4 Ottobre
Memoria del nostro padre tra i santi Ieroteo, vescovo di Atene.
Al Mattutino
La solita sticologia e i canoni dall’Oktòichos e questo del santo. Acrostico: La tua luminosa memoria, beatissimo, onoro. Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 4. Attraverso l’umido.
Avendo come maestro il mistagogo celeste Paolo, che prese il mondo nelle sue reti, divenisti iniziato alla suprema contemplazione.
La lingua di Paolo, chiaramente guidata dallo Spirito e proclamante i misteri di Dio, ti catturò, beato e ti rese divino predicatore.
Spinto dallo spirituale desiderio e meditando le divine parole, consacrasti al Sovrano dell’universo santi studi sulle cose di Dio.
Theotokìon. Vergine pura, dimora divina della luce senza fine, Sovrana nostra, purificami dalle sozzure del peccato.
Ode 3. O Signore, creatore della volta.
Come sacro oratore e predicatore della fede tutti ti veneriamo, riuniti con letizia e ti diciamo beato, o Ieroteo.
Con forza, decisione e affetto per Dio, proteso verso il benefattore di tutti, illuminasti il tuo spirito e la tua anima con i bagliori dell’aldilà, o beatissimo.
Giustificasti il nome che portavi, divenuto offerta sacra, divina e santificata all’onnipotente Creatore dei secoli, tu, diadema del tempio dei cieli.
Theotokìon. Colui che ha steso la volta celeste e con la potenza della sua divinità regge nel palmo la terra, fu tenuto corporalmente tra le tue braccia, pura Vergine e ti ha indicato a ogni fedele come sostegno.
Irmòs. O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo filantropo.
Kathisma. Tono 3. Della fede divina.
Con i rivi dei tuoi insegnamenti irrigasti tutta l’ecumène e seminasti i dogmi della pietà, poichè in te riposava Cristo, fonte di vita, padre santo Ieroteo; pregalo con insistenza di donarci la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon
Non fu separato dalla natura divina incarnandosi dal tuo grembo, ma, facendosi uomo, restò Dio, il Signore che ti conservò nella tua irreprensibile verginità, o Madre, prima e dopo il parto; pregalo sempre di donarci la grande misericordia.
Oppure stavrotheotokìon.
L’Agnella madre pura, la vergine Genitrice del Verbo divino, quando vide sospendere sulla croce il frutto che aveva fatto coltivato senza dolore, piangendo maternamente gridò: Ahimè, Figlio mio, quale passione soffri, tu che dalle sue passioni infami vuoi salvare l’uomo!
Ode 4. Tu sei mia forza, Signore.
Con la tua predicazione eloquente rischiarasti i cuori dei fedeli, beato Ieroteo e allietasti il sacro collegio degli apostoli, venendo rapito in Dio cantando: Gloria alla tua potenza, solo amico degli uomini.
Ti consacrasti tutto a Dio, trasportato a lui dalla teologia, beato gerarca divinamente ispirato: chi ti era vicino ti stimava a ragione sapiente predicatore e cantore divino.
Ora che vedi più chiaramente le cose divine, poiché ogni enigma è scomparso e ogni ombra svanita davanti alla vera visione di Dio, pregalo, padre, di salvare i fedeli che cantano: Gloria alla tua potenza, solo Amico degli uomini.
Theotokìon. Contenesti in grembo, o purissima, l’incontenuto Dio, rifulgendo di bellezza verginale; perciò noi fedeli, realmente come Madre di Dio ti celebriamo e con fede glorifichiamo il tuo parto.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
Compagno degli apostoli, con loro eri presente alla divina dormizione della pura e santissima Madre di Dio, che per noi generò corporalmente il datore di vita.
Oltre natura intuisti e le tue visioni sovrarazionali insegnasti come presbitero a tutti quelli che con fede da te ricevettero l’illuminazione e a chi desiderava apprendere, beatissimo eccelso, intuizioni di teologia.
Illuminato dai raggi beatissimi dello splendore oltre natura, eccellesti fra tanti per la limpidezza e precisione delle tue divine esposizioni, essendo iniziato ai misteri di Dio per lunga esperienza e studi approfonditi.
Theotokìon. O Vergine senza sposo, concepisti per noi uomini il Verbo incarnato, per natura illimitato, che nel tuo grembo vergine ineffabilmente fu formato fuori dalle leggi di natura.
Ode 6. Siimi propizio, Salvatore.
Divinamente iniziato alla scienza di Dio, quali veri oracoli, padre, saggiamente ci lasciasti i tuoi discorsi che, illuminano le nostre anime con la conoscenza sacra.
Beato Ieroteo, davvero raggiungesti la beatitudine, tu la cui anima purificata preferì come sola degna d’essere amata, la beata bellezza del Salvatore.
Proteso verso i puri raggi e ai bagliori spirituali della divina illuminazione, ti rivelasti partecipe della sua luce, o beato in Dio.
Theotokìon. Realmente ti glorifichiamo come Madre di Dio, poiché ineffabilmente generasti colui che, essendo davvero Dio, si unì ipostaticamente alla carne, santissima Vergine Madre.
Irmòs. Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.
Kontàkion. Tono pl. 4. A te invincibile.
O Gerarca d’Atene, inneggiamo a te noi per te sperimentammo misteri soprannaturali e inaccessibili: ti rivelasti infatti innografo divinamente ispirato. Prega, dunque, beatissimo Ieroteo, perché siamo strappati a tutte le disgrazie, sì che possiamo acclamare: Salve, padre sapiente in Dio.
Sinassario.
Il 4 di questo mese memoria del santo padre nostro Ieroteo, vescovo di Atene.
Stichi. Un tempo si consacrò a te, Verbo, Ieroteo. Ora per il suo transito a te si unisce. Il quattro, poco spazio occupa questo corpo la cui anima si dilata in cielo.
Lo stesso giorno memoria del santo ieromartire Pietro del Campidoglio.
Stichi. Pietro, come spada affilata dallo Spirito, subì il taglio della testa e delle altre membra.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Domnina e delle sue figlie Verina e Prosdokì.
Stichi. La corrente del fiume trasporta tre fanciulle senza colpe nella vita.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Audàcto e di sua figlia Callistene.
Stichi. Morendo di spada, Audàcto, martire del Signore, vivi con i martiri e contempli il Dio vivente. Callistene contempla la bellezza del Dio del quale aveva la divina e forte protezione.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Ammone l’egiziano.
Stichi. Percorse la via stretta dell’ascesi il divino Ammone e trovò la strada larga.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Fausto, Gaio, Eusebio e Cherimone diaconi.
Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Il fuoco ebbe paura.
Sforzandoti di contemplare il Santo dei santi, o beato padre, giungesti alla vita pura, al culmine della visione divina cantando: Benedetto sei tu, o Dio, Dio dei nostri padri.
Il significato dei tuoi discorsi e l’eleganza delle tue opere rallegrano quanti ti onorano con affetto e li trascinano alla lode del Signore cantando: Benedetto sei tu, o Dio, Dio dei nostri padri.
Predicavi l’unica divinità che si fece conoscere nella Trinità dei suoi aspetti, il Dio che proclamiamo in tre ipòstasi e tu stesso, sapiente in Dio, salmeggiavi: Benedetto sei tu, o Dio, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Oltre le leggi di natura, Vergine Madre, partoristi il Sovrano dell’universo visibile e invisibile, che noi cantiamo ad una sola voce, gridando: Benedetto sei tu, o Dio, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Follemente il tiranno.
L’energia onnipotente del santo Spirito, dimorando nella tua purissima anima, ti rese predicatore divinamente ispirato, sacro cantore del Redentore, cantando con fede: Sacerdoti, benedite Cristo, popolo, esaltalo per tutti i secoli.
Con pia ricerca trovando gli ineffabili misteri dell’economia di Cristo, li hai fatti conoscere chiaramente, rivelandoli ad alta voce, nella dolce armonia dei tuoi discorsi cantando senza sosta: Sacerdoti, benedite Cristo, popolo, esaltalo per tutti i secoli.
La beatissima grazia ti colmò di ispirazione divina e di precisa teologia; allora hai fatto sgorgare come fiumi i tuoi dogmi e ne gioirono gli apostoli con cui ora canti: Sacerdoti, benedite, popolo, esalta per tutti i secoli.
Theotokìon. La mia anima uccisa dal peccato, avvelenata dal morso del serpente, Vergine non sposata che generasti oltre le leggi di natura il Dio che può vivificare l’universo, sollevala affinché canti: Sacerdoti, benedite, popolo, esalta per tutti i secoli.
Irmòs. Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Ode 9. Per questo sbigottisce.
Come amico della suprema sapienza e dei suoi doni, ricevesti con gioia dalla sua mano la corona di gloria e nel cielo esulti davanti al Creatore dell’universo; supplicalo di salvare da ogni pericolo i tuoi cantori, Ieroteo.
Tu abiti le dimore eterne, gli atri celesti e con il coro degli angeli ora esulti e condividi la gioia degli apostoli; con essi giubili, chiedendo per quanti con fede ti onorano la pace divina.
Trovando le certe ricompense di cui avesti rivelazione sulla terra, con affetto andando verso Dio, senza sosta, padre Ieroteo, supplicalo di donare perdono a quanti con fede festeggiano la tua sacratissima e luminosa memoria.
Theotokìon. O Madre del Creatore di tutto, con audacia materna supplica tuo Figlio affinché salvi dalla tirannia i tuoi servi prigionieri, interrompendo l’oppressione di uomini perversi e conceda serenità e salvezza ai tuoi cantori.
Irmòs. Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.
Exapostilarion. Tu che il cielo con le stelle.
Quando la Madre del Verbo parve sul punto di migrare al riposo di lassù, con gli altri apostoli anche tu, Ieroteo, ti presentasti per accompagnarla con inni.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

