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28 Ottobre

Memoria dei santi martiri Terenzio e Neonilla e del nostro beato padre Stefano il sabaìta.

Al Mattutino

Dopo la solita sticologia si leggono un canone dall’Oktòichos e questi due dei santi.

Canone dei martiri. Ode 1.

Tono 4. Aprirò la mia bocca.

Sconvolto nel baratro del peccato, o filantropo, tendo l’occhio del mio cuore solo verso il mare della tua compassione; guidami, salvami, per le preghiere degli atleti.

Il sole senza tramonto vi ha rivelato nel firmamento della sua Chiesa stelle che rischiarano il suo insieme con lo splendore degli agoni, o martiri illustri.

Sei divenuto fondamento della Chiesa, campione della fede con Neonilla, Sàrbilo, Teodulo, Gerace e Nita, Bele il meraviglioso, Focà ed Eunice.

Theotokìon. Come colei che ha accolto la pienezza di tutta la divinità ti sei rivelata per noi dispensatrice di grazia, o purissima, perciò tutti a una voce esclamiamo con l’angelo: Salve, piena di divina grazia.

Canone del beato. Acròstico: A te, Stefano, omonimo della corona, portiamo una corona. Di Teofane.

Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.

Offrendoti la ricompensa per i tuoi insegnamenti, o felicissimo Stefano, intrecciamo un encomio: accettando benevolmente, o beatissimo, con le tue suppliche concedici la grazia dello Spirito.

L’assalto delle passioni hai arrestato, o padre, con l’aiuto della ragione e della fede: eri infatti dolce, affabile, benevolo, moderato e coronato di sapienza e conoscenza, o Stefano.

Santamente adornasti te stesso di conoscenza e dell’energia pratica del carisma, o Stefano divino oracolo, desiderando le corone di gloria di Cristo, perciò non sei stato privato della speranza, o beatissimo.

Theotokìon. O Vergine pura e casta, tu hai superato ogni creatura visibile e invisibile, poiché concepisti il Creatore, quando si incarnò nel tuo grembo: pregalo con fiducia di salvare le nostre anime.

Dei martiri. Ode 3. Non è la sapienza.

Come un luminosissimo sole unito alla luna, il famoso Terenzio e Neonilla hanno generato un coro di sette martiri di Cristo.

La strazio delle tue membra, o atleta Terenzio, ti ha liberato dalla terra e ti ha procurato gloria indicibile.

Volando con le tue ali dorate, o Eunice, sei sfuggita alle reti degli uccellatori dell’astuzia e hai preso dimora dentro il palazzo spirituale.

Theotokìon. La sapienza di Dio, trovando in te una dimora purissima, si è incarnata dal tuo sangue puro e ti ha mostrata incorrotta dopo il concepimento.

Del beato. Fiorì come giglio.

La tua vita, o padre teoforo Stefano, è rifulsa come sole lucentissimo nel mondo e ha illuminato quanti con fede e affetto ti onorano.

I confini sono illuminati dai tuoi insegnamenti: poiché sei rifulso come un luminare nella Chiesa di Cristo, nella quale si è rafforzato il tuo cuore, o teoforo.

Hai mantenuto la tua anima libera da passioni e piaceri del corpo, o venerabile teoforo Stefano, perciò ora degnamente ti celebriamo.

Theotokìon. Per la purezza, o Sovrana, sei apparsa come giglio che splende fra le spine, in mezzo ai fulgori della tua verginità, o veneratissima Theotòkos.

Irmòs. Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Come stelle lucenti, con Terenzio come sole, i sacri sapientemente sorgono e rischiarano il creato con i nobili bagliori di eroici agoni, realmente dileguando la notte del politeismo; e noi in letizia li proclamiamo con fede beati come ministri di Dio e gridiamo: O illustri atleti, pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Gloria. Del beato.

Stesso tono. Risorgesti dai morti.

Avendo reso l’anima tempio luminoso del santo Spirito, o insigne padre, dentro trovasti ineffabilmente il Re, Cristo Signore, ricco di prodigi e dispensi al mondo la grazia generosa, perciò proteggi da pericoli e corruzione tutti i tuoi cantori.

E ora. Theotokìon.

Vergine Maria, gloria degli angeli, ornamento delizioso e decoro dei terrestri, ai tutti i tuoi cantori dà perdono dei peccati, sii propizia ai tuoi servi poiché sei realmente la liberazione dei disperati, forte rifugio degli uomini.

Oppure stavrotheotokìon.

L’agnella senza macchia, vedendo l’agnello e pastore pendere dalla croce, gridava: Figlio mio, che cos’è dunque questo spettacolo strano, contro ogni speranza? Come, vita di tutti, sei condannato al pari dei mortali? Ma tu risorgi dai morti affinché gioiosa ti glorifichi.

Dei martiri. Ode 4. Vedendoti sospeso.

Il coro fraterno dei sette atleti con i due genitori hanno offerto un sacrificio immacolato a te, Cristo Sovrano, meravigliosamente immolato per noi come pecora.

La grazia dello Spirito ti apparve sotto aspetto di colomba, o gloriosa Eunice, per lenire la tempesta di torture e afflizioni abbattutasi su di te.

Con le armi della fede, o illustri martiri, avete abbattuto lo spavaldo tiranno, esaltato dal potere dell’empietà, cantando: Gloria alla tua potenza, Signore.

Theotokìon. Colui che per suo volere ha plasmato l’universo, volontariamente viene plasmato dal tuo sangue puro, salvando quanti acclamano con fede: Gloria alla tua potenza, Signore.

Del beato. Sei venuto dalla Vergine.

Dei monaci, Stefano, tu sei divenuto corona ornata non di pietre preziose, ma di virtù: ti sei infatti rivelato realmente dimora piena di grazia divina, o felice.

Fosti insignito di sapienza divina, o teoforo, perciò essa ti ha rischiarato con le corone delle grazie, procurandoti la gloria eterna, o padre illustrissimo.

Bramasti con tutti i morti del cuore il desideri ultimo, lasciando le delizie del mondo e hai trovato la ricompensa adeguata alla brama, o beatissimo.

Theotokìon. Eva mi ha presentato il frutto della mortalità, ma tu, purissima, generando la vita enipostàtica, mi hai raddrizzato, perciò a te acclamo: Gloria al tuo concepimento, o Sovrana.

Dei martiri. Ode 5. Tu, Signore, mia luce.

Avendo in te, Signore, la loro forza, i martiri affrontarono eroicamente torture e flagelli, fuoco e morto.

O sacri fanciulli, vittime a Dio gradite, o schieramento che ha sbaragliato le complesse macchinazioni del nemico bellicoso!

Vincendo il serpente che vinse Eva, hai incoronato la testa di vittorie immortali, o Eunice vergine bella.

Theotokìon. Generasti per noi la luce senza tempo, lo splendore del Padre, divenuto sottomesso al tempo per ricca bontà, o purissima.

Del beato. Mediatore tra Dio.

Spegnesti con l’amore per l’impassibilità l’assalto delle passioni e illuminasti con contemplazione e prassi ogni parte dell’anima, o Stefano.

Con intelletto puro conversavi con le scritture dello Spirito, o Stefano divino oracolo e radunasti la ricchezza della contemplazione e della prassi, o beato padre ispirato da Dio.

Spiegando l’abisso della sapienza, hai compreso come trovare ogni cosa utile e con le fatiche hai ottenuto la perla preziosissima della conoscenza, o beatissimo Stefano.

Theotokìon. Ecco, come Isaia predisse, oltre ragione, purissima Theotòkos, hai avuto in grembo Cristo Dio, partorendolo poi oltre natura, o Genitrice di Dio.

Dei martiri, Ode 6. A te sacrificherò.

Senza pietà il tiranno ordinò di tirare i martiri e di attaccarli alle ruote per infligger loro molteplici tormenti, ma fu umiliato vedendoli invitti.

Con Terenzio piamente siano celebrati i valorosi martiri Sarvilo, Neonilla, Focà e Teodulo, Bele, Gerace, Eunice e il divino Nita.

Entrando nel porte delle vostre lotte siamo colmati di profumo divino dei vostri agoni, o beati, rigettando dall’anima il fetore delle passioni.

Theotokìon. Il roveto tutto avvolto dal fuoco e per niente bruciato, prefigurò il gran mistero del tuo concepimento inconcepibile, o Vergine lodatissima.

Del beato. Avvolto dall’abisso.

Ti rivelasti luminare luminosissimo dell’ecumène per gli splendori del verbo, illuminando, o padre Stefano, quanti con fede e affetto a te accorrono.

Hai trascorso beatamente la vita, odiando i sensi; sei divenuto infatti estraneo alla confusione del mondo e confidente di Dio, o Stefano.

Buona e bella la corona dei cui ora sei cinto, o sapientissimo Stefano, che sei coronato di virtù e regni sulle passioni, o eccelso.

Theotokìon. Oltre natura, Vergine, hai concepito e rimani Vergine, mostrando i simboli della vera divinità del tuo Figlio.

Irmòs. Avvolto dall’abisso delle colpe invoco l’abisso imperscrutabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione fammi risalire, o Dio.

Kontakion del santo.

Tono 4. Tu che volontariamente.

Piantando il giardino delle virtù, che irrigasti con torrenti di lacrime, hai ottenuto l’albero della vita, o gloriosissimo: con le tue suppliche salva dunque dalla corruzione il tuo gregge; libera dalla sventura quanti con fervore ti onorano, perché noi tutti, con fede e affetto, abbiamo te, o sapiente, come sommo protettore.

Ikos.

Come distruttore delle passioni, modello di vita retta, istruttore e canone dei monaci che vivono in castità ed esempio di virtù, a te, sapiente, tutti riuniti nella tua memoria, noi tuoi discepoli acclamiamo: gloria a colui che giustamente ti ha glorificato con prodigi senza fine e segni tremendi, non solo in vita ma anche dopo la morte. Non smettere dunque di supplicare Cristo affinché su quanti ti onorano sempre sia fatto scendere il perdono delle molte e gravi colpe, perché noi tutti, con fede e affetto, abbiamo te, o sapiente, come sommo protettore.

Sinassario.

Il 28 di questo mese memoria dei santi martiri Terenzio e Neonilla e dei loro figli Nità, Sàrbilo, Gerace, Teodulo, Focà, Bele ed Eunice.

Stichi. Terenzio e Neonilla con i loro sette figli preferirono morire insieme di spada. Il giorno 28 due sposi vittoriosi portano al Sovrano i loro figli e le loro figlie.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Stefano il sabaìta, divenuto anche vescovo.

Stichi. Colui che porta il nome della corona viene incoronato di virtù per la sua vita.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Terenzio, Africano, Massimo, Pompeo e altri 36 martiri.

Stichi. Venne decapitato Terenzio, il quale seppur morto versava latte, mostrando un nuovo prodigio.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Firmiliano, vescovo di Cesarea e del sapientissimo Melchione, presbitero di Antiochia, che sconfissero l’eresia di Paolo di Samosata.

Stichi. In pace perirono i figli della pace Firmiliano e Melchione.

Lo stesso giorno memoria di santa Febronia, figlia dell’imperatore Eraclio e di san Ciriaco, ieromartire, che mostrò la preziosa croce al tempo del grande imperatore Costantino e di Elena sua madre.

Stichi. Il beatissimo Ciriaco, mescolando sangue a olio, produsse una nuova miscela.

Lo stesso giorno sant’Anna, madre di san Ciriaco, perì dilaniata e consumata dalle torce.

Stichi. Anna, con la carne consumata dal fuoco, divenne una lampada sempre illuminata per Cristo.

Memoria del nostro beato padre Atanasio patriarca di Costantinopoli, che praticò l’ascesi sul monte Athos.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Dei martiri. Ode 7. Nella fornace persiana.

Nella fornace dei tormenti la rugiada della pazienza discese dal cielo sui santi martiri che rendevano grazie cantando: Benedetto sei tu nel tempio della tua gloria, Signore.

Avendo saldamente fondato il cuore sulla roccia immutabile della fede in Cristo, i martiri abbatterono l’arroganza degli empi, provocando con la preghiera un sisma.

Sospesi e con i fianchi dilaniati con forza, arsi con aceto e fiamma, o beati, incendiaste tutto l’inganno, inneggiando al Signore.

Theotokìon. Colui che veste il cielo di nubi, o purissima, ti rivelò come un altro cielo sulla terra e da te si è rivestito di tutto l’uomo e per smisurata compassione mi divinizza.

Del beato. L’empio decreto.

I discorsi illuminati dei tuoi dogmi profumano per la grazia dello Spirito; venerando infatti un’unica divinità in tre persone e celebrando l’incarnazione del Verbo, profumi anche noi, o beatissimo.

Accordando la vita alle parole, o padre, ti è stata data una duplice corona, o beatissimo, poiché divenisti, o illustrissimo padre, strumento di sapienza che grida al tuo Creatore: benedetto e gloriosissimo.

Il tuo verbo appariva condito con sale, la tua vita illuminata dalla grazia dello Spirito, perciò hai preso dimora nelle stanze eccelse, stando ora gioioso con familiarità presso Cristo.

Theotokìon. Dirigendo la mia vita, o purissima, guidami al tuo serenissimo porto, poiché hai concepito Dio, la fonte dei beni che concede a tutti i fedeli il bene dell’incorruttela.

Dei martiri. Ode 8. Stese le mani Daniele.

Illuminati dalla luce del divino Spirito, sfidarono il fuoco, rivelando inefficaci le caldaie bollenti, i divini martiri che dal cielo avevano ricevuto il divino refrigerio: inneggiamoli degnamente, o fedeli.

Una moltitudine d’angeli apparve manifestamente nello stadio incoraggiandovi, o illustri martiri e alleviando le pene; con i fanciulli acclamavate l’ode: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Avendo vigile verso Dio l’occhio del tuo cuore, o Sàrbilo, sopportasti il taglio delle palpebre, svergognando il persecutore trattenuto nella notte dell’ateismo, perciò tutti ti diciamo beato come figlio del giorno.

Theotokìon. Per benevolenza del Padre, adombrata dal divino Spirito, hai ricevuto in grembo il Figlio, o pura e partorendo sei rimasta purissima come prima; pregalo senza sosta di liberare tutto il mondo da corruzione e castigo.

Del beato. Un tempo a Babilonia.

Una corona di decoro il Cristo datore di vita ha posto sul tuo capo, o Stefano che ne porti il nome, e infatti eccellevi nelle opere e nella contemplazione acclamando: Inneggiate al Signore, opere tutte del Signore.

Superando ogni senso, o beatissimo, conversavi con l’intelletto primo con purezza d’animo e di condotta, acclamando, o Stefano incoronato: Inneggiate al Signore, opere tutte del Signore.

Inneggiando ai martiri di Cristo e agli schieramenti dei santi, con loro hai preso dimora, divinamente assennato, colmo di letizia e di delizia divina, acclamando: Inneggiate al Signore, opere tutte del Signore.

Theotokìon. L’intelletto senza passioni si unisce nel tuo grembo all’intelletto umano, o purissima e nello spessore della carne si è sottomesso al tempo colui che è superiore ai secoli, perciò con fede e affetto, o Madre di Dio, ti glorifichiamo.

Irmòs. Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Dei martiri. Ode 9. Da te, o Vergine.

Vi rivelaste un paradiso che ha nel mezzo l’albero della vita, una fonte che promana torrenti di guarigioni e un fiume veramente colmo delle onde divine dello Spirito, o santi.

Vi siete rivelati, o martiri, torri della Chiesa di Cristo e porti serenissimi di quanti sono nella tempesta dei mali, figli della pace e compagni degli angeli.

Trovando le corone immarcescibili e la vastità del paradiso superando ogni angustia, o atleti, liberate anche dai pericoli noi che sulla terra vi celebriamo.

Theotokìon. O Vergine Madre, più vasta dei cieli e più santa dei cherubini, più onorabile di tutto il creato, implora per noi che ti onoriamo il Dio che generasti.

Del beato. Il Figlio dell’eterno.

O veneratissimo Stefano, ora che assapori puramente delizie e gioie inconcepibili, là dove folle di santi danzano presso Dio, attira a te con la tua santa intercessione quanti in te si rifugiano, o beato.

Con gioia sei salito alla vetta dei tuoi desideri, all’unico Dio benedetto, alla suprema bellezza, alla vita senza fine, alla luce senza declino, o Stefano, venerabile teoforo.

Come sole sei rifulso fra le schiere dei monaci, offerto dall’infanzia e inviando come raggi le virtù della tua condotta, o dolcissimo Stefano, beato padre teoforo.

Theotokìon. Riconoscendoti da lontano con occhi preveggenti, tutti i profeti ti hanno preannunziato come colei che sarebbe divenuta Madre dell’Onnipotente e del Sovrano di tutti, perciò tutti, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Irmòs. Il Figlio dell’eterno Genitore, Dio e Signore, incarnato dalla Vergine si manifestò a noi per illuminare ogni tenebra e radunare ciò che è disperso; per questo la lodatissima Madre di Dio noi magnifichiamo.

Exapostilarion dei martiri.

Con i discepoli conveniamo.

Con Terenzio rifulsero la venerabile Neonilla, Nita, Foca e Sarbil, Bele e Gerace, Teodulo ed Eunice, perché con ardore nobilmente lottarono per Cristo e hanno abbattuto tiranni, questi illustri martiri vittoriosi; onorandoli dunque, festeggiamo con gioia la loro fulgida memoria.

Del santo.

O Stefano, portatore di corona, accogliendo l’ardore del santissimo Spirito, ti sei strappato al mondo, prendendo la tua croce, o padre; congiunto a Cristo per la rigorosa ascesi e la verginità casta, divenisti degno, o santo, di carismi sovraintellettuali e con essi, o sapientissimo, arricchisci tutta la terra.

Theotokìon.

Vergine Madre intatta, non smettere di supplicare per i tuoi inutili servi il Signore incarnato dal tuo sangue puro, affinché troviamo grazia e aiuto opportuno nel giorno in cui come Dio giudicherà la stirpe dei mortali, per retribuire secondo il merito: te noi tutti abbiamo come protettrice nelle angustie.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto, come di consueto e il congedo.