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17 SETTEMBRE

Memoria della santa martire Sofia e delle sue tre figlie, Pistis, Agapi e Elpis.

Al Mattutino.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.

Dopo la prima sticologia, kàthisma della festa.

Tono 4. Presto intervieni.

In te, croce beatissima e vivificante, i popoli si dilettano ora festeggiando con le schiere immateriali, gli ordini dei gerarchi piamente inneggiano, le moltitudini dei monaci si prostrano con riverente timore e tutti glorifichiamo Cristo crocifisso.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 4. Sei apparso oggi.

La tua croce, Signore, come luce risplendente mette in fuga le legioni della tenebra e rischiara i fedeli che cantano: La croce è il vanto del mondo.

Il canone della festa e questo delle sante. Acròstico: Canto le splendide figlie di Sofia. Di Teofane.

Ode 1. Tono 1. La tua destra vittoriosa.

Della tua sovramondana sapienza ineffabile concedimi l’illuminazione, Cristo mio Sovrano, affinché inneggi alle illustri martiri, figlie di Sofia.

Il tuo parlare fu sapientemente ornato dalla condotta, trascorrendo tutta la tua vita nell’amore per la sapienza, o gloriosa Sofia di senno divino, splendida di grazie di sapienza.

Il tuo beatissimo frutto, ornato col triplice splendore della superna sapienza di Dio, rifulse nella lotta per la Trinità santa, o Sofia, omonima della divina sapienza.

Purificando con le virtù corpo e anima, le tre fanciulle vergini, Pistis ed Elpis con la gloriosa Agapi si offrirono come martiri a te, Cristo, sposo spirituale.

Theotokìon. Prendendo tutta la mia forma colui che prima era conosciuto in forma divina, la rinnovò tutta abitando divinamente nel tuo grembo, o pura: perciò noi fedeli tutti, Madre di Dio, ti glorifichiamo.

Ode 3. Tu che solo conosci.

Udendo la tua voce che le chiamava alla vita immortale e impassibile, o Cristo, le vergini martiri incoronate ti seguirono cantando: Santo è il tempio spirituale della tua immacolata gloria, Signore filantropo.

Come promesso Cristo donò forza per il martirio a voi, che stavate in tribunale: vi colmò di sapienza divinamente ispirata, vi rese martiri vittoriose, splendenti di grazia verginale.

Fiaccaste l’arroganza del nemico e umiliaste il suo orgoglio con le vostre generose lotte; e sommergeste nei flutti del vostro sangue colui che si vantava un tempo di far sparire l’oceano.

Riccamente colme della superna sapienza di Cristo, le tre figlie di Sofia, sapiente madre, fiore scelto, svergognarono l’impudente follia e l’arroganza del tiranno esponendo gli insegnamenti divini.

Theotokìon. Santamente concepisti Cristo, Santo dei santi, santa dimora di santità, colui che riposa nel santuario, al quale gridiamo: Santo il tempio animato della tua inaccessibile gloria, o filantropo.

Irmòs. Tu che solo conosci la debolezza della natura umana e compassionevolmente ne assumesti la forma, cingimi di forza dall’alto per gridare a te: Santo è il tempio spirituale della tua immacolata gloria, Signore filantropo.

Kàthisma delle sante.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Legando le vostre anime all’amore di Cristo, come discepole del Verbo disprezzaste la bellezza che passa e si corrompe, uccidendo dapprima le passioni con l’ascesi, quindi lottando strenuamente fra dolorose torture; perciò il Sovrano vi donò doppie corone di martirio e vi rese degne del talamo nuziale, beatissime martiri: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.

Gloria. E ora. Della festa. Conosciuto l’ordine.

Nel paradiso un tempo un albero mi spogliò, perché facendomene gustare il frutto, il nemico ha introdotto la morte; ma l’albero della croce, che porta agli uomini l’abito della vita, fu piantato sulla terra e tutto il mondo si è riempito di ogni gioia; vedendolo innalzato, o popoli, con fede acclamiamo concordi a Dio: Piena di gloria è la tua casa.

Ode 4. Monte adombrato.

Rafforzate dalla divina grazia, Pistis, Elpis e Agapi, vittoriose martiri, consumate dal fuoco in olocausto per unirsi a Cristo, loro sposo, valorosamente svergognarono le minacce dei tiranni.

Indossando l’armatura della croce, le sante Pistis, Elpis e Agapi con forza sopportarono i colpi dei flagelli, resistendo strenuamente al peccato fino al sangue.

Pistis, Agapi ed Elpis, le vergini sante pari in numero alla Trinità divina, rafforzate dal suo amore e dalla sua potenza, furono in grado di sopportare il violento dolore dei tormenti.

Con l’arma della croce le vergini svergognarono l’arrogante orgoglio del seduttore, umiliando colui che spavaldamente si vantava di impadronirsi di tutto il mondo.

Pistis, Elpis e Agapi splendono come triplice lampada per la loro sapienza e luminosamente riflettendo i raggi della Trinità divina, rischiarano chiaramente le Chiese per soccorrerci e salvarci.

Theotokìon. Madre di Dio inneggiatissima, santa dei santi, attesa delle genti e salvezza dei fedeli, da te è sorto il Redentore e Signore vivificante per la salvezza dei tuoi cantori.

Ode 5. Tu che illumini.

Legate dalla natura e dalla fede, le tre vergini teofore, con cuore paziente, sopportarono i tormenti e svergognarono il tiranno con la divina sapienza con cui esposero i misteri.

Si allieta la progenitrice vedendo il maligno che aveva fatto perdere l’Eden, sconfitto da donne sapienti, le figli di Sofia, Pistis, Elpis e Agapi.

Lusinghe e seduzioni del tiranno fuggirono e sopportarono volontariamente i colpi dei flagelli, le venerate giovani, ferite dal tuo amore e dal tuo divino eros, o Cristo.

Theotokìon. Le potenze celesti vedendoti gioiscono, esultano con le schiere dei mortali, poiché nel tuo concepimento, Vergine Theotòkos, vengono unite; perciò degnamente ti glorifichiamo.

Ode 6. Ci ha circondato.

Le giovani beatissime figlie che ebbero l’illustre onore d’esser in numero pari alla Trinità deposero con gioia nelle tue mani immacolate le loro speranze, Signore.

Già splendide di verginale bellezza, si ornarono del diadema dei martirio, divenendo degne di ricevere doppia corona dalle mani di Cristo, fonte di vita e Signore compassionevole.

Nel tuo tempio, o Sovrano, che regni su tutti, furono condotti i tesori della verginità, le tre figlie di Sofia per partecipare al tuo regno, poiché sei tu loro luce e gioia.

Theotokìon. In te Vergine pura, gioiscono i progenitori della stirpe umana, che per te ricevono l’Eden che per loro colpa persero, poiché tu concepisci restando vergine come prima.

Irmòs. Ci ha avvolto l’abisso estremo, non c’è chi ci scampi, siamo considerati come pecore da macello, salva il tuo popolo, nostro Dio, tu infatti sei forza e riscatto degli infermi.

Kontàkion delle sante.

Tono 1. Il sepolcro sigillato.

I puri rami dell’illustre Sofia, Pistis, Elpis e Agapi, dimostrarono folle la sapienza dei pagani e conseguendo la vittoria nella lotta, ottennero dalle mani di Cristo Signore di tutti, l’incorruttibile corona dei cieli.

Ikos.

Quando sino ai confini uscì l’empio editto che ordinava di sacrificare agli idoli, offrire libagioni e apprestare altari e templi dei demòni a perdizione degli uomini, allora le illustri vergini belle rifulsero come stelle, fugando il buio dell’ateismo e dell’ignoranza; accendendo nei cuori dei fedeli lo splendore della pietà, pubblicamente proclamavano: Dio sommo per suo volere fu crocifisso e risorse il terzo giorno e in lui ci gloriamo. Degnamente dunque cinsero per mano di Cristo l’incorruttibile corona dei cieli.

Sinassario.

Il 17 di questo mese memoria delle sante martiri e vergini splendidamente vittoriose, Pistis, Elpis e Agapi e della loro madre Sofia.

Stichi. Adoratrici della santa Trinità, le tre sante sorelle, Pistis, Elpis e Agapi, chinarono le loro teste sotto la spada. Le loro anime il 17 furono innalzate nella gloria.

Lo stesso giorno memoria di santa Agatoclìa martire.

Stichi. Agatoclìa sopporta il fuoco sul suo collo bruciando lo sciagurato errore senza collo.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Massimo, Teodoto e Asclepiodoto.

Stichi. Una donna e due fanciulli davanti alla morte divennero un unico cuore e una vita sola.

Lo stesso giorno memoria di santa Lucia e Geminiano suo figlio e martire.

Stichi. Pacificamente la tua serva Lucia va verso il luogo della maggiore pace. Il martire Geminiano riceve il degno prezzo della lotta coraggiosa che aveva ingaggiato.

Lo stesso giorno memoria di santa Teodota martire.

Stichi. Teodota, dilaniata dalla spada rende efficace la grazia da Dio ricevuta.

Lo stesso giorno memoria dei santi 100 martiri.

Stichi. Le dieci decine di martiri egiziani, si lasciarono decapitare nello stadio.

Peleo e Nilo, fra i santi vescovi.

Stichi. Chi fu maggiore dell’epico Peleo? Visse con Nilo e con lui fu nel mezzo delle fiamme.

Fra i martiri, 50 in Palestina.

Stichi. Cinquanta uomini, posta in Dio la loro sapienza, affrontarono con coraggio il fuoco.

I santi Partemuthio ed Elia.

Stichi. Partemuthio, gettato nella fornace invita Elia, non il tesbita, a mostrare lo stesso zelo.

Lo stesso giorno i santi martiri Caràlampo e Pandeleìmon e i loro compagni. Si celebra la loro sinassi nel luogo del loro martirio, davanti al Secondo.

Stichi. Caràlampo e Pandeleìmon mostrano la loro fulgida gioia con un cuore da leone.

Lo stesso giorno memoria dei santi ieromartiri Iraclide e Myron, vescovi di Tamàsso di Cipro.

Stichi. Iraclide e Myron bruciarono senza esitare come profumo di mirra salendo sul rogo.

Per le loro sante preghiere, Cristo Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Noi fedeli ti riconosciamo.

Chiaramente illuminate dall’unica grazia dal triplice splendore, le sante vergini dispersero le tenebre dei demòni e celebravano come Dio la luce trisipostàtica, cantando il celebrato e glorioso Dio dei nostri padri.

Dimorando nei cieli, avendo Cristo come vostra luminosa lampada, sempre con gli angeli esultate di gioia, contemplando l’eterna gloria, cantando il celebrato e glorioso Dio dei nostri padri.

Avendo mostrato la loro ferma opposizione come i giovani fanciulli, le vergini teofore valorosamente calpestarono il fuoco; possedevano infatti la loro stessa risolutezza e in numero pari glorificarono il sempre celebrato Dio dei padri.

Theotokìon. Concedi, Vergine pura, la remissione dei peccati ai fedeli che ti inneggiano, liberandoli dalle tentazioni e da ogni avversità, poiché in te possediamo il nostro rifugio, sposa divina, che nelle tue mani hai portato il Dio dei nostri padri.

Ode 8. I fanciulli d’Israele nella fornace.

Le vergini divinamente splendenti, Pistis, Elpis e Agapi, rifulgendo più dell’oro per la luce della pietà acclamavano: Benedite, opere tutte del Signore, inneggiatelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Celebriamo, fedeli, le vergini che ricevettero chiaramente per il martirio la loro pura e luminosa luce, inneggiando: Benedite, opere tutte del Signore, inneggiatelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Un fiume di guarigioni, abbondante e ricco, senza sosta sgorga dalle urne delle martiri per i fedeli che inneggiano: Benedite, opere tutte del Signore, inneggiatelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Sei tu, pura Vergine, la terra santa che ha concepito Cristo, spiga vivificante, che ci procura la vita eterna; a lui tutti gridiamo: Benedite, opere tutte del Signore, inneggiatelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Irmòs. I fanciulli d’Israele nella fornace come in crogiuolo brillarono più dell’oro fino per lo splendore della pietà, inneggiando: Benedite, opere tutte del Signore, inneggiatelo ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Immagine del tuo concepimento.

Colme di raggio trilucente e splendore divino, Pistis, Elpis e Agapi, omonime delle virtù, confermateci nella fede, nella speranza e nell’amore.

Vi preghiamo, sante vergini, invincibili campionesse, di intercedere senza sosta affinché la potenza superna calmi sempre la tempesta scatenata dell’eresia e porti concordia ai fedeli.

Lasciata la notte di questa esistenza ornate di grazia verginale, o sapientissime, siete ora nel giorno senza sera e nella gioia dei martiri, divenute degne del divino regno infinito.

Theotokìon. Come la Vergine ha concepito il Verbo ipostàtico dall’eternità, il riflesso del Padre, nostro benefattore e come il suo grembo ha potuto donare una carne al Signore, che giustamente noi magnifichiamo?

Irmòs. Immagine del tuo concepimento si rivelò il roveto ardente, che bruciava senza consumarsi e ora ti preghiamo di estinguere la fornace ardente delle tentazioni contro di noi, affinché, Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.

Exapostilarion delle sante.

Tu che il cielo con le stelle.

Le tre fanciulle, ardenti di zelo per la Trinità, aderendo alla triade delle virtù, speranza, fede e carità, con il loro stesso nome disprezzarono i tormenti.

Della festa. Tono 2.

Croce, custode di tutta l’ecumène! Croce, splendore della Chiesa; croce, fortezza dei re; croce, saldezza dei fedeli; croce, gloria degli angeli e disfatta dei demòni.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Veneriamo, innalzandoli, la lancia con la croce e i chiodi e gli altri strumenti con cui fu confitto il vivificante corpo di Cristo.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

L’albero della tua croce, mio Salvatore, venendo innalzato toglie la bruttura corruttrice del peccato e fa risplendere l’universo.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Con l’acqua divinizzante e il tuo sangue, o Verbo, la tua Chiesa si riveste splendidamente come sposa, cantando la gloria della croce.

Gloria. E ora. Uguale.

Salve, divino presidio dei credenti, muro inespugnabile, croce del Signore, per cui fummo sollevati dalla terra.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.