9 Ottobre
Memoria del santo apostolo Giacomo di Alfeo e del santo nostro padre Andronico con la sua consorte.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Con la canna della grazia traevi i mortali dall’abisso della vanità, o ammirabile, docile, o Giacomo, ai cenni del Maestro, che in tutto ti aveva illuminato la mente e reso apostolo e venerabile predicatore ispirato, o beatissimo, della sua divinità incomprensibile.
Su di te scese l’illuminazione dello Spirito in forma di fuoco, o beato e ti rese divina dimora, capace di dileguare in breve la caligine dell’ateismo e illuminare il mondo con lo splendore di sapientissime parole, o narratore dei divini misteri, Giacomo, vertice degli apostoli, testimone oculare di Cristo.
Con le folgori della predicazione illuminasti, o glorioso, quanti dormivano nella tenebra dell’ignoranza; e dopo averli resi, o Giacomo, figli del Sovrano e Dio, mediante la fede, emulasti la passione e la morte di lui, divenendo erede della gloria, come sapiente, come predicatore divino, come autentico discepolo.
Dei santi. Tono pl. 2.
Deposta tutta la tirannide di questa vita, disprezzata la ricchezza e aborriti i godimenti passeggeri, prendeste la croce come divino giogo e seguiste Cristo e mirabilmente prendeste dimora nei prati celesti: qui, insieme esultando, ricordatevi di noi, che con fede vi ricordiamo e con affetto piamente celebriamo la vostra sacra e venerabile memoria, o santi.
Amandoti con tutta l’anima, o Sovrano, dietro di te corse la coppia celebrata, i due coniugi e come tela di ragno sciolse la catena indissolubile di ogni piacere: perciò, o immortale, raggiunse il tuo regno; per le loro preghiere dunque, concedimi, o pietoso, il perdono delle colpe e rendimi vittorioso contro le passioni che sempre, o Sovrano, tormentano la mia anima.
Foste privati dei due figli amati per ordine divino e rimasti inconsolabili in questa vita, prendeste le nobilissime parole di Giobbe e gridaste: Il Signore ha dato e il Signore ha tolto. Compiuta perciò con facilità l’opera desiderata, vi si vide partire gioiosi per i deserti e i luoghi santi, o coniugi santissimi.
Gloria. Dell’apostolo. Tono 4. Di Teofane.
Chiaramente ricevuta la grazia del divino Spirito, fosti unito, o Giacomo, al sacratissimo coro degli apostoli: perciò, ispirato per quel soffio violento dal cielo, con lingua di fuoco bruciasti l’empietà spinosa delle genti. Implora Cristo Dio, o araldo di Dio, di salvare le nostre anime.
E ora. Theotokìon. Come generoso.
Il Giudice è già presente, il tribunale pronto, la morte che a questo conduce è vicina; i ministri sono prontissimi; tutto è preparato; perché dunque indugi, o anima, perché tardi e non gridi: Dio di misericordia, o nostro Dio nostro, per le preghiere di tua Madre abbi pietà di me e scampami da ogni castigo?
Oppure stavrotheotokìon.
Agnella che partoristi l’agnello senza macchia venuto a sanare, o purissima, il peccato di tutto il mondo il suo proprio sangue, l’agnello che, immolato per noi, vivifica l’universo: rivesti me, spoglio della divina incorruttela, del manto della divina grazia fatto con la lana del tuo agnello.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Dell’apostolo. Tono pl.1.
Festeggiamo con fede il giorno augustissimo della tua memoria, celebrandoti, o Giacomo glorioso, non come figlio di Alfeo, ma come apostolo di Cristo e predicatore della sua ineffabile incarnazione; poiché dunque stai sempre presso il trono del Sovrano con gli incorporei e i cori degli apostoli e dei martiri, supplica intensamente per la nostra salvezza il nostro Salvatore e Dio.
E ora. Theotokìon. Salve, tu che sei veramente.
Strappa ora alla spada dei nemici l’anima mia, Madre di Dio purissima, perché in te e nel tuo parto, o Vergine pura, è annientata ogni forza dello spirito maligno e sono distrutti gli eserciti dei demòni; salvezza e riposo dalle fatiche sono venute ai credenti dal tuo parto; perciò anch’io a te grido: Combatti, Sovrana, quanti sempre mi combattono e chiedi loro soddisfazione per quel primo danno, con cui si sono mostrati per me causa d’ogni male.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo appeso al legno e trafitto al fianco l’agnello di Dio che toglie le colpe del mondo, l’agnella gemendo così esclamava: Come hai sopportato, Figlio, di essere ucciso come uomo, tu che sei Dio e Sovrano del creato, anche se per tuo volere comparisti nella carne? Perché ti sei affrettato a compiere la corsa e hai lasciato sola, Figlio mio, colei che puramente ti generò, o benefattore? Non tardare, dammi una parola e la grande misericordia.
Apolytìkion. Tono 3.
Santo apostolo Giacomo, prega Dio misericordioso di concedere remissione delle colpe alle nostre anime.
Del santo. Tono 1. Sigillata la pietra.
Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti rivelasti, santo padre teoforo Andronico; con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto carismi celesti e guarisci i malati e le anime di quanti con fede a te accorrono. Gloria a colui che ti ha dato forza; gloria a colui che ti ha incoronato; gloria a colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti.

