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3 Novembre

Memoria dei santi martiri Akepsima, Giuseppe e Aitala; anniversario della dedicazione del tempi di san Giorgio megalomartire a Lidda e deposizione del suo santo corpo.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia dei martiri.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Salve, trio della Trinità: salve, puri ricettacoli delle virtù, calici effondenti il vino divino della pietà che allieta le nostre anime; mammelle stillanti il latte delle guarigioni; astri rifulgenti il fulgore della verità e rischiaranti di luci i confini; martiri gloriosi che dileguaste la notte dell’ignoranza e illuminate le menti di tutti, implorate Cristo di donare alle nostre anime la grande misericordia.

Salve, sacro Akepsima, Aitala e Giuseppe mirabili, che col fuoco divino estingueste, per divina scienza, l’inganno degli empi cultori del fuoco; per voi sono stati totalmente ottenebrati quanti empiamente veneravano il sole e le stelle e fu così annientato il disegno dei maghi, o martiri sempre venerabili, difensori della Trinità, luce per gli ottenebrati che ignorano Cristo, vero pastore supremo, immolato concedendo al mondo la grande misericordia.

Sosteneste con animo fortissimo l’urto di ogni dolore e, posti come un peso sugli insensati, o sapienti, foste condotti a sperimentare maggiori tormenti; fatti dunque a pezzi, battuti con mazze, orribilmente logorati dalle torture, non vi piegaste, non rinnegaste Dio; otteneste così la corona della vittoria e foste splendidamente annoverati fra i greggi dei martiri: con loro chiedete che sia data alle nostre anime la grande misericordia.

Di san Giorgio, stessa melodia.

Con gioia, per slancio spontaneo, affrontasti valorosamente le lotte e sbigottita ogni mente con la tua costanza, calpestasti la tracotanza dei tiranni; transitasti alla fulgida vita degli angeli, con essi danzando e sempre felice di salvare con le tue cure, o martire, chi con fede ti onora, o Giorgio beatissimo; mosso a compassione dai gemiti dei poveri, supplichi Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.

Vieni e fatti soccorritore per noi che ti lodiamo e siamo tribolati, alleviando la pena delle nostre tremende prove e rimuovendone il peso, vigilando, custodendo e salvando, o Giorgio, conducendo a Dio mediante la fede e guidando ai comandi del Creatore, affinché, passando la vita nella sua bontà, otteniamo tutti le divine ricompense nei cieli, celebrando Cristo che concede al mondo la grande misericordia.

Davvero grande e mirabile è proclamata la gloria della tua indicibile testimonianza, o martire glorioso; tu infatti, come splendido principe, percorri tutto il creato, o mirabile Giorgio, fregiandoti di numerosissimi prodigi, guarendo le malattie e curando con la tua intercessione i sofferenti; perciò ti riconosciamo fervido soccorritore e benefattore, o beatissimo, liberatore dei prigionieri; implora dunque Cristo di donare alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. Di san Giorgio. Tono pl. 2.

Sei vissuto in modo degno del tuo nome, soldato Giorgio: infatti, prendendo sulle spalle la croce di Cristo, lavorasti con arte la terra resa desolata dall’inganno diabolico e, sradicato il culto degli idoli pieno di spine, piantasti il tralcio della fede ortodossa; perciò fai sgorgare guarigioni per i fedeli di tutta la terra e sei divenuto giusto agricoltore della Trinità; prega, ti supplichiamo, per la pace del mondo e la salvezza delle nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Il terzo giorno sei risorto.

Vedendoti crocifisso, o Cristo, colei che ti partorì gridava: Quale mistero strano vedo, Figlio mio? Come dunque muori nella carne, pendendo dal legno, tu che dispensi la vita?

Allo stico, stichirà prosòmia di san Giorgio.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

O Giorgio vittorioso, che vivi con gli angeli, abiti con i martiri e sempre sei rifugio dei tribolati, sii anche per me, sbattuto dal mare dell’esistenza, porto di refrigerio e governa, ti imploro, la mia vita, affinché con fede sicura proclami beate le tue lotte oltre natura.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.

Quando navigo nel mare, quando cammino per la via, quando dormo nella notte, custodiscimi; quando sono desto, salvami, beatissimo Giorgio e guidami a fare la volontà del Signore, affinché nel giorno del giudizio io, che mi rifugio sotto la tua protezione, trovi il perdono per quanto avrò commesso in vita.

Stico. Per i santi che sono nella sua terra, il Signore ha reso mirabili, in loro, tutti i suoi voleri.

Stringendoti alla corazza della fede, allo scudo della grazia e alla lancia della croce, divenisti, Giorgio, imprendibile per gli avversari e come principe divino, fugate le falangi dei demoni, fai coro con gli angeli e colmando i fedeli di cure, li santifichi e salvi quando sei invocato.

Gloria. Dei martiri. Tono pl. 2. Di Efrem Karia.

Preludio in figura della vostra concordia dal triplice fulgore e della testimonianza in Cristo dell’intatta Triade e Monade sovrasostanziale, furono, o atleti, i tre fanciulli che, in Persia, restarono illesi tra le fiamme: come quelli infatti affrontarono la fiamma per non aver voluto offendere Dio, così anche voi non rifiutaste di morire per non aver voluto rinunciare all’amore di Cristo; ma come quelli, nella fiamma, furono irrorati di rugiada dal quarto personaggio sopraggiunto, così anche voi foste accolti da Cristo, uno della Trinità, nel luogo del refrigerio; Akepsima con Giuseppe e Aitala, uomini ispirati da Dio, pregate per le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Abbiamo conosciuto il Dio che da te si incarnò, Vergine Madre di Dio: imploralo per la salvezza delle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Il terzo giorno risorgesti.

Quando la purissima ti vide pendere dalla croce, come Madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, dolcissimo Figlio mio, come dunque sopporti una ignominiosa passione?

Apolytìkion dei martiri.

Tono 4. Presto intervieni.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Di san Giorgio. Tono 4.

Come liberatore dei prigionieri, protettore dei poveri, medico degl’infermi, difensore dei re, o megalomartire Giorgio trionfatore, intercedi presso Cristo Dio per la salvezza delle nostre anime.

Segue la conclusione.