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11 Ottobre

Memoria del santo apostolo Filippo, uno dei sette diaconi e del beato nostro padre Teofane il confessore, vescovo di Nicea, poeta e sfregiato.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia dell’apostolo.

Tono 4. Tu che fosti chiamato.

Iscritto fra i sette diaconi, perché pieno di sapienza e grazia divina, fosti consacrato, o beato Filippo, per servire con Stefano alle necessità dei santi: vedendo che questi veniva ucciso, per ordine divino fuggisti in Samaria, predicando il Verbo di Dio, o glorioso e illuminando quanti prima erano nella tenebra, che tu rendesti figli del giorno mediante il divino Spirito, o sapientissimo.

Vedendo i segni divini che si operavano per mano tua, i ciechi recuperare la vista i paralitici raddrizzarsi e gli spiriti impuri cacciati da dove dimoravano, le folle sbalordivano, o Filippo e venivano sospinte verso la purificazione salvifica, passando all’istante dall’incredulità alla fede: udendo ciò, si rallegrava il divino coro degli apostoli, perché anche il popolo della Samaria era stato portato a Dio.

Essendo carro del Verbo, o divino, vedendo sul carro l’ammirabile eunuco di Candace, lo raggiungesti mentre viaggiava lì seduto indagando e mostrandogli l’interpretazione e la spiegazione di ciò che desiderava, o beato, lo convincesti a chiedere la divina purificazione: come l’ebbe ricevuta, Dio onnipotente lo rese divino predicatore di tutta l’Etiopia e primizia dei martiri.

Del santo. Tono 4. Come generoso.

Divenisti strumento spontaneamente risuonante per il soffio del santo Spirito, perché con la tua lingua dalle parole di fuoco tuonasti le cose divine e bruciasti la zizzania degli empi nemici che non venerano, dipinta con colori materiali, la figura del Signore e nostro Dio e della sua purissima Madre.

Come astro chiarissimo, fai risplendere tutto il mondo con la fiaccola dei tuoi dogmi; toccando davidicamente la tua arpa, modulavi canti di lode per i santi di Cristo e li inviasti per tutta la terra: perciò fosti degnamente glorificato, sacro mistagogo Teofane.

Fosti annoverato tra le schiere dei sacerdoti, tra le folle degli asceti e i cori dei martiri, perché hai resistito con vigore per Cristo fino al sangue confutando la follia del giudice iniquo e per ordine dell’empio imperatore hai avuto inciso sulla fronte come un marchio, tu che eri stato segnato dalla grazia divina.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sono smarrito e sbigottito: che farò io, l’infelice, quando ormai sopravverrà la fine della mia vita? Dove il mio correre fuori luogo? Dove la dignità? Dove la ricchezza, dove il lusso? Dove la gloria passeggera? Dove il più fresco fiore della natura? Su dunque, prima della fine, anima mia, gettiamoci ai piedi della Madre di Dio.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendoti sulla croce, agnello e pastore, l’agnella tua genitrice si lamentava e maternamente così ti parlava: Figlio amatissimo, come sei appeso al legno della croce, o longanime? Come fosti inchiodato mani e piedi da empi, o Verbo? E come hai versato il tuo sangue, o Sovrano?

Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.

Santo apostolo Filippo, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Del santo. Tono pl. 4.

Guida d’ortodossia, maestro di pietà e decoro, illuminatore dell’ecumene, ornamento dei sommi sacerdoti divinamente ispirato, sapiente Teofane, con le tue dottrine tutti illuminasti, o lira dello Spirito; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.