15 Settembre
Memoria di san Nikita, megalomartire.
Al Mattutino
Apolytìkion del martire.
Tono 4. Presto intervieni.
Il tuo martire, Signore, con la sua lotta ha conseguito la corona dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipe della tua forza ha sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni; per le sue intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.
Gloria. E ora. Della festa. Tono 1.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittorie contro i barbari e proteggi con la tua croce la tua città.
Dopo la prima sticologìa, kàthisma.
Tono 1. Sigillata la pietra.
Veneriamo il legno della tua croce, o filantropo, perché in esso fosti inchiodato, vita di tutti. Hai aperto il paradiso, Salvatore, al ladrone che con fede a te si rivolgeva; egli fu degno della beatitudine così confessandoti: Ricordati di me, Signore. Come lui accogli anche noi, che acclamiamo: Tutti abbiamo peccato, per la tua amorosa compassione non disprezzarci..
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma.
Tono 1. I soldati a guardia della tua tomba.
Distese le braccia sulla croce, misericordioso, radunasti le genti da te lontane per glorificare la tua grande bontà. Guarda dunque alla tua eredità e con la tua croce preziosa abbatti chi ci fa guerra.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Canone della festa e del santo, opera di Teofane. Acròstico: Io ti canto, campione il cui nome grida vittoria.
Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.
Mortificando i miei pensieri carnali, rischiara il mio spirito col tuo luminoso splendore, perché celebro la tua solennità, Nikita, eccellente vincitore che intercedi presso Cristo.
Rigettando il veleno delle passioni, sopportando con fermezza i supplizi, indossasti la tunica del martirio, tessuta con il tuo sangue.
Una nuova e mirabile via di lotta rivelasti, inchiodato per noi al legno: divenisti infatti primizia della confessione e resistenza dei martiri, o Sovrano.
Theotokìon. La porta della tua discesa a noi, Signore, fece splendere in modo soprannaturale te, filantropo, duplice nella natura, misticamente chiamato oriente, sole e luce.
Ode 3. Si rallegra in te.
Con animo saldo hai resistito alle minacce dei tiranni, illustre martire di Cristo, fortificato dalla potenza di Dio.
Sopportasti d’essere straziato e avere le membra tranciate, illustre martire di Cristo, ma non hai diviso la tua anima.
In te si rallegra il cuore dei martiri di Cristo, vedendo oggi celebrata la tua memoria, santo martire.
Theotokìon. Dimora purissima della verginità, o Maria, guarisci le profonde piaghe da cui il mio cuore è straziato.
Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e salvezza.
Kàthisma.
Tono 4. Presto intervieni.
Gustando i dolori della carne, degnamente sperimentasti l’indolore divina delizia divina in paradiso, ricevendo la corona d’immortalità da Dio; perciò fai sgorgare fiumi di miracoli per quanti con affetto si rifugiano nella tua protezione, o martire.
Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.
Affrettati ad agire, Cristo nostro Dio, prima che veniamo asserviti ai nemici che bestemmiano te e minacciano noi; coloro che ci fanno guerra, schiacciali con la tua croce, conoscano la potenza della vera fede, per le preghiere della Theotòkos, o solo filantropo.
Ode 4. Vedendo te.
Incantato dalla visione di Dio e godendo del suo splendore, il martire non sentì dolore e con gioia acclamò: Gloria alla tua potenza, Signore.
Liberato dal sangue del Sovrano, l’atleta Nikita gioiosamente offrì il proprio sangue a Cristo; immolato per lui, acclamò: Gloria a te, Signore mio Dio.
Incatenato dall’amore del Salvatore, il martire calpestò la fiamma degli idoli e la forza dei demòni e acclamò al Creatore: Gloria alla tua potenza, Signore.
Theotokìon. O Cristo, re dei re, il tuo cielo animato, abbellito da una varietà di splendori, la pura Vergine viene ora glorificata come Theotòkos.
Ode 5. Tu, mio Signore.
Chi potrà descrivere le tue lotte, illustre Nikita e le corone che Cristo ti ha donato, o martire?
I martiri sulla terra, ingaggiando lotte, ricevettero ricompensa celeste negli eccelsi da te, datore di vita.
Ora brilli come luminare, inneggiatissimo Nikita, divenuto luce seconda che sta gloriosamente presso la luce grande.
Theotokìon. Per noi che siamo nella tenebra della vita, hai generato, o Madre di Dio, la luce senza tempo sottomessa per noi al tempo generasti e hai illuminato il mondo.
Ode 6. A te sacrificherò.
Sei rimasto affascinato dagli splendori del Creatore, o glorioso e ricevendo, o beato, le illuminazioni superne, volando sei salito a Dio e, disprezzata la morte, ti presentasti a lui.
Preferendo, con ragionamento sapiente, martire Nikita, i tesori inesauribili a quelli che passano, gioiosamente consegnasti il tuo corpo ai supplizi.
Theotokìon. Avendo trovato te sola, Genitrice di Dio, come melo nel bosco e purissimo giglio e fiore delle valli, lo sposo spirituale in te dimorò.
Irmòs. A te sacrificherò con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, grazie al sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.
Kontàkion.
Tono 2. Cercando le cose superne.
Recisa con la tua resistenza la forza dell’inganno e ottenuta con la tua lotta la corona della vittoria, con gli angeli esulti presso Cristo Dio, o glorioso, giustamente chiamato Nikita, con loro senza sosta intercedendo per tutti noi.
Ikos.
Infondendo nella mia anima la conoscenza, purifica, Salvatore, il mio sentire e rendimi esecutore dei tuoi comandamenti, perché possa combattere il multiforme insorgere delle mie passioni e ricevere come premio della vittoria l’incorruttela, per l’intercessione del tuo nobile vittorioso Nikita, o filantropo: egli stesso, infatti, nella sua memoria ci ha convocati, senza sosta intercedendo per tutti noi.
Sinassario.
Il 15 di questo mese passione del santo megalomartire Nikita.
Stichi. Gettato nella fornace, Nikita divenne lo splendido portatore di un trofeo di vittoria o meglio, un vero tedoforo divino. Il quindici, si corona di gloria splendente.
Lo stesso giorno memoria del beato nostro padre Filoteo, presbitero e taumaturgo.
Stichi. Sei vissuto, o Filoteo, come amico di Dio. L’eternità hai trovato tra gli amici di Dio.
Lo stesso giorno memoria di san Porfirio il mimo.
Stico. Inscenando per finta il battesimo, rigettasti la finzione, venendo trafitto dalla spada.
Lo stesso giorno il ritrovamento delle reliquie di del santo vescovo di Melitìni Akàkios.
Stichi. Celebrando il ritrovamento del tuo corpo, o Akàkios, possiamo ottenere scioglimento dai mali.
Lo stesso giorno il santo martire Massimo perì di spada.
Stichi. Vedendo Cristo offrirti la corona, a lui offristi il tuo capo mozzato da spada.
Lo stesso giorno due sante fanciulle perirono di spada.
Stichi. Avendo lo stesso spirito e lo stesso sentimento, due fanciulle coraggiosamente si offrono alla spada.
Oggi il ritrovamento delle reliquie del santo protomartire Stefano.
Stichi. Comune scoperta per il creato è Stefano, primo e grande lottatore del Dio eccelso.
Il nostro padre tra i santi Bessarione, arcivescovo di Larissa si addormenta in pace.
San Gerasimo, fondatore del monastero della santa Trinità, denominata Surviàs, dalle parti di Makrynitsa di Zagorà, si addormenta in pace.
Il santo neomartire Giovanni Kris, martirizzato a Nuova Efeso intorno al 1811, perisce di spada.
Per le preghiere dei tuoi martiri, Cristo Dio, abbi pietà e salvaci. Amìn.
Ode 7. Nella fornace.
Ora che sei illuminato dall’inaccessibile splendore, rischiara, o martire, con la tua luce quanti ora celebrano la tua festa, acclamando: Tu sei benedetto, Signore mio Dio.
Le schiere degli angeli, o beato, ammirano il tuo coraggio vedendoti lottare risolutamente e gridano: benedetto sei tu, nel tempio della tua gloria, Signore.
Theotokìon. Con il coro celeste degli incorporei l’arcangelo Gabriele ti acclamò gioiosamente, pura Madre di Dio: Salve, tu sei benedetta fra le donne, o Vergine purissima.
Ode 8. Stese le mani.
Sacrificio perfetto e gradito e olocausto profumato ti sei fatto, martire invitto, al tuo Sovrano crocifisso per noi, gridando con letizia: Benedite, opere tutte, il Signore.
Distruggendo, secondo le regole, come campione divino, le falangi del nemico, fosti degno di ricevere l’incorruttibile corona dei vincitori dalla mano vivificante di colui al quale ora salmeggi: Opere tutte, benedite il Signore.
Desiderando irresistibilmente Cristo, al suo sangue mescolasti il tuo; straziato dai flagelli e da ogni sorta di tormenti, per averlo imitato, ora regni con lui, salmeggiando senza sosta: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. La macchia della nostra natura, concependo Cristo, unico immacolato, con sapienza lavasti, o casta Madre di Dio purissima e divenisti superiore ai serafini e cherubini che gridano: Opere tutte, benedite il Signore.
Irmòs. Stese le mani, Daniele, chiuse le fauci dei leoni nella fossa. I fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, estinsero il potere del fuoco gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Ode 9. Da te, Vergine.
Tutto mi affido a te, Nikita divinamente beato, per averti presso il Sovrano come difensore capace di salvarmi da ogni sciagura e di procurarmi la salvezza divina.
Davvero ti sei rivelato martire della verità, o atleta e ora stai nella gioia davanti alla santa Verità enipostàtica e ricevi con familiarità le ricompense delle lotte.
Approdasti a porto tranquillo, trovando il riposo dalle tue pene e, incoronato, esulti in paradiso con i martiri di Cristo, o beato: perciò tutti degnamente ti glorifichiamo.
Accordami generosa grazia per averti affettuosamente intrecciato con le mie parole corone d’elogio; liberami dai miei peccati e dalle azioni commesse per la mia malvagità, con le tue preghiere, o beato.
Theotokìon. Oltre le leggi di natura generi il legislatore senza mutamento per bontà ineffabile incarnato, apparso in due nature, Madre benedetta, Vergine purissima.
Irmòs. Da te, Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che ha congiunto le nature distinte: per questo noi esultanti, Madre di Dio, ti magnifichiamo.
Exapostilarion del martire.
Con i discepoli conveniamo.
Come vincesti, o sapientissimo, con la potenza della croce, la sfrontatezza dei barbari e la follia dei tiranni, così fa’ cessare per noi con le tue preghiere, o nobile Nikita, i moti della carne e gli assalti delle passioni, procurandoci la remissione dei peccati, o vittorioso, nella sconfinata franchezza che tu possiedi presso Dio.
Della festa. Sotto gli occhi.
Croce, custode di tutta l’ecumène, croce, splendore della Chiesa; croce, fortezza dei re; croce, saldezza dei fedeli; croce, gloria degli angeli e disfatta dei demòni.
Allo stico, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
Oggi è esaltata la croce di Cristo, l’albero vivificante in cui egli fu confitto per richiamarci tutti dall’esilio.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Salve, divino presidio dei credenti, muro inespugnabile, croce del Signore, per cui fummo sollevati dalla terra.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Venite, con gioia salutiamo tutti l’albero salvifico, su cui fu disteso Cristo, la redenzione.
Gloria. Del martire. Tono pl. 2.
Oggi tutta la terra esulta per la lotta del vittorioso e la Chiesa di Cristo, abbellendosi con fiori, grida a te, martire di Cristo: O servo di Cristo e fervidissimo protettore, non smettere di intercedere per i tuoi servi.
E ora. Della festa. Stesso tono.
Oggi la pianta della vita sorgendo dai penetrali della terra, conferma la risurrezione di Cristo in essa confitto; e, innalzata da mani consacrate, annunzia la sua ascensione ai cieli, per cui la nostra argilla, risollevata dalla terra su cui era caduta, ha la cittadinanza nei cieli; perciò esclamiamo grati: Signore, innalzato su quella croce per cui con te ci innalzasti, rendi degni della gioia del cielo i tuoi cantori.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Alla Liturgia typikà e beatitudini dal canone della festa e del santo.
Prokìmenon. Gioirà il giusto nel Signore e spererà in lui.
Stico. Esaudisci, o Dio, la mia preghiera quando ti supplico.
L’apostolo a Timoteo. Figlio Timoteo, rafforzati (26 ottobre).
Alliluia. Il giusto fiorirà come palma, come cedro del Libano si moltiplicherà.
Vangelo secondo Matteo. Disse il Signore: Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi.
Kinonikòn. Il giusto avrà memoria eterna. Alliluia.

