Passa al contenuto principale

22 Ottobre

Memoria del nostro santo isapostolo Aberchio, vescovo di Ierapoli, taumaturgo e dei santi sette fanciulli di Efeso.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia del gerarca.

Tono 2. Quando dal legno.

Tutto consacrato a Dio, ti sei mostrato, o Aberchio, uomo che adempie i divini precetti; ricevuta grazia dall’alto, o santo, hai liberato gli uomini da malattie multiformi, hai cacciato demoni, hai abbattuto altari; hai infuso la divina conoscenza in coloro che prima per l’ignoranza si trovavano miseramente nei pericoli, o beato.

Con le folgori dei divini insegnamenti hai dileguato la notte del politeismo, padre Aberchio; come alba sei sorto per rendere figli del giorno quanti erano prima nella tenebra, o gerarca, mostrando prodigi straordinari. Perciò tutti con fede festeggiamo la tua santa memoria, celebrandoti, o uomo ispirato.

Operando prodigiosamente, o padre, unisti in un solo vaso, con un’altra sostanza, vino e olio e versandoli restavano per divina grazia separati; e hai fatto sgorgare con la preghiera benefiche acque calde, che curano tutti quelli che si accostano con fede e ti dicono beato, o Aberchio.

Dei martiri. Tono 4. Come generoso.

Per ubbidire a Dio i beati fanciulli disprezzarono un ordine iniquo; legati, sciolsero i vincoli dell’inganno e rinunciando a una dignità mondana, ricevettero la dignità che li rese gloriosissimi e procurò loro il gaudio superno del regno.

Esercitandovi con costanza in vista dell’arena della lotta, o santi, stavate nascosti nella grotta, supplicando il Signore con incessanti preghiere di concedere vigore e forza; ma per quei giudizi che il Filantropo sa, egli dispose con signoria divina che vi addormentaste tutti in pace.

Per i santi si aggiunge mistero a mistero: come infatti non si accorsero di morire, così ora, risorgendo, sono pieni di stupore: ma ciò che avvenne, avvenne a conferma della risurrezione dai morti; quanti la negano, venendo a sapere questo, sono confermati nella fede e glorificano i martiri.

Gloria. Tono 3. Di Giovanni monaco.

Gerarca santo, padre beatissimo, servo di Cristo Aberchio, operatore di prodigi, tu che rifulgesti per la vita profetica e fosti giudicato degno di carismi apostolici, servendo senza sosta il Salvatore con gli angeli, prega perché le nostre anime siano liberate da ogni minaccia.

E ora. Theotokìon. Grande è la potenza.

Sei gaudio degli angeli divini, gloria degli apostoli, sigillo dei profeti, avvocata dei credenti e guida di salvezza: perciò ti veneriamo, o Vergine.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendo pendere dal legno, o purissima, colui che avevi partorito, mandavi grida esclamando: Figlio mio amatissimo, come dunque è tramontata la bellezza irradiante luce di colui che ha reso bella la stirpe degli uomini?

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono pl. 4.

Vieni, creazione tutta, con cembali per salmi e voci d’esultanza, eleviamo la lode a Dio, che prima della comune risurrezione ci ha manifestato la risurrezione e per la preghiera di un pio imperatore ha fatto risorgere dalla polvere i sette santi fanciulli, morti trecentosettantadue anni prima, a rovina dei nemici infedeli, a loro eterna vergogna, ma a gloria e lode di chi lo teme: il Signore sa infatti come glorificare quanti a loro volta lo glorificano, perché in verità egli fa la volontà di quanti lo temono, egli, il solo compassionevole e filantropo.

E ora. Theotokìon. O straordinario prodigio!

Salve, Sovrana Madre di Dio, salve, pura dimora di Dio, incontaminata; salve, divino cocchio del Verbo, tu che contieni Dio; salve, reggia costruita da Dio; salve, tesoro dato da Dio; talamo vivente, divina mensa di Dio e arca e incontaminato ricettacolo del divino Spirito.

Oppure stavrotheotokìon. Autòmelo.

O straordinario prodigio, o nuovo mistero, o terribile impresa! Così diceva la Vergine vedendo pendere dalla croce, in mezzo a due ladroni, te che senza doglie aveva con tremendo parto partorito; e piangeva esclamando: Ahimè, Figlio amatissimo, come dunque ti ha inchiodato alla croce il popolo duro e ingrato?

Apolytìkion del santo. Tono 4.

Canone di fede e icona di mitezza, maestro di continenza ti designò al tuo gregge la verità dei fatti; perciò hai conquistato con l’umiltà la gloria, con la povertà la ricchezza. Padre Aberchio beato, prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Dei martiri. Tono 4. Presto intervieni.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.