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1 Novembre

Memoria dei santi anàrghiri Cosma e Damiano.

Al Mattutino

Apolytìkion. Tono pl. 4.

Santi anàrghiri e taumaturghi, visitate le nostre infermità: gratuitamente riceveste, gratuitamente date a noi.

Dopo la consueta sticologia si recitano un canone dall’Oktòichos e questi due dei santi.

Primo canone. Acrostico: Con inni celebro i sapienti anàrghiri. Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cantiamo un inno di vittoria, popoli tutti, a colui che dall’amara schiavitù del faraone ha strappato Israele e lo guidò a piede asciutto nel profondo mare, perchè si è glorificato.

Illuminata dalla grazia della suprema Trinità, la coppia venerabile e lodatissima concede a quanti si accostano con fede l’inesauribile flusso delle guarigioni.

I beatissimi, iniziati alle parole vivificanti, rifulsero come torce in questo mondo e senza fatica dileguarono la tenebra delle passioni con il fervore della loro fede.

Conformandosi ai precetti del Salvatore, i mirabilissimi anàrghiri rigettarono ogni piacere carnale e in questo mondo rifulsero chiaramente per le virtù spirituali delle loro anime.

Theotokìon. Della natura umana intera si rivestì ineffabilmente il Dio supremo, dimorando nel tuo grembo, Madre di Dio, il Figlio, che il Padre genera senza tempo; a lui cantiamo perché si è glorificato.

Secondo canone. Acrostico: Mi salvi la coppia dei sapienti anàrghiri. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Come la cavalleria del faraone, sommergi la mia anima, ti prego, nell’oceano dell’impassibilità, tu che fosti concepito da una Vergine, affinchè per la mortificazione del mio corpo, con timpani canti l’inno di vittoria.

Stando davanti alla Trinità con gli eletti, o luminosi due anàrghiri, pregate per noi che festeggiamo la vostra splendida memoria affinchè siamo illuminati dal divino splendore dello Spirito.

Dimostrando il vostro spirito superiore alla materia, foste degni dei bagliori immateriali, o santi sapienti: perciò sempre con i vostri divini consulti dissolvete la tenebra delle malattie.

Provvisti di attenzione vigilante dell’anima per il compimento dei precetti divini, risvegliate quanti dormono nei mali e donate loro la grazia di ritrovare il vigore, per compassione, o anàrghiri teofori.

Theotokìon. Dal tuo sangue puro, o Fanciulla, donasti un corpo al Dio Salvatore, che per guarirci dai nostri mali rese medici salutari e fervidi intercessori i venerabili anàrgiri, o Purissima.

Ode 3. Irmòs.

Stabiliscimi, o Cristo, sulla ferma roccia dei tuoi precetti e illuminami con la luce del tuo volto: poichè non c’è santo all’infuori di te, amico degli uomini.

Tutti degnamente cantiamo le fonti delle guarigioni, i canali che ci trasmettono i doni di Dio, i ricettacoli luminosi dello splendore immateriale.

Voi che curate i dolori delle anime e dei corpi, degnatevi di liberare dalle malattie quanti a voi accorrono con fede, come venerabili benefattori.

Adorni di feconde virtù, i santi respinsero sapientemente i piaceri momentanei di questa vita per dedicarsi alla bellezza divina.

Theotokìon. Colui che un tempo fu visto senza forma, Genitrice di Dio, prese una forma simile alla nostra per l’incarnazione della sua divinità nel tuo castissimo grembo, o divina sposa.

Secondo canone. Non è la scienza.

Il vostro divino tempio, diffondendo il gradevole profumo delle guarigioni, per la rugiada del santo Spirito, allontana il cattivo odore delle passioni.

Dimorando sempre nel celeste paradiso, o anàrghiri, per la grazia dell’Onnipotente, avete reso il vostro tempio fonte inesauribile di guarigioni.

Frenando le passioni carnali con il morso della temperanza, riceveste i ricchi raggi dello Spirito e arricchite il mondo di guarigioni.

Theotokìon. Dio scelse te, la più bella fra le donne, pura Vergine e si degnò di incarnarsi dal tuo grembo colui che riposa nel suo santuario.

Irmòs. Non è la scienza, né la potenza o la ricchezza il nostro vanto, ma sei tu, Sapienza enipostatica del Padre, poiché altro Dio all’infuori di te, o Cristo, noi non conosciamo.

Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Ricevuto mirabilmente da Cristo il dono celeste dei miracoli, senza sosta curate ogni sorta di male poiché in voi si rivela la grazia dello Spirito, che vi concede il potere delle guarigioni; perciò con pensiero disinteressato, per la fede, acquisiste l’abbondante ricchezza dei beni incorruttibili, teofori anàrghiri: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Gloria. Uguale.

Taumaturghi datori di guarigioni e fiaccole luminose di miracoli a tutti vi mostraste per la grazia del santo Spirito; refrigerando infatti la fiamma delle passioni con la fede, in essa curate il pensiero dei fedeli; perciò avendo il vostro divino tempio come ambulatorio delle anime, in esso ci rifugiamo, teofori anàrghiri; pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Venite, fedeli tutti, con voci magnifichiamo la Regina Madre del Creatore dell’universo e inneggiando gridiamo: O causa della nostra letizia, Vergine lodatissima, salva chi ti venera e con le tue preghiere proteggili; come Madre di Dio possiedi la franchezza per implorare la sua compassione e la guarigione dalle malattie; perciò ti chiediamo di pregare tuo Figlio e Dio di donare remissione ai tuoi servi che piamente venerano il tuo parto senza seme.

Stavrotheotokìon.

Come vide sospeso sulla croce l’agnello e pastore, la Fanciulla ebbe le viscere dilaniate e maternamente gemendo disse: Ahimè, mio Dio e Signore, luce del mondo, perché volontariamente soffri questo? Tu però vuoi salvare e trasferire alla vita divina la tua immagine corrotta; magnifico la tua passione, che sopportasti per la tua compassione e con cui lenisci i dolori di tutti.

Ode 4. Irmòs.

Ho conosciuto, Onnipotente, la tua economia e con timore ti ho glorificato, Salvatore.

Seguendo sapientemente le parole divine, o anàrghiri, non acquisiste i bagliori dell’oro e dell’argento.

Rifulgenti di prodigi divini, gli anàrghiri concedono a tutti la grazia come dispensatori.

Vi rivelaste abili medici allontanando i dolori delle passioni con le vostre mani che allontanano i mali.

Theotokìon. Siano sfigurati, i volti di quanti non ti venerano, Madre di Dio, Sovrana purissima.

Secondo canone. Colui che siede con gloria.

Per la vostra azione vivificante e la generosità verso tutti, guarite le funeste passioni dei mortali, colonne luminosissime, torri inamovibili, tralci della vite della verità divina.

Le mammelle della Chiesa zampillanti il latte delle guarigioni, i luminosi anàrghiri, che nutrono tutto il mondo, con insegnamenti divini, siano celebrati con liete melodie.

Il vostro tempio si rivelò ospedale per quanti sono nella tempesta, porto franco e salvezza in cui tutti otteniamo serenità e liberazione dalle minacce.

Theotokìon. Fammi degno della tua compassione, Vergine pura, che concepisti il Verbo, l’unico compassionevole, che al mondo rivelò i santi medici e taumaturghi.

Ode 5. Irmòs.

Vegliando dalla notte, inneggiamo a te, Cristo Dio, che per noi ti impoveristi e croce e morte soffristi nella tua carne.

Come divini getti zampillate per i fedeli le onde dei vostri benefici, gloriosi anàrghiri, sanando mali fisici e spirituali.

Aprendo la fonte della grazia, santi anàrghiri, distribuite forza e vigore a tutti quelli che a voi accorrono con fede e affetto.

I luminosi e sapientissimi astri manifestamente trasformano la terra in cielo, imitando lo splendore degli angeli, illuminandoci senza sosta.

Theotokìon. Ti rivelasti superiore a ogni creatura concependo il Creatore del mondo, coeterno al Padre e generando al mondo il Salvatore e Signore, o Vergine Madre.

Secondo canone. Sbigottisce l’universo.

Chiaramente illuminati dal divino splendore, percorrete tutto il mondo rischiarando tutti gli uomini e dissolvendo le tenebre delle passioni e allontanando i demòni, teofori anàrghiri.

La superficie terrestre rischiarate come due fulgidi astri; mossi dallo Spirito percorrete tutto il creato e visitate sul loro giaciglio di sofferenza i pazienti, liberandoli dai pericoli.

Procurando gratuitamente la guarigione ai malati e la liberazione dalle passioni, per tutti diveniste insuperabili difensori, unici sicuri mediatori presso Dio, protettori universali, teofori anàrghiri.

Theotokìon. Concepisti la sapienza divina enipostatica, che rese sapientissimi i santi, per i quali venne umiliato l’orgoglio del sofista e sgominati gli intrighi dei malvagi, Madre di Dio, Vergine pura.

Ode 6. Irmòs.

Dal mostro marino salvasti il tuo profeta, o amico degli uomini; dall’abisso dei miei peccati strappami, ti prego.

Veneriamo con affetto i nostri benefattori, Cosma e Damiano di mente divina, divini guaritori e salvatori.

Custodita la temperanza, adorni di sapienza, i divini Cosma e Damiano esultano con Cristo.

Vivendo in ascesi unanimi e concordi, riceveste il potere delle guarigioni.

Theotokìon. Concepisti incarnato lo splendore inaccessibile, illuminante tutto il mondo con i raggi della sua divinità, o Purissima.

Secondo canone. A te sacrificherò.

Non con arte umana, ma con la grazia di Dio allontanate le infermità degli uomini, o gloriosi: perciò giustamente celebrandovi, vi diciamo beati.

Uniti dall’amore di Cristo, per grazia divina interrompete i mali provocati dai demòni; perciò, o teofori, celebriamo la vostra santa festa.

Come tralci di Cristo, la vite, mescete per noi il vino delle guarigioni quando cadiamo malati, colmandoci di divina esultanza, o anàrghiri.

Theotokìon. Ti rese suo santo tempio, o Sovrana, il Verbo purissimo, che magnificò il tempio degli anàrghiri operando senza sosta in esso miracoli e prodigi.

Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore; così ti grida la Chiesa, purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Kontàkion. Tono 2. Poema di Romano.

Voi che riceveste la grazia delle guarigioni, effondete vigore sui bisognosi, o gloriosi medici taumaturghi; ma con la vostra visita abbattete anche la tracotanza degli avversari, sanando il mondo con i vostri prodigi.

Ikos.

Parlare dei sapienti medici eccede ogni intelligenza e sapienza, poiché essi, ricevuta grazia dall’Altissimo, invisibilmente a tutti donano il vigore; perciò anche a me hanno donato la grazia di saper narrare per celebrarli come teofori graditi a Dio e guaritori che concedono una moltitudine di guarigioni: essi liberano infatti tutti dai dolori, sanando il mondo con i loro prodigi.

Sinassario.

Il primo di questo mese memoria dei santi anàrghiri e taumaturghi Cosma e Damiano, figli di Teodota, d’Asia.

Stichi. Anche se entrambi gli anàrghiri l’hanno lasciata, tuttavia per grazia la terra continua a esser visitata da questi due taumaturghi. Il primo siete saliti al cielo.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Cireneo e Giuliana.

Stichi. Cireneo accetta di spirare nella fornace, venerando il Signore di ogni spirito. Ardente d’amore per il Salvatore, nostro Dio, Giuliana resse la bruciatura del fuoco.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Cesario, Dacio e altri cinque.

Stichi. Con sei compagni, amici della verità, gli amici della menzogna tagliano Cesario.

Lo stesso giorno memoria dei santi ieromartiri Giovanni, vescovo e Giacomo, presbitero.

Stichi. La spada uccide il presbitero Giacomo con il gerarca Giovanni.

Lo stesso giorno memoria del santo martire Ermenegildo.

Stichi. Lavato da ogni colpa, Ermenegildo mira il secondo battesimo con il sangue del martirio.

I santi martiri Cipriano e Giuliana furon arsi vivi.

Memoria del nuovo ieromartire san Giacomo e di due suoi discepoli, Giacomo, diacono e Dionigi, monaco, uccisi per strangolamento nel 1520.

Il beato padre Davide, che fu asceta nell’Evvia, si addormenta in pace.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà e salvaci. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

Noi fedeli ti contempliamo, Madre di Dio, come spirituale fornace: come salvò i tre fanciulli, così riplasmò tutto me, l’uomo, nel tuo grembo, il sovresaltato Dio dei padri, degno di lode e più che glorioso.

Tutti divinamente vi rivelaste del tutto dimore di Dio, abbandonando totalmente per lui il mondo, seguendo, o gloriosissimi, i passi del Salvatore, divinamente celebrando il Dio dei nostri padri.

Come medici eccellenti, per le vostre segrete operazioni, in modo soprannaturale guarite tutte le piaghe dei vostri pazienti, attingendo ai divini tesori i rimedi salvifici, inneggiando al Dio gloriosissimo.

Del fulgido diadema e della corona del tuo regno, o Cristo, splendidamente ornasti quanti amarono più di tutto la prodigiosa luce della tua bellezza, Signore, rendendoli benefattori di tutti i fedeli.

Theotokìon. Manifestasti sulla terra, o purissima, l’oriente dall’alto, chiaramente mostrandoti porta luminosa, rischiarando il mondo con i tuoi puri raggi e diffondendo sui fedeli la luce dei tuoi incessanti prodigi.

Secondo canone. Nella fornace.

Aprendo la fonte donata da Dio, o santi, fate scorrere su tutti le onde delle pure guarigioni per allontanare i miasmi delle passioni e i mali funesti provocati dai demòni.

Fortificati dalla vigorosa grazia divina, la venerabile coppia dei tuoi anàrghiri, a tutti gli infermi dona vigore, o Verbo di Dio, sua sapienza e potenza.

Tu solo sei santo e glorifichi i tuoi santi: per loro liberi il mondo da ogni male, illuminando quanti a te cantano: benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Theotokìon. Ramo dalla radice di Iesse, germogliasti un fiore, il Cristo, che ornò gli anàrghiri, suoi servi, con i fiori dei miracoli.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace come in un crogiuolo i fanciulli d’Israele risplendevano, più tersi dell’oro, per la bellezza della loro pietà e salmeggiavano: opere tutte, benedite il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Morti all’attrattiva delle cose di quaggiù, preservati dal fascino del denaro, o sapienti, foste chiamati anàrghiri da tutti coloro che gridano: opere tutte, benedite il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Chiaramente ereditaste la vita eterna, avendo lasciato i piaceri della vita corruttibile, cantando a una sola voce: opere tutte, benedite il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Per le preghiere dei tuoi anàrghiri, o Cristo, libera dalle malattie tutti i fedeli e concedi loro di cantare a te a una sola voce senza fine: opere tutte, benedite il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Per la potenza della grazia, con gioia, noi tutti i fedeli, salvati dal tuo parto, Madre Vergine, senza fine cantiamo: opere tutte, benedite il Signore, celebratelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Secondo canone. Stese la mani.

Di tutta la malizia del nemico vi spogliaste per divenire nello Spirito la veste che ci ricopre di salvezza e perdono, allontanando dal male chi canta: opere tutte, benedite il Signore.

Divenuti per fede figli di Dio secondo partecipazione, Cosma e Damiano, ora gustate l’eredità paterna, esultando nei cieli, risplendenti di prodigi, cantando: opere tutte, benedite il Signore.

Con la pioggia dei vostri prodigi lavate lo sporco dei nostri cuori, allontanando dolorose malattie e respingendo l’assalto dei demòni, come nostri guaritori compassionevolissimi.

Come fiori, come gigli spirituali, come rose appariste adorni di bellezza per lo Spirito, esalando il profumo che allontana gli effluvi delle passioni per quanti gridano: opere tutte, benedite il Signore.

Theotokìon. In te, pura, la morte morì, poiché generasti Cristo Signore, vita enipostatica, protettore delle nostre esistenze, rivelando i medici anàrghiri che gridano: opere tutte, benedite il Signore.

Irmòs. Stese le mani, Daniele, chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, estinsero il potere del fuoco, gridando: opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Ode 9. Irmòs.

Sei tu, Madre di Dio, il candelabro brillante la luce della splendida gloria del Signore, la più eccelsa fra le opere di Dio creatore, perciò con inni ti magnifichiamo.

La sapiente coppia fraterna, irraggiante splendore immateriale, comunicando a tutti la sua illuminazione, con inni senza sosta proclamiamo beata.

Donate vigore e salute alle anime dei fedeli, avendo potere di guarire i dolori fisici: perciò giustamente siete sempre inneggiati come soccorritori.

Gli astri di divini riflessi, illuminanti in ispirito per l’effusione della loro luce, il firmamento della santa Chiesa, senza sosta ora rifulgono.

La coppia divinamente eletta, rinvigorita dalla Trinità, effonde i tesori delle guarigioni su quanti con affetto la dicono beata.

Theotokìon. Come arca santa e nube di luce divina, come porta luminosa del mistico sole, Madre di Dio, con inni ti magnifichiamo.

Secondo canone. Per la sua colpa.

Vedete com’è buono, com’è gioioso abitare insieme, nell’unanimità, come sta scritto, nella gloria incorruttibile, nella dimora luminosa, nel paradiso celeste, per questi fratelli che diciamo beati.

Com’è grande questo sacro tempio onorato ogni giorno dai vostri miracoli: sempre vi dimorate, mirabili Cosma e Damiano per donare salute a chi vi supplica; perciò vi diciamo beati.

Con noi oggi nella vostra memoria, esultano gli angeli, i divini apostoli, i profeti, i giusti e i santi; dimorando nella gioia, con tutti loro, intercedete per la salvezza del mondo.

Anàrghiri teofori, luminosa divina coppia venerabile, chiedete per noi la correzione delle nostre vite e la liberazione da ogni male per i fedeli che senza sosta v’inneggiano.

Theotokìon. Divenisti dimora della luce che illumina il mondo, facendo risplendere i santi anàrghiri che allontano, nello Spirito, la tenebra delle funeste passioni, pura Vergine Fanciulla, unica inneggiatissima.

Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Nel sacro Spirito.

Ricevuta da Dio la grazia delle guarigioni, o beati anàrghiri, curate le malattie e sanate tutti quelli che accorrono con fede al vostro tempio divino; perciò a una voce degnamente diciamo beata la vostra venerabile memoria.

Theotokìon, stessa melodia.

Generasti, o purissima, il Verbo di Dio e Dio che con somma sapienza compie per il mondo la nobilissima economia salvifica; perciò tutti ti celebriamo come conviene, perché tu lo preghi di liberarci da malattie e pericoli di ogni sorta.

Alle lodi sostiamo a 4 stichi e cantiamo le stichirà idiòmela.

Tono 1. Di Anatolio.

Ricevuta da Dio la grazia delle guarigioni, curate senza argento le passioni fisiche e spirituali, o anàrghiri universali; perciò Cristo, che per voi dona salute ai fedeli, vi rese astri non erranti per l’ecumène: pregatelo di salvare le nostre anime.

Attingendo dalla provvidenza superna l’oceano dei rimedi, come fonte su tutti i fedeli fate scorrere le guarigioni; per le vostre segrete operazioni in modo soprannaturale allontanate i dolori degli infermi, prescrivendo farmaci salutari provenienti dal tesoro dello Spirito; divenuti perciò templi della Trinità vivificante, che saggiamente in voi prese dimora, supplicatela di salvare le nostre anime.

Tono 2. Di Germano.

Esulta il coro dei santi nei secoli, avendo ereditato infatti il regno dei cieli. La terra accogliendo le loro reliquie, esala profumo; i servi di Cristo hanno trovato dimora nella vita eterna.

Medici degli infermi, tesori di guarigioni, soccorritori dei fedeli, illustrissimi anàrghiri, guarite quanti nell’angoscia e nel dolore vi invocano, supplicando il buon Dio di liberarci dai lacci del nemico.

Gloria. Tono 4. Di Teofane.

Possedendo la fonte delle guarigioni, santi anàrghiri, offrite guarigioni a tutti i bisognosi, degni di grandissimi doni dall’eterna fonte di Cristo Salvatore. Disse infatti il Signore a voi, come imitatori dello zelo degli apostoli: Ecco, vi ho dato potere sugli spiriti impuri per scacciarli e curare ogni malattia e infermità. Perciò vivendo bene nei suoi precetti, gratuitamente riceveste e gratuitamente offrite, curando le passioni delle nostre anime e dei corpi.

E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Salve, rifugio e forza dei cristiani; salve, scala celeste; salve, tesoro della verginità; salve, Madre di Dio, arca razionale; salve, vanto della divina gloria e sostegno del mondo; riabilitazione dei caduti, dimora luminosissima, santa e bellissima.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono pl. 4.

Chi non stupirà? Chi non glorificherà? Chi non celebrerà con fede i prodigi dei sapienti e gloriosi anàrghiri? Poiché anche dopo il loro santo trapasso donano copiose le guarigioni a tutti quelli che accorrono; anche dalle loro preziose e sante reliquie scaturiscono grazie di guarigioni. O santa coppia! O augusti personaggi! O sapienza e gloria della grazia a voi data da Dio! Perciò cantiamo con inni al Dio benefattore, che ce li ha dati per curare anime e corpi.

E ora. Theotokìon.

Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.

Oppure stavrotheotokìon. I tuoi martiri.

Non sopporto, Figlio, di vedere te, che a tutti doni il risveglio, addormentato sul legno, per concedere il divino e salvifico risveglio a quanti un tempo, per il frutto della trasgressione, si addormentarono in un sonno letale. Così diceva, facendo lamento, la Vergine che noi magnifichiamo.

Alla Liturgia i typikà e le odi 3 e 6 dei canoni dei santi.

Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.