19 Settembre
Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato 6 stichi e 3 stichirà prosòmia della festa.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
O straordinario prodigio! La croce santissima, albero vivificante, oggi si mostra levata in alto, la glorificano tutti i confini e tutti i demòni sono atterriti: quale dono è stato fatto ai mortali! Per essa, o Cristo, salva le nostre anime, come solo compassionevole.
O straordinario prodigio! La croce che portò l’Altissimo come grappolo pieno di vita, si mostra oggi elevata da terra: per essa tutti fummo attratti a Dio e la morte del tutto inghiottita; o albero immacolato, per cui gustiamo l’immortale cibo dell’Eden, glorificando Cristo!
O straordinario prodigio! La larghezza e la lunghezza della croce sono pari al cielo, perché con la divina grazia essa santifica l’universo. In essa sono vinte le genti barbare; per essa sono saldamente stabiliti gli scettri dei regnanti. O divina scala, per cui saliamo ai cieli, esaltando con canti Cristo Signore!
Dei santi. Stesso tono. I tuoi martiri.
Volendo ereditare le inesauribili delizie, o Trofimo martire, ti deliziavi delle pene del corpo e fosti trasferito dalla corruzione all’incorruttela, esultante e adorno del martirio: perciò con le tue preghiere chiedi per tutti, o beato, la grande misericordia.
Il glorioso Sabbazio, che sopportò tanti supplizi, gioisce ora del riposo sabbatico negli atri dei cieli, ricevendo il premio delle sue lotte, annoverato tra le folle degli angeli: per la sua intercessione, o Cristo, dona al tuo popolo la grande misericordia.
Opponendosi al tribunale degli atei con determinazioni divinamente ispirate, Dorimedonte fortificò il suo intelletto e avanzò inflessibile verso le prove dei tormenti: ricevuti i premi della vittoria, regna con Cristo, pregando sempre per tutti noi.
ÈGloria. E ora. Della festa. Tono pl. 4.
compiuta, o Dio, la parola del tuo profeta Mosè che dice: Vedrete la vostra vita appesa davanti ai vostri occhi. Oggi la croce è innalzata e il mondo è liberato dall’inganno. Oggi si inaugura la risurrezione di Cristo ed esultano i confini della terra, offrendo a te un inno con i cembali di Davide e dicendo: Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Dio, con la croce e la risurrezione: per esse ci hai salvato, o buono e filantropo. Signore onnipotente, gloria a te.
Apòstica stichirà.
ATono pl. 4. Il terzo giorno sei risorto.
adoriamo il luogo dove si sono posati i piedi di Cristo, elevando la croce beatissima, su cui venne versato il sangue del Sovrano, che fa scaturire per il mondo la risurrezione.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Mortificando le passioni della carne e dello spirito, noi che pensiamo secondo Dio, affrettiamoci a farci innalzare da terra verso l’eredità celeste, crocifissi col Cristo Sovrano, mentre viene innalzata la croce.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Scaturì dal divino fianco del Salvatore la fonte che fa fluire la vita: essa irriga le anime di quanti con fede adorano la sua divina passione, la croce e la risurrezione.
Gloria. E ora. Tono pl. 2.
Il mondo nei suoi quattro confini è oggi santificato dalla quadripartita croce innalzata, o Cristo nostro Dio; ed è innalzato il corno dei nostri imperatori, che spezzano con essa i corni dei nemici. Grande sei tu, Signore e mirabile nelle tue opere: gloria a te.
Apolytìkion della festa. Tono 1.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, dando ai re vittoria contro i barbari e custodendo con la tua croce la tua città.

