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9 Ottobre

Memoria del santo apostolo Giacomo di Alfeo e del santo nostro padre Andronico con la sua consorte.

Al Mattutino.

Apolytìkion. Tono 3.

Santo apostolo Giacomo, prega Dio misericordioso di concedere remissione delle colpe alle nostre anime.

Del santo. Tono 1. Sigillata la pietra.

Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti rivelasti, santo padre teoforo Andronico; con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto carismi celesti e guarisci i malati e le anime di quanti con fede a te accorrono. Gloria a colui che ti ha dato forza; gloria a colui che ti ha incoronato; gloria a colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti.

La solita sticologia e i canoni: uno dall’Oktòichos e questi due dei santi.

Canone dell’apostolo. Acrostico: Glorifico il discepolo di Cristo, il figlio di Alfeo. Del monaco Teofane.

Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.

Dammi la mano, o divino veggente, discepolo di Cristo Giacomo, iniziando a celebrare la tua venerabile festa e fai brillare luce al mio cuore con le tue preghiere.

Irrigato dai gorghi della divina sapienza, sorgesti come fiume dal paradiso di delizia e irrigasti realmente la faccia della terra con i rivi della pietà, o sapiente.

Ti unisti al sacratissimo coro dei discepoli di Cristo, o Giacomo, compiendo il numero dei dodici; stando con loro presso il Sovrano, ricordati di noi.

Theotokìon. Il Signore che stese il cielo e fondò la terra, sorto nella carne da te, santissima Vergine, ti rivelò a noi cielo terrestre.

Il canone del santo. Acròstico solo ai Theotokìa. Di Demetrio.

Ode 1. Tono pl. 4. I cavalieri del faraone.

Con l’anima purificata dalle virtù preziose, o Andronico e infervorato dal carbone del divino amore, rigettasti gli ardori della carne poiché avevi sempre la divina rugiada che dall’alto ti rinfrescava.

Obbedendo all’ordine del Sovrano come un tempo il patriarca Abramo, lasciasti la tua terra e non considerasti i parenti e la donna; lasciasti anche i beni, o padre e dimorasti da solo nel deserto, o beato.

Adempisti l’ordine del Signore vendendo e distribuendo tutto ai poveri, perciò trovasti la perla preziosissima e prendendola, ti arricchisti di grandi beni, facendo scaturire il myron.

Theotokìon. Si plasma volontariamente nel tuo grembo il plasmatore di Adamo ed è portato nelle tue braccia colui che porta tutto nel palmo, Madre di Dio; o tremendo mistero: Il Signore di tutti i secoli si mostra perfino bambino!

Dell’apostolo. Ode 3. Non c’è santo.

Conseguendo sapientemente la grazia del divino Spirito, apparisti agli ottenebrati come aurora del mattino, annunziando a tutti l’epifania del Sole spirituale.

Il tuo piede, o beato, stava realmente nella rettitudine accanto al Re buono e giusto, saltando ed esultando e camminando sulla via celeste.

Avevi come inerrante mistagogo ai misteri della vera conoscenza il Figlio senza tempo di Dio, che tutto compie con divina autorità, o Giacomo.

Theotokìon. Speranza di quanti in te confidano, o Maria, genitrice del Verbo incarnato per noi, liberaci da ogni sorta di tentazione e sventura, o Purissima.

Dei santi. Tu, che stabilisti.

Adamo fu allontanato dall’Eden per consiglio di Eva, mentre tu, ascoltando tua moglie, o sapiente, ottenesti il paradiso, esultando con lei per sempre, o beato Andronico.

Il Verbo che misticamente e sapientemente ordina tutto e guida gli uomini alla salvezza, trasferisce i diletti dalla terra al cielo, mostrandoci la retta via tramite i vostri due bambini.

Disprezzando l’amore caduco e corrotto e lasciandolo ai terrestri, vi uniste con l’amore dello Spirito, o beati, perciò risiedete ora nelle dimore dei giusti.

Theotokìon. Sia sempre venerata con inni la più venerabile dei cherubini e dei serafini, che ineffabilmente generò Dio e mutò la maledizione degli uomini in benedizione, poiché ella è nostra speranza.

Irmòs. Tu che in principio rafforzasti i cieli con sapienza e disponesti la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi comandamenti, poiché non c’è santo all’infuori di te, o solo amico degli uomini.

Kathisma dell’apostolo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Avendo realmente come guida la Sapienza che ti insegnò le cose sovraintellettuali, rivelasti folle la sapienza ellenica, o ispirato da Dio e divenisti luminare e maestro delle genti, correggendo gli insensati con il verbo della pietà; perciò, liberati grazie a te dall’inganno, degnamente ti inneggiamo e piamente ti diciamo beato, o Giacomo di senno divino; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. Del santo padre.

Prendendo con tutta l’anima sulle spalle il giogo lieve del Signore, lo seguisti, o teoforo Andronico e aborrendo per bene i rumori del mondo, corresti subito nei deserti, o beato, dove percorresti irreprensibilmente la via dell’ascesi, o padre, avvicinandoti a Dio; perciò ti gridiamo: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Come sposa purissima del Creatore, Madre del Redentore, ignara d’uomo, dimora purissima del Paràclito, affrettati a liberare me, divenuto consapevolmente alloggio ignobile e trastullo dei demòni e della loro malizia e rendendomi con la virtù dimora luminosa, o pura fonte di luce, scaccia la nebbia delle passioni e fammi degno della comunione superna e della luce senza tramonto per le tue preghiere.

Oppure stavrotheotokìon.

Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore e redentore, l’agnella gemendo piangeva e amaramente gridava: il mondo si allieta ricevendo la liberazione, mentre le mie viscere ardono vedendo la tua crocifissione che subisci per le tue viscere di misericordia. Magnanimo Signore, abisso di misericordia e fonte di bontà, abbi compassione e dona dunque remissione delle colpe ai tuoi servi, che con fede inneggiano la tua divina passione.

Dell’apostolo. Ode 4. Irmòs. Cristo, mia forza.

Lo stesso Signore, l’unico Santo, ti unì all’insigne coro dei discepoli, o beato, prevedendo la tua pura e luminosa vita.

Colmo dei prodigi del divino Spirito, o araldo di Dio, compi prodigi sanando i mali e sciogliendo gli uomini dall’inganno degli spiriti maligni.

Riversando il divino splendore nel tuo cuore, Dio lo lavorò luminosamente e lo rese ricettacolo della grazia ineffabile, o beato.

Theotokìon. Con il tuo divino parto, Vergine purissima, unisti le schiere degli angeli e le folle dei mortali, poiché generasti Cristo, principe della pace e Salvatore di tutti.

Dei santi. Ho udito, Signore.

I sudori delle tue fatiche grondanti dal tuo corpo, o sacratissimo, si trasformarono in myron profumato.

Fioristi nel deserto come palma con rami alti, o padre e con le pene delle tue fatiche divenisti frutto a Dio gradito.

Con i flussi delle lacrime irrigasti la terra del deserto e con le fatiche dell’anacoresi rendesti fertile la tua anima.

Theotokìon. Senza abbandonare il seno del Padre, il Signore dimorò nel tuo purissimo seno, o Vergine e rinnovò tutto il mondo.

Dell’apostolo. Ode 5. Col tuo divino fulgore.

Coabitando con il Sole spirituale, o beato, da lì prendesti i tuoi raggi, da colui che per essenza è il primo, mentre tu divenisti il secondo per grazia, o glorioso.

Avendo intelletto purissimo e luminoso e ottenuta un’anima pura, contemplavi Dio incarnato, incircoscrivibile dall’intelletto.

Si ritira con umiltà davanti a te, o apostolo, tutta la profezia e l’inizio della legge, o beato, poiché tu fosti degno di contemplare con gli occhi colui che un tempo prefigurarono.

Theotokìon. Ecco, secondo la profezia concepisti in grembo, o Vergine, il Sovrano di tutti e Signore che ineffabilmente generasti, o pura, restando vergine incontaminata dopo il parto.

Dei santi. Vegliando a te gridiamo.

Inneggiamo con canti, o fedeli tutti, Andronico e glorifichiamo Atanasia, sua consorte.

Non desti affatto, com’è scritto, sonno ai tuoi occhi, né assopimento alle tue palpebre, o Andronico.

Ti glorificò il Signore con myron, o beato, ricevendo le tue fatiche come sacrificio realmente gradito.

Theotokìon. Prodigiosamente generasti Uno dalla Trinità, o Vergine e allattasti colui che nutre la natura dei mortali.

Dell’apostolo. Ode 6. Vedendo il mare.

Belli i tuoi piedi, che annunziarono senza errore la pace sovraintellettuale realmente oltre natura, o insigne discepolo del Signore.

Divenisti degno di conoscere il mistero e di predicare la tremenda incarnazione di Cristo, o Giacomo, ricevendo i primi raggi efficaci dall’Altissimo stesso, o beatissimo.

Ti mostrasti Chiesa animata di Dio, abbattesti i templi dei demòni ed edificasti chiese con il potere e la grazia di Cristo, o divino ornamento degli apostoli.

Theotokìon. Tu che sovrasti tutte le creature poiché generasti il Dio più che buono, sana le ferite delle mie colpe rendendo misericordioso il nato da te, o purissima.

Dei santi. Una tunica luminosa.

La debolezza della natura non svigorì affatto il desiderio che avevi delle fatiche dell’ascesi, o beata.

Mutando d’abito, nascondesti la tua vera natura, perciò percorrevi la via inattesa della salvezza.

Riconoscesti tuo marito mentre camminavi e andasti con lui senza dirgli nulla.

Theotokìon. Ti portiamo il canto delle parole di Gabriele, o Vergine, acclamando: Salve, il Signore è con te.

Irmòs. Una tunica luminosa concedimi, tu che ti vesti di luce come un manto, misericordiosissimo Cristo, mio Dio.

Kontakion dell’apostolo.

Tono 2. Tomba e morte.

Come stella del mattino che illumina tutto il creato, celebriamo con inni Giacomo, testimone oculare di Cristo e divino predicatore, onorando oggi la sua festa: poiché egli sempre prega per tutti noi.

Ikos.

Poiché ho stabilito di celebrare l’iniziato dal cielo alla scienza del Verbo, che chiaramente predicò il vangelo agli abitanti della terra, il grande Giacomo prole di Alfeo, ti supplico, o Cristo Gesù, manda su di me la grazia, tu che colmasti di divino Spirito il tuo sapiente discepolo e lo desti come predicatore a tutti i confini e come intercessore accetto presso di te: poiché egli sempre prega per tutti noi.

Sinassario.

Il 9 di questo mese memoria del santo apostolo Giacomo, figlio di Alfeo.

Stichi. Alzando la croce con molta dolcezza, Giacomo si mostra degno, o Salvatore, dall’eterna vita. Il nove Giacomo fu steso su una croce.

Lo stesso giorno memoria del santo nostro padre Andronico e di Atanasia, sua moglie.

Stichi. Andronico ha come consorte Atanasia sia nel mondo con le fatiche, sia nei cieli dimorante.

Lo stesso giorno memoria di santa Publia, martire.

Stichi. Liberandosi dell’inganno mondano, Publia vola come un uccello nel regno celeste.

Lo stesso giorno memoria del nostro santo padre, Pietro.

Stichi. Elevandosi all’altezza delle opere buone, il divino Pietro, rigettando la terra, raggiunge l’altezza del cielo.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Doroteo, vescovo di Tiro.

Lo stesso giorno memoria dei giusti Abramo e Lot, suo nipote.

Stichi. Quale è la casa di Abramo defunto, il cui seno era casa per gli altri, come per Lazzaro? Il cielo fu per Lot una nuova Zoar e raggiungendola, fuggì dalla vita come dal fuoco.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Dell’apostolo. Ode 7. I fanciulli a Babilonia.

Illuminato dall’effusione della luce immateriale, illuminasti quanti, trattenuti dalla tenebra terribile dell’ignoranza, acclamavano, o apostolo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

La folla delle genti che illuminasti con i fulgori e i raggi dello Spirito ti chiama seme divino acclamando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Adorno della sapienza donata da Dio, svergognasti la sapienza del mondo, o Giacomo, acclamando come sapiente in Dio: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Sei più santa dei santi, Vergine Madre che concepisti Dio; inneggiandolo senza sosta acclamiamo: Benedetto, o Purissima, il frutto del tuo seno.

Dei santi. Nella fornace i fanciulli.

Corazzato dallo Spirito e dall’armatura della croce, con potenza abbattesti come un uccello il principe della malvagità, che un tempo si vantava oltre misura di reggere il mondo.

Portando la croce sulle spalle, seguivi il Signore con tutta l’anima e ottenesti la sua gloria divina come esecutore dei suoi comandi.

La grazia del myron mostra la tua confidenza con il Signore, o padre, poiché imita lo scorrere delle acque sempre fluenti per la salvezza dei fedeli.

Theotokìon. Per divinizzare la mia natura, l’Irreprensibile si fa ineffabilmente bimbo e da te, Purissima, nasce colui che creò tutte le cose con il verbo, reggendole e consolidandole.

Dell’apostolo. Ode 8. I beati fanciulli.

Appresi realmente i misteri celesti, sacro mistagogo, percorrevi l’ecumène predicando ad alta voce il verbo della fede di Cristo, insegnando, o apostolo, con ineffabile grazia e acclamando: Lodate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Beato sei tu, o apostolo, reso degno di ogni beatitudine, confidente del Sovrano e suo familiare, arricchito realmente dell’eredità perfetta; e ora esulti con il Verbo acclamando e cantando: Inneggiate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Stando ora come preziosissimo intercessore per il mondo presso il Salvatore, chiedi dall’alto, o beato Giacomo, buona pace per le chiese e per quanti con fede ti celebrano remissione delle colpe e salvezza delle anime per quanti gridano: Inneggiate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Ti rivelasti a tutti mediatrice di salvezza, Madre di Dio lodatissima, che generasti il salvifico Verbo di Dio, il Dio che ci sciolse dalla maledizione antica e concesse benedizione a quanti acclamano con fede: Inneggiate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Dei santi. Celebrate e sovresaltate.

Irrigando la terra della tua anima con lo scorrimento delle lacrime, raccogliesti la ricca ricompensa dei prodigi compiuti.

Ho l’anima ferita dai peccati, ti supplico di sanarla con il tuo farmaco divino, servo fedele del Signore.

Inneggiamo piamente, fedeli, alla Trinità Santissima, che trascende e crea tutto dal nulla.

Theotokìon. Daniele un tempo, o Vergine, vide te, monte da cui fu tagliata, non da mano d’uomo, la pietra che spezzò i templi degli idoli.

Irmòs. Celebrate e sovresaltate per tutti i secoli il re dei cieli, celebrato dalle potenze angeliche.

Dell’apostolo. Ode 9. Impossibile agli uomini.

Ti mostrasti al mondo come un fulmine, illuminando quanti sedevano da tempo nella tenebra e nell’ombra dell’ignoranza, o beato e fervido servo, attirandoli alla luce senza tramonto dell’Unigenito Figlio incarnato, che tu stesso contemplasti e noi glorifichiamo.

Ricevendo il soffio giunto d’improvviso dal cielo, o beato e arricchito con ignea lingua ispirata, bruciasti come spine l’atea sapienza del mondo, rifulgendo con i raggi splendenti della predicazione di Cristo allontanasti la tenebra dell’ateismo, o beato in Dio.

Ornato dall’insuperabile bellezza del Sovrano, o sapiente in Dio e abbellito di splendore, illumini come un fulmine ed esultando, o Giacomo, cammini realmente intorno al trono del Creatore e Dio, dove sono i cori degli apostoli, o beatissimo.

Theotokìon. Tu, che senza uomo concepisti nel tuo seno il Verbo e rimanesti incontaminata, Madre di Dio Vergine, generasti l’Emmanuele, Dio e uomo. Sapendolo duplice di natura, ti magnifichiamo.

Dei santi. Realmente, Madre di Dio.

Ti sei trasferito con gioia dalle realtà temporanee alle superne e dimori con i nostri santi padri: ricordati sempre, o padre, di quanti ti ricordano.

Fai sgorgare la grazia inesauribile del myron e doni guarigione dai mali a quanti accorrono a te con fede, padre Andronico.

Accogliete la mia lode, o coppia di beati e ricompensatemi supplicando Dio di liberarmi dalle colpe.

Theotokìon. La fornace che un tempo non bruciò i tre fanciulli prefigurò il tuo seno, Vergine pura, poiché anche tu accogliesti il fuoco della Divinità senza bruciare.

Irmòs. Realmente Madre di Dio, da te salvati, noi ti celebriamo, o Vergine pura ed con i cori degli incorporei ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Udite, donne.

Come iniziato e apostolo e come ottimo ministro di Cristo, unico Sovrano, imploralo, o Giacomo, araldo di Dio, perché doni trofei all’imperatore e perdono dei peccati, o illustre, a quanti celebrano la tua santissima memoria.

Theotokìon.

Tutti i profeti, o Vergine, ti hanno predetto come urna, verga e tavola della legge, come montagna non tagliata, arca e mensa e candelabro dagli aurei riflessi e noi degnamente ti celebriamo come Madre di Dio.

Alle lodi, stichirà prosòmia dell’apostolo.

Tono 4. Hai dato come segno.

Rifulgesti, o apostolo, luminoso come sole per i raggi dello Spirito; rischiarasti tutta l’ecumène, o beato, con la conoscenza di Dio e fugasti la caligine del politeismo con la divina predicazione; perciò, celebrando oggi la tua luminosissima festa degna di lode, piamente ti veneriamo (2).

Assiso sulle vette della conoscenza di Dio, o Giacomo, accogliesti la grazia dello Spirito che ti apparve in forma ignea e con lingua di fuoco perfettamente bruciasti tutta la selva politeistica dell’empietà; perciò ti onoriamo come apostolo e portavoce di Dio, celebrando oggi la tua santa festa.

Tuonasti nell’ecumène, o sapientissimo, sacri e salvifici insegnamenti e purificasti tutto il creato dalla follia idolatrica, o uomo di senno divino; illuminasti i popoli con gli splendori della conoscenza di Dio e, abbattendo con la grazia i santuari degli idoli, innalzasti Chiese a lode del nostro Dio.

Gloria. Tono pl. 1.

Con fede festeggiamo il giorno augustissimo della tua memoria, celebrandoti, o Giacomo glorioso, non come figlio di Alfeo, ma come apostolo di Cristo e predicatore della sua ineffabile incarnazione; poiché dunque stai sempre presso il trono del Sovrano con gli incorporei e i cori degli apostoli e dei martiri, supplica intensamente per la nostra salvezza il nostro Salvatore e Dio.

E ora. Theotokìon.

Noi fedeli ti proclamiamo beata, Vergine Madre di Dio e com’è nostro dovere ti glorifichiamo, città inconcussa, muro inespugnabile, indistruttibile protezione e rifugio delle nostre anime.

Grande dossologia.

Alla Liturgia i typikà e le odi terza e sesta dal canone dell’apostolo.