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1 Ottobre

Memoria del santo apostolo Anania, uno dei Settanta e del beato nostro padre Romano il melode.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia dell’apostolo.

Tono 4. Tu che fosti chiamato.

Quando colui che accolse il raggio divino, Saulo, un tempo posseduto dalla tenebra, venne a te chiedendo la sacra purificazione, spinto da volontà superiore, allora, o beatissimo, come sapiente gerarca, donasti col battesimo l’adozione a figlio a colui che poi l’avrebbe donata all’ecumène: perciò con lui diciamo beato te, apostolo di Cristo, Anania di senno divino, che supplichi per la nostra salvezza.

Straordinariamente iniziato ai misteri divini, più risonante del tuono, o beato, facesti echeggiare il verbo salvifico di Dio e destasti quanti dormivano nei sepolcri della vanità, i quali gettarono via da sé lo stato di morte che assimila ai defunti e respinge nell’ade quanti ne sono affetti: costoro tu li rendesti preziosi strumenti di colui che uccise l’uccisore, Gesù, Sovrano e Salvatore delle nostre anime.

Come portatore di luce, come vate divino, come testimone eletto da Dio della passione di Cristo e della gloria ineffabile che dovrà manifestarsi, coerede e compartecipe con il Sovrano, tu che ti diletti delle effusioni luminose sempre zampillanti dallo splendore senza tramonto, o uomo divino, con le tue suppliche libera da tenebrosi pericoli quanti ora festeggiano, Anania, la tua festa fulgidissima.

Del santo.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Il musico, la lira del divino Spirito, l’usignolo, la cicala, il flauto di divini canti della Chiesa, prepara per noi tutti i suoi conviti musicali e con essi allieta chi ha senno divino.

La lampada fulgidissima e limpidissima, la cetra melodiosa, la corda delle chiare parole dello Spirito, distintamente canta, insegnando ai confini a glorificare con inni mai silenti l’unico splendore della Divinità.

Tu che stai presso il Sovrano di tutti e con lui hai famigliarità, o padre, ricordati di noi, che celebriamo la tua fulgida festa, affinché siamo liberati da pericoli e tentazioni, o Romano beatissimo in Dio.

Gloria. Tono 1.

Di Byzantios, per alcuni di Anatolio.

Lo strumento d’elezione, il grande ricettacolo dello Spirito, Paolo apostolo illuminasti, o apostolo, ricevendone l’ordine da Dio per rivelazione, come veggente del Verbo e iniziato ai suoi prodigi, apostolo inviato a preferenza dei discepoli e fedele economo della nuova alleanza. Imitando dunque lo stesso Cristo maestro, versasti il tuo sangue, divenendo confessore con una passione da martire, o Anania, gerarca di Cristo e compiuta la corsa e custodita inviolata la fede, dimori negli eccelsi con i superni liturghi: prega per la salvezza delle nostre anime.

E ora. Theotokìon. Martiri degni di ogni lode.

Abisso di misericordia, misericordia di me, divenuto baratro di impurità: lava tutta la sozzura delle mie passioni, facendomi risplendere con lacrime di penitenza e divina compunzione: per essa donami un sentire realmente umile e salvifica contrizione di cuore.

Oppure stavrotheotokìon.

L’agnella e Sovrana pura, vedendo il proprio agnello in croce, senza più apparenza né bellezza, gemendo diceva: Ahimè, dov’è tramontata la tua bellezza, dolcissimo? Dove il tuo decoro? Dove la grazia sfolgorante della tua figura, Figlio mio dilettissimo?

Allo stico, stichirà dall’oktòichos; si dice però anche il seguente idiòmelon dell’apostolo, con il suo stico.

Tono 4.

Stico. Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai confini del mondo le sue parole.

Ti rivelasti dimora colma di trofei, Anania apostolo e coperto da pietre come da fiori, versasti il tuo sangue per colui che volontariamente patì per noi nella carne; perciò oggi Damasco si gloria per la tua sacra solennità; e non soltanto essa, ma tutta la terra, chiaramente predicando i tuoi straordinari prodigi, grida: Prega Dio di donarci il perdono delle colpe.

Gloria. Tono pl. 2.

Primo inizio dei beni, apparisti causa di salvezza, padre nostro Romano: intessendo infatti un’innodia angelica, divinamente mostrasti la tua condotta di vita. Implora Cristo Dio di liberare da tentazioni e pericoli i tuoi cantori.

E ora. Theotokìon. Il terzo giorno risorgesti.

Mio soccorso e protezione sei tu, Madre di Dio purissima: ho te come aiuto nelle tribolazioni, nelle malattie e nelle angustie e glorifico te, irreprensibile.

Oppure stavrotheotokìon.

Quando la purissima ti vide pendere dalla croce, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, dolcissimo Figlio mio, come dunque sopporti una ignominiosa passione?

Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.

Santo apostolo Anania, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Del santo. Tono pl. 4.

In te, padre, fu perfettamente custodita l’immagine di Dio, perché tu, prendendo la croce, seguisti Cristo e coi fatti insegnasti a trascurare la carne perché passa e a darsi cura dell’anima, realtà immortale: perciò con gli angeli esulta il tuo spirito, o beato Romano.