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8 Ottobre

Memoria della nostra santa madre Pelagia.

Al Mattutino

Apolytìkion della beata. Tono pl. 4.

In te, madre si è conservata perfettamente la divina immagine: abbracciata infatti la tua croce seguisti Cristo e nell’agire insegnasti a disprezzare la carne corruttibile e ad occuparti dell’anima, creatura immortale. Perciò con gli angeli si rallegra, o beata Pelagia, il tuo spirito.

La solita sticologia e i canoni dall’oktòichos e questo del santo. Acròstico: Glorifico con ardore la sapiente Pelagia. Di Giorgio.

Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.

Offrendo a tutti la sua divina celebrazione come banchetto, Pelagia esorta tutto il mondo a saziarsi con la pietanza delle sue fatiche.

Con il desiderio che supera ogni piacere nella tua anima, o gloriosa, infuocasti il tuo intelletto e accendendo la fiamma dello spirito, diventasti sfolgorante e prosciugasti il fango delle passioni.

Liberata dal maroso del peccato, o venerabile, raggiungesti il porto sereno di Cristo, o Pelagia, perciò con la tua penitenza ereditasti la terra dei miti.

Theotokìon. Tu sei la tranquillità dei tormentati nella vita, sostegno inconcusso, forte porto e guida, o Purissima, e rivolgendoci sempre a te siamo salvati.

Ode 3. In te si rallegra.

Volasti ai cieli, o colomba di Cristo, innalzandoti con le ali della continenza e molte fatiche.

Purificata dal fango fetido delle passioni con l’acqua di Cristo, o venerabile, ti offristi a lui come myron, Pelagia.

Il tuo amore fervido per Dio e la tua brama diventarono arma mortale contro il nemico, o beatissima.

Theotokìon. La tua misericordia, o Pura, scendendo come rugiada del mattino spegne la fornace delle passioni di quanti sempre ti lodano.

Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa, e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Spegnendo la fiamma delle passioni con la rugiada della penitenza, offristi la tua vita a Dio tuo Salvatore e fuggendo dal mondo, praticavi l’ascesi nel deserto e raggiungesti la vita degli angeli, perciò ottenendo da Dio anche la fine con gloria e onore, divenisti nota fino ai confini, o Pelaghìa; supplica Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria

Gloria. E ora. Theotokìon.

Cadendo in ogni sorta di tormento dai nemici invisibili e visibili, sono avvolto dalle onde delle mie innumerevoli colpe, perciò accorro al porto della tua bontà, Purissima, fervido soccorso e protezione; supplica, Santissima, l’Incarnato da te senza seme per tutti i tuoi servi che sempre ti lodano, Madre di Dio purissima, di donare remissione delle colpe a quanti venerano piamente il tuo santo parto.

Oppure stavrotheotokìon.

Quando eri innalzato sulla croce da uomini empi, o Verbo, la tua Madre con le viscere dilaniate gemeva e piangendo diceva: Povera me, che ti ho generato, Figlio, come patisci ingiustamente, Verbo più che buono! Come sopporti volontariamente gli schiaffi in faccia e come sopporti gli sputi e la morte ingiusta? Come ti vedo inchiodato nella croce? Ma io so che tu soffri volontariamente, o filantropo per natura.

Ode 4. Vedendo te, sole.

Bruciando come incenso preziosissimo sul carbone della continenza, o Pelaghìa, ti offristi come buon profumo a Cristo nostro Dio, diffondendo il profumo del suo myron.

La bellezza del tuo corpo che prima era il fango del tuo peccato, o Pelagia, la rendesti tutta bellezza incorrotta come desiderava il tuo sposo Cristo.

La grazia dello Spirito, dimorando nella tua anima, Pelaghìa, accese come scintilla del Verbo la grande fiamma della fede e fuse il peccato.

Theotokìon. Genitrice di Dio, tu sei la verga germogliante, da cui è sorto il fiore spirituale del divino profumo, che ha riempito l’universo, Cristo nostro Dio, prezioso myron inesauribile.

Ode 5. Tu, Signore, mia luce.

Irrigata dalle acque mistiche dello Spirito, con le fatiche dell’ascesi facesti fiorire nella fede i frutti delle buone opere.

Tu, Signore, sei la luce di quanti giacciono nella tenebra, tu sfolgorasti nel cuore della venerabile il raggio della conoscenza di Dio.

Seminando le tue fatiche con lacrime di gioia, Pelaghìa, raccogliesti nei cieli grande esultanza.

Theotokìon. Realmente la tua grazia ti ha reso famosa, o purissima, producendo paradossalmente prodigi e meraviglie in tutta la terra.

Ode 6. A te offrirò sacrifici.

Entrando nell’anima di Pelaghìa il raggio senza tramonto di Cristo Dio, il principe della tenebra ne fu allontanato e vi dimorò la grazia dello Spirito e la sua fede.

Colei che un tempo era presa nel laccio del serpente diventò laccio per lui, fermando il suo potere e calpestando la sua malizia con il potere di Dio.

Amando lo sposo Cristo Dio, adornata di virtù e abbellita con le fatiche dell’ascesi, divenisti degna del suo talamo, Pelaghìa.

Theotokìon. Tutti i profeti divinamente desideravano un tempo vedere la tua gloria ineffabile, Madre di Dio, ma negli ultimi tempi ti mostrasti a noi, che ti amiamo, Vergine incorrotta.

Irmòs. A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Kontàkion. Tono 2. Cercando le cose dell’alto.

Consumando il corpo con digiuni e preghiere insonni, chiedevi al Creatore di ottenere il perfetto perdono, o madre, per le tue azioni: e realmente lo hai ricevuto, mostrando la via della penitenza.

Ikos.

Quanti nella vita vi siete contaminati con peccati e con voi anch’io, l’infelice, emuliamo tutti la penitenza, il gemito e le lacrime della nostra santa madre Pelaghìa, per ricevere presto da Dio il perdono: così come la beata ancora vivente si è purificata dalla sozzura del peccato e ha ricevuto da Dio il perfetto perdono e ha mostrato la via della penitenza.

Sinassario.

L’8 di questo mese memoria della santa madre nostra Pelagia.

Stichi. Lavando la vergogna e lasciando lo strepito, vieni accorrendo al porto celeste, Pelaghìa; il giorno otto Pelagia fu scampata dal mare della vita.

Lo stesso giorno santa Pelagia la vergine.

Stichi. Fuggisti dal grande precipizio della vergogna, Pelaghìa, precipitando così il nemico nei precipizi.

Lo stesso giorno santa Taisia che era prostituta.

Stichi. Purificata dalla corruzione della dissolutezza, Taisia si avvicina luminosa a Dio.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Nella fornace persiana.

Fosti realmente oceano di azioni divine in cui annegasti tutto il potere del nemico, perciò cantavi: Sei benedetto, Signore, nel tempio della tua gloria.

Nella fornace della continenza raffinasti il tuo corpo e la tua anima come oro puro e rendesti più luminosa la tua prima bellezza, onorata Pelaghìa, con l’ascesi perfetta.

Svestendo l’uomo vecchio e corrotto dalle passioni con l’immersione divina, vestisti l’uomo nuovo a immagine di Cristo.

Theotokìon. Colui che siede sul trono paterno, il Verbo di Dio dimorò prodigiosamente in te, Madre di Dio e riplasmò il nostro impasto innalzandolo in sé come misericordioso.

Ode 8. Stese le mani Daniele.

I raggi luminosi dei tuoi prodigi risplendono come sole, rivelano tutta la luce della tua vita e mostrano a tutto il mondo il raggio della tua divina fede che brillava in te, onorata Pelagia.

Legandoti saldamente a Cristo mediante la fede, ti attaccasti a lui e rimanesti inseparabilmente unita al suo amore, accordando il tuo animo alla sua fede, o onorata Pelagia.

Ricevendo dallo Spirito la vera conoscenza nel tuo cuore, abbandonasti subito tutta la vanità del mondo, perciò stupisti gli uomini con la tua veloce conversione, o venerabile e riempisti i cieli di letizia.

Theotokìon. La tua magnificenza, Vergine, è inneggiata dalle schiere intelligibili, è luminosamente proclamata da tutti i patriarchi e i profeti con gli apostoli e i cori dei martiri e con la folla dei venerabili; con loro ti veneriamo.

Irmòs. Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Ode 9. Da te, Vergine.

Desideravi realmente di vedere la bellezza del tuo diletto Cristo per il quale ti crocifiggesti al mondo e facendo appassire il fiore bello del corpo, o venerabile, rigettasti del tutto le cose caduche.

Lasciando tutta la bellezza del corpo, o Pelaghìa, sei salita con la penitenza e le fatiche alle dimore celesti, dove ti allieti della bellezza del tuo diletto.

Guardando ora su tutti coloro che ti onorano con affetto e celebrano la tua festa annua, o venerabile, supplica il tuo Plasmatore e Creatore di comunicarci la sua gloria.

Theotokìon. Inneggio il tuo parto, Vergine e glorifico la tua grazia, poiché tu sei realmente luce e sollievo della mia anima, solerte soccorso, salvezza e sostegno.

Irmòs. Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Con i discepoli.

La tua vita divenne esempio per i monaci e rigorosa correzione di chi è gravemente caduto, o insigne Pelaghìa: fuggendo infatti la notte delle passioni, ti avvicinasti a Cristo, sole della gloria, o venerabile, rifulgendo nell’adunanza degli asceti, con i quali noi festeggiamo la tua fulgidissima memoria.

Theotokìon.

Riscattati dall’antica maledizione per il tuo divino parto, con gioia ti gridiamo grati, o purissima, il saluto dell’augusto arcangelo: Salve, Vergine Madre di Dio, redenzione di Adamo; salve, o venerabile, per cui siamo stati liberati dalla morte; salve, tu per cui abbiamo ottenuto il regno dei cieli.

Quindi il resto del Mattutino e la conclusione.