30 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Tinta la tua veste, o Zenobio, nel sangue del martirio, o glorioso, con la grazia la rendesti più sacra; con essa entrasti, sapiente sacerdote, nel santo dei santi, offerto come sacrificio immacolato a colui che per te fu sacrificato e come perfetta, purissima oblazione, o sacratissimo.
Mentre il corpo veniva scorticato, si mostrava più fulgida l’interiore bellezza della tua anima, ieromartire ammirabile, Zenobio di senno divino, bellezza dei sacerdoti, vanto dei vittoriosi, perenne fonte di prodigi, fugatore degli spiriti impuri e guida delle nostre anime.
Venne prescelta per lottare con te la sorella Zenobia, che aveva in comune con te, o sapientissimo, il sentire e il nome: con coraggio sopportò i bollori delle caldaie, la minaccia del fuoco e la morte violenta: perciò con te ottenne le corone della vittoria e il regno superno, o Zenobio, iniziatore ai sacri riti.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Intrecciamo oggi una danza canora, amici dei martiri, nella memoria dei venerabilissimi atleti Zenobio e Zenobia: essi furono difensori della Trinità; nello stadio con coraggio soffocarono il nemico invisibile nel loro sacro sangue e ottennero con gloria la corona della vittoria. Perciò ad essi acclamiamo: Coppia santa del Signore, diade benedetta e illuminata, prega il Salvatore per le nostre anime.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno risorgesti.
Mio soccorso e protezione sei tu, Madre di Dio purissima: ho te come aiuto nelle tribolazioni, nelle malattie e nelle angustie e glorifico te, l’irreprensibile.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo la Madre di Dio purissima, pendere dal legno la nostra vita, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, salva quanti con affetto ti cantano.

