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20 NOVEMBRE

Vigilia dell’Ingresso nel tempio della santissima Madre di Dio e memoria del nostro santo padre Gregorio il decapolita e del nostro santo padre Proclo, arcivescovo di Costantinopoli.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia della vigilia.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Vergini recanti lampade, facendo lietamente strada alla sempre Vergine, realmente profetizzano in spirito ciò che avverrà: la Madre di Dio, che è tempio di Dio, con gloria verginale è introdotta nel tempio, ancora bambina.

La Madre di Dio realmente si è rivelata al mondo come frutto glorioso di santa promessa, poiché è elevata al di sopra di tutte le cose; piamente condotta nella casa di Dio, dà compimento alla preghiera dei genitori, custodita dal divino Spirito.

Nutrita fedelmente con pane celeste nel tempio del Signore, generasti al mondo il Verbo, pane di vita, o Vergine: come suo tempio eletto e incontaminatissimo, fosti misticamente fidanzata allo Spirito, sposata a Dio Padre.

Di san Gregorio, stessa melodia.

Dimorando in letizia nelle dimore celesti e stando con franchezza con gli angeli, o padre, presso il trono del Signore, implora perché sia donata la liberazione dalle colpe e dalle passioni a chi festeggia sulla terra la tua memoria.

Recidendo con la falce delle preghiere, o padre Gregorio, le spine delle passioni e dissodando con l’aratro della continenza la terra dell’anima, hai seminato in essa i semi della pietà, grazie ai quali fai germogliare per noi frutti di guarigioni.

Noi ti chiamiamo ricettacolo di virtù, o santo, perché amico dell’esichia, coltivatore della veglia, colonna di temperanza, inviolabile dimora di preghiera, celliere di prodigi e intercessore, o Gregorio, per quanti ti onorano.

Gloria. E ora. Della vigilia. Tono 4.

Oggi è condotto al tempio del Signore il tempio che accoglie Dio, la Madre di Dio e Zaccaria la riceve; oggi il Santo dei santi esulta e il coro degli angeli è misticamente in festa; con loro anche noi oggi festeggiamo e con Gabriele acclamiamo: Salve, piena di grazia, il Signore è con te, lui che possiede la grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia di san Proclo.

Tono 4. Hai dato come segno.

Piamente adornasti la gerarchia col fulgore dei dogmi e lo splendore della vita, o Proclo celebratissimo e divenisti davvero colonna della Chiesa, illuminando tutti con le tue parole; perciò ti diciamo beato e festeggiamo con salmi e cantici la tua santa e venerabilissima memoria.

Stico. Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.

Splendidamente definisti e con divina saggezza proclamasti Theotòkos la Vergine senza macchia, perché essa generò colui che precede i secoli, il Creatore e Sovrano, Figlio e Verbo del Padre, volontariamente fatto uomo per noi negli ultimi tempi, senza mutare nella natura e svergognasti Nestorio, empio e insensato.

Stico. I tuoi sacerdoti, Signore, si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno.

Attingesti, o celebratissimo, agli aurei fiumi del sapiente araldo di Dio: di lui divenisti successore nella pietà e nella cattedra, confermando il gregge di Cristo con le dottrine della verità; e come amabilissimo ornamento, restituisti alla Chiesa le sue purissime e venerabilissime reliquie.

Gloria. E ora. Della vigilia. Tono 4.

Venite, fedeli tutti, facciamo l’elogio della sola senza macchia, predetta dai profeti e presentata al tempio, la Madre prestabilita prima dei secoli e divenuta alla fine dei tempi Madre di Dio: Signore, per la sua intercessione, concedi a noi la tua pace e la grande misericordia.

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

O Dio dei nostri padri, che sempre agisci con noi secondo la tua clemenza, non distogliere da noi la tua misericordia, ma per le loro preghiere dirigi la nostra vita nella pace.

Gloria. E ora. Della Vigilia.

Tono 4. Presto intervieni.

Anna ci induce oggi alla gioia, perché ha prodotto il frutto che è antidoto per il dolore, la sola sempre Vergine; adempiendo oggi i voti la introduce con gioia nel tempio del Signore come vero tempio del Dio Verbo e Madre pura.