Passa al contenuto principale

18 Novembre

Memoria dei santi martiri Platone e Romano.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Pieno di nobili sentimenti, hai sopportato con animo coraggiosissimo la recisione delle membra e la decapitazione, il fuoco insostenibile, la fame e la morte, perseguendo la gloria tenuta in serbo per te dall’eternità, la gloria che non viene meno e tenendo davanti agli occhi la beatitudine perpetua.

Superata del tutto la sensibilità e trasferito con la mente alla vita superna, con un pensiero di divina saggezza e un’anima dal grande sentire, hai disprezzato la viltà e la bassezza delle cose visibili: perciò, raschiato e bruciato col fuoco, per Cristo, o martire, ti sei mantenuto costante con ogni coraggio.

Dissolvendo con la grazia tutto il piano del nemico e gli attacchi dei persecutori, cingesti la corona di vittoria, o felicissimo, divenendo degno dell’esultanza immacolata e dell’indicibile illuminazione divina: e ora, là giunto, chiedi la remissione dei peccati per quanti ti acclamano.

Tre anche di san Romano.

Tono 4. Come generoso.

Infiammato dall’ascesi, temprato dalla lotta, impinguato dalle tante pene, sei divenuto spada a due tagli che batte le falangi dei demòni, o Romano, decoro degli atleti, vanto divino, splendore della sacra assemblea di coloro che, nel proprio sangue, sono stati portati alla perfezione, o illustre.

Appeso e raschiato, rinchiuso in carcere, con la lingua strappata, o glorioso e le mascelle spezzate, accogliendo la beata fine per il violento strangolamento, o vittorioso, ti sei mostrato irremovibile, mai abbattuto, grazie alla sinergìa, o Romano, del divino Spirito: perciò con fede ti acclamiamo.

Il fanciullo diventa retore e sbalordisce gli stolti, fiorisce per la sacra resistenza e rifulge per il martirio, arricchendo la gloria dei santi atleti, di cui aveva acquistato lo zelo, o Romano ammirabile, dal nobile sentire: con lui supplica perché sia inviata a noi tutti la remissione dei debiti.

Gloria. Di san Platone, Tono pl. 2.

Tremendi e straordinari, o Signore, i trofei del tuo martire: emulando la franchezza dei pescatori e la teologia del fabbricatore di tende, ha respinto con le parole e le opere la mitologia di Platone e le chiacchiere stoiche; scorticato e con la testa tagliata, ha soffocato il nemico con l’effusione del suo sangue. O gloria dei martiri, tu che hai annunciato con franchezza il grande nome di Cristo, chiedi, o taumaturgo, o Platone beatissimo, che sia donata alle nostre anime la grande misericordia.

E ora. Theotokìon.

O Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, insieme con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Oppure stavrotheotokìon. Il terzo giorno risorgesti.

Vedendo come il popolo pieno di iniquità ingiustamente ti inchiodava al legno, la pura Vergine, tua Madre, come aveva predetto Simeone, o Salvatore, ne aveva le viscere trafitte.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Il resto del vespro e la conclusione.