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8 Settembre

Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.

Al Mattutino.

Apolytìkion. Tono 4.

La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna (3).

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Proclamalo Davide, che cosa ti ha giurato Dio? Ciò che mi ha giurato, egli dice, ecco lo ha compiuto, donando la Vergine dal frutto del mio grembo: da lei il Cristo creatore, il nuovo Adamo, è stato generato re sul mio trono e oggi regna colui che possiede il regno incrollabile. La sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia,

kàthisma uguale.

Dalla radice di Iesse e dai lombi di Davide nasce oggi per noi la divina fanciulla Maria e l’universo è rinnovato e divinizzato. Rallegratevi insieme, cielo e terra, lodatela, famiglie delle genti. Gioacchino gioisce e Anna festeggia gridando: La sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo il polyèleos, kàthisma.

Tono pl. 4. Conosciuto l’ordine.

Esulti il cielo, si allieti la terra, perché è stato partorito sulla terra il cielo di Dio: la sposa di Dio, secondo la promessa. La sterile allatta Maria bambina e Gioacchino gioisce per questo parto dicendo: Mi è stato partorito il virgulto da cui Cristo fiore è germogliato dalla radice di Davide. O prodigio veramente straordinario!

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.

Prokìmenon. Tono 4.

Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Stico. Ha emesso il mio cuore il verbo buono.

Ogni spirito e il vangelo secondo Luca (1,39-49.56).

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Gloria. Per l’intercessione della Theotòkos. E ora. Lo stesso. Quindi, lo stico. Pietà di me, o Dio.

Idiòmelon. Tono 4. Di Germano.

La gioia universale è sorta per noi dai giusti Gioacchino e Anna, la Vergine inneggiatissima, che per la sua purezza somma diviene tempio vivente di Dio e, sola, è con verità riconosciuta Theotòkos. Per le sue suppliche, o Cristo Dio, manda sul mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

I canoni del signor Giovanni con gli irmì per 8 stichi e del signor Andrea per 6 stichi.

Canone di Giovanni monaco.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Venite, popoli, cantiamo un canto al Cristo Dio che ha diviso il mare e guidato il popolo che aveva liberato dalla schiavitù dell’Egitto: perché egli si è grandemente glorificato.

Venite, fedeli, allietandoci nel divino Spirito, onoriamo con inni la sempre vergine Fanciulla che oggi, da una sterile, è venuta nel mondo per la salvezza dei mortali.

Esulta, Gioacchino con Anna di senno divino, perché oggi hai fatto germogliare dai tuoi lombi la Vergine eletta da Dio, dalla quale è nato per noi il Cristo Signore.

Nasce oggi il ponte della vita per il quale i mortali che stanno nell’ade sono richiamati dalla caduta, glorificando Cristo datore di vita.

Canone del signor Andrea.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

A colui che spezza le guerre col suo braccio e che guidò Israele nel Mar Rosso, a lui cantiamo, come Dio nostro redentore, poiché si è glorificato.

Esulti tutto il creato e gioisca Davide, poiché dal suo tronco è germogliato il ramo recante come fiore il Signore, redentore dell’universo.

La Santa dei santi nel santo sacrario come bimba è condotta per esser nutrita dalla mano di un angelo divino; festeggiamo tutti con fede la sua nascita.

Anna, sterile e senza prole, non poteva restare senza figli a causa di Dio, che l’aveva destinata prima dei secoli a divenire madre della Vergine pura, da cui sarebbe nato l’Autore del creato in forma di servo.

Te sola, agnella senza difetto, che nel tuo grembo fornisti a Cristo la natura umana come un vello, noi glorifichiamo con inni, in questo giorno in cui Anna ti ha partorito.

Canto, proclamo, glorifico tre ipòstasi partecipi di unica natura, eternità, santità; un unico Dio è glorificato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito.

Chi mai vide un lattante generato senza padre, chi mai vide una madre rimasta vergine? Doppio mistero, pura Genitrice di Dio!

Katavasìa. Tracciando una croce, Mosè, col bastone verticale, divise il Mar Rosso per Israele che lo passò a piedi asciutti, poi lo riunì su se stesso con frastuono volgendolo contro i carri di faraone, disegnando, orizzontalmente, l’arma invincibile; perciò cantiamo a Cristo nostro Dio perché si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Rafforzaci in te, Signore, tu che col legno uccidesti il peccato e infondi il tuo timore nel cuore dei tuoi cantori.

Vissuti irreprensibilmente per Dio, hanno generato la salvezza di tutti, i genitori dal divino sentire di colei che partorì Dio, nostro Creatore.

Il Signore, che per tutti fa scaturire la vita, da una sterile ha prodotto la Vergine: in lei egli si degnò di entrare, custodendola incorrotta dopo il parto.

Inneggiamo come Theotòkos il frutto di Anna, Maria, che ha concepito il grappolo portatore di vita, protezione e aiuto di tutti.

Un altro Irmòs.

Si è rafforzato il mio cuore nel Signore, la mia fronte si è innalzata nel mio Dio, si è dilatata la mia bocca contro i miei nemici, ho gioito per la tua salvezza.

Benedetto, Anna, il tuo grembo, che portò il frutto della verginità, che senza seme concepirà Gesù, redentore e nutritore del creato.

Tutto il creato proclama beata te, Vergine, partorita oggi da Anna come puro ramo germogliato dalla radice di Iesse, per coltivare Cristo fiore.

Mostrandoti superiore a tutto il creato, tuo Figlio, pura Madre di Dio, magnifica oggi la tua santa nascita e colma di gioia tutto l’universo.

Innalzata nel Santo dei Santi, Vergine pura Theotòkos, ti sei rivelata superiore a tutto il creato, concependo nella carne il Creatore.

Veneriamo il Padre senza principio, cantiamo il Figlio senza tempo, adoriamo lo Spirito coeterno, unico Dio trisipostàtico.

Generando l’illuminatore e il principio di vita dei mortali, pura Madre di Dio, divenisti il tesoro della nostra vita e la porta della luce inaccessibile.

Katavasìa. Una verga è assunta come figura del mistero perché, con la sua fioritura, essa designa il sacerdote: e per la Chiesa un tempo sterile, è fiorito ora l’albero della croce, come forza e sostegno.

Ypacoì. Tono 2.

Il profeta chiamò la santa Vergine porta invalicabile, custodita solo per il nostro Dio: per essa è passato il Signore, da essa procede l’Altissimo e la lascia sigillata, liberando la nostra vita dalla corruzione.

Kàthisma. Tono 4. Stupì Giuseppe.

La Vergine Maria e veramente Madre di Dio, come nube della luce oggi su noi è rifulsa e proviene dai giusti per la nostra gloria. Adamo non è più condannato, Eva è liberata dai lacci e per questo acclamiamo gridando con franchezza all’unica Pura: Annunzia gioia, la tua nascita, a tutta l’ecumène.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, l’annuncio della tua economia e ho dato gloria a te, solo filantropo.

Inneggiamo te, Signore, che doni a tutti i fedeli, come porto di salvezza, colei che ti ha generato.

O sposa di Dio, Cristo ti ha resa vanto e forza di tutti quelli che cantano con fede il tuo mistero.

Sovrana ignara di nozze, riscattati dalle colpe per le tue suppliche, noi tutti, grati, ti diciamo beata.

Un altro Irmòs.

Ho inteso, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, poiché nel tuo ineffabile disegno tu, che sei Dio eterno, dalla Vergine sei venuto incarnato: Gloria alla tua gloria, o Cristo, gloria alla tua potenza.

Glorificando con inni e salmi l’augusta nascita della Theotòkos, veneriamo, fedeli, colui che aveva veramente promesso a Davide che il frutto dei suoi lombi avrebbe regnato dopo di lui.

Schiudesti il grembo di Sara, Signore, dando Isacco come frutto della vecchiaia: oggi hai donato, Salvatore, la tua Madre pura come fertile frutto del grembo.

Ascolta, Signore, la mia preghiera, dica Anna, poiché oggi mi hai concesso il frutto promesso: colei che tra tutte le donne e le generazioni, dovrà divenire la tua pura Madre.

Gioisce conte oggi l’ecumène, o Anna divina, poiché da te è fiorita la Madre del suo Redentore, colei ha germogliata dalla radice di Davide, lo scettro di potenza, che porta per noi il Cristo fiore.

Trinità eterna e indivisa per essenze, cherubicamente ti glorifico, gridando con lingua impura: santo, santo, santo l’unico Dio per tutti i secoli in eterno.

Gli oracoli dei profeti si sono compiuti con la tua nascita, Vergine pura: con fede ti chiamarono tempio, porta, monte spirituale e roveto, verga di Aronne fiorita dalla radice di Davide.

Katavasìa. Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, ho considerato le tue opere e glorificato la tua divinità.

Ode 5. Irmòs.

Tu che hai dissolto le buie ombre degli enigmi e hai rischiarato i cuori dei fedeli con l’avvento della verità, grazie a questa divina figlia, guida anche noi, o Cristo, con la tua luce.

Inneggiamo, popoli, colei per cui divenne come noi l’autore di tutte le cose: i profeti che ne furono fatti degni, gioirono al vederla in figura, traendo da essa il frutto di una chiara salvezza.

La fioritura della verga secca manifestò a Israele la scelta del sacerdote: e ora il gloriosissimo germoglio della sterile straordinariamente celebra con la sua luce lo splendore dei genitori.

Un altro Irmòs.

Signore, nostro Dio, dacci la pace; Signore nostro Dio, sostienici; Signore, all’infuori di te non conosciamo altri, il tuo nome invochiamo.

Incorrotta fu la tua nascita, Vergine pura, ineffabile il tuo concepimento, il tuo parto uguale al tuo concepimento, Sposa non sposata, poiché della mia natura si rivestì lo stesso Dio.

Gioiscano oggi le schiere degli angeli, danzino cantando i figli di Adamo, poiché nasce il ramo che dovrà recare come fiore il Cristo, unico redentore della stirpe umana.

Oggi Eva è sciolta dalla condanna, Adamo liberato dall’antica maledizione per la tua nascita, gridando a te, pura Vergine: Per te siamo liberati dalla rovina.

Gloria a te, che oggi hai glorificato la sterile genitrice del ramo sempre verde da cui, secondo la promessa, fiorirà Cristo, fiore della nostra vita.

Ti adoriamo, Trinità indivisibile, increata, coeterna e consustanziale, che sempre proclamiamo unico Dio trisipostàtico.

Il tuo grembo divenne santa mensa, la tua purezza restò intatta come prima, o Vergine, poiché Cristo, nostro sole, è sorto da te come sposo dal talamo.

Katavasìa. O albero beatissimo, su cui è stato steso Cristo, Re e Signore! Per te cadde colui che con un albero aveva ingannato, fu adescato da Dio nella carne, in te confitto donando la pace alle nostre anime.

Ode 6. Irmòs.

Al Signore, dal ventre del mostro, Giona gridò: Fammi tu risalire, ti prego, dal profondo dell’ade affinché a te, Redentore, con voce di lode e in spirito di verità, io offra un sacrificio.

Al Signore, nell’afflizione della sterilità, gridarono i genitori divinamente saggi della Madre di Dio e generarono lei come comune salvezza e vanto di generazione in generazione.

Ricevettero un celeste dono degno di Dio, i genitori divinamente saggi della Madre di Dio: il cocchio più eccelso di quello dei cherubini, colei che partorisce il Verbo e Creatore.

Un altro Irmòs.

Come le acque del mare, o filantropo, le onde della vita mi sommergono, ma come Giona dall’abisso, strappa dalla rovina la mia vita, compassionevole Signore.

Inneggiamo la tua santa nascita, onoriamo inoltre il tuo verginale concepimento, sposa divina, Vergine non sposata: con noi esultano gli angeli e le anime dei santi.

Pura Vergine, più santa dei santi, i tuoi casti genitori ti condussero al tempio del Signore per esservi santamente allevata e preparata alla maternità divina.

O madri e sterili, danzate di gioia, coraggio, esultate, o senza prole, poiché la sterile genera la Madre di Dio, che sta per liberare Adamo ed Eva dalla maledizione e dalle pene.

Sento Davide che di te canta: Sono condotte al palazzo del re le vergini del tuo seguito; anch’io dunque con lui a te, come figlia del re, inneggio.

In te, pura Vergine, il mistero della Trinità è cantato e glorificato: il Padre si è compiaciuto, il Verbo ha posto la sua tenda fra gli uomini e con la sua ombra ti ha coperto lo Spirito santo.

Sei divenuta incensiere d’oro, poiché il fuoco divino, il Verbo, per energia del santo Spirito rese sua dimora il tuo grembo, apparendo ai nostri occhi in forma umana, o pura Genitrice di Dio.

Katavasìa. Nelle viscere del mostro marino, Giona stendendo le palme a forma di croce, chiaramente prefigurava la salvifica passione: perciò uscendo il terzo giorno, rappresentò la risurrezione ultramondana del Cristo Dio crocifisso nella carne, che con la sua risurrezione il terzo giorno illuminò il mondo.

Kontàkion. Tono 4. Autòmelo.

Gioacchino e Anna furono liberati dalla vergogna della sterilità e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte per la tua natività, o pura; questa celebra oggi il tuo popolo, riscattato dalla schiavitù dei peccati, a te esclamando: la sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.

Ikos.

La preghiera e il gemito di Gioacchino e Anna per la loro sterilità e mancanza di prole, giunsero accetti alle orecchie del Signore ed essi produssero al mondo un frutto portatore di vita; l’uno compiva sul monte la sua preghiera e l’altra portava la sua vergogna in un giardino: ma con gioia la sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.

Sinassario.

L’8 di questo mese nascita della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.

Stichi. Più di tutte le madri è benedetta sant’Anna, essendo madre della Vergine Madre. Il giorno otto genera colei che genererà la luce infinita.

Lo stesso giorno i santi fratelli Rufo e Rufino perirono di spada.

Stichi. Chinandosi alla spada Rufino dice al fratello: seguimi, non indugiare, Rufo.

Lo stesso giorno san Severo perì di spada.

Stichi. Sono pronto alla mia passione, dice Severo: e tu, spada, sei pronta a decapitarmi?

Lo stesso giorno sant’Artemidòro perì nel fuoco.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Irmòs.

Il roveto incombusto sul monte e la fornace dei caldei irrorante rugiada chiaramente prefigurano te, sposa di Dio: perché senza venirne arsa, ricevesti in un grembo materiale il divino fuoco immateriale; e noi gridiamo a colui che da te fu partorito: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Nelle tue immateriali manifestazioni era impedita al legislatore la contemplazione del grande mistero, o venerabilissima, mentre veniva simbolicamente ammaestrato a non avere sentimenti terreni: perciò preso da stupore per il prodigio, diceva: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Monte, porta celeste e scala spirituale ti profetizzò divinamente il sacro coro, poiché da te fu intagliata la pietra non toccata da strumento umano; e sei chiamata anche porta per cui è passato il Signore dei prodigi, Dio dei nostri padri.

Un altro Irmòs.

La fornace dei caldei avvampante di fuoco venne rinfrescata dall’intervento dello Spirito di Dio, mentre i fanciulli cantavano: benedetto il Dio dei nostri padri.

Festeggiamo, o pura e veneriamo con fede la tua santa nascita, per il cui annunzio siamo liberati dalla maledizione antica nella manifestazione di Cristo.

Ora Anna gioisce e fiera grida: Pur essendo sterile ho generato la Madre di Dio, per cui la condanna di Eva è sciolta e colei che è nelle pene smetterà di soffrire.

Adamo è liberato, Eva danza con gioia a te acclamando nello Spirito: In te siamo liberati dalla maledizione ancestrale per la venuta di tuo Figlio.

Anime infeconde, sterili e senza prole, esultate, poiché Anna ora gioisce, mostrandosi ricca di discendenti: madri, esultate di gioia con la Madre di Dio.

Glorifichiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito, santissima Trinità in una Mònade divina, indivisibile, increata, consustanziale e coeterna.

Restando vergine dopo il parto, tu sola generasti il nostro Dio, rinnovando così la natura, liberando Eva dalla maledizione ancestrale, pura Genitrice di Dio Maria.

Katavasìa. Il folle editto di un tiranno empio sconvolse i popoli, spirando minaccia e bestemmia in odio a Dio: non spaventò però i tre fanciulli quel bestiale furore e quel fuoco crepitante; ma in mezzo al fuoco, che strideva sotto il vento rugiadoso, essi salmeggiavano: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Nella fornace dei fanciulli prefigurasti un tempo la Madre tua, Signore, perché la figura liberò dal fuoco costoro che in esso si muovevano senza venir bruciati. E noi inneggiamo a lei, che oggi grazie a te è apparsa ai confini e la sovresaltiamo per tutti i secoli.

La prescelta dimora della nostra riconciliazione con Dio comincia oggi a essere, per partorire per noi il Verbo, che si manifesta nello spessore della carne: lui celebriamo, noi che per lui dal non essere abbiamo ricevuto l’essere e lui sovresaltiamo per tutti i secoli.

La liberazione dalla sterilità terminò l’universale sterilità nel bene e il prodigio mostrò chiaramente Cristo che viene a dimorare tra i mortali: lui celebriamo, noi che per lui dal non essere abbiamo ricevuto l’essere e lo sovresaltiamo per tutti i secoli.

Un altro Irmòs.

Tu che stabilisci alle acque i loro limiti, poni la sabbia come confine al mare e tutto reggi, a te inneggia il sole, la luna ti glorifica, a te offre l’inno tutto il creato, Demiurgo e Creatore, nei secoli.

Tu che hai fatto prodigi per la sterile Anna, tu che hai dischiuso il suo infecondo grembo per farlo fruttificare, tu, Dio santo, come Figlio della Vergine, hai assunto carne da lei, dalla Theotòkos Vergine.

Tu che sigilli e dischiudi l’abisso, alzi le acque sulle nubi e doni la pioggia al mondo, sulla sterile radice di Anna hai fatto germogliare come ramo e frutto la purissima Madre di Dio.

Tu che sciogliesti i lacci della sterilità, alla sterile donasti l’illustre frutto, la fertile fanciulla, la Madre tua secondo la carne, di cui divieni Figlio e germoglio, o Dio compassionevole, venendo fra noi.

O agricoltore delle nostre menti e giardiniere delle nostre anime, tu che rivelasti fruttuosa la terra sterile, hai reso sant’Anna, un tempo sterile, terra coltivata, fertile, fiorente e ubertosa, che ha germogliato la Theotòkos, frutto purissimo.

Trinità santa ed eterna, Dio supremo, la moltitudine degli angeli a te inneggia e per te trema; cielo, terra e abissi davanti a te fremono, gli uomini ti benedicono, il fuoco è tuo servo, tutto il creato con timore ti obbedisce.

Prodigio nuovo: Dio Figlio di una donna e una Madre senza uomo genera senza seme e la prole è Dio, o terribile visione! O straordinario concepimento della Vergine! O concepimento tremendo! Realmente tutto ciò supera l’intelletto e la visione.

Katavasìa. Benedite, fanciulli, pari in numero alla Trinità, Dio Padre Creatore, inneggiate al Verbo che discese mutando il fuoco in rugiada e sovresaltate per i secoli lo Spirito santissimo, che concede vita a tutti.

Ode 9. Irmòs.

Più venerabile non si salmeggia.

Benedetta, purissima, noi ti magnifichiamo, o Madre di Dio, tu che da grembo verginale, incomprensibilmente, hai dato un corpo all’astro divino, sorto prima del sole e venuto corporalmente a vivere tra noi.

Colui che per le folle ribelli fece scaturire fiumi dalla dura roccia, elargisce a noi, genti docili, un frutto di letizia da grembo sterile: te, pura Madre di Dio, che noi, com’è degno, magnifichiamo.

Te, annullamento dell’antica, severa sentenza, che risollevi la nostra prima madre, causa dell’unione della nostra stirpe con Dio, ponte che conduce al Creatore, Theotòkos, noi magnifichiamo.

Un altro Irmòs.

Estranea alle madri la verginità e alle vergini il concepimento, ma in te, Theotòkos, i due prodigi si congiungono e tutte le tribù delle genti per tutti i secoli ti magnificano.

Secondo la promessa, Madre di Dio, tu ottieni una nascita degna della purezza: alla sterile fosti donata come divino frutto e tutte le tribù delle genti nei secoli ti magnificano.

Ecco che si compie l’oracolo che dice: Sorga la tenda caduta del sacro Davide in te, purissima, prefigurata; per te tutta la materia degli uomini è ricreata nel corpo di Dio.

Veneriamo le tue fasce, Theotòkos, glorifichiamo colui che ti dona come frutto a colei che un tempo era sterile e prodigiosamente apre il grembo senza prole, poiché Dio, essendo onnipotente, compie ciò che vuole.

Germogliasti in grembo, o Anna di mente divina, madre della sposa, secondo la promessa, il fiore verginale, lo splendore divino della purezza; perciò, come radice della nostra vita, ti diciamo beata.

Estranea agli empi la lode del tuo nome, Padre, Figlio e santo Spirito, Trinità eterna, onnipotente e increata, per cui tutto il mondo è stato fondato a un cenno della tua volontà divina.

Nel tuo grembo, Vergine Madre, hai ospitato Uno della Trinità santa, Cristo nostro Dio, al quale tutto il creato inneggia, per il quale tremano i troni elevati: supplicalo di salvare le nostre anime

Katavasìa. Sei mistico paradiso che, senza coltivazione, o Theotòkos, ha prodotto il Cristo, dal quale fu piantato sulla terra l’albero vivificante della croce: adorando lui, per essa che ora viene esaltata, noi ti magnifichiamo.

Un’altra. La morte, sopraggiunta alla nostra stirpe per il frutto dell’albero, è oggi distrutta dalla croce, perché la maledizione, che nella progenitrice colpiva tutta la stirpe, è annullata per la prole della pura Madre di Dio: tutte le potenze dei cieli la magnificano.

Exapostilarion. Udite, donne.

Esultano oggi tutti i confini dell’ecumène per la tua nascita, Vergine, Madre di Dio Maria, sposa ignara di nozze: con essa hai posto fine al triste obbrobrio dei tuoi genitori, privi di prole e alla maledizione che colpiva la progenitrice Eva nel suo partorire.

Un altro exapostilarion uguale.

Sii rinnovato, Adamo e tu Eva, glorificata; profeti, unitevi in coro con gli apostoli e i giusti: comune gioia di angeli e uomini, nasce oggi al mondo la Theotòkos, dai giusti Gioacchino e Anna.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 1. O straordinario prodigio!

O straordinario prodigio! La fonte della vita nasce dalla sterile, la grazia comincia a produrre i suoi splendidi frutti. Rallégrati, Gioacchino, divenuto genitore della Theotòkos: nessuno è come te tra i genitori terrestri, o ispirato da Dio, perché per te ci è stata data la Vergine che accoglie Dio, la dimora di Dio, il santissimo monte (2).

O straordinario prodigio! Il frutto della sterile, rifulgendo per il cenno dell’onnipotente Creatore dell’universo, ha vigorosamente posto fine alla sterilità del mondo nel bene. Madri, gridate in coro con la madre della Theotòkos: Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te concede al mondo la grande misericordia.

Mostrandosi vivente colonna della castità e fulgido vaso raggiante di grazia, la gloriosa Anna ha partorito colei che è veramente la difesa, il divino fiore della verginità, colei che a tutte le vergini e a quelle che desiderano il dono della verginità, visibilmente concede la bellezza verginale e concede a tutti i fedeli la grande misericordia.

Gloria. E ora. Tono pl. 2.

Questo è il giorno del Signore, esultate, popoli: poiché ecco, il talamo della luce, il libro del Verbo della vita è uscito dal grembo; la porta che guarda a oriente è stata generata e attende l’ingresso del sommo sacerdote, lei che introduce nel mondo, sola, il solo Cristo, per la salvezza delle nostre anime.

Grande dossologia, apolytìkion e congedo.

Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 del canone.

Antifona 1.

Stico. Ricordati, Signore, di Davide e di tutta la sua mitezza.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 2. Ecco, abbiamo udito che è in Efrata, l’abbiamo trovata nei campi boscosi.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 3. Cose gloriose si dicono di te, città di Dio.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Stico 4. Dio è in mezzo a lei e non sarà scossa.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Gloria. E ora.

Per le intercessioni della Theotòkos.

Antifona 2.

Stico 1. Il Signore ha giurato a Davide la verità e non la smentirà.

Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.

Stico 2. Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.

Stico 3. Là farò sorgere la potenza di Davide, ho preparato una lampada al mio Cristo.

Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.

Stico 4. Poiché il Signore ha eletto Sion, se l’è scelta per sua dimora.

Gloria. E ora.

O Unigenito Figlio e Verbo.

Antifona 3.

Stico 1. Qui abiterò perché l’ho scelta.

Apolytìkion. Tono 4.

La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna.

Stico 2. L’Altissimo ha santificato la sua dimora.

La tua nascita, Madre di Dio.

Stico 3. Santo è il tuo tempio, meraviglioso nella giustizia.

La tua nascita, Madre di Dio.

Kinonikòn. Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia.