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22 Novembre

Memoria del santo apostolo Filèmone e dei suoi compagni Appia, Archippo e Onesimo e della santa martire Cecilia e dei suoi compagni.

Al Vespro

Al Signore a te, ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia della festa.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

O straordinario prodigio! In anticipo è ora prefigurata l’ineffabile realtà futura, oggi, in simboli visibili, le realtà intelligibili: poiché colei che fa rifulgere nel mondo la luce divina, è condotta come sposa al tempio divino, lei che noi celebriamo come tempio soprannaturale della Divinità, tempio santo e sempre luminoso di Cristo, datore di luce.

Il sapiente Gioacchino ha davvero offerto con Anna una primizia accetta a colui che si degnò dar loro un frutto divino, proprio la divina fanciulla Maria, per la quale è stato sciolto il debito del dolore; e noi con gioia piamente la celebriamo, perché è divenuta causa di gioia per tutto il mondo.

Venite, misticamente accorriamo e precediamo la Vergine con le lampade della fede, facendo luce al suo ingresso: essa entra infatti con gloria nel tempio di Dio, vera promessa sposa dello Spirito; festeggiamo dunque in modo degno di Dio la sua solennità amabile, gioendo tutti per il suo ingresso.

Degli apostoli. Tono 2. Quando dal legno.

Tralcio della vite della vita, o glorioso Filèmone, stillasti il vino della conoscenza divina per le anime nel dolore e allietasti i cuori incupiti dal buio dell’inganno e avvolti nella caligine della follia idolatra: perciò festeggiamo lietamente la tua memoria di divino splendore.

Ti onora la città di Gaza, perché per te, beato, vide la luce della conoscenza; e Colossi, possedendo come ricchezza il tuo corpo divino, ne raccoglie le guarigioni e la grazia da esso sempre sgorganti; perciò festeggia la tua memoria, venendo liberata dai pericoli, o glorioso Filèmone, per la tua preghiera.

Con fede celebriamo il sapiente gerarca Archippo con la venerabile Appia, cantando Filèmone e Onesimo, sacri araldi di Dio, venerandi maestri che con il verbo sradicarono l’inganno politeista e piantarono in tutti la conoscenza della verità; perciò piamente festeggiamo la loro memoria.

Gloria. Degli apostoli. Tono pl. 2.

Venite, concordi inneggiamo ai testimoni oculari del Verbo, iniziati alle sue meraviglie: Filèmone e Onesimo, Appia e Archippo, apostoli di Cristo; ad essi acclamiamo: Salve, astri della terra, difesa di Colossi; salve, voi che siete vissuti come gli angeli, coraggiosamente abbattendo l’inganno degli idoli e annunziando Cristo Salvatore; poiché dunque state davanti al trono della Trinità santa, pregate per la salvezza delle nostre anime.

E ora. Della festa. Tono 1.

Esulti oggi il cielo in alto e le nubi piovano letizia sulle magnificenze assai prodigiose del nostro Dio: ecco, infatti, la porta che guarda a oriente, generata secondo la promessa da una sterile senza frutto e consacrata come dimora di Dio, è condotta oggi al tempio come oblazione pura; esulti Davide suonando la cetra: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, dice, le sue compagne saranno condotte: dentro alla tenda di Dio, nel luogo del suo propiziatorio dovrà venir allevata per essere dimora, a salvezza delle nostre anime, di colui che prima dei secoli è stato immutabilmente generato dal Padre.

Allo stico, volendo, si possono dire le stichirà prosòmia di santa Cecilia.

Tono 4. Hai dato un segno.

Serbasti il tuo corpo e il tuo pensiero intoccato da piaceri impuri e offristi te stessa al Creatore come sposa senza macchia, santamente ornata degli ornamenti di cui ti rivestì il martirio, o beata; perciò Cristo ti accolse nel talamo luminoso delle sue nozze immacolate, o illustrissima Cecilia.

Ti fece profumare come rosa fragrante il Signore, vergine venerabile, aggiogando due fratelli che aspirarono il profumo della tua intercessione; perciò abbandonando il fetido culto dell’errore, furono degni dell’ineffabile divino profumo della Vergine bambina, per bontà effuso.

Disprezzando la ricchezza, amasti il cielo e trascurando il fidanzato, con molta sapienza collocasti te stessa fra gli ordini delle vergini e lottando strenuamente ti avvicinasti allo sposo celeste e virilmente stritolasti l’orgoglio dell’avversario, o splendore degli atleti.

Altrimenti queste della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Oggi, come dice il salmo, le folle delle vergini, accese le lampade, fanno gioiosamente strada alla sola purissima.

Stico. Saranno condotte al re le vergini dietro a lei, a te saranno condotte le sue compagne.

Ricevi, o profeta, il monte spirituale, la mensa divina, il ponte, l’urna: la sola purissima.

Stico. Saranno condotte con gioia ed esultanza, al tempio del re saranno condotte.

Apri le porte del tempio, Zaccaria profeta e ricevi la divina porta di Dio, la sola sempre Vergine.

Gloria. E ora. Tono 2.

Oggi è condotta al tempio la Vergine purissima per divenire dimora di Dio, Re dell’universo, che nutre tutta la nostra vita; oggi la purissima dimora consacrata, come vitella di tre anni, è introdotta nel santo dei santi: a lei come l’angelo acclamiamo: Salve, sola benedetta fra le donne.

Apolytìkion degli apostoli. Tono 3.

Santo apostolo Filèmone, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Oggi è il preludio della benevolenza del Signore e il primo annunzio della salvezza degli uomini. Nel tempio di Dio pubblicamente la Vergine si mostra e Cristo è preannunziato a tutti. Anche noi a gran voce a lei gridiamo: Salve, compimento dell’economia del Creatore.