2 Novembre
Memoria dei santi martiri Akìndinos, Pegasio, Aftonio, Elpidofòro e Anempodìsto.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 2.
Vittoriosi del Signore, beata la terra impinguata dal vostro sangue e sante le dimore che accolgono i vostri spiriti: poiché nello stadio trionfaste sul nemico e con franchezza predicaste Cristo; vi preghiamo: supplicatelo, come buono, di salvare le nostre anime.
Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dell’Oktòichos e questo dei santi. Acrostico. Martiri, proteggetemi con le vostre sante preghiere.
Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.
Akìndinos, Anempodìsto, e Pegasio, in numero eguale alla Trinità santa, vi rivelaste suoi adoratori e presso il suo trono pregate con fervore per quanti a voi accorrono.
Anempodìsto, Akìndinos, Pegasio, liberandoci da ogni pericolo, effondete la grazia a quanti accorrono con fede, alleviando problemi, miseria e affanni.
Rivestiti di forza invincibile non vi curaste, o martiri, della debolezza della carne, ma con cuore audace affrontaste il fuoco e i tormenti.
Theotokìon. Colui che siede negli eccelsi, divina sposa, si incarnò e lo portasti fra le braccia, poiché tu sola tra tutte le generazioni fosti degna di accogliere l’Onnipotente.
Ode 3. Non è la scienza.
Consolidati dalla potenza di Cristo, gloriosi martiri, con spirito fermo siete passati, lottando, attraverso il fuoco e l’acqua per salire ai cieli.
Martiri illustri, fortificati dalla speranza dei beni futuri, disprezzaste con coraggio i dolori presenti.
Illustri martiri, avendo gli stessi sentimenti dei tre fanciulli, spegneste con la rugiada dello Spirito, la fornace accesa dai folli persiani.
Theotokìon. In te, Madre di Dio, noi possediamo la protezione più sicura; in te sperando siamo salvati; rifugiandoci presso di te, troviamo un riparo.
Irmòs. Non è la scienza, né la potenza o la ricchezza il nostro vanto, ma sei tu, Sapienza enipostatica del Padre, poiché altro Dio all’infuori di te, o Cristo, noi non conosciamo.
Kathisma. Tono 4. Stupì Giuseppe.
Stupirono un tempo le folle degli empi vedendo il valore delle vostre anime, o martiri e credettero nel Signore acclamando: Gloria a te, o Cristo onnipotente; tu sei Dio, noi non conosciamo altri che te, che operi prodigi straordinari nei tuoi santi martiri; Salvatore del mondo, per la loro preghiere, illumina i tuoi cantori.
Gloria. Tono pl.4. Ineffabilmente concepita.
Gareggiando senza pericolo la pia corsa nello stadio, i valorosi, fortificati dalla speranza delle corone, sfidarono i loro avversari fino in fondo e li vinsero senza ostacoli; perciò per quanti chiedono con fede fanno sgorgare sempre la moltitudine delle guarigioni; a loro con fede gridiamo: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
E ora. Theotokìon.
Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e che tutti nutre, l’Artefice del creato. Perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o inneggiatissima.
Stavrotheotokìon.
Vedendo ingiustamente innalzato sulla croce l’Agnello, il Pastore e il Redentore, l’Agnella gridava in lacrime: Il mondo si rallegra ricevendo la redenzione e le mie viscere si consumano vedendo la tua crocifissione, Dio più che buono, longanime Signore; perciò con fede diciamo: Abbi pietà di noi, o Vergine e dona remissione delle colpe a chi venera con fede la sua passione.
Ode 4. Colui che siede.
Rischiarati dallo splendore dell’eccelsa lotta, martiri di Cristo, avete lui come fiaccola splendente, illuminando con i vostri raggi splendenti i fedeli che gridano: Gloria alla tua potenza, Signore.
Propiziatorio divenne il sangue versato dai martiri, vera consacrazione a Dio che fa sgorgare per tutti senza ostacolo la profumata fonte, che libera dal pericolo, apportando le guarigioni.
Per le vostre preghiere a Cristo allontanate da ogni pericolo, da molte tentazioni e prove che li assalgono, martiri mirabilissimi, i fedeli che festeggiano la vostra santa memoria.
Rovesciando l’ateo errore degli idoli e dimostrando con i fatti l’energia vivificante del Dio di tutti, veneratissimi martiri, acclamavate: Gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. Sei la nostra potente armatura, che ci protegge dal nemico; per te, Madre di Dio, respingiamo tutti i pericoli e le sciagure che ci accerchiano; per te sfuggiamo anche alla tempesta delle eresie.
Ode 5. Gli empi non vedranno.
Ti offristi a Dio rigettando il pensiero empio del tiranno e con letizia, glorioso Aftonio, sei corso alla luce della fede.
Iniziato alla passione di Cristo, per lui ti lasciasti decapitare e ti elevasti, nobile Aftonio, verso il gaudio immortale e la gioia senza fine.
Poggiando sulla speranza incrollabile e disprezzando le delizie inferiori, sapiente Elpidofòro, volasti sulle ali del tuo amore per la bellezza divina.
Delle delizie ineffabili e della sorte dei beati fosti degno nelle dimore celesti, illustre Akìndinos, poiché senza deviare terminasti bene la corsa del martirio.
Theotokìon. Sorgendo da te, il sole spirituale effuse su tutti i raggi della sua divinità: perciò, Madre di Dio, ti glorifichiamo.
Ode 6. A te sacrificherò.
Disprezzando ciò che deperisce e si corrompe, foste degni di contemplare l’incorruttibile; liberate dunque da prove e pericoli, invincibili martiri, i fedeli che vi invocano.
O martiri illustri della Trinità suprema, abbiate compassione e con le vostre preghiere liberate quanti rudi catene e prigioni trattengono senza speranza di remissione.
Consegnandosi alla morte per te, Salvatore, i valorosi martiri trovarono l’immortalità e salvarono quanti sono afflitti dalla tempesta delle disgrazie.
Theotokìon. Strappa, o Vergine, l’elenco dei miei peccati, liberami dalle passioni e dalla tristezza che mi stringe e da ogni disgrazia e sempre custodiscimi.
Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore; così ti grida la Chiesa, purificata dalla sozzura dei demòni per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.
Kontàkion. Tono 4. Tu che volontariamente.
Rifulgendo della bellezza della Trinità, la divina falange degli atleti, cinque volte rifulgente, ha fiaccato i tremendi assalti dei tiranni, facendo sgorgare grazia abbondante, sicura, senza impedimento, per tutti quelli che con speranza e affetto per mezzo loro, divinamente ispirati, si accostano al Creatore di tutti, Cristo nostro Dio.
Ikos.
Purifica la mia anima insozzata coi flutti di misericordia della tua filantropia, o compassionevole e rischiarala con la luce che eternamente risplende, perché inneggi il coro dei tuoi cinque martiri, Akìndinos, il divino Pegasio con Elpidofòro e Aftonio e il nobile Anempodìsto, i venerabili vittoriosi: essi, col tuo amore, davvero coraggiosamente respinsero ogni assalto dei tormenti, o Verbo e offrirono se stessi come sacrificio razionale a te, Creatore di tutti, Cristo nostro Dio.
Sinassario.
Il 2 di questo mese memoria della lotta dei santi martiri Akìndinos, Pegasio, Aftonio, Elpidofòro e Anempodìsto.
Stichi. Nelle fiamme il due perì Akìndinos con due compagni; come vittorioso atleta, il martire Aftonio consegna alla spada il suo capo, come Elpidofòro. Sovrano salvaci.
Lo stesso giorno memoria dei santi senatori provenienti da Synglìto, uccisi di spada.
Stichi. Decapitati, i pii senatori rinunziarono alla gloria terrestre per quella eterna.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Eudossio, Agapio e altri otto santi.
Stichi. Dieci atleti affrontarono la morte attraverso il fuoco, volendo partecipare alla sorte dei beati.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Marciano di Cyro.
Le sante martiri Kyriakì, Domnina e Domni muoiono di spada.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Dalla fornace salvasti.
Come liberasti dalla fiamma i tre nobili fanciulli, così nella fornace preservasti gli atleti che unanimi ti cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Distribuisci doni generosamente e fai scorrere miracoli, o Cristo, collaborando e agendo insieme, apparendo come compassionevole ai tuoi atleti, che cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
O folla dei martiri, radunati per rendere testimonianza sicura, con fede vi siete accostati a Cristo, operando straordinari miracoli e cantando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Per te, gloriosa Sovrana, liberati dalla maledizione ancestrale e introdotti alle delizie eterne, noi ti cantiamo: Salve, tu che per noi generasti Dio incarnato.
Ode 8. Il parto della Madre di Dio.
La festa augusta dei martiri è giunta nella letizia, illuminando tutto il mondo, rallegrando tutti i cuori e facendo splendere tutti i fedeli che cantano: Opere tutte lodate il Signore ed esaltatelo nei secoli.
Affrontaste la crudeltà delle belve, delle fosse e dei tormenti, beati, con la protezione del Signore della gloria, invincibile nella lotta, al quale cantiamo: Opere tutte, lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Avendovi come incrollabile rifugio, nobili martiri Akìndinos, Aftonio, illustre Elpidofòro, Pegasio e Anempodìsto, senza sosta cantiamo il Signore e lo esaltiamo per tutti i secoli.
Ornati della corona di vincitori, risplendenti per il diadema della bellezza, trovaste la luce senza tramonto e la fine beata nel cielo cantando: Opere tutte lodate il Signore ed esaltatelo nei secoli.
Theotokìon. In te, Purissima, riconosciamo con la bocca e col cuore la Madre del nostro Dio: nei limiti della carne infatti partoristi il Signore e Creatore, nostro Re e Messia, o Vergine, perciò ti lodiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.
Irmòs. Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. Per la sua colpa.
Alle vostre pene terrene seguì la felicità dei cieli: là dove il coro dei martiri, la folla degli atleti vittoriosi, tutta l’assemblea dei primogeniti, si rallegra con gli angeli presso Dio.
Dalle catene delle disgrazie e da ogni pericolo, beati, salvate tutti i fedeli che festeggiano la vostra santa memoria; implorate per essi la quiete, la pace e la salvezza, venerabili martiri.
Vittoriosi atleti, splendenti di grazia e sovrabbondante luce, con tutti quelli che condivisero le vostre imprese, supplicate il Benefattore di concedere la remissione dei peccati e la fine delle loro preoccupazioni ai fedeli che si rifugiano in voi.
Theotokìon. Eva fu esiliata dall’albero della vita, privata della sua partecipazione, ma tu, Vergine Madre di Dio, concepisti al mondo per la fede l’energia vivificante, la vita preeterna.
Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo
Exapostilarion. Udite, donne.
Con sicurezza fate sgorgare la grazia delle guarigioni, senza impedimento e copiosamente, per quanti con speranza celebrano la vostra memoria, o santi; possiate dunque anche ora far sgorgare guarigioni, o illustri per chi vi onora con affetto, o cinque vittoriosi.
Theotokìon.
Rinnovasti la natura corrotta del progenitore concependo oltre natura e partorendo ignara d’uomo il Creatore di ogni natura: da lui rafforzati lottarono i cori dei martiri, cantando a te, Madre di Dio, primizia della nostra salvezza.
Stichirà dall’oktòichos, poi questo idiòmelon. Tono 2.
Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.
Immergendo il corpo in torrenti di sangue, senza pericolo sei passato per la via del martirio, Akìndinos vittorioso; perciò, cinto di forza divina, spezzasti gli artifici del nemico e preghi Cristo nostro Dio di salvare le nostre anime.
Gloria. Tono 4.
La fiaccola cinque volte rifulgente degli atleti, come la scure in un bosco, davidicamente recise l’errore del nemico e confessando Cristo davanti ai re, senza sosta essi pregano per le nostre anime.
E ora. Theotokìon. Come generoso fra i martiri.
Ti proclamo beata, o purissima, che strappasti i mortali da un abisso di male e disperazione; a te canto, sposa di Dio, in eterno beata e glorifico, o venerabile, il tuo ineffabile concepimento: partoristi infatti il Salvatore del mondo e liberasti l’umanità dalla maledizione dei progenitori, o Vergine.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendoti inchiodato alla croce, Signore, l’agnella Madre tua, sbigottita gridava: Che visione è questa, Figlio amatissimo? Questo ti rende il popolo ribelle e iniquo, che ha goduto dei tuoi tanti prodigi? Gloria, dunque, o Sovrano, alla tua ineffabile condiscendenza.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

