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29 Ottobre

Memoria della santa martire Anastasia la romana e del santo nostro padre Abramio.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.

Tono 4. Come generoso tra i martiri.

Con ogni costanza sopportasti le torture del corpo, l’asportazione delle mammelle e delle dita, l’estrazione dei denti, le bruciature ai fianchi, la recisione dei piedi e la morte ingiusta: perciò hai ricevuto le corone della vittoria e dimori nei celesti talami, o Anastasia, insigne per le tue lotte.

Tesoro di verginità, giardino chiuso, sacro dono votivo, divino santuario, purissima sposa di Cristo, vivente ornamento, modello delle ascete, splendore dei martiri, fonte che fa scaturire fiumi di guarigioni: tale sei divenuta per quanti celebrano la tua memoria, Anastasia illustre.

Lo splendore dei martiri, fiore delle vergini e sommo decoro delle sante, Anastasia, insigne per le lotte, vanto di Roma, soavissima e incontaminata vittima di Dio, inconcusso fondamento della pietà, venite tutti, inneggiamo con fervore: essa lottò splendidamente.

Prosòmia del santo.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Padre teòforo Abramio, imitatore di Abramo, nello Spirito divenisti esule dalla tua patria, o beato: rinnegando le bramosie della carne e rinchiudendo il tuo corpo in una piccola casetta, o beato, desti ali all’intelletto verso il cielo, dove realmente hai ottenuto la cittadinanza.

Santo padre Abramio, giustamente così chiamato per aver acquisito un’anima figlia di Abramo, tu sopportasti prove corroborato da fede divina e unendoti a Dio per amore, ereditasti la terra della promessa, reso splendente dal fulgore delle virtù: perciò festeggiamo lieti la tua memoria.

Santo padre Abramio, colei che per i suoi sviamenti era orrendamente schiava del serpente e scivolata giù nel baratro della perdizione, con divino espediente rialzasti e presentasti a Dio salvata: stupirono per la sua conversione quanti piamente glorificano il Signore più che buono.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come cantare la tua grazia e la grande provvidenza che ogni giorno chiaramente dimostri a me, indegno tuo servo? Come esprimere la tua bontà e i tanti modi con cui mi governi? Tu dunque continua sempre ad assistermi, liberandomi da ogni male, in vita e in morte, o venerabile.

Oppure stavrotheotokìon. Automelo.

O straordinario prodigio! O nuovo mistero! O terribile impresa! Così diceva la Vergine vedendo pendere dalla croce, in mezzo a due ladroni, te che senza doglie aveva con tremendo parto partorito; e piangeva esclamando: Ahimè, Figlio amatissimo, come dunque ti ha inchiodato alla croce il popolo duro e ingrato?

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Apolytìkion della santa. Tono 4. Stupì Giuseppe.

La tua agnella Gesù t’invoca a gran voce: te mio Sposo io desidero e te cercando soffro passione e son con te crocifissa e sepolta nel tuo battesimo; e soffro per te per regnare con te e muoio per te, per vivere in te; accetta dunque come vittima immacolata colei che per te si sacrifica. Per le sue preghiere, misericordioso, salva le nostre anime.

Del santo. Tono pl. 4.

In te, padre, perfettamente si serbò l’immagine di Dio, perché tu, prendendo la croce, seguisti Cristo e coi fatti insegnasti a trascurare la carne, perché passa e a darsi cura dell’anima, realtà immortale: perciò con gli angeli esulta il tuo spirito, o sant’Abramio.