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10 SETTEMBRE

Le sante martiri Minodora, Mitrodora e Ninfodora.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 stichi e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Con quali ghirlande di lodi.

Con quali labbra celebreremo, noi miseri, colei che è stata generata? La più santa di ogni creatura, più venerabile dei cherubini e di tutti i santi, stabile trono del Re, dimora in cui abitò l’Altissimo, salvezza del mondo, santuario di Dio, nella sua divina nascita concede ai fedeli la grande misericordia.

Quali canti spirituali ti offriremo ora, o santissima? Con la tua nascita da una sterile santificasti tutto il mondo, riscattasti Adamo dalle sue catene e liberasti Eva dalle sue doglie: perciò i cori degli angeli festeggiano insieme, il cielo si rallegra con la terra e le anime dei giusti fanno risuonare inni, acclamando con fede per glorificare il giorno dei tuoi natali.

Quali mirabili canti ti offrirono un tempo, o Vergine, le fanciulle che, in cerchio intorno a te neonata, danzando gaudiose e colme di stupore, acclamavano: È nata la reggia del Re; risplende l’arca della santità; si sono aperte le porte sterili, perché la porta di Dio introduce la bella prole delle virtù, elargendo pace e grande misericordia!

Altri stichirà prosòmia, delle sante.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Vi rendeste splendenti col rosseggiare del sangue e così incorruttibilmente vi uniste, vergini fanciulle, a Cristo nostro Dio, splendida bellezza, che custodisce incontaminata la vostra verginità per le pure nozze senza corruzione, per i talami celesti, o martiri, per la sala nuziale non fatta da mani d’uomo.

Con corpo imperfetto, ma animo perfetto, combatteste con la potenza dello Spirito, o gloriose, il dragone omicida autore del male e dimostraste impotente la sua forza: perciò otteneste le corone della vittoria, Minodora, Mitrodora e Ninfodora, che per la Trinità lottaste.

Con le membra stirate, consumate dal fuoco, straziate con ferri e uncini, appese a un legno e fatte a pezzi con la spada, non rinnegaste Cristo, o vittoriose illustri: perciò avete trovato le corone della vittoria, Minodora, Mitrodora e Ninfodora, pari in numero alla Triade.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Preannunciata da un angelo, oggi sei nata, progenie augustissima, dai giusti Gioacchino e Anna, o Vergine, cielo e trono di Dio, ricettacolo di purezza, annunziatrice di gioia a tutto il mondo, patrona della nostra vita, distruzione della maledizione che tu muti in benedizione. Nel giorno della tua nascita, Vergine eletta da Dio, chiedi dunque la pace e per le nostre anime, la grande misericordia.

Allo stico, 4 stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Esultate, cori dei profeti, perché ecco, la sterile porta il frutto nel quale le vostre profezie troveranno compimento.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.

Esulta, Gioacchino, vedendo Anna che ti porta quel frutto del grembo, dal quale saranno generate al mondo vita e redenzione.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Esultino la vecchiaia di Gioacchino e la sterilità di Anna, perché rinnovano come un tempo l’umana natura invecchiata.

Gloria. E ora. Uguale.

Accetta, o Theotòkos, un inno da sordide labbra e donami il perdono delle colpe e correzione dai vizi.

Apolytìkion della festa. Tono 4.

La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna.