7 Novembre
Memoria dei 33 santi martiri di Melitene e memoria del nostro santo padre taumaturgo Lazzaro, che visse nell’ascesi sul monte Galesio.
Al Vespro
Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia dei martiri.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Vi siete realmente dimostrati schiera raccolta da Dio, esercito sacratissimo, Chiesa divina, popolo santo, falange di martiri da Dio ispirata, splendida radunanza, schiera serrata che non si spezza, o ammirabili e quindi, come degni cittadini della celeste metropoli, giustamente siete proclamati beati.
Tutti riuniti, onoriamo con Nicandro Esichio, Atanasio, Mamante, il divino Baraco e Callinico, Teogene e Nicon, Longino, Teodoro e Valerio insieme, Santico e Teodulo, Callimaco ed Eugenio e con loro il divino Teodoco e a Bostrichio.
Con fede celebriamo concordi i martiri della verità: il nobile Gerone, l’illustre Epifanio con Massimiano, Dulcizio, Claudiano e Teofilo, il divino Giganzio e Doroteo, Diodoto, Castricio e Anìkitos con Temelio ed Eutichio.
Del santo. Tono pl. 2. Riposta nei cieli.
Deponendo tutta la stoltezza delle passioni e sottomettendo la carne allo spirito, divenisti norma di virtù, sostegno dei monaci, splendore degli asceti, ornamento dei santi; e ora, contemplando la bellezza indicibile del tuo Creatore, sei in continuo tripudio nel tuo spirito per le celesti bellezze: perciò, riuniti, festeggiamo con melodiosi inni canori la tua venerabile e sacratissima memoria.
Scuotendo tutto il gravame della materia, l’inclinazione della carne e ogni desiderio di relazione terrestre, hai camminato per il sentiero di una sublime condotta di vita, elevandoti agilmente e innalzandoti sulla cima di ogni virtù, mettendo in rotta l’ostile nemico immateriale con la materia del corpo: sei stato perciò annoverato tra i cori immateriali degli angeli, o padre Lazzaro e lì preghi per le nostre anime.
Abbandonando il mondo, rinnegando la carne e rigettando con orrore le passioni con le predisposizioni passionali, sei divenuto, o beato Lazzaro, un rigoroso osservatore dei precetti del tuo Signore e loro eccellente custode; per questo egli, con il Padre e lo Spirito, ha posto in te la sua dimora e ti concede generosamente i carismi oltre natura, rendendoti operatore di straordinari prodigi e fervidissimo liberatore dei tribolati.
Gloria. Del santo. Tono pl. 1.
Santo padre, non hai dato sonno ai tuoi occhi, né alle tue palpebre assopimento, finché non sei giunto a liberare anima e corpo dalle passioni e a disporre te stesso come dimora dello Spirito: e infatti Cristo, venendo con il Padre, in te ha preso dimora; divenuto ministro della Trinità consustanziale, o nostro padre, grande araldo, prega per le nostre anime.
E ora. Theotokìon. Salve, tu che sei veramente.
Per me, paurosamente immerso nella tenebra delle passioni, fa’ risplendere la tua luce, il fulgore della verità: tu che hai concepito e partorito Dio nella carne, Vergine Madre, fammi uscire in fretta dall’abisso di disperazione e conferma i passi dell’anima mia sulla roccia di un vivere saldo: giudica i demòni che senza sosta mi opprimono; fa’ presto cessare l’affanno del mio misero cuore, o speranza dei confini, tu che doni al mondo la grande misericordia.
Oppure stavrotheotokìon.
Stando presso la croce, o Gesù, colei che ti ha partorito faceva lamento e gemeva, esclamando: Non sopporto, o Figlio, di vedere inchiodato al legno colui che ho generato; ho infatti sfuggito le doglie perché ignara d’uomo e come dunque sono ora presa dai dolori e ho il cuore straziato, io, l’irreprensibile? Ora infatti si è compiuto ciò che aveva detto Simeone, che una spada sarebbe amaramente penetrata nel mio cuore. Ma tu, Figlio mio, risorgi e salva i tuoi cantori.
Allo stico stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Del santo. Tono pl. 2.
Padre santo, per tutta la terra è uscita la voce delle tue belle azioni: per questo nei cieli hai trovato la ricompensa delle tue fatiche. Hai annientato le falangi dei demòni, hai raggiunto le schiere degli angeli, di cui, irreprensibile, hai emulato la vita. Poiché hai dunque confidenza col Cristo Dio, chiedi pace per le nostre anime.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno sei risorto.
Tendo verso di te l’occhio del mio cuore, Sovrana, non disprezzare il mio gemito amaro: nell’ora in cui tuo Figlio giudicherà il mondo, sii per me aiuto e protezione.
Oppure stavrotheotokìon.
Come uomo sono stato confitto al legno e sono morto; come un mortale sono stato deposto in una tomba; ma come Dio, o Madre, risusciterò i morti e glorificherò te con la mia risurrezione.
Apolytìkion dei martiri.
Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con la loro lotta hanno ricevuto le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: avendo infatti tua forza, hanno abbattuto i tiranni e infranto le impotenti audacie dei demòni. Per le loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.
Del santo. Tono pl. 4.
Nelle tue insonni preghiere, hai irrorato la colonna con torrenti di lacrime e con gemiti dal profondo del cuore hai fatto fruttare al centuplo le tue fatiche: e sei divenuto pastore che concede il perdono a chi si accosta. Santo nostro padre Lazzaro, prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

