Passa al contenuto principale

10 Ottobre

Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.

Tono 4. Hai dato come segno.

Più risplendente del sole è sorta per i fedeli la tua memoria fulgida, che illumina il creato con divini bagliori, o beato Eulampio e dissolve la caligine delle passioni e la notte dei demòni: perciò ti diciamo beato e ogni anno ti celebriamo come astro universale, come fervidissimo intercessore.

Raschiato col ferro, bruciato con torce e rinchiuso in prigione, appeso al legno e dato in pasto alle belve, o beato, eri custodito imperturbato nell’intelletto dalla divina grazia e sei stato adornato, o Eulampio, col diadema della vittoria: perciò celebriamo con gioia la tua memoria.

Hai ferito l’astutissimo che ha ferito Eva e l’ha estromessa dal paradiso, ferita tu stessa da passione d’amore per Cristo, Re dell’universo, o Eulampia e sopportando con forza le ferite del corpo e ogni tormento: per superna partecipazione hai ottenuto la divinizzazione divina e preghi per tutti quelli che ti celebrano con fede.

Gloria. Tono 4. Di Giovanni monaco.

Lo stesso nome, unito all’amore fraterno e la castità, fusa con l’impassibilità, custodirono indenne il vigore dello spirito: poiché dove Dio è oggetto di desiderio, tutto il mondo è disprezzato. O prodigio! Il serpente è stato ucciso e colui che diceva iniquità contro l’alto, è precipitato sottoterra, grazie ai martiri fratelli, Eulampio il sapiente ed Eulampia. Ad essi con felicissimi inni acclamiamo: O voi che in Cristo avete ottimamente bene la corsa, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime la grande misericordia.

E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Salve, tu che hai aspetto di sole, cocchio impenetrabile del sole, tu che hai fatto sorgere il sole inconcepibile. Salve, intelletto sfolgorante di divini bagliori, tu, splendore di folgore che rischiari i confini della terra, tu che davvero brilli come oro, tutta bella e purissima, tu che hai fatto risplendere per i fedeli la luce senza sera.

Oppure stavrotheotokìon.

Venne stracciato il chirografo primordiale del progenitore Adamo, quando fu trafitto il tuo fianco, o misericordiosissimo; e la stirpe umana esiliata, viene santificato dalle stille del tuo sangue e grida: Gloria alla tua amorosa compassione, gloria alla tua divina crocifissione, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono 4.

Risplendendo della luce della Trinità, la coppia dei fratelli ha abbattuto la ferocia dei tiranni; calpestando così anche la fiamma, cantavano in coro: Ecco, che cosa è bello e che cosa dà gioia, se non l’abitare dei fratelli insieme? E poiché guardavano alla gloria divina, della gloria celeste sono stati resi degni e sempre pregano Cristo Dio noi per noi, per la salvezza delle anime nostre.

E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Abbi compassione di me, squassato dagli assalti dei demòni e sospinto nel baratro della perdizione, o Sovrana; rendimi saldo sulla roccia delle virtù e, sventati i disegni dei nemici, rendimi degno di compiere i precetti di tuo Figlio, nostro Dio, perché io ottenga la remissione nel giorno del giudizio.

Oppure stavrotheotokìon.

Madre di Dio ignara di nozze sei divenuta, o purissima, Madre di colui che ha sperimentato la croce e dileguato le passioni con la sua preziosa passione e le sue pene volontariamente subite per salvare con la grazia i mortali: supplicalo di salvare anche me per le tue preghiere, Vergine Madre Sovrana, più venerabile degli angeli.

Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.

I tuoi martiri, Signore, con la loro lotta hanno ricevuto da te, nostro Dio, le corone dell’incorruttela: con la tua forza, infatti, hanno abbattuto i tiranni e spezzato le impotenti audacie dei demòni. Per le loro preghiere, o Cristo Dio, salva le nostre anime.