11 Ottobre
Memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi e del beato nostro padre Teofane il confessore, vescovo di Nicea, poeta e sfregiato.
Al Mattutino.
Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.
Santo apostolo Filippo, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.
Del santo. Tono pl. 4.
Guida d’ortodossia, maestro di pietà e decoro, illuminatore dell’ecumene, ornamento dei sommi sacerdoti divinamente ispirato, sapiente Teofane, con le tue dottrine tutti illuminasti, o lira dello Spirito; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Dopo la solita sticologìa, si leggono i canoni, uno dall’Oktoichos e questi due dei santi.
Canone dell’apostolo. Acrostico: Canto la fama dell’apostolo Filippo. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Illuminato dai chiarissimi raggi di Cristo, per comunione con la divinità, glorioso Filippo, apparisti seconda luce, illuminando santamente i credenti.
Il Verbo tutto trascendente, tutto consustanziale a noi, santamente ti rivelò suo sacro discepolo, che libera dalle tenebre dell’empietà le nazioni.
Con l’imposizione delle mani dei sacri discepoli, fosti scelto come sacro diacono con Stefano e gli altri, sapientissimo Filippo, essendo pieno di Spirito divino.
Theotokìon. Tu, pura Madre di Dio, fosti causa dell’incarnazione di colui che dal nulla creò ogni cosa; perciò, com’è giusto, noi fedeli ti diciamo beata.
Canone del beato. Stesso tono e Irmòs.
Con la tua intercessione, gerarca di Cristo, disperdi le tenebre del mio spirito, perché celebri, glorioso padre Teofane, la tua festa luminosa.
Nella tua anima rifulgente luce divina, Teofane, bruciasti i piaceri delle passioni nel fuoco della temperanza, gridando: Cantiamo un inno a Cristo.
Partito da Sion, sapiente padre, apparisti al mondo brace che consuma i rovi delle eresie con il fuoco acceso nella tua anima dallo Spirito di Dio.
Theotokìon. Con i fulgenti raggi di tuo Figlio, Madre di Dio, illumina la mia anima oscurata e placa, Signora nostra, la corrente delle mie passioni con la tua divina mediazione.
Dell’apostolo. Ode 3. Non c’è santo.
Quanti erano nelle tenebre dell’ignoranza, rendesti figli della luce, o beato, narrando in modo sublime come un cielo, con segni tremendi, la gloria del Verbo.
Annunziando Cristo come stella sorta dalla tribù di Giuda, o beato, con la luce della grazia rivelasti colui che Mosè e i profeti un tempo predissero.
Con le tue parole stillanti miele, apostolo Filippo, persuadesti quanti l’ignoranza aveva respinto lontano da Dio a fuggire il veleno che uccide le anime, per ricevere la grazia e la salvezza.
Theotokìon. Come mistico candelabro, o Fanciulla, recasti il cero che con suprema bontà illuminò quanti la notte dell’ignoranza un tempo tratteneva.
Del beato. Uguale.
Balenando divini lampi fulgenti, o beatissimo, fugasti la tenebra dell’eresia, cantando a Cristo vivificante: Santo sei tu, Signore.
Essendo colmo, o sapiente, di divino Spirito, ti rivelasti riccamente dispensatore della dolcezza della pietà, con verbo vivo, per i cuori degli ascoltatori.
Scalando il monte delle virtù divine, santo gerarca e penetrando nella nube, ti unisti a Dio e sulle tavole del tuo cuore ricevesti la grazia come legge.
Theotokìon. Ecco la scala che un tempo Giacobbe vide innalzata sulla terra e su cui Dio si appoggiò, la pura e luminosa Madre di Dio, apparsa sempre vergine.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore, mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kontàkion dell’apostolo.
Tono 4. Sei apparso oggi.
Divenuto imitatore del Maestro, per lui, o apostolo, servivi fedelmente alle necessità dei suoi santi; perciò tutti noi fedeli tutti, ti diciamo beato.
Ikos.
Udendo le parole salvifiche e vivificanti di Cristo e vedendone le opere meravigliose, per esse fosti illuminato con la luce della verità e avendo creduto in lui con gioia, o beato, con prontezza portasti anche agli altri l’annuncio, gridando: È apparsa la salvezza dei mortali; è sorto il sole di giustizia. Sei così divenuto per tantissimi, o sapiente, lume e fiaccola per la conoscenza di lui e per la fede divina e luce di quanti sono nelle tenebre: perciò tutti noi fedeli ti diciamo beato.
Kàthisma dell’apostolo.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Rivelandoti flagello dei demòni e apparendo luminare degli ottenebrati, mostrasti il Sole rifulgente dalla Vergine e distruggendo i templi degli idoli, o beato, edificasti Chiese a gloria del nostro Dio; perciò ti onoriamo e celebriamo solennemente la tua divina memoria e a te gridiamo insieme: apostolo Filippo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. Del beato.
Rallegrando le orecchie dei fedeli con il verbo della grazia e le tue dottrine, sconfiggesti, o illustrissimo, il tiranno e terminando bene la corsa della fede, fosti degno infine della gloria dei martiri; perciò giustamente onoriamo la tua santa memoria glorificando il Salvatore, illustre teoforo Teofane; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
E ora. Theotokìon.
Ineffabilmente concepita in grembo la Sapienza, il Verbo, Madre di Dio, partoristi al mondo colui che regge il mondo e reggesti tra le braccia colui che sostiene l’universo e che tutti nutre, l’Artefice del creato; perciò ti scongiuro, Vergine santissima, di liberarmi dalle colpe per il giorno in cui dovrò presentarmi al cospetto del mio Creatore: Sovrana, Vergine pura, dammi allora il tuo aiuto, perché tu puoi tutto ciò che vuoi, o inneggiatissima.
Stavrotheotokìon.
La Vergine, la Madre di Gesù, vedendo il Creatore sulla croce, gemette piangendo e amaramente lacerandosi il viso e percuotendosi il petto a lui gridava amaramente: Ahimè, Figlio mio, perché soffri la tua passione, i chiodi, la lancia, l’ingiusta morte? Risuscita presto, affinché ti veda, Figlio divino e cessino la mia pena e i lamenti e ottengano remissione delle colpe quanti inneggiano alla tua passione.
Dell’apostolo. Ode 4. Cristo, mia forza.
Simon Mago vedendoti compiere prodigi e segni stupefacenti per ipocrisia si fece battezzare, ma non avendo rifuggito il male, o Filippo, fu consegnato alla perdizione.
Vedendoti compiere numerosi prodigi, o Filippo, araldo di Cristo, gli abitanti della Samaria ricevettero con gioia la conoscenza luminosa di Dio.
Va’, Filippo, ti disse l’angelo del Signore che guidava il cammino del pio Etiope, affinché egli possa conoscere la via del Verbo che assunse il nostro corpo.
Il sacratissimo Etiope, ascoltando le tue spiegazioni, o Filippo, ricevette il battesimo dalla tua mano e apparendo pieno di Spirito, si fece divino predicatore.
Theotokìon. Tuo Figlio, Vergine pura, rese figli di Dio noi figli dell’uomo, quando dalle tue caste viscere prese un corpo e fu partorito; perciò ti glorifichiamo.
Del beato. Uguale.
Purificato dall’ascesi, sapientissimo padre Teofane, fosti tutto riempito di luce e pienamente reso abitazione di Dio e partecipe del santo Spirito.
Sfinito dalla fame, esiliato in condizioni terribili, con pazienza sopportasti le prove come un martire, beato Teofane, esultando con cuore puro nel Signore.
Illustre padre, rilucente nello splendore delle tue imprese, fosti per il nostro Dio come una spada affilata, che fece a pezzi le eresie con la forza dello Spirito.
Theotokìon. Divenisti il candelabro splendente, la mensa del pane di vita, la dimora del nostro Dio, l’arca santa, la verga che fiorì Cristo nel mondo, o Vergine e Madre.
Dell’apostolo.
Ode 5. Col tuo divino fulgore.
Senza temere il furore degli empi, beato Filippo, davvero procedevi come un agnello in mezzo ai lupi, convertendoli alla pietà col verbo della grazia.
Come predisse il profeta Isaia, come agnello l’Emmanuele fu condotto all’immolazione: ciò che il pio Etiope non poteva capire, l’apprese da te, Filippo.
In te riconosciamo, o Filippo, l’oratore sacro, il discepolo, uno dei sette diaconi eletti, il divino fondamento della Chiesa, la fiaccola di tutti quelli che nelle tenebre attendevano la luce.
Theotokìon. Noi che davvero ti riconosciamo Madre di Dio, o Vergine, siamo liberati dalle prove e dalla sventura per la tua intercessione presso il Signore e Dio di tutti, o piena di grazia.
Del beato. Uguale.
Con i raggi del tuo splendore dissolvi, o padre e gerarca, la tenebrosa oscurità degli eretici, rischiarando i confini del mondo con la luce della divina conoscenza, per mezzo dei tuoi insegnamenti.
Gli aiutanti degli empi ti ferirono con colpi terribili, ammirabile confessore, scortato dagli angeli come gerarca e martire di Cristo nostro Dio.
Eri guida luminosa delle pecore erranti, timone dei naufraghi, o padre Teofane, fermo appoggio dei fedeli vacillanti, loro invincibile baluardo.
Theotokìon. Sei tu, Vergine Madre di Dio, la bellezza di Giacobbe che Dio amò e scelse come dimora, gloria dei mortali e rifugio dei peccatori.
Dell’apostolo. Ode 6. Vedendo il mare.
Colmo dei flutti dello Spirito, scorri come fiume dell’Eden diffondendo le tue onde calme sulla faccia della terra irrigando i cuori, o ammirabile.
Apristi la tua bocca, o discepolo e fosti riempito d’intelligenza dallo Spirito; quindi, aprendo le fauci del malvagio, ne hai fatto uscire un’innumerevole moltitudine salvandola.
La potenza del nemico invisibile fu rovesciata e del tutto annientata, quando con la forza dello Spirito predicasti Cristo crocifisso, chiamando a lui le genti, o Filippo.
Theotokìon. Superando le leggi di natura, o Bontà suprema, la tua santa Madre generò Cristo, autore della natura e oltre natura restò davvero vergine intatta.
Del beato. Uguale.
Essendo come sole dai bagliori divini, beatissimo gerarca di Cristo, irraggiasti cantando le pene dei martiri, le torture che subirono, le loro passioni, le loro lotte prodigiose.
Celebrando semplicemente la purissima Sovrana, la tua bocca, Teofane, fece zampillare cantici radiosi, rallegrando i cuori dei sapienti e gli ordini dei fedeli.
Sulla tua fronte venerabile, sul tuo nobile viso, i tiranni incisero le loro scritte, ma tu cancellasti i loro sacrileghi decreti predicando il culto dovuto all’icona di Cristo.
Theotokìon. Per natura infinito, Dio tutto sostiene e regge con la sua volontà ed è portato tra le tue braccia, Vergine purissima, nei limiti di un corpo.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontàkion del beato. Tono 4. Sei apparso oggi.
Sei sorto per la Chiesa, o santo, come un secondo sole, perché la illumini con i bagliori delle tue dottrine, o Teofane, come sacerdote di Cristo nostro Dio.
Sinassario.
L’11 di questo mese memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi.
Stichi. Per tutto ciò che come diacono facesti sulla terra, nei cieli ricevi, Filippo, il tuo salario. Undicesimo fu, non l’ora, ma il giorno del mese, quando in cielo, o ministro, ricevesti il pegno.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teofane il confessore, fratello di san Teodoro il marchiato.
Stichi. Marchiato quaggiù sulla fronte, morendo, o Teofane, nel cielo vedi scritto il tuo nome.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Zinaìdo e Filonilla, fratelli di sangue.
Stichi. Zinaìdo e Filonilla, amici della pace, si addormentarono nella quiete.
Lo stesso giorno memoria dei santi patriarchi di Costantinopoli Nettario, Arsakio e Sissinio.
Stichi. Nettario, alla mensa eterna beve, o Verbo di Dio, il vero nettare, non quello delle fiabe. Arsakio sulla terra glorificò te, o Cristo e tu in cielo l’associasti alla tua gloria. Il suo spirito incorrotto rese Sissinio, sfuggendo alle trappole dei demòni.
Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Dell’apostolo. Ode 7. Tutta rugiadosa.
Ti lanciò, o Filippo, l’Altissimo come un cavallo per sconvolgere con i tuoi piedi l’oceano dei pagani, spezzare la testa dei nemici e cantare a lui melodiosamente: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
Svelando il mistero nascosto dai secoli, o sapiente Filippo, interprete delle Scritture misteriose, iniziavi popoli e nazioni, purificandoli dai misteri pagani.
Eri l’astro glorioso, l’ornamento di Tralle, sublime Filippo e là riposa il tuo corpo, operando stupendi prodigi per illuminare quanti piamente ti dicono beato.
Theotokìon. Noi che giorno e notte per te siamo salvati dall’assalto funesto dei nemici, delle tentazioni, che contaminano l’anima, o Maria, sposa divina, invochiamo te, Vergine che portasti il nostro Dio, noi.
Del beato. I fanciulli a Babilonia.
Dispensando fedelmente il verbo di verità, sopportavi, o Teofane, la prova del flagello, l’amarezza dell’esilio e ogni crudeltà, gridando: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
I rivoli dei tuoi discorsi stillanti miele, Teofane, colmarono di divina letizia le anime dei fedeli, che con inni sacri inneggiano al Dio dei nostri padri.
Terminata bene la tua corsa, Teofane, ascendesti negli eccelsi e là canti con gli angeli a Cristo: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
Theotokìon. Grande il mistero in te compiuto, Vergine Madre: apparve dimorante nel tuo grembo il Figlio di Dio al quale noi terrestri cantiamo: O Dio dei nostri padri.
Dell’apostolo. Ode 8. Dalla fiamma.
Utilizzando il Verbo divino come sale, o beato, purificasti la putredine dell’errore e sanasti i cuori, perché adorino e glorifichino Cristo nei secoli.
Con il tuo verbo si rinsaldò il passo degli zoppi e dai posseduti uscirono con alte grida spiriti impuri, non sopportando la grazia che Dio ti aveva dato.
Quanti un tempo abitavano la Samaria, vedendoti compiere molti prodigi con la potenza dello Spirito, fonte dei carismi divini, ricevettero da te, Filippo, la grazia illuminante.
Theotokìon. Rinsalda la mia anima sconvolta dalla malvagità, ti prego, pura Vergine, tu che accogliesti senza esserne scossa colui che con il suo sguardo divino fa tremare l’universo.
Del beato. Per obbedire alla legge.
Portando davvero la giustissima legge della verità dei padri, disprezzasti, o beatissimo, l’ordine insensatissimo dell’imperatore che distruggeva, vietando, o padre, di baciare piamente l’immagine del Signore, quella che prese apparendo nel mondo da una Vergine colui che noi esaltiamo per tutti i secoli.
Intelletto divino, lira armoniosa del santissimo Spirito, cantore dalla bella voce, vertice dei fedeli, colonna e fondamento dell’ortodossia, sostegno della Chiesa, vanto dei monaci, gloria dei padri ti rivelasti, sapiente Teofane cantando Cristo nei secoli.
Fosti veramente miroteca del santo Spirito: con il profumo esalante dai tuoi sapienti insegnamenti, debellasti la cancrena dell’errore e nella santa Chiesa diffondesti le tue parole come profumo, senza sosta con i tuoi inni cantando: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.
Theotokìon. Veramente, o Vergine, sei il monte fertile di Dio, che il progenitore Davide un tempo predicendo cantò e da cui fu tagliato come pietra angolare il Cristo, che distrusse tutta la potenza degli idoli e noi senza sosta lo inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.
Irmòs. Per obbedire alla legge dei loro padri, i nobili fanciulli affrontarono la morte e disprezzarono l’ordine insensato del re di Babilonia; insieme, nel fuoco che non poteva consumarli, cantarono degnamente la lode dell’Onnipotente: Opere tutte del Signore, cantate al Signore, esaltatelo per tutti i secoli.
Dell’apostolo.
Ode 9. Impossibile agli uomini.
Contemplando ora ciò che un tempo speravi e ricevuto l’incrollabile regno di Dio, oggetto del tuo insegnamento, o Filippo, divino predicatore, danza e giubila, gustando presso Dio la luce e la gioia.
Come luce, come astro, come immenso sole, percorresti con i tuoi raggi luminosi tutta la terra, o beato, annunziando il messaggio divino; poi, giunto a Tralle in Asia, ne divenisti pastore e vi trovasti riposo.
Tu, Filippo, cielo stellato splendente di luce divina, ammirabile apostolo di Cristo, annunzi a tutti, vicini e lontani, la croce, la morte e la risurrezione del Redentore.
La terra copre il tuo corpo vittorioso nelle lotte, che diffonde la luce delle guarigioni e il cielo con gioia accoglie il tuo spirito tra gli apostoli; con essi, o Filippo, ricordati di chi celebra la tua santa memoria.
Theotokìon. Ogni spirito ti rivolge con gioia l’inno di ringraziamento dicendo: Salve, Vergine pura, trono ardente dell’Altissimo; salve, spaziosa dimora di Dio; salve, corona magnifica dei divini apostoli.
Del beato. Ogni lingua esita.
Non sopportando di vederti lottare per la Chiesa di Cristo, o Teofane, il nemico accrebbe le tue prove, ma con coraggio rimanesti inflessibile, opponendoti agli imperatori empi che conducesti a venerare l’icona di Cristo.
Hai ricevuto la meritata ricompensa per le tue lotte e ora, incoronato nei cieli, padre Teofane, beato gerarca, esulti con gli angeli, là dove si trovano i cori dei patriarchi, dei profeti, degli apostoli divini, la folla dei martiri e l’assemblea dei confessori.
Pregando Dio, non dimenticare, chi celebra oggi la tua augusta festa; liberaci da ogni minaccia e misfatto perpetrato contro di noi dagli avversari; salvaci dall’afflizione e liberaci dalla sventura, padre Teofane, beato gerarca.
Theotokìon. Protettrice fedele dei cristiani, da’ loro vittoria sul nemico, Vergine Madre di Dio, pura, senza macchia, gloriosa e benedetta; proteggici da ogni male perché celebriamo tuo Figlio e degnamente ti magnifichiamo.
Irmòs. Ogni lingua esita a pronunciare le tue lodi e lo spirito più celeste è preso dalla vertigine nel cantarti; ma tu, Madre di Dio, nella tua bontà accetta l’omaggio della nostra fede e lo slancio del nostro amore che sale a te; poiché tu sei la protettrice del popolo cristiano e noi ti magnifichiamo.
Exapostilàrion. Con i discepoli conveniamo.
Raddrizzando i sentieri, l’eunuco di Candace sul carro, nel leggere il libro di Isaia restava tuttavia perplesso; Filippo lo raggiunse e per opera del divino Spirito lo introdusse alla soluzione dei suoi dubbi e dopo averlo battezzato, lo inviò come predicatore della divinità di Gesù a tutta l’Etiopia.
Un altro exapostilarion, del santo e della Madre di Dio insieme.
Stando ora davanti al trono di Cristo, o gerarca, con la Madre di Dio, la Vergine purissima, non smettere di implorare dal Benefattore vittoria contro i barbari per il principe portatore della croce, pace per il mondo e salvezza dell’anima, o sapientissimo, per chi festeggia la tua memoria, o Teofane.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

