partorito prodigiosamente colui che trascende le schiere angeliche.

Irmòs. Creatore del tuono e dei venti, consolida, o Signore, il mio spirito, così che io ti canti veramente e compia la tua volontà, poiché non c’è santo all’infuori di te, o nostro Dio.

Kontàkion dei martiri.

Tono 2. Cercando le cose di lassù.

Dopo essere stato sacro iniziatore alle cose divine, o sapiente, divenisti, o beatissimo, sacrificio accetto: hai infatti bevuto gloriosamente il calice di Cristo, o santo Akepsima, con i tuoi compagni di lotta e intercedi senza sosta per tutti noi.

Ikos.

Rendi fecondo di virtù, con le piogge della tua bontà, il mio cuore reso terra arida dalle molte colpe, Gesù onnipotente e concedi alla mia mente l’illuminazione della conoscenza, affinché con gioia celebri il grande Akepsima, gerarca e vittorioso, con il nobile Aitala e il felicissimo Giuseppe: poiché confidando in te, affrontarono con audacia tormenti multiformi e per questo, avendone ottenuto la grazia, concedono ai malati guarigione, intercedendo senza sosta per tutti noi.

Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Con canti degni di loro celebriamo oggi gli astri splendenti della fede, Akepsima distruttore dell’errore, Giuseppe, lottatore valente e Aitala, invincibile atleta; facendo impallidire la gloria dei persiani, non adorarono il fuoco, né sacrificarono al sole, per questo, fedeli, a loro gridiamo: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Gloria. Di san Giorgio.

Indossando come armatura la croce, con essa rovesciasti, o campione della fede, ogni potenza dei tiranni e sconfiggesti l’idolatria; tu rafforzi nella fede, o sapiente, i fedeli, perciò hai ricevuto dalla mano del Signore la corona che meritasti come vincitore, o vittorioso Giorgio: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Come un tempo l’obolo della vedova ti offro, o Vergine, la lode a te dovuta e il ringraziamento per i tuoi benefici, poiché sei mio aiuto e protezione, sempre mi liberi da tentazioni e avversità; come dalla fornace di fuoco mi strappi dai miei oppressori e con tutto il cuore a te grido, Madre di Dio: vieni in mio aiuto e prega Cristo Dio di donarmi remissione delle colpe, poiché tu sei la speranza del tuo indegno servo.

Stavrotheotokìon.

Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore, il Redentore, l’agnella piangendo alzava grida e amaramente esclamava: Esulta il mondo, perché riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione, che tu subisci per le tue viscere di misericordia, o Dio sommamente buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: Muoviti a compassione di noi o Vergine e dona la remissione delle colpe a quanti venerano con fede la sua passione.

Dei martiri. Ode 4. Irmòs.

Monte adombrato dalla grazia di Dio, Avvacùm ti riconobbe nel suo sguardo preveggente; da te, predisse, uscirà il Santo di Israele per la nostra salvezza e restaurazione.

Con le parole della sapienza divina, o Akepsima, combattesti fermamente gli empi, ostaggi delle tenebre dell’ignoranza senza temere, o beato, le torture che infliggevano al tuo corpo divino.

Con la forza, o Giuseppe, gli adoratori del fuoco volevano perfidamente obbligarti a rendergli culto; ma, nell’amore di Dio, nel quale il tuo spirito si consumava, rifiutasti di venerare la fiamma, ricevendo la tua forza dal refrigerio divino.

Colmo dei flutti divini dello Spirito, Aitala, fuggisti l’incredulità dal flusso fangoso e l’amarezza delle sue acque, poi con i fiumi del tuo sangue sommergesti i nemici invisibili.

Theotokìon. Apparisti veramente, o Vergine, sacro ornamento dei martiri, rifugio dei fedeli, loro riparo e sostegno e perfetta redenzione: acclamando ti glorifichiamo.

Di san Giorgio. Ho udito, Signore.

Ai tuoi cantori concedi il tuo venerabile soccorso e l’illustre protezione, beato Giorgio, grazie al credito di cui godi davanti al Signore.

La tua forza invincibile fu concessa dal Santo dei santi: interrompi subito dunque l’assalto dei barbari, con la tua intercessione.

La notte delle tentazioni mi sommerge e spinge inesorabilmente verso i marosi delle passioni, o Giorgio: affrettati a salvarmi.

Theotokìon. Sola hai avuto in grembo colui che regge il mondo, sola concepisti, o purissima Theotòkos, l’inconcepibilmente concepito.

Dei martiri. Ode 5. Irmòs.

Tu che illuminasti con il rifulgere del tuo avvento e rischiarasti con la tua croce i confini del mondo, o Cristo illumina con la luce della tua scienza divina i cuori di chi in modo ortodosso a te inneggia.

Nello stadio, o illustrissimi beati, predicaste valorosamente il beato Verbo, che vi riunì nella beatitudine ai cori celesti per le vostre illustri imprese.

Come torri inespugnabili della fede distruggeste tutte le macchine d’assedio del nemico, Akepsima, santo gerarca, Aitala, sacro ministro e Giuseppe, divinamente ispirato.

Spezzati dai colpi, i corpi dei martiri squarciarono l’impotente forza degli atei e dimostrarono magnificamente l’inespugnabile amore spirituale per il Sovrano e Signore.

Theotokìon. Mantenendoti vergine intatta come prima del parto, o purissima, colui che senza seme abitò il tuo grembo, ne uscì duplice, Dio e uomo, divinizzando per benevolenza ciò che aveva assunto.

Di san Giorgio. Fa’ sorgere, Signore.

Disperdendo l’orda selvaggia dei demòni e servendoti dell’arma della croce, li trafiggesti con la lancia divina e annientasti le loro oscure falangi.

Protetto dalla forza dell’Onnipotente, guidato dall’economia che dirige l’universo, al riparo delle onde, Giorgio, hai diretto il naviglio della tua anima verso il porto della vita.

Tu speri, dice san Giorgio al malfattore, con le tue adulazioni di farmi perdere il mio amore per Cristo? Sarebbe come cuocere dei sassi, scrivere sul mare o crivellare di frecce il cielo!

Theotokìon. Rovescia, o purissima, gli eretici orgogliosi che gravano senza pietà sul popolo ortodosso: presso di te potere è sinonimo di volere, poiché tu sei la Madre di Dio.

Dei martiri. Ode 6. Irmòs.

Il fondo dell’abisso ci circonda e non abbiamo nessuno a liberarci, siamo tenuti come pecore da macello. Salva il tuo popolo, o nostro Dio, poiché tu sei la forza dei deboli e li risollevi. 

Le alte onde dei crudeli tormenti non poterono coprire il vostro coraggio e i vostri sforzi; con la guida divina raggiungeste lietamente, sapienti martiri, il calmo porto della salvezza.

Beati e santi martiri, che intingeste il vostro divino manto nei sacri flutti del vostro sangue, rivestiti di questa porpora, santamente regnate con il Re immortale.

Abbelliti dagli splendidi segni delle vostre lotte, siete entrati nella sala delle nozze, divinizzati per adozione, mirabili martiri e siete divenuti gloriosamente figli del Padre delle luci.

Theotokìon. Il nemico fu ucciso dal tuo vivifico parto, Vergine purissima; Adamo, che un tempo gustò la morte per il frutto proibito, è vivificato e ora a te canta e ti proclama beata.

Di san Giorgio. La folla dei pensieri.

Consegnando il tuo corpo ai supplizi, hai mantenuto l’anima, o beato in Dio: avevi infatti soccorso dall’alto, la più sicura difesa nelle guerre, o Giorgio.

Con la tua intercessione presso il Signore, rendilo propizio a quanti con affetto celebrano la tua memoria, custodiscili senza sosta al riparo dalle sventure suscitate da nemici visibili e invisibili.

Gli spiriti celesti stupirono vedendo con quale coraggio rovesciasti nella lotta corpo a corpo il nemico che aveva ingannato i progenitori in paradiso.

Theotokìon. Ineffabilmente hai tessuto, Purissima, la porpora del Re dell’universo che per il beneplacito del Padre e dello Spirito divino, si rivestì della tua carne, senza confusione, né mutamento.

Irmòs. I marosi dei pensieri, afferrandomi, mi spingono verso il gorgo senza fondo del peccato, ma tu buon timoniere, dirigimi e come il profeta salvami.

Del megalomartire.

Tono pl. 4. A te invincibile stratega.

Rifugiati nel tuo sollecito aiuto protettore, noi fedeli t’imploriamo perché i tuoi cantori siano da te liberati, o vittorioso di Cristo, dagli inciampi posti dal nemico e da pericoli e danni d’ogni sorta, affinché acclamiamo: Salve, martire Giorgio.

Ikos.

Grande nel soccorrere ti rivelasti sulla terra, o ministro e amico del Signore, poiché, visitando il popolo fedele, sempre lo salvi, o glorioso; perciò con fede e affetto a te gridiamo, o magnifico lottatore:

Salve, tu per cui il mondo viene riempito di luci; salve, tu per cui risplende l’esercito.

Salve, riscatto dei prigionieri credenti; salve, rapido soccorso dei carcerati.

Salve, vetta eccelsa di quelli che con fede a te fervidi accorrono; salve, ricchezza di quelli che ti amano e giubilo nell’afflizione.

Salve, perché tu sei baluardo dei re; salve, perché nelle guerre procuri la vittoria.

Salve, astro che illumina i naviganti; salve, liberatore da ogni sorta di male.

Salve, tu in cui si rifugia ogni fedele; salve, tu per cui è esaltato il Creatore.

Salve, martire Giorgio.

Sinassario.

Il 3 novembre, memoria dei santi martiri Akepsima, Giuseppe e Aitala.

Stichi. Akepsima perì per le bastonate, mentre i suoi due amici ricevettero in dono gioia sovrannaturale sotto una grandine di pietre il giorno tre. Signore, abbi pietà di noi.

Lo stesso giorno festeggiamo la dedicazione della chiesa del santo megalomartire Giorgio a Lidda, dove fu deposto il suo venerabile corpo.

Stichi. Il creato, o martire, celebra la dedicazione del tuo tempio e la deposizione delle tue reliquie.

Lo stesso giorno memoria del nostro venerabile padre Akepsima.

Stichi. Dopo la sua vita di pena e rinuncia, Akepsima conosce l’estasi e la gioia.

Lo stesso giorno mmeoria del nostro santo padre Teodoro il confessore, vescovo di Ankyra e dei santi martiri Dassios, Severo, Andronà, Teodoto e Teodota, uccisi dalla spada.

Stichi. Anche se sei donna, sei stata trafitta e martirizzata e con quattro uomini.

Lo stesso giorno il nostro santo padre Elia si addormentò in pace.

Stichi. Come l’altro Elia, questo Elia salì al cielo sul carro delle virtù.

Lo stesso giorno nove santi martiri vennero uccisi dalla spada.

Stichi. Questi nove uomini, venendo trafitti da coloro che erravano, trafissero l’errore.

Lo stesso giorno ventotto santi martiri perirono nel fuoco.

Stichi. Bruciano insieme ventotto uomini.

Lo stesso giorno memoria di sant’Achemènide il confessore.

Per le loro sante preghiere, o nostro Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.

Dei martiri. Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli, riconosciamo in te, Madre di Dio, la fornace spirituale e come l’Altissimo salvò i tre fanciulli, nel tuo grembo rinnovò tutto il mondo il Signore Dio dei nostri padri, degno di lode e gloria. 

Dal paese dei persiani sorgono, come splendide stelle, Giuseppe e Aitala, illuminando il mondo col bagliore delle loro fulgide lotte e con fede gridano: Signore, Dio dei nostri padri, a te si deve la lode e la gloria eccelsa.

Per i vostri numerosi dolori, martiri di Cristo, foste degni della vita senza pena; perciò con le vostre preghiere sempre alleviate le prove e ogni carico per i fedeli che acclamano: Dio dei nostri padri, a te si deve la lode e la gloria eccelsa.

Il santo gerarca Akepsima, il mirabile Giuseppe e il sublime Aitala, con inni sacri celebriamo come ieromartiri e diciamo beati gridando: Dio dei nostri padri, a te si deve la lode e la gloria eccelsa.

Theotokìon. Vergine purissima, davvero tu sei l’ornamento dei santi gerarchi, la corona degli atleti vittoriosi e la forza di tutti quelli che ogni giorno cantano: Dio dei nostri padri, a te si deve la lode e la gloria eccelsa.

Di san Giorgio. Dalla fornace salvasti.

Non desiderando altro che i soli beni spirituali e godendo di un unico oggetto della tua speranza, o beato, considerasti un sogno i beni presenti, gridando: Signore degno dei nostri canti, Dio dei nostri padri, sii benedetto.

Il tuo spirito hai reso sovrano delle passioni, come l’eccellente legge di Dio stabilisce in tutto il creato: il migliore deve vincere gli impulsi dell’inferiore per la grazia divina.

Quale ardente amore verso Dio! Considerasti polvere le ricchezze esclamando: fosse anche oro, tutto il mondo non vale, per me, l’amore del Signore dell’universo.

Theotokìon. Vergine Madre di Dio, arresta l’audacia dei nemici della fede, sventa gli intrighi degli empi e rialza la fronte dei cristiani, rianimando il coraggio dei tuoi servi.

Dei martiri. Ode 8. Irmòs.

Nella fornace come in un crogiuolo splendettero i fanciulli d’Israele per il bagliore della loro pietà più pura dell’oro fino e cantavano: Benedite, opere tutte il Signore, a lui la lode e la gloria nei secoli.

Come oggetti di scherno agli occhi del nemico, di luogo in luogo foste trasferiti sopportando numerosi flagelli, gridando: Benedite opere tutte il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Nella nudità del vostro corpo, o gloriosi, esposti ai colpi, colpiste il nemico incorporeo con la lancia della vostra fermezza, cantando: Benedite opere tutte il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Schiacciati da pietre come un tempo il primo dei martiri, gloriosi atleti, non rinnegaste Cristo, sola roccia infrangibile, ma cantavate: Benedite opere tutte il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Trinitario. Nella Trinità delle ipòstasi e nell’unità di natura, glorifichiamo Dio, Padre, Figlio eterno e santo Spirito, inneggiando: Benedite opere tutte il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Giacobbe ti vide come scala per la quale discese in terra il Verbo Dio, per ricondurci verso l’alto; noi lo cantiamo senza sosta, o Madre di Dio e lo esaltiamo nei secoli.

Di san Giorgio. Terra e tutto ciò che contiene.

Con la verga delle tue sacre parole respingesti la folla dei demòni e dalle loro razzie preservasti il gregge dei fedeli che cantano a Cristo: Benedite opere tutte il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Sul tuo sguardo teso verso il cielo sorse l’aurora, come aveva promesso Dio; mentre pregavi ti apparve dicendoti: Io sono venuto a proteggerti; allontanando ogni paura, sii forte e coraggioso per i secoli.

Cristo ha reso terribile il tuo assalto contro i guerrieri del male che si vantavano; come tela di ragno distruggesti le loro trappole, Giorgio, gridando: Io ti benedico, o Cristo, nei secoli.

Theotokìon. Il tuo parto, Vergine pura, spezzò l’impetuoso slancio e la rovina: al posto della corruzione, procurò la vita a tutti gli uomini che cantano a tuo Figlio come Signore e Dio dell’universo esaltandolo per tutti i secoli.

Irmòs. La terra e tutto ciò che contiene, mari e fonti, cieli dei cieli, luce e tenebra, gelo d’inverno e arsura d’estate, figli degli uomini e sacerdoti lodino il Signore e lo esaltino per tutti i secoli.

Dei martiri. Ode 9. Irmòs.

Come figura del tuo parto abbiamo il roveto ardente, che bruciava senza consumarsi; ti preghiamo di estinguere nelle nostre anime la fornace ardente delle tentazioni, affinché, o Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.

Come sentiero verso l’alto e scala che conduce al cielo si sono rivelate per voi le piogge di pietre, che vi permisero di partecipare all’immortalità, o beati martiri, illustri Giuseppe e Aitala.

Stiamo piamente mentre celebriamo il divino ieromartire Akepsima, il sublime sacerdote Giuseppe e il grande Aitala, diacono dei misteri di Cristo, servi illustri di Dio.

O vittoriosi atleti, che ora abitate presso Dio e siete divenuti degni dell’ineffabile illuminazione, riuniti ai cori degli angeli e aggregati alle schiere dei martiri, con loro pregate senza sosta per noi.

Theotokìon. La nostra lingua non può esprimere il terribile mistero del tuo parto, poiché al Signore del cielo e di tutto il creato, pura Vergine Madre, hai dato il corpo quando si impoverì nella nostra carne; perciò, concordi, ti glorifichiamo.

Di san Giorgio. Il tuo parto fu verginale.

Ascendesti alla vetta del martirio e dalla mano del Signore ricevesti la corona, o atleta vittorioso: tale è il privilegio dei martiri; degnamente ti magnifichiamo.

Liberi le anime dal peccato, vittorioso atleta e allontani malattie fisiche; tu concedi la salute a tutta la mia persona e io bacio la tua icona con tutto il cuore.

Tu che dimori in cielo presso il trono del gran Re, invia la luce che dissolve l’oscura nube dei miei peccati, per il poema che compongo in tuo onore.

Theotokìon. O Figlio ingenerato, nato dal Padre prima di tutti i secoli e consustanziale a lui, che negli ultimi tempi per lo Spirito santo hai preso la nostra povertà carnale dalla Vergine, tu divinizzasti la stirpe umana.

Irmòs. Il tuo parto fu verginale: Dio sorse dal tuo grembo, si mostrò rivestito della nostra carne e visse sulla terra con gli uomini; per questo, Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.

Exapostilarion dei martiri.

Con i discepoli conveniamo.

Il glorioso Akepsima, il nobile Giuseppe, il sapientissimo Aitala lottarono con la forza di Cristo e, distrutto l’inganno dei persiani, pregano la Trinità santa per noi: e noi, piamente onorandoli come ieromartiri, con gioia celebriamo la loro luminosa memoria.

Di san Giorgio. Nel sacro Spirito.

Spegnesti con i rivoli del tuo sangue la fiamma dell’inganno, o beato, annientasti tutta l’arroganza dei tiranni e glorificasti Cristo, Giorgio vittorioso: così ricevesti la corona dell’incorruttela e della vita dalla destra dell’Altissimo.

Theotokìon.

Non vi è in me alcuna salvezza, o Vergine: sono malamente caduto nel baratro dei peccati e penso alla minaccia del tremendo castigo e alla sorte dei capri; abbi compassione di me prima della sentenza, tu che sei fervido soccorso, Madre di Dio.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo e 3 stichirà prosòmia di san Giorgio, ripetendo il primo.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Acclamiamo il campo di Dio, il generoso fra i martiri, il sapiente Giorgio, l’araldo della verità, il tralcio sempreverde della vite della vita, che fruttificò e sgorgò il mosto della pietà e rallegra quanti ogni anno festeggiano con fede la sua memoria (2).

Ti riconosciamo astro dalla luce copiosa, splendente nel firmamento come sole, ti acclamiamo perla preziosissima, pietra rilucente, figlio del giorno, generoso fra i martiri, difensore dei fedeli nei pericoli e celebriamo la tua memoria, o Giorgio trionfatore.

Quando navigo nel mare, quando cammino per la via, quando dormo nella notte, custodiscimi; quando sono desto, salvami, beatissimo Giorgio e guidami a fare la volontà del Signore, affinché nel giorno del giudizio io, che mi rifugio sotto la tua protezione, trovi il perdono per quanto avrò commesso in vita.

Gloria. Tono 4.

Acclamiamo spiritualmente, fratelli, l’acciaio spirituale della costanza, il celebrato martire Giorgio, che i pericoli forgiarono, ardente per Cristo e i tormenti temprarono, mentre pene multiformi ne consumarono il corpo, per natura corruttibile: l’amore vinceva infatti la natura, persuadendo l’amante a passare, tramite la morte, all’amato Cristo Dio, Salvatore delle nostre anime.

E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Il buio spaventoso della morte, o sposa di Dio, tormenta la mia anima; e il conto tenuto dai demoni mi fa continuamente sbigottire e tremare, o buona: da essi liberami con il tuo potere, Vergine ignara di nozze e collocami nel porto della salvezza e nella luce senza tramonto dei santi.

Grande dossologia, quindi congedo.