29 Ottobre
Memoria della santa martire Anastasia la romana e del santo nostro padre Abramio.
Al Mattutino.
Apolytìkion della santa. Tono 4. Stupì Giuseppe.
La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.
Del santo. Tono pl. 4.
In te, padre, perfettamente si serbò l’immagine di Dio, perché tu, prendendo la croce, seguisti Cristo e coi fatti insegnasti a trascurare la carne, perché passa e a darsi cura dell’anima, realtà immortale: perciò con gli angeli esulta il tuo spirito, o sant’Abramio.
Dopo la solita sticologia i canoni: uno dall’Oktòichos e questi due dei santi.
Canone della santa. Acrostico: Le tue virili fatiche, martire, celebro. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
A me, che celebro la tua luminosa memoria, divina sposa, concedi illuminazione del’anima, scacciando la tenebra.
Dalle fasce offristi tutta te stessa al tuo Creatore e bruciasti nel fuoco della continenza le passioni del corpo.
Ti offristi salendo sulla vetta del martirio della carne e fosti degna dei talami spirituali come vergine.
Theotokìon. Sei la scala celeste su cui Dio, lavorando, raddrizzò i mortali: perciò ti celebriamo, o fanciulla.
Canone del beato. Acròstico: Celebro la tua famosissima vita, o beato. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.
Splendido di raggi divini, con le tue preghiere, beatissimo Abramio, libera dall’oscurità delle passioni quanti celebrano la tua festa luminosa.
Il tuo divino desiderio, o Abramio, accendendo l’anima spense gli amori della carne e ti fece vivere immaterialmente sulla terra, o padre.
Uccidendo le membra che sono sulla terra con digiuni e ogni restrizione, sapiente padre, fosti degno della parte migliore nei cieli, o teoforo Abramio.
Theotokìon. S’incarnò oltre natura dalla carne del tuo sacro sangue Dio Verbo, Vergine Maria; supplicalo di uccidere i miei pensieri carnali.
Della santa. Ode 3. Sii tu saldezza.
Stando nel tribunale del tiranno, o gloriosa, predicavi Cristo Dio Verbo, creatore di tutto e Sovrano.
La bellezza interiore traspariva attraverso il tuo bell’aspetto, o gloriosa, rivelandoti a chi ti guardava la più bella.
Il tesoro inviolabile delle guarigioni, o fanciulla, ti donò il Cristo, la cui povertà amavi, o Anastasia.
Theotokìon. Col fuoco delle tue preghiere, Madre di Dio, brucia la materia delle mie colpe, portandomi la rugiada divina della remissione.
Del santo. O Signore, creatore.
Desiderando in ogni modo il fine dei desideri, divenisti estraneo al mondo e alla carne, perciò ottenesti la gloria oltremondana e la divina ricompensa, padre Abramio.
Ti rivelasti tempio vivente dello Spirito che tutto opera, rinchiudendo in una casupola il tuo corpo, o beato, perciò rifulgevi sacralmente adorno di splendori di virtù, padre Abramio.
Con la coltivazione delle fatiche, facesti fiorire la spiga matura di cui si nutrono, imitandoti, quanti festeggiano la tua venerabile e divina dormizione, o beato padre Abramio.
Theotokìon. In te, santissima, la causa di tutto per eccessiva compassione dimorò volontariamente e santificò l’essenza degli uomini, prima decaduta per la trasgressione.
Irmòs. O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo amico degli uomini.
Kathisma della santa.
Tono 1. I soldati a guardia.
Dall’infanzia ti offristi a Dio, o beata; uccidendo con la continenza le passioni della carne correvi in alto, affrontando la gloria del martirio secondo le regole, o Anastasia e gettando il drago nell’abisso con la forza dello Spirito.
Gloria. Del beato.
Imitando l’antico Abramo, o padre, allontanasti te stesso dai parenti secondo la carne, confidando, o Abramio, nel nostro Dio che ti chiamava; perciò praticasti l’ascesi e rivelasti l’anima più splendida dei raggi del sole, o beatissimo di senno divino.
E ora. Theotokìon.
Roveto che Mosè vide incombusto, monte di Dio, nube santa, dimora incontaminata, mensa divina, palazzo del Re altissimo, porta luminosissima e invalicabile, o Vergine, noi t’inneggiamo.
Oppure stavrotheotokìon.
Inneggio alla tua croce, venero anche la tua passione, glorifico pure la tua bontà, Figlio, poiché subisti volontariamente una morte infame. Com’è strano e tremendissimo l’abisso della tua indicibile economia. Così gridava tua Madre.
Della santa. Ode 4. Ho udito, Signore.
Dalla giovinezza, o martire, portavi il leggerissimo giogo; gli iniqui ti condannarono a portare una catena di ferro.
Le gocce del tuo sangue spensero i carboni del politeismo, mentre il fuoco dei tuoi miracoli incenerì la materia delle passioni.
Non ti spogliò della grazia il maligno spogliando il tuo corpo, piuttosto ti procurò la veste che non si straccia, intessuta dall’alto.
Sollevata sopra la terra, fu messo fuoco nel tuo petto, ma tu attizzavi di più il tuo amore per il Sovrano, o vergine bella.
Theotokìon. Dopo il parto rimanesti incorrotta, o Vergine come prima della nascita, poiché concepisti, nuovo bimbo, colui che è conosciuto prima dei secoli.
Del beato. Stesso Irmòs.
Pulendo con le onde delle tue lacrime le macchie dell’anima, padre, divenisti alloggio divino e venerabile dello Spirito, o beatissimo.
Ti esercitavi in veglie di intere notti, preghiere continue, amore non ipocrita e fede perfetta, o padre.
Ricevesti la grazia di sanare i malanni e scacciare gli spirit, o beato Abramio come sincerissimo servo di Dio.
Theotokìon. Tratteniamo la pigrizia e non sprofonderemo nel peccato; per le tue preghiere salvaci, Madre di Dio sempre vergine.
Della santa. Ode 5. Vegliando a te gridiamo.
Inattaccabile dal fuoco materiale ti rivelasti, o martire: infatti il fuoco interiore del divino amore ti refrigerava.
Col volto abbellito da schiaffi, martire, respingesti i volti orribili dei nemici.
Stesa sul legno, divina Anastasia, per amore verso il tuo sposo, raffigurasti la divina passione.
Theotokìon. Inneggiamo a te, inneggiatissima Sovrana Theotòkos, che hai concepito senza seme nella carne Dio inneggiatissimo.
Del beato. Perché mi hai respinto.
Come vite fruttuosa germogliasti grappoli di virtù divine, padre Abramio, stillanti vino di compunzione, che scacciano da noi l’ebbrezza delle passioni e allietano i cuori dei fedeli.
Svariate tentazioni ti suscitò il malignissimo serpente, o padre, ma tu con l’arma della croce lo uccidesti, o teoforo e da Dio con giusto giudizio, ottenesti la corona di vittoria, o divino Abramio.
Divenuto per fede santissima casa del divino Spirito, o padre, edificasti una sacra casa e trasformando con le tue esortazioni il sacratissimo sistema dell’empio errore, lo consacrasti al Dio di tutti.
Theotokìon. Fanciulla purissima, Madre Vergine, illuminati da divina illuminazione, i sacri profeti predissero con sacre voci che da te Dio Verbo, oltre causa e ragione, si sarebbe incarnato per smisurata compassione.
Della santa. Ode 6. Una veste luminosa.
Il tuo corpo torturato nei tormenti mostrò la rettitudine del tuo sentimento per Dio, illustre Anastasia.
Sospesa a mezz’aria, o martire, subisti ferite, salvando illesa la dignità dell’anima.
Sopportasti il taglio delle mammelle, nutrendo manifestamente i fedeli, o gloriosa, col latte della tua imitazione.
Theotokìon. Concepisti il filantropo, o Sovrana amica degli uomini: supplicalo di liberarmi dalla geenna di fuoco.
Del beato. Effondo la mia supplica.
Quanti erano nella tenebra dell’errore, trovarono te come luminare che senza errore guida sulle vie della vita, o teoforo e lasciarono la tenebra dell’ignoranza, divenendo splendenti per la fede divina, o Abramio.
Senza posa rendevi propizio Dio per inviare l’illuminazione della salvezza a quanti erano presi della notte dell’idolatria, o divino Abramio, rivelandoli tutti nella grazia figli della luce e del giorno.
Tranquillamente sei vissuto, o beatissimo, superando le onde della vita con la fiducia in Dio e giungesti ai porti sereni del regno dei cieli e al divino splendore, o Abramio.
Theotokìon. Rialza me, appesantito dalla sonnolenza della pigrizia, con la tua mediazione, Madre di Dio e non consegnarmi al sonno del peccato per la morte, o Vergine, poiché ti dichiaro protezione e guida della mia vita.
Irmòs. Effondo la mia supplica al Signore e a lui espongo le mie tribolazioni perché è colma di mali l’anima mia e la mia vita è vicina agli inferi; come Giona prego: O Dio, fammi risalire dalla corruzione.
Kontakion della martire.
Tono 3. La Vergine oggi.
Purificata ai rivi della verginità, o santa, lavata col sangue del martirio, o Anastasia, procuri guarigione a quanti sono nella stretta delle malattie e salvezza a chi con tutto il cuore a te si rivolge: poiché concede forza il Cristo, facendo zampillare eterna grazia.
Del santo, stessa melodia.
Apparisti sulla terra come angelo nella carne e con la pratica dell’ascesi fosti piantato come un albero, felicemente cresciuto grazie all’acqua della continenza e lavasti la sozzura con i flutti delle tue lacrime: perciò divenisti, o Abramo, ricettacolo del divino Spirito.
Ikos.
Disprezzando le cose corruttibili, ottenesti l’incorruttela; odiavi le piacevoli voluttà del corpo, o sapiente, amando dall’infanzia la castità; fuggisti dunque dal talamo e dal mondo e ti sottraesti alla nobiltà della consorte e all’affetto dei genitori perché davvero con tutta l’anima e tutta la mente, o sapiente, desideravi e preferivi l’amore appassionato del solo Dio, o padre: perciò sei divenuto, o Abramio, ricettacolo del divino Spirito.
Sinassario.
Il 29 di questo mese memoria della santa martire Anastasia la romana.
Stichi. Il taglio della testa subì con cuore forte il virgulto di Roma, la martire Anastasia. Il 29 una spada decapita Anastasia.
Lo stesso giorno memoria del santo padre nostro Abramio e Maria, sua cugina.
Stichi. Mortificando ogni membro del corpo, Abramio, morendo vai ad abitare con gli angeli incorporei. Lasciando gli amanti della carne, Maria si unisce misticamente all’amante delle anime.
Lo stesso giorno memoria di san Cirillo martire.
Stichi. La minaccia della spada, dice Cirillo, è per me la promessa di una corona imminente.
Lo stesso giorno san Savvas lo stratilata moriva trapassato da parte a parte.
Stichi. Da tutti e due le parti il tuo nome si legge Savvas, perciò la lancia ti trapassò da parte a parte.
Lo stesso giorno memoria della santa nostra madre Anna, soprannominata Eufimianòs.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Melitinì.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Della santa. Ode 7. I fanciulli ebrei.
Ti trovi là dov’è il suono di voci festanti, o atleta, con i cori delle vergini cantando al Creatore: Benedetto sei tu, Signore Dio nei secoli.
Vedendo amputate le tue membra e subendo lo strappo delle unghie, ti offristi come sacrificio a Cristo cantando: Benedetto sei tu, Signore Dio nei secoli.
Apparisti come divina vite, con mani e piedi amputati come rami, spiritualmente coltivando per noi il vino che rallegra il cuore dell’uomo e scaccia l’ebbrezza delle passioni.
Non temevi fuoco sensibile, imitando i tre fanciulli d’un tempo, ma accolta la rugiada divina cantavi: Benedetto sei tu, Signore Dio nei secoli.
Theotokìon. Rivestendo tutto l’uomo, eccetto il peccato, il Dio eccelso venne dal tuo grembo incarnato, o pura: supplicalo con fede di salvare i tuoi cantori.
Del beato. Stesso Irmòs.
Per ottenere il regno superno e l’ineffabile gloria, o sapiente, come uomo saggio e prudente, disprezzasti saggiamente la gloria che si calpesta e disprezza.
Quando lo scaltro lupo sbranava la tua pecora, allora, o sapiente, tu spezzasti i suoi denti, riportandola in vita come buon pastore.
Docile alle leggi del Sovrano, cercasti e trovasti la pecora smarrita e sollevandola sulle tue spalle, beatissimo, la conducesti nel recinto della penitenza.
Theotokìon. Tu sola generasti uno della Trinità, circoscritto in una ipòstasi in due essenze, o Vergine; a lui, purissima, cantiamo senza tacere nei secoli.
Della santa. Ode 8. Follemente il tiranno.
Eccellesti con ardore giovanile, o illustre atleta e sollevasti trofei contro l’errore; sopportasti infatti d’esser privata delle mani e dei piedi, subendo l’amputazione delle mammelle e l’estirpazione dei denti, o martire, cantando con gioia: Popolo, esaltate Cristo nei secoli.
Fulgidissima come sole per gli splendori della verginità e del martirio, irraggiavi bellezza e illuminasti il mondo con i tuoi luminosi bagliori della tua grande fermezza, Anastasia, cantando con ardore: Sacerdoti, benedite, popolo, esaltate Cristo nei secoli.
La mia anima rigogliosa di passioni e oscurata dagli assalti del serpente, con le tue suppliche, sposa di Dio, purifica dai mali e con la tua luminosa ombra, o martire, rischiarala mentre grida: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Theotokìon. Amando te, pura e incontaminata, la Vergine mantenne puri da passioni corpo e anima, compiacendosi della pazienza, sopportando l’assalto di molte torture e ora nei talami sovraccelesti danza lieta con te per tutti i secoli.
Del beato. Divenuti per grazia.
Nel baratro della perdizione il malvagio serpente spinse la pura colomba, ma sapientissimamente la scampò il padre cantando: Benedite, opere il Signore.
Sia in vita, sia dopo la morte, padre Abramio, per divina grazia ti mostrasti medico dei malati, cantando: Benedite, opere, il Signore.
Rifulgendo per innocenza, giustizia, temperanza e fede, con gli angeli, o beato padre, sei stato annoverato cantando: Benedite, opere il Signore.
Theotokìon. Apparisti santissima dimora dell’onda viva da cui bevendo, noi morti, ereditiamo la vita gridando: Benedite, opere tutte il Signore.
Irmòs. Divenuti per grazia, vincitori del tiranno, i fanciulli aderirono moltissimo ai tuoi precetti gridando: Benedite, opere tutte il Signore.
Della santa. Ode 9. Per questo sbigottisce.
Fosti sospesa al cavalletto, raffigurando la salvifica passione del Dio Verbo e subisti amputazione di mani e piedi ed estirpazione di denti e taglio della lingua e delle mammelle, o pura Anastasia, vanto dei monaci e ornamento dei martiri.
Come sposa ti ornasti di bellezza, adattandoti allo sposo con ornamenti di passione, dimorando nei talami luminosi come eletta, recando la lampada verginale e ora, Anastasia, splendendo regni con il vivente nei secoli.
Le tue pene stillano dolcezza togliendo l’amarezza del peccato, la tua urna zampilla fiumi di guarigioni e sempre distrugge passioni e brutti mali a gloria del Salvatore, che degnamente ti glorificò, o venerabile Anastasia.
Rafforzate dalla tua croce, o Cristo Onnipotente, Dio Verbo, le donne hanno resistito e virilmente tagliato l’astutissima testa del nemico e con gioia ottennero di abitare nel paradiso e, divinizzate per partecipazione, t’inneggiano convenientemente.
Theotokìon. La tua martire, Signore, seguendo te, incarnato da una donna, irraggiata da splendori verginali e dal sangue del martirio, al seguito di tua Madre fu presentata con gloria a te, Re del creato.
Del beato. Realmente Madre di Dio.
Fosti degno di vedere ciò che un tempo desideravi nella speranza, ciò che occhio non vide, né orecchio mai udì, padre teoforo.
Apparivi splendido di raggi divini, rifulgente di virtù, Abramio e con gioia stai presso il Sovrano di tutti.
Ti unisti ai cori di tutti i santi e con loro divinizzato, supplichi, o beato, per la nostra salvezza.
La Chiesa trascorre il giorno lieto della tua sacra dormizione, o padre, onorando la tua condotta di vita.
Theotokìon. Vergine amante del bene, benefica la mia anima incattivita dal peccato e falla partecipe dei beni eterni.
Irmòs. Realmente Madre di Dio ti confessiamo, noi, grazie a te salvati, Vergine pura e con i cori degli incorporei ti magnifichiamo.
Exapostilarion della martire. Tu che il cielo.
Vanto delle monache e splendore delle martiri ti sei mostrata, o Anastasia, esercitando verginità e lotta per amore di Cristo.
Del beato. Con i discepoli conveniamo.
Come riscattasti, o santo, per il Dio e Salvatore dalla seduzione del cattivo demone, la torma degli operatori di iniquità, o Abramio teòforo e anche colei che un tempo era caduta nel baratro della perdizione, così dalle numerose tentazioni, tribolazioni e pericoli, con le tue preghiere, libera anche noi, che con affetto celebriamo la tua venerabile memoria.
Theotokìon.
Apparisti come paradiso rivelante Dio, avendo al centro il Signore, albero della vita, o pura Madre di Dio: mangiandone certo non moriamo, ma grazie a te tutti viviamo di una vita migliore, recando l’arma della croce e vincendo il tiranno traditore, inneggiandoti, o Vergine.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos. Quindi il resto come di consueto e il congedo.

