27 Ottobre
Memoria del santo martire Nestore.
Al Mattutino.
Apolytìkion del Santo. Tono 3. Della fede divina.
Un grande difensore nei pericoli il mondo ha trovato in te, o vittorioso, che metti in rotta le genti. Come dunque hai abbattuto la tracotanza di Lieo, incoraggiando Nestore nello stadio, così, o santo, supplica Cristo di donarci la grande misericordia.
Gloria. Tono 4. Presto intervieni.
Il tuo martire, Signore, con la sua lotta ha conseguito la corona dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipe della tua forza ha sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni; per le sue intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente ha accettato la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, ha salvato dalla morte le nostre anime.
Dopo la solita sticologìa si dicono i canoni dall’Oktòichos e quello di san Nestore, qui riportato.
Ode 1. Tono 4. L’armata del faraone.
Felicemente salisti, o martire, sul carro di fuoco del tuo sangue e giungesti con gioia alle altezze dei cieli, dove si trova Gesù, splendore atemporale.
Indossata la corazza mistica della fede, o Nestore, brandendo come lancia la croce, distruggesti le falangi del nemico.
Sostenuto dal fervente amore per Cristo, irrompesti nello stadio e sventasti gli inganni di Lieo e sollevasti il trofeo della vittoria.
Theotokìon. Concepisti in grembo il Figlio coeterno al Padre, senza uomo lo generasti soprannaturalmente secondo la carne, restando realmente vergine, o pura: perciò tutti ti celebriamo.
Ode 3. Creatore del tuono.
Fortificato da colui che spezzò il chiavistello e le porte dell’ade, entrasti nello stadio con ardore, annientando la forza del nemico.
Il principe dell’antico errore cadde ai tuoi piedi, poiché andasti con ardore al taglio della spada, Nestore, gloria dei martiri; perciò ti celebriamo.
Spezzando l’audacia degli empi, offristi, o martire, in sacrificio a Dio il tuo sangue: in cambio egli ti donò abbondanza di carismi.
Theotokìon. La deformità della stirpe di Adamo, deturpata dal cibo, Gesù, concepito nel grembo della Madre di Dio, soprannaturalmente riplasmò, dandoci la primitiva bellezza.
Irmòs. Creatore del tuono e dei venti, consolida, Signore, il mio spirito, perché ti canti in verità e compia il tuo volere, poiché non c’è santo all’infuori di te, nostro Dio.
Kathisma.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Non temesti il furore dei nemici, né i dolori della carne, ma accorresti impavido alla lotta, con l’arma invincibile della croce; uccidendo subito il maledetto, fosti poi ucciso, divenendo degno, o Nestore, di stare presso Cristo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Colui che siede sul trono dei Cherubini e riposa nel seno paterno, riposò corporalmente nel tuo grembo, Sovrana nostra, come sul suo trono divino; Dio infatti regna su tutte le nazioni e noi giustamente cantiamo a lui: imploralo di salvare i tuoi servi.
Ode 4. Ho udito, Signore.
Illuminato dai chiari insegnamenti di Demetrio, scampasti all’idolatria tenebrosa dei pagani e splendi del bagliore dei martiri.
Agitando le onde salate dell’incredulità con la gradevole dolcezza della tua fede, con i flutti del tuo sangue annegasti l’armata dei nemici.
Apparisti come albero piantato per la vita, nutrendo coi frutti delle tue lotte l’insieme dei credenti, o Nestore, gloria dei martiri di Cristo.
Theotokìon. Vergine santissima, sii per me purificazione dai peccati e nel pericolo soccorrimi con la tua mano, salda protettrice dei cristiani.
Ode 5. Fa’ sorgere su noi.
Accogliendo come pioggia nel cuore le parole della sapienza divina, hai fatto crescere, glorioso Nestore, le larghe mura del martirio.
O Demetrio, martire di Cristo, con le tue parole come legge, Nestore annientò l’iniquità dell’ateismo.
Misurandoti col nemico invisibile, insigne Nestore, possedevi invisibilmente l’alleanza di Dio.
Theotokìon. Salve, tu che concepisti senza seme il nostro Dio, salve, divina, purissima Madre, salve, Sposa non sposata.
Ode 6. I marosi dei pensieri.
Col cuore marchiato dal sigillo di Cristo, coraggiosamente trafiggesti con la lancia, generoso atleta, il cuore di Lieo e con gioia moristi per la vita di tutti.
Come sposo uscisti dalla stanza del tuo corpo, splendidamente adorno dell’ornamento tessuto col tuo sangue e comparisti davanti a Cristo Re.
Innalzando i tuoi piedi sulla pietra della fede, Cristo, pietra della vita, ti consolidò e diresse il tuo cammino verso di lui, confondendo i tuoi nemici.
Theotokìon. Spezza i lacci dei miei peccati, tu che partoristi il Dio che toglie i peccati del mondo, vergine Maria, poiché ho posto in te la speranza della mia salvezza.
Irmòs. I marosi dei pensieri, afferrandomi, mi spingono verso le onde senza fondo del peccato, ma tu, buon Timoniere, guidami e come il profeta salvami.
Kontàkion. Tono 2. Cercando le cose di lassù.
Per aver valorosamente lottato, hai avuto ora in sorte la gloria immortale e sei divenuto ottimo soldato del Sovrano, per le preghiere del martire Demetrio; con lui, dunque, Nestore sapiente, non cessare di intercedere per tutti noi.
Ikos.
Lottando con la forza di Dio, o beatissimo, fosti proclamato vincitore; calpestato coi piedi il nemico, fosti glorificato; apparisti incoronato con i cori dei venerabili vittoriosi, o Nestore e sei stato elevato al di sopra di Aronne, o atleta di Cristo, per aver offerto con Abele il tuo sangue divino. Presso il trono divino del Creatore, con le schiere degli angeli, non cessare di intercedere per tutti noi.
Sinassario.
Il 27 di questo mese memoria del santo martire Nestore.
Stichi. Nestore, uccidendo Lieo, morivi di spada prefigurando la rovina dell’errore. Il ventisette l’odioso imperatore fece decapitare il fedele Nestore.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Capitolina ed Eroteide.
Stichi. Dalla spada padrona e serva vengono uccise, autentiche signore e serve della Trinità.
Lo stesso giorno memoria del nostro padre tra i santi Kyriakos, patriarca di Costantinopoli.
Stichi. Kyriakos, lasciando questa terra e questa vita, giunge presso lo stesso Signore dei signori.
Lo stesso giorno memoria di santa Procla, sposa di Pilato.
Stichi. Procla sta al cospetto del suo Re avendo creduto in colui che era comparso davanti al suo sposo.
Per le loro sante preghiere, o Dio nostro, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Sul monte a Mosè.
Tu che illuminasti i cuori dei fedeli coi raggi prodotti dalle imprese del tuo martire, Signore, Dio dei nostri padri, sei benedetto.
Estinto il fuoco dell’empietà con la rugiada del tuo sangue, martire Nestore, adesso salmeggi: Signore, Dio dei nostri padri, sei benedetto.
Come sacrificio vivente, come profumo dal soave odore, ti immolasti al Signore cantando: Dio dei nostri padri, sei benedetto.
Theotokìon. Sovrana santissima, hai superato la santità dei Cherubini partorendo il Santo dei santi, il Verbo Dio che ci santifica.
Ode 8. Terra e tutto ciò che contiene.
La terra accolse il tuo sangue venerabile versato per Cristo, i cieli, la tua anima risplendente come sposa; i cori dei martiri e gli spiriti di tutti i giusti, nella gioia, ti vennero incontro, o martire.
Quanto amava Dio la tua anima! Considerando nulla la morte temporale, scegliesti di vivere nel Signore; e quale coraggio divino, quando fiaccasti la forza dei nemici che non volevano riconoscere Cristo!
Hai ingaggiato la buona lotta, hai davvero terminato la tua corsa, custodito la fede, o Nestore: cos’ hai trovato la corona di giustizia che Cristo ti ha dato nei secoli.
Theotokìon. Avendo il tuo aiuto, Madre di Dio, non temo le reti del nemico; rifugiandomi in te, non temo il male, poiché in te mi glorifico; in te oltrepasserò il muro del peccato, salvato dalla tua intercessione.
Irmòs. Terra e tutto ciò che contiene, mare e fonti, cieli dei cieli, luce e tenebra, gelo d’inverno e arsura d’estate, figli degli uomini e sacerdoti lodino il Signore e lo esaltino per tutti i secoli.
Ode 9. Poiché il potente ha fatto.
Portando, beato Nestore, la porpora tinta nel tuo sangue e reggendo lo scettro della croce, regni con Cristo.
Fosti il grappolo maturo della vigna di Cristo: pigiato nelle botti del martirio, versasti per noi fedeli il vino della compunzione, Nestore dalle molte lotte.
Tu che esulti con gli angeli in presenza di Gesù e gioisci della sua gloria, Nestore, ricordati sempre dei fedeli, che festeggiano la tua sacra memoria.
Theotokìon. Sei davvero dimora della luce che dissolve le tenebre dell’antica ignoranza, abitazione di colui che tutti ci santifica, Vergine pura, lampada d’oro, più eccelsa dei cieli.
Irmòs. Poiché il potente ha fatto in me prodigi, santo è il suo nome e la sua misericordia di generazione in generazione si stende su quanti lo temono.
Exapostilàrion. Udite, donne.
Abbattesti la follia e la furiosa arroganza di Lieo, o Nestore, con la potenza della croce e le preghiere del gloriosissimo martire Demetrio, avendo in precedenza messo in fuga le passioni e ti rivelasti eccellente martire di Cristo, o sapiente vittorioso.
Theotokìon.
Come di consueto mostra anche ora, o celebratissima e amante del bene, le tue misericordie e le tue molte compassioni, o Madre di Dio, liberandoci tutti da ogni sventura, pericolo e tribolazione e salvandoci dalla tremenda minaccia del terremoto.
Allo stico, gli stichirà prosòmia che abbiamo detto ieri al vespro.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

