25 Novembre
Memoria della santa megalomartire di Cristo e sapientissima Caterina e del santo megalomartire Mercurio. Oggi si conclude la festa dell’Ingresso al tempio.
Al Grande Vespro
Dopo il salmo introduttivo, la prima stasi del primo kàthisma del salterio (Beato l’uomo). Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa e 3 della santa.
Stichirà prosòmia della festa.
Tono 1. O straordinario prodigio.
Oggi, fedeli, danziamo cantando con salmi e inni al Signore, venerando anche la sua dimora santificata, l’arca animata che accolse l‘incontenibile Verbo: soprannaturalmente infatti si offre a Dio, ancora bambina nella carne e il grande sacerdote Zaccaria lieto l’accoglie come dimora di Dio.
Oggi il tempio animato della santa gloria di Cristo nostro Dio, la sola pura benedetta tra le donne è presentata al tempio della Legge per dimorare nel Santo dei santi; si allietano con lei nello spirito Gioacchino e Anna e i cori delle vergini cantano al Signore, salmeggiando e onorando la Madre sua.
Tu sei l’annuncio dei profeti, gloria degli apostoli, vanto dei martiri e rinnovamento di tutti i mortali, Vergine Madre di Dio: per te infatti siamo riconciliati con Dio. Onoriamo dunque il tuo arrivo nel tempio del Signore e con l’angelo noi tutti, salvati dalla tua intercessione, a te, venerabilissima, gridiamo salmeggiando: Salve.
Della santa. Stesso tono.
Esultanza delle schiere celesti.
Oggi tripudia la città di Alessandria, che con affetto conserva nel tuo divino tempio le tue fasce, o martire; perciò anche noi piamente festeggiamo, o Caterina, la tua memoria venerabile: prega per quanti ti onorano.
Festeggiamo ora la memoria di Caterina: poiché essa davvero ha abbattuto a parole e fatti tutte le potenze del nemico e l’opposizione dei rètori; liberaci dunque dalle eresie, o Dio, per le sue preghiere.
Salve, martire gloriosissima, venerabile Caterina: poiché sul monte Sinai, dove Mosè vide il roveto che non si consumava, Cristo, che là ha ora trasferito la tua tenda mortale a Dio gradita, ti custodisce fino al tempo del suo secondo avvento.
Gloria. Della santa. Tono 2.
Con gioia accorriamo, o amici dei martiri, alla solennità della martire Caterina, sapiente in Dio e coroniamola di lodi, come di fiori, a lei acclamando: Salve, tu che confutasti l’insolenza piena di ignoranza dei retori ciarlieri e li guidasti alla fede divina. Salve, tu che per amore del tuo Creatore consegnasti il corpo a molteplici tormenti e non ti lasciasti abbattere, resistente come incudine. Salve, tu che, in compenso delle pene, fosti introdotta nelle celesti dimore e ottenesti il gaudio dell’eterna gloria: che neppure noi tuoi cantori, che ad essa aspiriamo, siamo delusi nella nostra speranza.
E ora. Della festa. Tono pl. 4.
Dopo la tua nascita, Sovrana, sposa di Dio, sei giunta nel tempio del Signore per essere allevata nel Santo dei santi come creatura santificata; allora a te, purissima, fu anche inviato Gabriele, per portarti cibo; tutti gli esseri celesti stupirono vedendo lo Spirito santo dimorare in te; tu dunque, senza macchia, né contaminazione, in cielo e in terra glorificata, Madre di Dio, salva la nostra stirpe.
Ingresso, Luce gioiosa, il prokìmenon del giorno e letture, a discrezione di chi presiede.
Lettura della profezia di Isaia (43, 9-14).
Cosí dice il Signore: Tutte le genti si sono riunite insieme e si riuniranno dei capi di mezzo a loro. Chi proclamerà fra loro queste cose, o chi vi farà udire ciò che è sin dal principio? Producano i loro testimoni, si giustifichino e dicano il vero. Siate miei testimoni: e anch’io, il Signore Dio, sono testimone, insieme con il servo che mi sono scelto, affinché conosciate, crediate in me e comprendiate che Io Sono. Prima di me non ci fu altro Dio, né ci sarà dopo. Io sono Dio e non c’è salvatore all’infuori di me. Io ho proclamato e ho salvato; io ho rimproverato e non c’era fra voi dio straniero: voi siete miei testimoni e io sono il Signore Dio. Dal principio io sono e non c’è chi sfugga dalle mie mani; io agirò e chi lo impedirà? Cosi dice il Signore Dio, colui che vi redime, il santo d’Israele.
Lettura della Sapienza di Salomone (3, 1-9).
Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento può toccarle. Parve agli occhi degli stolti che morissero e fu considerato un danno il loro esodo e una rovina la loro dipartita: ma essi sono nella pace. Infatti, anche se agli occhi degli uomini vengono castigati, la loro speranza è piena di immortalità. Un poco corretti, riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé. Come oro nel crogiuolo li ha saggiati e come olocausto li ha accettati. Nel tempo in cui saranno visitati risplenderanno e correranno qua e là come scintille nella stoppia. Giudicheranno genti e domineranno popoli e regnerà su di loro il Signore per sempre. Quelli che confidano in lui comprenderanno la verità e coloro che sono fedeli nell’amore dimoreranno presso di lui: perché grazia e misericordia sono per i suoi santi ed egli visita i suoi eletti.
Lettura della Sapienza
di Salomone (5, 15-23 & 6, 1-3).
I giusti vivono in eterno, la loro mercede è nel Signore e l’Altissimo si prende cura di loro. Per questo riceveranno il nobile regno e lo splendido diadema dalla mano del Signore, poiché egli con la sua destra li copre e col suo braccio li protegge. Prenderà come armatura la sua gelosia e armerà la creazione per far vendetta dei nemici. Rivestirà la corazza della giustizia e cingerà come elmo un giudizio verace. Prenderà come scudo invincibile la santità; aguzzerà come spada la sua collera severa: il mondo combatterà insieme con lui contro gli insensati. Scoccheranno gli infallibili dardi dei fulmini e come da un arco ben teso, dalle nubi voleranno al bersaglio e dalla fionda saranno scagliati chicchi di grandine pieni di furore. Infurierà contro di loro l’acqua del mare, i fiumi li sommergeranno senza pietà. Si leverà contro di loro un vento impetuoso e li disperderà come un uragano. L’iniquità renderà deserta tutta la terra e le cattive azioni rovesceranno il trono dei potenti. Ascoltate dunque, o re e comprendete; imparate, giudici dei confini della terra; porgete l’orecchio, voi che dominate le moltitudini e che vi gloriate del gran numero dei vostri popoli: il vostro potere vi è stato dato dal Signore e la vostra sovranità dall’Altissimo.
Alla Litì. Gloria. Della santa. Tono 2.
Come vaso di mirra hai offerto il tuo sangue al tuo sposo, invincibile atleta Caterina, ricevendo poi in premio da lui la corona incorruttibile. Per questo hai zittito la chiacchiera dei retori, guidandoli alla conoscenza divina ed essi ottennero la corona del martirio con la sapiente imperatrice. Prega dunque Cristo Dio di salvare le nostre anime.
E ora. Della festa. Tono 4.
Oggi è condotto al tempio del Signore il tempio che accoglie Dio, la Madre di Dio e Zaccaria la riceve; oggi il Santo dei santi esulta e il coro degli angeli è misticamente in festa; con loro anche noi oggi festeggiamo e con Gabriele acclamiamo: Salve, piena di grazia, il Signore è con te, lui che possiede la grande misericordia.
Allo stico, stichirà della festa oppure questi prosòmia di san Mercurio.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Con l’alleanza dello Spirito Santo, o atleta Mercurio, sconfiggesti l’avversario come invitto soldato, con l’arma della fede annientasti miriadi di etiopi spirituali e compiuto il tuo agone secondo le regole con tutti gli atleti fosti incoronato, beatissimo megalomartire.
Stico. Il giusto fiorirà come palma e come cedro del Libano darà frutto.
Dal cielo ti fu inviato un angelo per ordine del santo Spirito per curare le tue ferite, mirabile martire; da lui fortificato, sopportasti d’essere crudelmente bruciato e sospeso con una pesantissima pietra legata ai piedi, mentre il tuo sangue colava dappertutto.
Stico. Per i santi che sono nella sua terra ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.
Sebbene arruolato per l’imperatore terreno, o Mercurio, quando ti fu da lui ordinato di sacrificare ai demòni, sopportasti piuttosto una morte violenta nei supplizi; e incoronato salisti a Cristo per unirti alla folla dei martiri con i quali preghi per il mondo.
Gloria. Della santa. Tono 2. Di Babila.
Dopo esserti esercitata in una vita immateriale, raggiungesti il tribunale ateo e ti presentasti con i trofei in mano, o venerabile Caterina, fiorente nello splendore di Dio; rivestita la forza divina, ti prendesti gioco del decreto del tiranno e facesti tacere, o grande lottatrice, gli insulsi discorsi dei retori.
E ora. Della festa. Tono pl. 2.
Oggi noi, moltitudini di fedeli qui convenuti, festeggiamo spiritualmente una solennità e piamente acclamiamo la Vergine, figlia e Madre di Dio, condotta al tempio del Signore, prescelta da tutte le generazioni, per essere dimora di Cristo, Re universale e Dio di tutte le cose. O vergini, fate strada recando lampade, per onorare l’augusto incedere della sempre Vergine. O madri, deponendo ogni tristezza, seguitela piene di gaudio, per celebrare colei che è divenuta Madre di Dio, causa della gioia del mondo. Tutti dunque, con l’angelo, con gioia gridiamo: Salve alla piena di grazia, che sempre intercede per le nostre anime.
Apolytìkion della festa. Tono 4.
Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio palesemente la Vergine si mostra e preannunzia a tutti Cristo. Anche noi a gran voce a lei acclamiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.
Gloria. Della santa.
Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.
Cantiamo l’illustre sposa di Cristo, la divina Caterina, protettrice del Sinai, nostro aiuto e soccorso: essa ha splendidamente chiuso la bocca con la spada dello Spirito ai più abili tra gli empi e ora, incoronata come martire, chiede per tutti la grande misericordia.
E ora. Di nuovo il tropario della festa.

