6 Settembre
Memoria del miracolo compiuto a Colossi, cioè Choni dall’arcangelo Michele.
Al Mattutino.
Dopo la prima sticologìa, kàthisma.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Noi che stiamo nel tuo tempio venerabile e in esso piamente ti magnifichiamo come colui che tiene il primo posto fra le schiere immateriali, con fede ti imploriamo, divino archistratega: Liberaci da ogni tirannide dei nemici e con le tue suppliche salvaci dalla minaccia futura e dalla geenna.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Non smetteremo mai, Theotòkos, di parlare dei tuoi poteri, noi indegni, perché se tu non avessi frapposto la tua intercessione, chi ci avrebbe liberati da pericoli tanto grandi? Chi ci avrebbe custodito liberi sino ad ora? Noi non ci distacchiamo da te, Sovrana: perché sempre tu salvi i tuoi servi da ogni sorta di sventura.
Dopo la seconda sticologìa, kàthisma.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Archistratèga dei liturghi incorporei, tu che stai al cospetto di Dio e rifulgi per i fulgori di là provenienti, illumina e santifica quanti con fede ti inneggiano, liberali da ogni tirannide del nemico e chiedi vita pacifica per gli imperatori e per tutti i confini.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Alla Theotòkos accoriamo ora con fervore, noi peccatori e miseri e gettiamoci pentiti ai suoi piedi gridando dal profondo dell’anima: Aiutaci, Sovrana, mostrandoti pietosa con noi; affréttati perché periamo per la moltitudine delle colpe, non rimandare a vuoto i tuoi servi perché abbiamo te sola come speranza.
I canoni della Theotòkos e dell’Archistratega. Canone dell’Archistratèga. Acròstico: Io canto il primo spirito incorporeo. Giuseppe.
Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.
Sempre splendendo di divini bagliori, archistratega degli eserciti celesti, illumina la mia mente per celebrar col canto te, che proteggi quanti a te ricorrono.
La mente eterna delle schiere del cielo ti ha posto a capo, celebrato arcangelo, luce per chi giace nelle tenebre, divino vanto della sua Chiesa.
Guida spirituale delle intelligenze del cielo, quaggiù ci sei dato a difesa, forza e strumento per sconfiggere e annientare i nemici, ottimo Michele.
Theotokìon. Vergine purissima, vanto degli angeli, aiuto degli uomini, soccorri me che navigo nel mare della vita, travolto dai marosi del peccato e sempre in pericolo.
L’altro canone. Stesso autore.
Stesso Tono. Colui che un tempo guidò.
Con melodiosi canti inneggiamo al luminoso principe degli angeli, che inonda la terra con la luce dei miracoli e le fosche tentazioni dilegua per sempre.
Signore, che fai i tuoi angeli fulmini ardenti, potenti esecutori del tuo santissimo volere, tra tutti hai distinto il tuo arcangelo Michele, come astro splendente.
Inneggiamo tutti il Signore buono, che ci ha donato come muro di difesa dai nemici e solido sostegno per scamparci dai perigli il sacro Michele.
Con la tua divina presenza sempre proteggi in maniera evidente, o principe degli angeli di Dio, questa dimora santa: luogo di intercessione per i peccatori, rifugio ai tribolati, guarigione in ogni malattia.
Allontana, o glorioso, la minaccia dei nemici che ci oltraggiano, scampandoci dal rischio e dal pericolo di essi, per poterti venerare sempre come nostro buon difensore.
Theotokìon. Mistero incomprensibile: Come si unì ai mortali il Dio incomprensibile generato da te, ignara di nozze, nella carne da te assunta, salvandomi dall’abisso cui ero destinato per il morso del serpente?
Katavasìa. Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto le sue meraviglie.
Ode 3. Non per la scienza.
Con divina energia tu percorri tutto il mondo per scampare da ogni male noi, che invochiamo il tuo nome divino, o insigne stratega degli angeli.
Ti dimostri messaggero di Dio, nostro valido patrono, guida agli erranti e maestro per i piccoli, o arcangelo divino, divinamente splendido.
Fosti creato come specchio limpidissimo del divino splendore, che rifletti, brillando, gli splendori dello Spirito adorabile, o Michele, ammiratissimo principe degli angeli.
Theotokìon. Mostrandosi visibile nella carne, o pura, l’invisibile, che con un cenno creò gli Incorporei, volle abitare nel grembo del tuo corpo.
Altro canone. Creatore dei venti.
Stando presso il trono della Trinità per venir divinizzato per partecipazione, o arcangelo di Dio, brillando dei bagliori che ne irradiano, illumina quanti ti lodano con inni.
Quando ti vide con la spada terribile in mano sguainata, colpito dalla visione, Gesù esclamò: Che cosa comandi, signore, al tuo servo?
Da Dio sei stabilito come principe, o arcangelo, dell’eletto popolo; ora anche dei cristiani sei soccorso e redentore, liberandoli dai mali e dai pericoli.
Gloria e onore al Signore, che ci ha dato il grande arcangelo a difesa e in aiuto nei pericoli e per sfuggire per sempre agli empi nemici.
Quanti sono prigionieri di nazioni straniere, deportati con violenza, schiavi miseri, riconduci presto liberi, supplicando, o arcangelo, il Dio altissimo.
Theotokìon. Daniele ti descrisse, o Purissima, come grande monte; Avvacùm come ombroso colle di virtù, secondo Davide pingue e ubertoso, da cui Dio s’incarna per salvare il mondo.
Katavasìa. Come sorgente viva e copiosa, o Theotòkos, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nel giorno del tuo augusto ingresso, rendili degni di corone di gloria.
Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Condottiero degli eserciti celesti e liturgo della gloria divina degnamente divenisti, per ordine del tuo Creatore sei mediatore salvifico dei cristiani, strappandoli dai mali con la tua gloria immateriale; perciò giustamente tutti oggi celebriamo inneggiando la tua divina festa, Michele archistratega: Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto le tue divine meraviglie.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Ineffabilmente concepita in grembo la sapienza e il Verbo, Theotòkos, generasti al mondo e tra le braccia reggi colui che tutto regge, il nutritore di tutti e Creatore del creato; perciò ti supplico, santissima Vergine, strappami dalle mie colpe, ora che sto per comparire al cospetto del mio Plasmatore, Sovrana, Vergine pura e donami il tuo soccorso: tu infatti puoi fare ciò che vuoi, o illustrissima.
Ode 4. Colui che siede nella gloria.
La mente prima volle stabilire le divine intelligenze, ponendo a loro capo Michele, splendente per divina partecipazione e irradiante verità che hanno origine in Dio.
Con i troni, i principati, le virtù, le potestà, le sacre dominazioni, o arcangelo Michele, canti alla Trinità l’inno sacro; salva noi che non inni a te cantiamo.
Magnifichiamo il Creatore, Signore di ogni cosa: per sua bontà ci ha dato un valido custode, muraglia invalicabile a difesa, il luminoso arcangelo Michele.
Theotokìon. Il profeta ispirato predisse in visione, o Vergine un tempo, il tuo parto strepitoso: quando vide un colle ombroso, te chiaramente, da cui il Dio santo incarnato venne.
Altro canone. Ha udito il profeta.
Come un tempo, per comando divino, sbaragliasti il grande esercito di Sennacherib, così annienta quei nemici, o Michele arcangelo, che combattono e assalgono il popolo cristiano.
Come appare stupendo il tuo aspetto, o Michele, come incute soggezione il tuo splendore, come abbaglia la tua gloria che riveli a chi ti onora, tu che compi senza numero portentosi miracoli!
Vigilando dall’alto sulla terra con splendore tu appari, molti beneficando, tutti liberando da disgrazie e pericoli quanti ti invocano, o ministro di Dio.
Questo è il luogo divino, rifugio ai tribolati; questo è il santo sacrario che ci addita il grande arcangelo, quale approdo ai molti che si salvano.
Apparisti ad Archippo di senno divino come ignea colonna, o comandante delle potenze celesti, quando un branco di malvagi si affrettava a inondare di un torrente d’acque il tuo sacrario.
Theotokìon. Per portarti il saluto, o Purissima, Gabriele scese dal cielo; anche noi ti acclamiamo con lui: Salve, porta che Cristo Dio, solo, oltrepassò per salvare la stirpe umana.
Katavasìa. Colui che siede in gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero, venne su nube leggera con la sua forza immacolata e salvò quanti acclamavano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.
Ode 5. Gli empi non vedranno.
Un tempo ti facesti condottiero d’Israele, dando ordini al discendente di Giacobbe, mostrandoti ai mortali nello spessore di un corpo tu che sei senza corpo, o Michele, principe degli angeli.
Sempre contemplando, con divina comunione, gli splendori immateriali, facci partecipi dell’irradiazione illuminante, o principe degli angeli, che dovunque splendi per prodigi.
Si orna di grazia il tuo tempio divino, nel quale sei presente, rendendolo oceano di grazie salutari, guarigione dai mali, o principe degli angeli, Michele.
Theotokìon. Dio ti rese superiore alle angeliche menti, quando accettò di entrare nel tuo grembo incontaminato, o Purissima; supplicalo sempre di aver pietà dei tuoi cantori.
Altro canone. Fa’ sorgere Signore.
Prevedendo i prodigi che avresti compiuto nel tuo santuario, o primo degli angeli, i discepoli del Verbo lo predissero e noi ne costatiamo l’evidente compimento.
Per tua divina ispirazione, un luogo per pregare costruì presso l’acqua che effonde la grazia colui che, mentre prima ne sprezzava i poteri, constatò o arcangelo, la guarigione della fanciulla.
Venite ad attingere grazia e misericordia insieme: qui dona a tutti salute una fonte perenne rivelata dall’arcangelo con un segno divino.
O primo degli angeli, Michele taumaturgo, nel tuo divino sacrario si da la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, la voce ai muti, il camminar spedito ad ogni storpio.
Punisci l’ardire dei nemici che vogliono annientare il tuo gregge, o arcangelo: libera per sempre i prigionieri perché vengano a ringraziare con noi.
Theotokìon. Superasti le potenze angeliche partorendo, o Signora Santissima, il Dio Sovrano di ogni cosa: supplicalo con loro di salvarci.
Katavasìa. Stupisce l’universo per la tua divina gloria, poiché tu, Vergine ignara di nozze, portasti in seno il Dio che tutto domina e partoristi il Figlio oltre il tempo, che concede salvezza a tutti i tuoi cantori.
Ode 6. Il profeta Giona.
La folla dei fedeli si compiace di elogiarti e glorifica, o Michele, il santissimo Verbo che, nella sua bontà, ha unito con gli angeli noi mortali.
Apparendo salvasti il condottiero israelita, o arcangelo; eseguiti i tuoi ordini vinse i nemici e li annientò per sempre.
Quando ti vide, Gesù di Navì si prostrò timoroso e riverente, chiedendo di conoscere il nome tuo sublime, o principe degli angeli.
Theotokìon. Beato quel popolo che ti dichiara beata, o beatissima, che generasti il beatissimo Dio, che per sublime amore ci divinizzò unendo a sé i mortali.
Altro canone. La folla dei pensieri.
Sfolgorante apparisti e rendesti impotenti quanti, deviando la corrente del fiume, volevano esaurire quell’acqua benedetta che largisci ai fedeli.
Percuotendo la roccia, un tempo, Mosè ne fece zampillare l’acqua; ora, o divino arcangelo, spezzando la roccia, hai ingoiato un fiume impetuoso, che anche oggi testimonia il prodigio.
Quanti un tempo, ottenebrati dall’errore idolatrico vennero al tuo santuario, per le tue preghiere ottennero la luce radiosa della conoscenza di Dio.
Il tuo aspetto e la tua natura ignea illumina i fedeli fulminando gli increduli, o principe dei ministri di Dio, patrono di quanti ti onorano con fede sincera.
Imitando in tutto la divina tenerezza del Signore, ai miseri porgi la mano, ai contriti gli animi curi ed estingui i dolori di quanti a te ricorrono, o Michele.
Theotokìon. Il profeta ti previde come libro in cui il Verbo viene scritto dal dito del Padre: imploralo, o Vergine, di iscrivere nel libro della vita noi, che piamente ti glorifichiamo.
Katavasìa. Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Theotòkos, o voi di senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.
Kontàkion. Tono 2. Autòmelo.
Archistratega di Dio, liturgo della divina gloria, guida degli uomini e principe degli incorporei, chiedi per noi ciò che giova e la grande misericordia, come archistratèga degli incorporei.
Ikos.
Dicesti, o filantropo, nelle tue Scritture, che la moltitudine degli angeli nel cielo si rallegra per un solo uomo penitente, o immortale; perciò noi che siamo nelle iniquità, o senza peccato, o solo conoscitore dei cuori, osiamo supplicarti ogni giorno, come compassionevole, di avere compassione di noi e di far scendere la compunzione su noi indegni, o Sovrano, concedendoci compunzione: poiché per tutti noi ti prega l’archistratega degli incorporei.
Sinassario.
Il 6 di questo mese memoria dello straordinario prodigio a Colossi di Frigia avvenuto per opera dell’archistratega Michele.
Stichi. Apparisti nel tuo tempio, Michele, come nuovo Noè, sciogliendo il cataclisma dei fiumi in Choni. Il sei Michele inghiottì l’onda dei fiumi.
Lo stesso giorno la lotta dei santi martiri Eudossio, Zenone, Ròmilo e Macario.
Stichi. Furono tagliati Eudossio, Ròmilo, Zenone e Macario, beatissimi fino in fondo.
Lo stesso giorno i santi centoquattromila militari e la santa Calodòti, perirono di spada.
Stichi. Decine di migliaia di martiri vengono uccisi dalla spada. Calodòti viene decapitata con la spada e si presenta a te, datore d’ogni bene, o Verbo.
Lo stesso giorno i santi Fausto, presbitero, Macario, Andrea e Vivos, monaco, Kyriàkos, Dionigi, Andrònico e le sante Andropelaghìa e Tecla e Teoctisto il pilota e un altro Kyriàkos, semplice cittadino, perirono di spada.
Stichi. Lasciando la terra per lo splendore dei cieli, Fausto per primo periva di spada. Camminando verso la beatitudine Macario e Andrea accettarono bene la spada. Vivos indossa la corona della virtù, donata a lui, che è monaco, da Cristo stesso. Con Dionigi altri due, a lui spiritualmente simili, senza esitare affrontarono la spada. Tecla e Andropelaghìa dimostrarono virtù virili. Il marinaio Teoctisto, morto per l’essenziale, come nave dirige la sua anima verso Dio. Il cittadino Kyriàkos per mezzo della spada si unisce con gioia al coro che festeggia senza fine.
Lo stesso giorno inaugurazione della santissima Theotòkos nel Secondo presso la casa di santa Irene.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Colui che salvò nella fiamma.
Daniele, contemplando, ti vide, o beato Gabriele, sfolgorante d’aspetto, sulle rive del fiume, a spiegargli la visione e parlargli di Michele.
A gran voce onoriamo lodando le due guide degli angeli dal divino aspetto luminoso: Michele e Gabriele, nostri buoni difensori, patroni e custodi.
Stupendo e ammirevole, divino d’aspetto, radioso Michele tu sei guida di spirito dei ministri immateriali; prega con loro per tutti noi.
Theotokìon. Vedendo abitare in te, stupendo e temibile l’eterno Verbo dell’Intelletto infinito, Gabriele arcangelo, o Vergine gridò: Salve, o benedetta, trono dell’Altissimo.
Altro canone. Al simulacro d’oro.
Quando un giorno Daniele ti vide, da terrore e spavento fu preso; ai tuoi piedi caduto, apprese completa istruzione dei misteri ineffabili, per cui volle acclamare: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Quanti sono condotti prigionieri di nemiche invasioni, nei luoghi più lontani, invocato come protettore riconduci, o divino stratega, nella gioia di poter, grati, cantare: Benedetto il Dio dei nostri padri.
I cori angelici, contemplando te, arcangelo Michele, inneggiato con fervore dalle folle degli uomini, colmi di gioia indicibile, glorificano il Dio che, per suo amore indicibile, misticamente ha unito ai cieli i mortali.
Quale luogo resta privo dei tuoi innumerevoli prodigi? Quale città non ti considera patrono? Quale anima oppressa non chiama in aiuto, o arcangelo di Dio, per invocare: Benedetto il Dio dei nostri padri?
Guida agli erranti, patrono degli oppressi, conforto ai tribolati, porto sereno ai tormentati dagli spiriti, garante ai peccatori, medico dei malati, luce agli ottenebrati sei, o arcangelo di Dio.
Theotokìon. Purissima Sovrana, prega sempre il Signore, Salvatore, Redentore e Dio, perché otteniamo il perdono dei molti peccati e il condono dei castighi, per celebrare le sue misericordie innumerevoli.
Katavasìa. I fanciulli di senno divino non prestarono culto alla creatura al posto del Creatore, ma calpestando con coraggio la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: Celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Il liberatore di tutti.
Comandante degli incorporei intelletti, valido intercessore per gli uomini, divino servo di Dio, o Michele, sempre acclami: Lodate e benedite il Signore.
Soli splendidissimi, arcangeli Michele e Gabriele, il creato illuminate con i bagliori del Dio trisolare per scacciare le tenebre del male.
Come esperti timonieri scampate, o arcangeli, la mia spirituale barchetta, travolta e in pericolo, alla tempesta dei peccati, verso il porto del divino volere.
Theotokìon. L’arcangelo divino ti apparve come amico delle nozze portandoti il saluto, o Sposa sempre Vergine di Dio, gloria degli angeli, salvezza e protezione per gli uomini.
Altro canone. Al simulacro d’oro.
Come fulmine percorri la terra ed esegui il divino volere; i cieli attraversi alla guida degli angeli: grande è il tuo onore, inimmaginabili i prodigi che tu compi innumerevoli, stupendo tutto il creato.
L’eletto Filippo e il gran teologo Giovanni, testimoni oculari di colui che col corpo apparve sulla terra, divinamente ispirati, sapientemente parlano della continua grazia delle guarigioni che fai piovere.
Un tempo Mosè divise il mare col bastone; ora, invece il primo arcangelo, apparso con potenza, con un bastone invisibile colpisce le travolgenti acque: come metallo fuso colano nella roccia.
Il santuario del principe degli angeli sembra l’immenso cielo in cui risplendono come stelle miracoli per tutti e i cuori dei fedeli glorificano Dio, fonte d’ogni bene, in tutti i secoli.
Per mezzo di una bestia irrazionale rimproverasti un tempo l’irrazionale gesto di Balaàm; rendi ora impotenti, con ragionevole intervento, i nemici irragionevoli contro di noi in agguato, o principe degli angeli, con la tua intercessione.
Theotokìon. Partoristi un fuoco che non arse il tuo grembo, o Vergine: generasti il Verbo del Padre che eliminò l’irrazionalità dai pensieri degli uomini che, ingannati dal maligno, disobbedirono all’ordine del Dio filantropo.
Katavasìa. Il parto della Theotòkos, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. La disubbidienza di Eva.
Ecco, il decoro della tua divina casa, arcangelo, rifulgendo per la tua splendida confidenza, emana folgori di miracoli e ogni giorno scaccia per grazia divina la tenebra delle malattie.
In coppia eseguite sulla terra i comandi del Signore, stupendi arcangeli radiosi: eliminate i mali e a tutti recate il salvifico splendore del divino Spirito.
Le divine incorporee menti oggi con noi festeggiano il grande e luminoso angelo archistratega, da tutti celebrato, che per noi intercede, procurandoci luce e redenzione dalle colpe.
Coppia divina e luminosa, o arcangeli Michele celebratissimo e Gabriele glorificato, stando presso la Trinità adorata, scampateci dalla condanna delle colpe e dal castigo eterno.
Theotokìon. Alla voce dell’arcangelo Gabriele concepisti il Verbo di Dio, o Purissima, che con la sua parola creò le schiere del cielo, concedendo loro di lodare la sua santa incarnazione, sopra ogni immaginazione e capacità di espressione.
Altro canone. Ha spiegato la potenza.
Come apparisti agli uomini per infinito amore, così li affidasti agli angeli per difenderli da ogni danno del maligno; al di sopra di tutti, l’ammirabile Michele; con lui, o Verbo, ti supplichiamo di concedere a tutti il perdono dei peccati.
Col tuo potente aiuto, o principe degli angeli, col tuo soccorso il pio imperatore combatte mali e disordini, sempre vincendo i loro danni e per te ringraziando il Creatore, ne canta le lodi.
Ogni fedele canta le lodi a te, che nel cielo senza sosta canti l’inno trisagio con le infinite schiere, o principe degli angeli. Presentaci tutti a Dio perché siamo liberati da bisogni e mali.
Festeggi misticamente il creato, celebri del Signore il grande arcangelo, guida degli erranti, porto dei naviganti nei dolori e tra i pericoli, medico per i malati e fonte di salute.
Hai santificato questo tuo tempio e lo hai rivelato fonte di miracoli; qui riuniti gridiamo con fede: Chiedi per noi il perdono delle colpe, o arcangelo Michele, donaci ogni bene e pace duratura.
Theotokìon. Apparisti più ampia dei cieli, incomprensibilmente portando il Dio al quale i cori incorporei inneggiano misticamente; Vergine purissima, supplicalo di salvare tutti noi, che con continue lodi ti diciamo beata.
Katavasìa. Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; festeggi la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando la sacra solennità della Madre di Dio e acclami: salve, beatissima, Theotòkos pura, sempre Vergine.
Exapostilarion. Udite, donne.
Radunatevi e vedete, voi tutti della stirpe umana: ammirate il singolare prodigio compiuto a Choni: Michele, l’incorporeo, con la verga spaccò la roccia e vi buttò dentro i fiumi che scendevano disordinatamente sull’acqua santa.
Theotokìon.
Fui privato, per l’incontinenza di un tempo, ahimè infelice, dell’immagine superiore, ricevuta per opera di Dio: ma tu, Cristo, come compassionevole, unendoti ineffabilmente a me, ti unisti all’inferiore rinnovandomi, o Salvatore, con sangue verginale.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.
Angelicamente nel mondo festeggiando il Dio trasportato su trono di gloria, gridiamo l’inno: Santo sei tu, Padre celeste, Verbo coeterno, santo sei tu e lo Spirito santissimo (2).
Stando con grande franchezza per primo tra i celesti in gloria presso il tremendo trono, testimone oculare delle realtà ineffabili, salva con la tua intercessione, archistratega Michele, noi che siamo nella stretta di pericoli e tentazioni, ti supplichiamo.
Tu che veramente sei il primo degli angeli incorporei e ministro del divino splendore, di esso testimone oculare e iniziato, salva, o Michele archistratega, noi che ogni anno ti onoriamo piamente e cantiamo la Trinità con fede.
Gloria. Tono pl. 1.
Dove la tua grazia stende la sua ombra, o arcangelo, di là è scacciata la potenza del diavolo: non sopporta infatti di restare alla tua luce il Lucifero caduto. Perciò ti chiediamo: spegni con la tua mediazione le sue frecce infuocate lanciate contro di noi e liberaci dalle sue insidie, o arcangelo Michele inneggiatissimo.
E ora. Theotokìon.
Noi fedeli ti proclamiamo beata, Vergine Theotòkos e com’è nostro dovere ti glorifichiamo, città inconcussa, muro inespugnabile, indistruttibile protezione e rifugio delle nostre anime.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 del canone.
Prokìmenon. Egli fa i suoi angeli come soffi di vento e i suoi ministri come fuoco ardente.
Stico. Benedici, anima mia, il Signore; Signore Dio mio ti sei grandemente esaltato.
L’apostolo agli Ebrei. Fratelli, se la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda.
Alliluia.
Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nei cieli altissimi.
Stico. Lodatelo, voi tutti angeli suoi; lodatelo, voi tutte sue schiere.
Vangelo secondo Luca. Disse il Signore: Chi ascolta voi, ascolta me.
Kinonikòn.
Egli fa i suoi angeli come soffi di vento e i suoi ministri come fuoco ardente. Alliluia.

